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…Una Sera con Lucio, l’album di Alberto Radius e Ricky Portera

Written by Senza categoria

Esce …Una Sera con Lucio, il nuovo album di Alberto Radius e Ricky Portera, un tributo a due grandi della musica italiana: Lucio Dalla e Lucio Battisti. Radius e Ricky, storici collaboratori dei due grandi artisti, ripercorrono il repertorio rivisitando i brani, personalizzandoli e avvalendosi di due ospiti: Clara Moroni (corista di Vasco Rossi) e Roberta Coppone in duetto con Ricky in “Vita”. L’album racchiude anche “La Sera dei Miracoli”, che contiene la voce originale registrata da Lucio Dalla. Il disco, uscito con l’etichetta Videoradio di Beppe Aleo, è stato prodotto e registrato da Ugo Poddighe agli UP Studios di Milano ed è distribuito da Self.

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Artemisia – Stati Alterati di Coscienza

Written by Recensioni

Unire sonorità dedite allo Stoner Rock con quelle del Progressive è una cosa che gli Artemisia ormai sanno fare benissimo. Dal 2006 (anno di nascita del gruppo) ad oggi di tempo ne è passato e i ragazzi hanno acquisito esperienza e maturità, non è un caso infatti che Stati Alterati di Coscienza sia un disco degno di nota. Iniziamo a dire che attraverso i testi cogliamo una ricerca personale degli autori che con grande maestria riescono ad esporli attraverso lo studio di miti e leggende. E’ più o meno un viaggio all’ interno della propria anima, si passa dalla gioia alla paura, facendo di tanto in tanto apparire una sorta di spettro che potremmo inquadrare come una guida ed un ostacolo allo stesso tempo. Insomma parliamo di un lavoro di un certo rilievo non solo musicalmente ma anche per quanto riguarda le tematiche che lasciano ampio margine a personali riflessioni. Analizzando il sound del disco sentiamo subito dei graffianti riff mescolati a sgargianti giri di chitarra, ciò crea un suono a volte ruvido, a volte dolce e quieto. Basso e batteria sono ben coordinati mentre la voce di Anna Ballarin è un vero e proprio tocco di classe, a metà tra sensualità e rabbia, insomma, una chicca. Stati Alterati di Coscienza è un fiore all’ occhiello della discografia degli Artemisia, è un lavoro maturo che racchiude il sapere degli artisti, i testi lo testimoniano. “La Strega di Portalba” è indubbiamente un ottimo biglietto da visita che mette subito in chiaro le potenzialità del disco e del gruppo stesso. “Insana Apatia” mostra l’ interessante sbalzo piano/forte del disco (la quiete e poi la tempesta), è da questa traccia che si comincia a fare sul serio. La successiva “Il Pianeta X” mostra la vera anima Stoner degli Artemisia, anche in questo caso si alternano momenti dove si picchia forte con altri più fiochi. “Mistica” invece suona come un melodico e candido brano dove troviamo Anna davvero ispirata. Le ultime due canzoni che vale la pena citare sono “Vanità” che nei suoi cinque minuti mette in mostra il lato più tranquillo del gruppo e la conclusiva “Presenza”. Stati Alterati di Coscienza è un disco ben riuscito, Anna Ballarin e soci possono vantarsi di aver creato un disco di elevato spessore, i veri rocker potranno ritenersi soddisfatti.

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Progetto Luna – Ogni tanto sento le voci

Written by Recensioni

Max Paudice voce e chitarra, Marco Francavilla tastiere e cori, Alessandro De Carne basso e cori, Gionathan d’Orazio batteria ed Emanuele Nifosi percussioni formano la band torinese nata nel 2009: i Progetto Luna. Dal nome è abbastanza chiara l’influenza e il significato del loro esistere: la luna che accompagna il finir dei giorni, le notti, le paure e i sogni. La luna che diventa anche e soprattutto progetto multimediale per accompagnare la musica, i musicisti e i viandanti, con video, danze, effetti sonori e di luci. In tutto ciò si ricordano i primi Pink Floyd nelle loro esibizioni psichedeliche/allucinogene e i Muse per l’elettronica che diventa il mezzo (e non il fine) di massima espressione.

Per i Progetto Luna dopo la vittoria al concorso nazionale Rockelo 2011 e la partecipazione a Sanremo Autori nel 2012 è anche la volta dell’uscita del loro primo lavoro Ogni Tanto Sento le Voci, album di dodici tracce nelle quali il genere è subito facilmente inquadrabile: Rock.             
Quel Rock orecchiabile che come nel caso del primo brano “Fastidiosi Rumori” ti rimane nell’orecchio per parecchi giorni. Quel Rock che può anche contenere altro, come in “Onda” che inizia con suoni arabeggianti per poi sfociare nel regge sottolineando un testo impegnato. “Sono Vivo”, invece, con il suo testo essenziale sfodera un bel timbro chitarristico caldo e preciso. La vocalità invece appare sguaiata soprattutto nelle finali molto aperte, elemento che può un tantino infastidire e che senza il quale i brani sarebbero più apprezzabili e godibili. In “Ridere di Nuovo” protagoniste sono le tastiere che assieme agli altri strumenti creano un buon amalgama musicale, come in “Respira”, quinto brano dell’album il cui testo evoca esperienze soggettive e particolari. I testi del sesto e settimo brano “10” e “Un Mondo senza Re” sottolineano le oggettive speranze per il futuro e gli imprescindibili ostacoli della vita, avvicinandosi all’elettronica e a qualcosa di già sentito musicalmente parlando. Il brano che da il titolo all’album “Ogni Tanto Sento le Voci” è quello più interessante soprattutto per la struttura musicale e come il buon Rock che si rispetti arriva la ballata “Quello che Vorrei”, dolce, romantica, sospirata e da ballare stretti-stretti in un abbraccio. Gli ultimi due brani di Ogni Tanto Sento le Voci, invece, si rinchiudono in quell’atmosfera già sentita spesse volte durante il lavoro.

Un lavoro che oltre ai suoi tanti pregi (approccio multimediale, testi impegnati, buon’amalgama strumentale, belle chitarre, grafica interessante dell’album e soprattutto del sito web) appare certe volte quasi scolastico nei brani in cui si avverte quell’elemento eccessivamente orecchiabile e già vissuto. La parte vocale potrebbe migliorare non solo nella chiusura delle frasi ma anche nella comprensione dei testi che certe volte appare difficile, e infine in questo miglioramento generale entra anche l’Elettronica che potrebbe svilupparsi ulteriormente per diventare il genere predominante assieme al Rock senza rimanere in secondo piano.                                                          

Insomma, un album che c’è, esiste, ma che non entusiasma se non fosse per una o due canzoni e che necessiterebbe di vari miglioramenti per fare emergere ancora di più tutti i suoi buoni elementi.
http://www.youtube.com/watch?v=fjox_bzSr7U

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