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Gazzelle @ Monk Club, Roma | 03.03.2017

Written by Live Report

Lo ammetto. Sono andata al concerto di Gazzelle senza aver nemmeno mai visto una sua foto. Partivo dal presupposto che era uno degli svarioni sfigatelli italiani che tanto mi piacciono. Immaginavo una sala quasi deserta, il solito tizio seduto sullo sgabello con la chitarrina in mano che fissa il vuoto o che sta sempre a occhi bassi perché si vergogna del pubblico.

(foto di Beatrice Ciuca)

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VIAGGI MUSICALI | Intervista a Khompa

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Philm

Written by Live Report

La notizia del concerto dei Philm a Pescara circolava già da diverso tempo nell’ambiente e per questo l’attesa era tanta come lo era pure l’hype generato. Non capita spesso che rockstar mondiali passino per il capoluogo adriatico e bisogna pertanto lodare gli sforzi effettuati dalla Skeptic Agency e dallo staff dell’Orange Rock Pub (che ringraziamo anche per la collaborazione e il supporto) , soprattutto quando eventi di tale portata vengono offerti al proprio pubblico ad un costo davvero irrisorio (soli 10 euro per il biglietto di ingresso) e bisogna anche rimarcare che ad aggiungere un valore indotto al tutto c’è stata anche l’esibizione dei Noumeno, una vera e propria furia sonora proveniente da Roma.

noumeno

La band è nata nel lontano 2007 ed è attualmente costituita da Emanuele Calvelli (basso), Emiliano Cantiano (batteria), Danilo Carrabino (chitarre) e Matteo Salvarezza (chitarre). Quattro elementi che fanno della tecnica il loro punto di forza e che hanno saputo intrattenere i presenti per quasi un’ora con un perfetto mix di Prog, Death e Rock. Tante le influenze che il gruppo ama citare nella propria biografia (si va dai Cacophony a Jason Becker, dai Racer X ai Death, dai Rush ai Mr.Big, passando per Symphony X, Meshuggah, Liquid Tension Experiment, Angra, Van Halen e Greg Howe) ma dietro ci sono anche tante ore di sala prove, perché la perfezione si raggiunge sì studiando e riproducendo i propri idoli, ma anche eseguendo i propri brani per decine e decine di volte cambiandone a volte anche gli arrangiamenti.

noumeno scaletta

Non voglio esagerare, ma l’impressione che si ha ascoltandoli dal vivo, è che la loro preparazione e il loro affiatamento sia pari a quello di colleghi affermati quali PorcupineTree e Toto. Pochi i brani (purtroppo) proposti, ma tanta l’energia diffusa su tutti. Del resto l’organizzazione era stata chiara: inizio dei concerti ore 21:00 e gli orari sono stati rispettati quasi al minuto. Verso le 22:00 è arrivato il tanto atteso momento: sua maestà Dave Lombardo è entrato nel locale rifugiandosi subito nell’area backstage dove a fine concerto non esiterà insieme ai suoi compagni Gerry Nestler (voce/chitarra)

Gerry Nestler

e Pancho Tomaselli (basso)

Pancho Tomaselli2

a concedersi per foto e autografi ai fan accorsi per l’occasione. Nel poco tempo intercorso fra il suo arrivo e l’inizio della performance dei Philm viene anche allestito il banchetto del merchandising dove è stato possibile acquistare i prodotti ufficiali quali magliette, cd e vinile del capolavoro in studio del gruppo, Fire From the Evening Sun, uscito per la Udr nel 2014. La scaletta del concerto prevede ben quattordici canzoni così ripartite: otto estratti da quest’ultimo lavoro, cinque dal precedente Harmonic, pubblicato nel maggio 2012 dall’etichetta fondata da Greg Werckman e Mike Patton, la IpecacRecordings, e un inedito con cui si concluderà la serata.Dave Lombardo esibisce tutta la sua tecnica costruita in oltre tre decadi di carriera, fatte di centinaia di concerti in tutto il mondo e di dischi in band quali Slayer, GripInc. e Fantômas dicollaborazioni con John Zorn, Testament e Apocalyptica. Precisissimo nell’esecuzione, è talmente accurato da concedersi anche un paio di interruzioni per mettere mano al suo drum kit. Sarà infatti indispensabile persino l’intervento di un fan, che gli presterà la chiave con cui accorderà la batteria, e del suo road manager. Il pubblico entusiasta lo guarda con idolatria, ma insieme a lui ci sono anche due validi musicisti senza i quali i Philm non avrebbero natura di esistere. La musica dei Philm è anni luce diversa da quanto fatto in precedenza. Lo stesso Dave Lombardo descrive il tutto in poche parole: “zero improvvisazione, zero fronzoli. La nostra musica ti ruggisce in faccia da inizio a fine. Noi proviamo a spingerci al di fuori della nostra zona di comfort e vogliamo che i nostri fan facciano lo stesso“. Difficile la catalogazione quindi nel loro caso, ma di certo tutto è tranne che Thrash. Qualcuno si chiede inoltre come Dave riesca a produrre tanti ritmi con un drum kit che è tutto sommato nella norma in quanto a grandezza. Ma in certi casi, si sa, la differenza la fa chi sta dietro le pelli. Tuttavia (ripeto) i Philm non sono un leader e due musicisti a supporto ma una vera e propria band. Il livello di preparazione di bassista e chitarrista è infatti invidiabile, entrambi si concedono diversi virtuosismi, cercano di conquistare anche loro il pubblico con la loro carica e il loro entusiasmo; Gerry sprizza sudore da tutte le parti e Pancho non sarà certo da meno (tanto da rimanere a torso nudo nella parte finale della setlist). La fine giunge implacabile verso le 23:00 ma tutti rimarranno molto soddisfatti da entrambe le performance sicuri di aver assistito a un evento che per anni (se non decenni) rimarrà nella memoria storica della città. Pescara e l’Abruzzo intero sono una piazza spesso trascurata dai big della musica mondiale ma per fortuna poi a noi utenti pensano realtà quali la Skeptic Agency e l’Orange che appena qualche giorno dopo hanno proposto anche i Karma to Burn, vere e proprie leggende dello Stoner Rock. Ma questa poi è un’altra storia…

