Pixies Tag Archive

Rockambula al Primavera Sound, Day 2 (under the rainbow)

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Day 2, di nuovo sotto la pioggia. Tra temporale tropicale e metropolitana intasata capisco che dovró rinunciare a John Grant. Quando spunta fuori quello che è già diventato l’arcobaleno più celebre di Instagram, le grida di gioia del popolo del Primavera assiepato in attesa sotto gli stand esplodono unanimi. Si torna di corsa sotto ai palchi.

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Neopsichedelia e bassi penetranti all’ATP con i Loop.

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Notevole la performance delle Haim, ma resto nelle retrovie perchè tra poco ho un’appuntamento importante a cui non posso permettermi di arrivare in ritardo.

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Ed eccoli qua. la performance degli Slowdive è davvero un “tuffo lento”, in un universo sonoro in grado di farsi di volta in volta sognante oppure inquieto, ma sempre più intenso.

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Dolorosa scelta quella di non lanciarsi nella folla e poter vedere i Pixies soltanto dai maxischermi, ma tra poco ho un’altra corsa all’assalto della prima fila sotto il palco Sony.

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The National, melodici e sincopati, con quella sezione ritmica così trascinante. mi lascio pervadere come ogni volta dalla voce calda di Matt Berninger, che come consuetudine si arrampica, vaga, rompe a terra un paio di microfoni, si lancia tra il pubblico. Il tutto senza smettere un attimo di cantare.

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Rockambula vi racconta il Primavera Sound in diretta. Noi ci saremo!

Written by Senza categoria

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Da giovedì 29 a sabato 31 maggio torna l’appuntamento ormai consueto al Parc del Forum con quello che è uno dei festival più importanti d’Europa, il Primavera Sound Festival di Barcellona. Dalla prima edizione del 2001 al PobleEspanyol di una sola giornata e una line-up che contava una decina di artisti si è passati negli anni alla formula della tre giorni, che propone in totale oltre 200 live show, e ad una seconda edizione in Portogallo, nella cornice della città di Porto. Il Primavera Sound si è contraddistinto negli anni per una proposta musicale eclettica che lascia spazio agli amanti di ogni genere, con un occhio di riguardo per le novità degne di attenzione, che in ogni edizione hanno affiancato grandi nomi quali Patti Smith, Wilco, Nick Cave, Neil Young, My Bloody Valentine, PJ Harvey, Pet Shop Boys, solo per citarne alcuni.

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Quest’anno, per quanto riguarda i soli headliner, si esibiranno Arcade Fire, Pixies, Nine Inch Nails, Mogwai, Queens of The Stone Age, The National, Slowdive, Caetano Veloso, Kendrik Lamar. Anche per quanto riguarda gli eventi musicali Barcellona si conferma un contesto mediterraneo atipico, per la capacità di gestire un evento paragonabile a Glastonbury o a festival d’oltreoceano del calibro di Lollapalooza e Coachella, ma soprattutto per la volontà di investire in eventi culturali come questo, imprescindibili per poter comprendere l’evoluzione del panorama musicale mondiale. Quest’anno Rockambula presenzierà all’evento, a partire da mercoledì 28, giornata in cui il palco ATP sarà già attivo e tra gli altri si esibiranno i Temples, una bella rivelazione del 2014. Gli eventi collaterali al festival inizieranno infatti da oggi e dureranno fino a mercoledì 4 giugno, nei club della città catalana e al Forum stesso. Nei giorni del festival cercheremo di districarci tra gli undici spazi in cui si susseguiranno le performances, nel tentativo di raccontarvi il più possibile di ciò che l’edizione 2014 del Primavera Sound offrirà. In attesa di un intenso live report, seguiteci sulla pagina facebook di Rockambula per aggiornamenti in tempo reale e testimonianze fotografiche dei live show!

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Chambers – Colpi Scapoli

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E’ inesatto definire Colpi Scapoli l’ultimo disco dei toscani Chambers. Però la parola compilation stona terribilmente nel mio vocabolario, anche se è quello che è a tutti gli effetti. Questo nuovo lavoro, fresco fresco di stampa come sempre sotto la benedizione della To Lose La Track, è una raccolta di brani registrati tra il 2009 e il 2014. Il menu comprende remix, cover, canzoni già edite ed alcune proposte per la prima volta in madrelingua. Le prime tre fanno proprio parte della categoria appena indicata. Sono infatti riproposizioni di altrettanti pezzi usciti nel 2010 nell’omonimo disco d’esordio ed all’epoca eseguite in inglese. “Pianura” (originariamente “Second Wall War”) è un’epopea di oltre sette minuti che racchiude tutte le sfaccettature del sound grezzo dei Chambers: screaming nevrotici e rallentamenti improvvisi, dettati dalla ritmica forgiata da Gigi e Nicola.

