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Punkreas, annunciate le date di “Il Lato Ruvido Tour”

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Partirà il 26 maggio da Bologna, la prima parte del tour estivo dei PUNKREAS, che lo scorso 22 aprile hanno pubblicato il decimo album dal titolo IL LATO RUVIDO (Rude Records, Garrincha Dischi, Canapa Dischi, distribuito da Edel Italy/Orchard). IL LATO RUVIDO TOUR toccherà numerose città e festival di tutta la penisola, ecco le prime date confermate, il calendario è in continuo aggiornamento:

26.05 – PIAZZA CARDUCCI, Bologna
01.06 – BIG BANG MUSIC FEST, Nerviano (MI)
02.06 – VOOBSTOCK, Verbania
04.06 – MAYROCK, Crema (CR)
17.06 – SABBIO SUMMER FEST, Sabbioneta (MN)
18.06 – BCONE FEST, Fabrica di Roma (VT)
25.06 – BANDZILLA, Saronno (VA)
01.07 – UMBRIA CHE SPACCA FESTIVAL, Perugia
02.07 – PARCO PONTE NOMENTANO, Roma
08.07 – CARROPONTE, Sesto San Giovanni (MI)
09.07 – MONDIALI ANTIRAZZISTI, Modena
15.07 – “APP” CIRCOLO COLOMBOFILI, Parma
20.07 – BUBBLE FEST, Pavia
23.07 – UBIALE POWER SOUND FESTIVAL, Ubiale Clanezzo (BG)

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Ritorna il Big Bang Music Fest

Written by Eventi

Si terrà dall’1 al 5 giugno la V° edizione del Festival della città di Nerviano (Milano), Big Bang Music Fest  (www.bigbangmusicfest.com).
Interamente organizzato dall’Associazione Culturale giovaninervianesi.it, la manifestazione musicale si svolgerà presso il Parco Comunale di viale Papa Giovanni XXIII, un’area verde di circa 4000m2 completamente a disposizione dei partecipanti e attrezzata con strutture ristoro, zona relax, zona mercatino e zona concerti, a ingresso rigorosamente gratuito.
Questa la line up prevista per l’edizione 2016:
1 giugno: PUNKREAS, Fratelli Calafuria, Merdonald’s
2 giugno: OTTO OHM, Raphael, Piero Dread, The Manzi
3 giugno: COEZ, Rancore, Ackeejuice Rockers, Ted Bee, Shiva
4 giugno: PLANET FUNK DJ SET, Aucan, Durdust, We Are Waves
5 giugno: IL TEATRO DEGLI ORRORI, Sick Tamburo, Andrea Rock, Voodoo

I concerti inizieranno alle ore 21.00 e termineranno entro le 00.30 circa. Dopo ogni performance live sul main stage, ci saranno degli aftershow dj set a tema con la serata, presso l’area ristoro.

Nelle giornate del 2, 3, 4 e 5 giugno la manifestazione sarà aperta dalle 11.00 del mattino e ospiterà varie attività per bimbi, famiglie, sportivi e cittadinanza in generale. In programma esposizioni d’auto d’epoca e Vespe, dimostrazioni di parkour, crossfit, basket e calcio. Per i più piccoli, ci sarà a disposizione un’area gonfiabili oltre a laboratori di giocoleria e intrattenimento.
Inoltre non mancheranno bancarelle d’artigianato dove acquistare t-shirt e gadegt, oltre a info point gestiti dalle diverse associazioni del territorio per informare sulle attività della zona, oltre che promuovere un utilizzo consapevole degli alcolici. Il pomeriggio di domenica 5 giugno sarà dedicato alla danza, con un concorso gratuito organizzato dal partner Koreutica.

Contatti Utili:
Pagina FB: www.facebook.com/Big.Bang.Music.Fest
Evento FB: www.facebook.com/events/1588769408117563
Website: www.bigbangmusicfest.com
e-mail: bigbangmf@gmail.com

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La Band della Settimana || La Macabra Moka

Written by Novità

Band alternative rock di Cuneo, in attività dal 2010, con la pubblicazione di Espresso e L’Album di Natale la band ha saputo farsi conoscere e apprezzare, incontrando un favore crescente di pubblico e critica locali.

