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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #15.09.2017

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Recensioni | maggio 2016

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Jenny Penny Full – Eos (Dream Pop, Folk, Psych) 7/10
Misurati e cullanti come la migliore delle ninne-nanne. Un’incantevole voce femminile e tappeti sonori che stregano senza mai eccedere, forse peccando, qui e là, di troppa linearità, ma recuperando altrove in piccole fughe eteree, fumose ascensioni improvvise. Prodotto dalla Vaggimal dei C+C=Maxigross, Eos è un debutto sussurrato, ma convincente.

[ ascolta “Far Continents” ]

Echoes of the Moon – Entropy (Doom Metal, Ambient, Post Rock) 4,5/10
Prolisso e noiosetto concentrato di batterie finte, distorsioni acide, urla distanti e cupezza senza fine. Troppo immerso nei cliché per poter sostenere brani da 10 minuti senza evocare sbadigli o prurito al tasto “skip”. Solo per fan del genere, sfegatati al punto da sfiorare il masochismo (ce ne sono).

[ ascolta “Entropy” ]

Foxhound – Camera Obscura (Alt Pop, Funk) 7/10
L’ex quartetto torinese sembra muoversi con più disinvoltura in questo EP, che in cabina di regia ospita Mario Conte (Meg, Colapesce). Rimasti in tre, i Foxhound continuano a muoversi in territori Funk ma si lasciano andare a sperimentazioni analogiche che li rendono soffici e gradevolmente retrò. Ora che la nuova rotta è fissata e funziona attendiamo la prova in long-playing.

[ ascolta “My Oh My” ]

Blackmail Of Murder – Giants’ Inheritance (Metalcore) 6/10
I bresciani, freschi di contratto con la label Indiebox, ci presentano il loro secondo disco: Metalcore indiavolato come da tradizione Killswitch Engage, Caliban e compagnia bella. Il confronto con i mostri sacri del genere regge bene, compresa la ballata “Whisper”, unica variante di un lavoro che ha come punto debole la troppa somiglianza tra i singoli pezzi, risultando, alla fine, impossibile distinguerne uno dall’altro.

[ ascolta “Never Enough” ]

Oaken – King Beast (Dark Ambient, Post Hardcore) 5,5/10
Gli Oaken da Budapest hanno il coraggio di osare, influenzando il Death Metal con una massiccia dose di Dark Ambient e degli inserti Melodic Hardcore. Immaginatevi dei Converge fatti andare a briglia sciolta e calmati con forti scosse elettriche. I brani sono solo quattro ma durano un’eternità, allungati da contaminazioni a profusione. Si salva la voce femminile che impreziosisce “The Hyena” e poco altro.

[ ascolta “The Hyena” ]

Kai Reznik – Scary Sleep Paralysis (Elettronica, Ambient) 4,5/10
Dalla Francia, un’elettronica cupa e retrò che non stupisce per ricerca sonora né per maestria compositiva, tra arpeggiatori ossessivi e synth poco a fuoco. Un poco più interessanti le voci di Sasha Andrès degli Heliogabale su “Post” e “Nails & Crosses”. Se le atmosfere claustrofobiche sono volute, ci sarebbe da lavorare sui suoni per renderle masticabili e non distrarci troppo con gli spigoli grossolani dell’impianto strumentale.
[ ascolta “Post” ]

HUTA – How To Understand Animals (Alternative, Post-Grunge, Shoegaze) 6/10
Un mix saporito di sporcizia echeggiante attitudine Grunge e tappeti sonori e rumoristici da trip oscuro e nervoso. Il trio di Cuneo sforna un album che non delude dal punto di vista strumentale, abbastanza muscolare e ipnotico da convincere nonostante la voce non eccelsa e i suoni a cavalcioni del confine tra frizzone Noise controllato e amalgama poco riuscito, ribelle, fastidioso. Un equilibrio in bilico che mette in luce una qualche potenzialità senza però esplicitarla compiutamente.