Il giro nelle montagne russe prosegue con l’azione/reazione di “Discesa” (“Black To The Future”) e “Salita” (“A Planet Is On Fire”). In balia delle vertigini tocca a un altro trio di composizioni, partorite l’anno scorso per lo split con i The Death of Anna Karina, sconvolgerci ulteriormente le cervella. All’interno di esse c’è “La Sera Leoni, La Mattina Leoni”, forse quanto di più melodico e, allo stesso tempo, di più violento sia mai venuto fuori dal song writing della band. Questa seconda parte cede il passo a ben quattro cover: nomino prima classificata “This Is Not A Love Song” dei Public Image Ltd, riletta in modo audace, in una mistura barcollante tra i Pixies ultima manierae i Deftones primevi, come se ci fosse una sorta d’immaginario passaggio del testimone. Chiude il cerchio l’evitabile remix elettronico di “Le Facce Uguali di Due Medaglie Diverse”, che prevede Johnny Mox relegato al ruolo di guest star. Colpi Scapoli ha la doppia valenza di essere un punto d’inizio ideale per chi non li ha mai seguiti e una riconferma agli occhi dei loro sostenitori. Se capitano a suonare dalle vostre parti, correte a vederli. Su disco spaccano. Dal vivo spettinerebbero un pelato.

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Nuovo video per i Pixies

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What Goes Boom è l’ultimo singolo dei Pixies, estratto dalla loro più recente uscita discografica, l’Ep intitolato Ep-1. Il lancio del brano è avvenuto attraverso un videoclip, per la regia di Jonathan Furmanski e Matthew Galkin. Godetevelo!

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Pixies – Ep-1

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Questa è una recensione disillusa e triste. Se vi aspettate belle e rassicuranti parole sui Pixies di Ep-1 non le troverete qui, oltretutto oggi piove e questo non aiuta. Ma tant’è.

Questa è una recensione sui Pixies che però di Pixies hanno ben poco. Nata nel 1986, la band di Boston inizia da subito a farsi notare grazie al suo nuovo modo di fare musica che creerà un inedito e alternativo linguaggio sonoro di cui faranno tesoro numerose band dagli anni Novanta in poi. Il loro sfaccettato e personalissimo Garage Rock misto all’Hardcore nato dalla lezione dei Pere Ubu, The Stooges, Velvet Underground e Clash è un composto eccezionalmente frenetico, acido e distorto ma nello stesso tempo melodico. È il 1988, esce Surfer Rosa disco che resterà definitivamente tra i capolavori del Post-Punk e porterà i Pixies ad essere ricordati come una delle colonne portanti dell’Indie Rock degli anni Ottanta. Ma quel che è stato è stato, torniamo su Ep-1 loro ottavo album, autoprodotto e realizzato senza l’indispensabile presenza di Kim Deal, basso, voce e chitarra del gruppo che,dopo ventisette anni di permanenza, decide di lasciare Black Francis & Co.

L’Ep di quattro tracce, si apre dolorosamente con “Andro Queen” 3.24 minuti di noia portati a spasso da pallide chitarre e da una nebulosa batteria; pezzo che va avanti per inerzia, un ibrido ascolto inadatto sia all’amante del Rock più energico che al pacato ascoltatore Pop. Le cose non migliorano affatto con “Another Toe”, brano annacquato, dal retrogusto americano che si trascina a fatica per tutta la durata. I nostri provano a rialzare le sorti con “Indie Cindy”, (che di Indie non ha proprio nulla) ballata flemmatica inutilmente rockeggiante. L’unica nota positiva di questo lavoro è l’ultima traccia, “What Goes Boom” dove finalmente torna a farsi sentire qualche schitarrata come si deve e Black Francis pare gridare: “Sì ragazzi, ce la possiamo ancora fare!”. Ma, in sostanza, dell’originario ritmo sincopato e delirante nessuna traccia, niente resta di quei riff vigorosi e abrasivi, nessun Punk dal ritmo sfrenato e selvaggio, solo piattume. Ascoltarlo più volte non aiuta, anzi testimonia il lavoro di una creatura ormai arrugginita il cui estro creativo sembra essersi dissolto.Primo di una serie di release che attendiamo con ansia (sperando siano migliori), Ep-1 è un lavoro sfibrato, palesemente forzato edi una staticità snervante. Un disco che mentre lo si ascolta si è già dimenticato.