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #15.04.2016

Written by Playlist

“Il Lato Ruvido” è il nuovo album dei Punkreas

Written by Novità

Goose Bumps – “Big Dick” [VIDEOCLIP]

Written by Anteprime

“Big Dick” è il primo estratto da Tremendous Rock ‘n’ Roll (Rocketman Records), disco d’esordio dei giovani Goose Bumps, band rockabilly lombarda Il videoclip è stato affidato a Paolo Meroni per Altered Studio (Punkreas, Rugby Sound Parabiago…). Il brano è dedicato alla qualità nascosta dell’uomo (big dick). Non importa dunque che tu sia ricco, povero, abbronzato o pallido… Ci si augura solo che questo grande “cuore” sia abbastanza per la tua lei !

goose bumps 600

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The Crooks – “989” [VIDEOCLIP]

Written by Anteprime

I Crooks sono una storica band Punk-Rock italiana, con base a Milano e con numerosi tour italiani ed europei alle spalle. Attivi da 16 anni, la band ha pubblicato un 45 giri (You make me feel so sick), un EP (The Dog), un EP su 7″ (15 wasted years, White zoo records), quattro album di cui due per la Tre Accordi Records/Self (Speed kills, Nothing to lose) uno per l’inglese UK Division Records (High society r’n’r), e l’ultimo per la Dischi Volo Libero (Atomic Rock). The Crooks hanno condiviso il palco con Green Day (https://www.youtube.com/watch?v=Ch3YHKckE5Q), The Libertines, Prima Donna, Datsuns, Punkreas, Gerson e moltissimi altri. “989”, brano tratto dall’ultimo disco in studio dei The Crooks (Atomic Rock) è la storia di un amore estivo e adolescenziale (settembre 1989), dove l’ansia di scoperta e la dolcezza degli amori immaturi e perciò bellissimi si vanno a scontrare con il carattere scapestrato, incostante e spregiudicato del giovane protagonista, che non puo’ garantire continuità o serietà alcuna. Il videoclip è stato realizzato da Luca Moretti.

crooks ok

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Sewage: a giugno in Italia per il tour europeo con i The Butchers!!

Written by Senza categoria

Verrà inaugurato il 5 giugno 2015 @ Lab End di San Lazzaro di Savena (BO) il tour europeo dei Sewage, formazione newyorchese conosciuta per essere una delle ultime, vere street punk bands del Manhattan Lower East Side e East Village. Il gruppo guidato dal frontman Spike Polite, unico superstite della formazione originale formatasi nel 1991, sbarcherà per la prima volta in Italia per una serie di concerti, organizzati da Professional Punkers, nei quali sarà affiancato dai varesotti The Butchers, una delle punk rock band italiane del “vecchio corso”, attiva dal 1999, che ancora oggi mantiene viva la scena; tre album pubblicati, di cui il più recente dal titolo Sostanze Stupefacenti, centinaia di concerti in tutta Italia e all’estero in Francia, Svizzera e Germania condividendo il palco con gruppi del calibro di Punkreas, Rappresaglia, Klasse Kriminale, Pornoriviste, Tommi e Gli Onesti Cittadini, Pensione Libano, Yokoano, L’Invasione Degli Omini Verdi, Impossibili, Latte+ e molti altri.

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Peter Punk

Written by Interviste

I Peter Punk sono tornati da poco con un nuovo disco dopo una pausa di quasi dieci anni. Il Seme Della Follia è un disco di puro Punk (se volete saperne qualcosa di più trovate la recensione qui su Rockambula, talmente puro da sembrare quasi anacronistico, piacevolmente immaturo. Abbiamo dunque fatto due chiacchiere con la band per capire meglio come si legano insieme queste tre realtà: Punk-Italia-2015.

Ciao a tutti e benvenuti su Rockambula! Dopo un lungo stop, che effetto fa tornare a fare dischi, a rilasciare interviste, a macinare kilometri e fare del gran macello (ne fate ancora tanto e l’ho visto coi miei occhi)? Cosa avete fatto in questi anni? Quando vi siete mancati a vicenda e cosa vi ha spinto a riprendere?

Ciao!!!!E’ una sensazione bellissima!! Noi adoriamo suonare, quindi comporre, creare e soprattutto fare concerti! Ci fa molto piacere che hai notato che ad ogni concerto sputiamo ancora sangue e non ci risparmiamo. Per noi sarebbe impossibile star fermi e non dare il 100%. E dovresti vedere il dopo concerto, un delirio senza fine ahahahh. Abbiamo ricominciato a suonare con i Peter per non buttare nel cesso anni che sono stati tra i migliori della nostra vita, poi tieni presente che tre di noi han suonato , dopo i Peter , per anni nelle Cattive Abitudini. Alla fine abbiamo aggiunto “soltanto” il tassello mancante alla nostra follia.