[ ascolta “Hone” ]

Guns Love Stories – The Beauty of Irony (Alt Rock) 6/10
Unite il cantante degli Hardcore Superstar ad una qualsiasi band del filone Emocore stile Silverstein o Emery, per fare due nomi a caso, e avrete ben presente come suonano gli svizzeri Guns Love Stories. L’album gode di una produzione ottima che tira a lucido dieci canzoni ad alto tasso di infiammabilità. Eppure, nonostante ciò, il senso di incompiuto è perennemente dietro l’angolo.

[ ascolta “Predigested Hollywood” ]

Xayra – Resilience Blues (Pop) 5,5/10
Se questo disco fosse stato pubblicato più o meno vent’anni fa si sarebbe potuto tranquillamente gridare al miracolo: sarebbe stato un mix perfetto fra Silencers, Smashing Pumpkins, Ellis, Beggs and Howard e il primo Brit Pop. 
Tuttavia la musica negli anni si è evoluta ed è forse giunto il momento per gli Xayra di aggiornarsi e di adeguarsi ai giorni nostri. Certamente un bel lavoro ma fuori tempo massimo.
[ ascolta “Worries+Faults” ]

Filippo Dr Panico – Tu Sei Pazza (Punk, Cantautorato) 6,5/10
Si può descrivere il rapporto di coppia in musica senza mai delineare troppo il confine tra Punk e Cantautorato? Per Filippo Dr Panico è impresa fin troppo facile. Il suo valore lo aveva già dimostrato con il precedente lavoro, ora però ascoltatevi con attenzione “Bravo a Parole” e la title track meditando sui testi, chissà che non vi identifichiate nelle medesime situazioni. Da segnalare inoltre “Ci Vorrebbe Una Notte”, scritta assieme a Calcutta.

[ ascolta “Ogni volta che te ne vai” ]

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Meg: Nuovo EP di remix in arrivo

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Il mondo sonoro di Meg è sorprendentemente multiforme. Forse perchè Meg è un’artista sorprendentemente aperta alle trasformazioni della sua musica. Non è infatti certo la prima volta che Meg con la sua etichetta Multiformis dà spazio e visibilità ai giovani artisti elettronici che “giocano” a dare nuove vesti sonore alle sue canzoni. Tutti e 5 i singoli estratti da questo suo terzo album, Imperfezione, sono infatti stati remixati dai più interessanti nuovi producer della scena italiana. Ecco il primo estratto.

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Il video del nuovo singolo di Meg “Occhi D’Oro”

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Un brano in cui ritroviamo le caratteristiche più forti di questo album: la priorità all’istinto, le ritmiche, i beat potenti, sporchi e distorti, ma soprattutto parole di gioia, speranza, orgoglio… “Occhi D’Oro” si fa accompagnare da un video che rispecchia tutta la ricchezza di questa canzone: il timore, l’altrove, la scoperta, la gioia. E per riuscirci Uolli, il regista che ha realizzato anche il surreale video di “Imperfezione” (titletrack della quale è appena stato pubblicato, sempre da Multifomis, un EP di remix d’autore), si è servito di un espediente davvero particolare…


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Colapesce: Egomostro esce il 4 Febbraio!(e date del tour)

