The Distractions – The End Of The Pier

- Genere: Ancient-Rock
- Etichetta: Occultation Records 2012
- Voto: 5/5
- Data uscita recensione: 7 Dicembre 2012

by Max Sannella

End-Of-The-Pier

Un bel disco che potrebbe anche essere nato postumo, un disco che può fare i conti con il passato e vincere al primo round senza tentennamenti, senza forzature di sorta. Gli inglesi The Distractions con Mike Finney al timone arrivano con “The end of the Pier” a santificare la scena old-british (trent’anni di carriera tra disfunzioni, liti e incomprensioni) con un formulato che cambia qualche virgola della loro identità sonora di sempre, sound e ballate malinconiche, uno spirito punk abbandonato da tempo immemorabile e la sincera onestà di stare sulle scene d’ascolto con la tranquillità di chi non ha più nulla da perdere, di chi si accontenta di essere arrivato fin qui.

Comunque la classe dei The Distractions è immutata, la consolidata vibrazione sonora che lasciano al loro passaggio è sempre viva e melodica, una band “con gli anni sulle spalle” che sembra ringiovanita a dismisura, carica di quella nostalgia positiva e mai piagnucolosa come potrebbe sembrare e che fa equilibrio tra romanticismo british compassato e quella verve dolciastra che scivola in gola e negli orecchi come un unguento di lunga vita, di ineludibile simpatia; dieci tracce per una scaletta omogenea e rilassante, rock agevole e non aggressivo, ballatone inclini al piacere solitario e che trovano nel calare della sera il loro momento migliore per essere gustate, per essere inserite nel tepore dei ricordi.

Tante le emozioni che ondeggiano qua e la, nelle – dicevamo – ballate senza tempo “Wise”, “When it was mine”, “Man of the moment”, vicino alla poetica soffusa di una confidenza tenera “100 times” o nell’eco  melodico di una chitarra che suona lontana tra innamoramenti non corrisposti “Too late to change”; si,  i primitivi rimbombi punk non ci sono più, ma covano nei sottoscala del passato di questa formazione che, nonostante l’età, rimane qui a battere cassa, non per arrancare hit parade ma per far presente che i vecchi leoni non sono da rottamare, ma assolutamente da rispolverare per saggezza.

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