So benissimo che la scena musicale odierna in Italia non è quella dei gloriosi anni 90. Quali sono i pregi e i difetti di allora e di oggi. Com’è cambiato il modo di fare live secondo voi? Quanto e come i social network influiscono sull’attività di una band come la vostra?

I pregi sono che il pubblico era maggiore e la gente più coesa in una scena. C’era più interesse e la gente sembrava divertirsi di più che oggi. C’era più iniziativa e più amore per la musica. L’unico difetto è che era tanto facile sparare sui gruppi che avevano più successo etichettandoli come dei venduti. Il nostro modo di fare live non è cambiato, come dicevamo prima diamo sempre tutto. In generale, anche ai concerti di gruppi più grossi, si tende ad osservare più che a partecipare. Noi crediamo ai social fino ad un certo punto. Servono per pubblicizzare i concerti soprattutto, però lo stare sul campo è il modo migliore per promuovere il gruppo.

Quali sono secondo voi i gruppi storici del Punk italiano che hanno scritto la nostra storia e quali quelli caduti nel dimenticatoio che avrebbero meritano maggior successo? Esiste ancora una “scena”?

La “scena” esiste sempre, è meno numerosa ma c’è sempre. Ci son davvero tanti gruppi storici che potremo citare, ma limitandoci al nostro tipo di punk è facile dire Punkreas, Derozer, Pornoriviste. Sono i gruppi emblema dei nostri anni. Tra i gruppi che meritavano un successo maggiore potremmo citare i primi Melt, i Paolino e i Senza Sicura. Grandissime band!

I ragazzi di oggi si affacciano alla musica con approcci a noi difficili da comprendere (anche io ho qualche annetto alla spalle) e un genere che indubbiamente genera entusiasmi è il Rap. Come vedere la sua esplosione nel nostro paese? E’ solo una moda o c’è qualcosa di più?

Purtroppo non siamo affatto informati sulla scena rap. Noi non seguiamo la televisione o altro. Forse nella grandi città questo fenomeno è più tangibile, ma qui di certo no. Non siamo dei vecchi dinosauri, ma riconosciamo di non seguire i trend del momento. Noi ascoltiamo sempre e solo punk rock, hard core e metal.

Arriviamo al disco Il Seme Della Follia. E’ sicuramente un disco con pochi cazzi e tanta botta, che contiene comunque pezzi diretti e molto orecchiabili. A mio avviso però non è cambiato molto nel vostro modo di fare musica. Non avete sentito il bisogno di far evolvere il vostro suono e i vostri testi?

Secondo noi invece sia musica che testi si sono evoluti. Non è un disco uguale ai precedenti anche se ovviamente segue il genere. Se per evolvere dobbiamo snaturarci allora mi sa che è dura che lo faremo mai. Il Seme della Follia suona esattamente come devono essere i Peter nel 2015.

In “Ombra Longa Day” parlate di una fiera di paese delle vostre parti, con tanto di dialettismi, quanto sono importanti le vostre origini geografiche nella vostra musica?

Più che una fiera era un proprio evento. Sempre collegandoci al titolo del nostro disco, potremmo definirla follia totale. Forse Oliviero Toscani ha pensato proprio a questa festa quando ha definito tutti i veneti degli ubriaconi ahhaha. Diciamo che il vino ci piace. Noi amiamo la nostra terra, ma come qualsiasi altra persona pensiamo. Come i ragazzi sardi ad esempio. Sono molto legati alla loro Sardegna e fanno bene. Siamo tutti italiani, ma il luogo dove si nasce e si cresce rimane sempre nel cuore. Ogni tanto mettiamo qualche parola tanto per cambiare e per rimarcare che siamo gente cresciuta campagna che rimarrà sempre semplice e schietta.

Ho notato che utilizzare la figura di Diprè nel video di “Trasher” è stata una scelta molto criticata. Come la giustificate e come è avvenuto il contatto con questo ormai popolarissimo personaggio del web?

L’idea di Diprè è nata da Stefano. Siamo tutti affascinati dai suoi personaggi e ci fanno parecchio ridere. Però non comprendiamo come gli stessi riescano a diventare cosi famosi da riempire i locali dove vanno e le band che si fanno il culo invece non riescono ad avvicinarsi al loro livello di popolarità. E’ questo il messaggio che vogliamo trasmettere con il nostro video. Sempre con la nostra solita ironia. Purtroppo molte persone non l’hanno capito, ma alla fine non possiamo farci niente a tal proposito. Lui comunque è stato subito disponibile e gentilissimo. Sa quel che vuole e ha una sua logica.