philm scaletta

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Bombs of Hades – Through the Dark Past

Written by Recensioni

Chitarre come lame taglienti, un basso incandescente ed una batteria micidiale quanto una sfuriata di possenti cazzotti, la primissima premessa per presentare una band che (in circa dieci anni) ha sfornato due lodevoli dischi (e mini lavori) da sorreggere sopra un piedistallo. Through the Dark Past è la prima raccolta degli svedesi Bombs of Hades, un platter che racchiude tutti i principali pezzi degli split e delle demo di Jonas e soci dal 2006 ad oggi. Si tratta di un lavoro che ripercorre i momenti salienti del gruppo attraverso cavalli di battaglia che, nel bene o nel male, rappresentano il loro percorso artistico. La cosa interessante è che i vecchi pezzi, quelli delle demo dal sound più primitivo e da “scantinato”, li ritroviamo in questa raccolta con un sound più elaborato e pulito. Per rendervi meglio l’idea ci troviamo “Coffin” preso da Meathook Diares, il loro primo demo incluso anche nell’ EP del 2008 intitolato Carnivores. Oppure le furiose “Until Death” e “Inside Teradome” dallo split con gli Usurpress datato 2011 e sempre dello stesso anno anche lo split con i Tormented. Insomma, del materiale che scotta. Non mancano inoltre le cover che in un modo o nell’altro fanno il loro effetto: ascoltare “The Day Man Lost” dei Carnage, “Clean Your Head” dei Loud Pipes, “I’ll Be You Sister” dei leggendari Motorhead, “Evil Dead” dei Zekel o “Mangled Dehumanization” dei grandiosi Death Strike in chiave Bomb of Hades. Tutto questo non ha prezzo. L’unica perplessità sono i tempi dell’ uscita, Through the Dark Past esce lo stesso anno del loro terzo full lenght intitolato Atomic Temples. Personalmente, secondo una logica di mercato, non trovo saggia questa scelta dei ragazzi svedesi, penso sia una mossa che potrebbero permettersi band di una certa fama come Iron Maiden, Metallica o Slayer. Loro hanno già fan disposti a tutto, in questo caso le cose potrebbero non essere scontate come sembra. Ad ogni modo Through the Dark Past rappresenta un ottimo inizio per poter riscoprire questi macigni svedesi che, credetemi, hanno molto da mettere in mostra. Detto ciò non resta altro da fare che procurarsi questo disco dei Bombs of Hades. Resterete soddisfatti!

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L’evoluzione storico/tecnica del Record Producer. Settima Parte.

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SoloMacello Fest 2013: i primi nomi.

Written by Senza categoria

Il SoloMacello Fest 2013 che si terrà  il 26 Giungo ha già i primi nomi internazionali e non. Il Festival che inizierà alle ore 18.30 presso Circolo Magnolia, Circonvallazione Idroscalo 41, Segrate (MI), è dedicato a Jeff Hanneman, storico chitarrista e fondatore degli Slayer morto solo pochi giorni fà. Ecco i primi nomi:

Red Fang (Usa)
Karma To Burn (Usa)
Wrust (Botswana)
In Zaire (IT)
Nero di Marte (IT)
Fuzz Orchestra (IT)
Zolle (IT)
Diego Dead Man Potron (IT)
Black Moth (UK)
I 400 calci Dj Set

ingresso: 15€

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