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Pixies live in Italia

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Dopo la notizia della dipartita di Kim Deal e dopo aver pubblicato il video del brano Bagboy, i Pixies fanno ancora una volta parlare di sé nel giro di pochi giorni, annunciando quella che per il momento è la prima e unica data italiana: il 4 novembre la band di Boston si esibirà all’Alcatraz di Milano. I biglietti sono già disponibili su circuito TicketOne a prezzo di 40€.

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Pixies: Bagboy è il nuovo video

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Forse per riprendersi dall’uscita di scena di Kim Deal, i Pixies tornano a far parlare di loro, questa volta in occasione di un evento migliore: la pubblicazione del nuovo singolo Bagboy. Godetevelo!

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Pixies: Kim Deal lascia la band

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Kim Deal non è più la bassista dei Pixies. La storica band, che cavalca le scene dell’Alt-Rock da più di 25 anni, ha annunciato che la storica bassista “ha deciso di lasciare”. Nessuna spigazione è trapelata, ma i fans pensano che la Deal si stia dedicando di più ai The Breeders progetto nato dopo i Pixies.

Ecco come la band ha commentato:

“We are sad to say that Kim Deal has decided to leave the Pixies. We are very proud to have worked with her on and off over the last 25 years. Despite her decision to move on, we will always consider her a member of the Pixies, and her place will always be here for her. We wish her all the best.”

Black Francis, Joey Santiago and David Lovering

 

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“Diamanti Vintage” Pixies – Surfer Rosa

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Senza i Pixies noi Nirvana non saremmo mai esistiti, è la pura verità. Questo è quanto affermato da Kurt Kobain in una lontana intervista riferendosi specialmente a questo album dell’88, Surfer Rosa, l’album ufficiale che Black Francis, Joey Santiago, Kim Deal e David Lovering vollero a tutti i costi per fare sentire l’emblematico manifesto sonoro del loro stile, una eccezionale dinamite di Power-Pop, Garage e stimmate Hardcore, in modo di inibire  le altre garage band al loro passaggio. E la cosa riuscì alla perfezione, tanto che il magico Steve Albini lo produsse e lo lanciò nel mondo come un frisbee impazzito.

Sebbene solo un primo disco di carriera, i Pixies già esprimevano l’autentica folgorazione e una irrefrenabile urgenza di liberazione di andare oltre e contro, ed il loro tutto sommato Garage-Rock rodeva sotto sotto le irruenze. i riff e certe mutazioni psichedeliche di una caratterizzazione abbastanza spavalda quanto alternativa per l’epoca, fatto sta che questo disco arrivò alle orecchie di mezzo mondo, mondo che in pochissimo tempo li innalzò a “totem” di una nuova definizione musicale, ovvero i paladini del Noise-Pop. Una tracklist dalle infinite congetture, mille angolazioni d’ascolto e altrettante fusioni soniche, tredici umori elettrici brillanti e grezzi nel contempo che catturano anche- e soprattutto – per la loro anfetaminica pulsione che si  avvinghia tra melodie ed esplosioni.

La voce della Deal media dolcemente con gli amplificatori e pedaliere focose “Gigantic”, “River Euphrates”, mentre il resto della band coglie i campioni dettagliati di certi Pere Ubu, la nevrosi degli Stooges e Violent Femmes, “Bone Machine”, “Broken Face”, “Tony’s Theme” e senza farsi mancare uno spiraglio allucinato punkyes “Vamos”che stordisce per il nonsense che carica. Sconfinato successo ed un nuovo lessico amplificato, bambagia di fuoco per le fun-up  radiofoniche dei college Usa e un mix estemporaneo di lucidità, follia, alienazione e forte senso dell’humor che si impadronirà del globo rock lasciandoci sopra bei ricordi.

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