Cosa prevede il futuro di Peter Punk?

Prevediamo che faremo sempre quello che ci piace di più. Cioè suonare cercando di trasmettere qualcosa a chi ci ascolta. Quando non avremo più nulla da dire allora smetteremo

Grazie mille a tutti! Fate un bel saluto agli amici di Rockambula e in bocca al lupo!

Un saluto a tutti gli amici di Rockambula!!!!Ricordatevi di spargere sempre il seme della follia!!!

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Latte+ – No More Than Three Chords

Written by Recensioni

Ho trentaquattro anni, non studio, non lavoro e non guardo la tv e quando, da giovane, blateravo di no future mi ero fatto un’idea più idealista di quest’anarchia che a oggi pare solo essere un costante stato di caos interiore. Gli unici momenti in cui riesco a ristabilire l’ordine è quando mi passano tra le mani ricordi degli anni più belli della nostra vita, quelli in cui tutto era Punk e a tutto si pensava tranne che al giorno in cui avrei scritto ho trentaquattro anni e blah blah blah. Qualche settimana fa, a distanza di oltre quindici anni, sono riuscito ancora a pogare e ballare e fare un bagno di birra e risate con i mitici Chromosomes e ora, eccomi a far girare nello stereo l’ultima fatica dei Latte+, tra i meno vicini al mondo Flower Punk dei suddetti, anche perché arrivati con qualche anno di ritardo (1997), ma di certo capaci di incarnarne perfettamente lo spirito ribelle e un po’ romanticamente cazzone.  Con questo nuovo lavoro, i Latte+ tornano alle loro origini, mettendo da parte la lingua madre e tornando all’inglese, scelta che certo sarà stata decisiva per arrivare alla coproduzione statunitense della Infested Records. Oltre a questo, cosa dovremmo aspettarci da una band nata negli anni 90, che fa Punk senza spostarsi di una virgola dai suoi cliché, con cinque album all’attivo, compilation, split, live con Punkreas, Derozer, Senzabenza? Niente più che il tirare una linea, fissare un momento preciso in cui urlare al mondo: “questo siamo noi, questi sono i Latte+!”. Non aspettatevi altro che un manifesto postumo di una generazione incapace di crescere, se crescere significa diventare schiavi di una società che ci vuole quanto più conformi agli standard scelti dai potenti.  No More Than Three Chords è un disco che prende a prestito, com’era lecito aspettarsi, i sound dei mostri sacri Queers e Green Day ma che ha nei Ramones il suo massimo punto di riferimento; in tal senso, non pare certo un caso, l’omaggio del brano “Johnny Ramone” (oltre al titolo, anche i coretti iniziali stile “Blitzgrieg Bop”), che in realtà molto ricorda anche lo stile di un’altra immortale formazione italica che dei fast four ha fatto un credo, gli Impossibili con la loro “Rock’n Roll Robot”.


La rilettura della lezione del professor Joey Ramone avviene tuttavia in maniera del tutto diversa, puntando su una maggiore dinamicità rispetto ai colleghi compatrioti, grazie anche all’uso della lingua inglese, e quasi sottolineando l’aspetto più duro e crudo della band di New York. Se Joey rappresentava il lato sensibile della band, Johnny ne rappresentava quello più grezzo e battagliero e soprattutto a questo sembrano ispirarsi Chicco (basso e voci), Sunday (chitarra e voci) e Puccio (batteria) tanto che brani come “Rise Up” o “I Wanna Be Like Steve Mc Queen” somigliano più ai durissimi pezzi stile “The Crusher” che non alle sdolcinate “Do You Wanna Dance” e simili. La sottile linea che divide l’ispirazione e l’omaggio dal plagio, si assottiglia ulteriormente in “Anyway I Wanna Be with You” quando per poco non ci si trova con la testa sprofondata in una cover di “Palisades Park”. L’unico fattore che riesce a differenziare il sound pelle, jeans e converse è la voce, la quale regala al tutto un sapore californiano che almeno in talune circostanze (“It’s Been a Long Time”), si avvicina alle linee più melodiche di certi Guttermouth. Ho trentaquattro anni. Alla mia età dovrei essere sposato, con due figli, laureato (questo sì, anche se non mi serve a un cazzo), avere un conto in banca (sì, ma ormai a zero), un mutuo da pagare per un monolocale e invece mi ritrovo ad ascoltare Punk e va bene così perché come dice sempre un vecchio amico, l’unica cosa che conta oggi è divertirmi ed essere felice e No More Than Three Chords è il disco perfetto per farlo. Domani penserò al resto.

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Punkreas: si festeggiano 25 anni di attività con un tour storico

Written by Senza categoria

In occasione dei 25 anni di attività, i Punkreas ripartono dalle origini, riportando sui palchi di tutto lo stivale il Paranoia Domestica Tour che già 5 anni fa aveva infiammato i propri fan in occasione del ventennale. Come per tutte le più grandi band il rapporto con il proprio pubblico è fondamentale e prezioso. Con questo tour i Punkreas vogliono omaggiare e ringraziare i loro sostenitori che da anni li seguono con calore e passione. La scaletta, infatti, conterrà le canzoni dei primi 4 album dei Punkreas: “Isterico”, “United Rumors of Punkreas”, “Paranoia e Potere” ed “Elettrodomestico”. Un’occasione per il pubblico per rivivere insieme alla band canzoni come “Fegato Centenario”, “Funny”, “Isterico” e “Mercato del Niente”, oltre ai grandi classici di quegli album che hanno fatto la storia dei Punkreas. Ma non solo: un’opportunità per trasmettere quell’energia, quella vitalità e quella rabbia che li caratterizza anche ai fan più giovani. Un tour per festeggiare e celebrare, insomma, una delle band che ha costruito la storia della musica italiana con passione e devozione.

17-01 – LEONCAVALLO, Milano
22-01 – INDUSTRIE, Catania
24-01 – RIVOLTA, Marghera (VE)
31-01 – DOPOLAVORO, Brindisi
14-02 – FLOG, Firenze
28-02 – URBAN, Perugia
07-03 – VIDIA, Cesena
14-03 – ZAPATA, Genova
20-03 – PHENOMENON, Fontaneto d’Agogna (NO)
21-03 – MAGAZZINO 47, Brescia

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Me First and the Gimme Gimmes – Are We not Men? We Are Diva

Written by Recensioni

Vi è mai capitato di aver bisogno di un disco nei momenti di scazzo per poter sfogare un po’ di frustrazione e ritrovare la serenità perduta? Se state pensando a qualche mattonata New-Age o Chill-out siete fuori strada. Dopo più di 6 anni tornano i Me First and the Gimme Gimmes a riportare un po’ di serenità nelle vostre orecchie con il loro ultimo album Are We not Men? We Are Diva. Il titolo, che oltre ad omaggiare il disco più famoso dei grandiosi Devo, ci fa capire fin da subito chi sono state le loro fonti d’ispirazione per la registrazione di questo disco: le più grandi dive della musica leggera anglofona (lo so, Boy George non è tecnicamente una donna, ma sicuramente si sente una Diva!). La formula per sfornare le loro cover è grosso modo sempre la stessa, ovvero un Punk Rock in puro stile californiano abbinato ad una linea melodica che ricorda quella della canzone originale.

Il risultato, per chi conosce i MF&GG’S è abbastanza superfluo dirlo, è spassoso e, come anticipato prima, anti-stress grazie ai suoi ritmi serrati e alla voce rauca di Spike Lawson che interpreta a modo suo le canzoni delle ugole d’oro della storia della musica (immaginatevi Cippa dei Punkreas interpretare una qualsiasi canzone di Laura Pausini). Degne di nota sono sicuramente “I Will Survive” (Gloria Gaynor) che apre il disco con schitarrate e batteria rullante per mettere in chiaro fin da subito di cosa si tratta, e “Beautiful” (Christina Aguilera) che risulta la più divertente nel disco: Spike Slawson, che non è esattamente l’uomo che a primo impatto può sembrare fragile e insicuro, che canta la canzone per eccellenza delle ragazzine che faticano ad accertarsi per il proprio aspetto estetico.

“My Heart Will Go On” (Celine Dion) è l’unica canzone arrangiata in stile Country e ricorda, forse scimmiotta, lo stile dei Mumford & Sons poiché è sovraccarica di cori, accompagnamento di banjo e fisarmonica. La cover più riuscita del disco è sicuramente “Believe” (Cher) in cui la voce del cantante viene modulata in puro stile Dance anni 90 (forse una delle trovate più brutte nella musica commerciale, ricordate gli Eiffel 65?) con accompagnamento di tastiere con effetti spaziali. Are We not Men? We Are Diva! dura, ahimé, solamente 35 minuti ma vi basteranno per rendervi la giornata migliore!

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