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“Negli ultimi tre anni sono stato in giro con lo Zaino Protonico a raccogliere i ‘mostri’, come i protagonisti di Ghostbusters. Li ho imprigionati dentro il mio hard disk, proprio come un vero acchiappafantasmi, ma a un certo punto ho deciso di liberarli tutti insieme e non è stato per niente facile gestirli”. L’essenza di Egomostro è tutta in queste parole che Lorenzo Urciullo (al secolo Colapesce) ha scelto per presentare il suo nuovo lavoro. Più che un concept si tratta di un diario che cerca di riassumere tre anni di vita vissuta attraverso uno specchio deformante. L’album si apre con un’introduzione – Entra pure – che vuole essere una sorta di guida all’ascolto e mette subito in chiaro il filo conduttore dell’intero disco. Se con “Un meraviglioso declino” Colapesce cercava di raccontare una storia che partiva dal vissuto quotidiano di una coppia di quasi trentenni appena giunti al traguardo della laurea nell’Italia della crisi, qui decide di scavarsi dentro e fare luce su stesso, la sua personalità pubblica e il modo in cui questa ha finito per influenzare anche la sua sfera privata. L’egomostro con cui Lorenzo è in lotta è il suo personale, ma potrebbe essere quello di chiunque: figlio dell’ansia, dei rapporti sentimentali e familiari, del micro-successo, degli autoscatti pubblicati su Instagram e della necessità di rincorrere una fama quantificabile in centinaia di Like. Siamo passati rapidamente dalla ricerca ossessiva dei quindici minuti di celebrità, per dirla come Andy Warhol, a cercare di essere famosi anche all’occhi delle nostre madri. La società in cui viviamo ci vuole costantemente in vetrina, sempre più esposti e nudi, abituati a rincorrere un pubblico che ci ostiniamo a chiamare “amico” solo per non raccontarci la verità. Lorenzo ha visto l’egomostro crescere e diventare enorme, fare a pezzi rapporti che credeva indissolubili per poi rimettere tutto in gioco. Queste dodici canzoni vogliono rappresentare un piccolo atto di resistenza. Se “Un meraviglioso declino” era stato il picco di un’esperienza di gruppo quasi decennale cominciata con gli albanopower, autori nel 2009 di un album che è ancora un piccolo culto per gli appassionati di musica indipendente italiana, con “Egomostro” si riparte quasi da zero, con un approccio alla scrittura nuovo, diverso, e nuovi collaboratori che si affiancano a quelli di sempre. L’album è stato prodotto dallo stesso Lorenzo, con Mario Conte, musicista e arrangiatore molto apprezzato per i suoi lavori con Meg e nel campo dell’elettronica sperimentale. Lo stesso Conte suona nel disco con una super squadra di musicisti composta, ovviamente, dallo stesso Lorenzo, Giuseppe Sindona (storico bassista di Colapesce e in passato anche di Mario Venuti), Alfredo Maddaluno (Fitness Forever, Atari e Meg), Fabio Rondanini (Niccolò Fabi, Afterhours, Calibro 35), Vincenzo Vasi (Vincio Capossela), Alfio Antico, Gaetano Santoro (Aretuska), Benz (Meg, Vinicio Capossela). L’album è stato registrato da Giacomo Fiorenza e Mario Conte, mixato dallo stesso Fiorenza proprio con Lorenzo e Conte e masterizzato da Andrea Suriani. Un lavoro che nasce solitario per diventare collettivo, che non guarda più solo all’Italia e alla tradizione anglosassone ma si sposta in un percorso che parte dalla Sicilia, passa per l’Africa, ma non si ferma mai. Per la copertina, una sorta di rappresentazione pubblica dell’egomostro, è stata realizzata una statua, alta 30cm, grazie alla tecnologia 3D. Un vero e proprio pezzo unico, alla faccia di photoshop, che serve a conferire all’egomostro una dimensione reale. Vera. L’album uscirà in formato fisico (compresa un’edizione limitata in vinile rosa numerato) e digitale, il 4 febbraio 2014 e sarà accompagnato da un lungo tour che calcherà i maggiori palchi d’Italia e che presenterà i brani di Colapesce, vecchi e nuovi, in una nuova forma.

ECCO LE PRIME DATE DEL TOUR!

20 FEBBRAIO PALERMO I Candelai
21 FEBBRAIO CATANIA MA Catania
27 FEBBRAIO BOLOGNA LOCOMOTIV CLUB Bologna
28 FEBBRAIO LIVORNO The Cage Theatre
5 MARZO COSENZA Teatro Auditorium Unical
6 MARZO PULSANO (TA) Villanova
13 MARZO TORINO Hiroshima Mon Amour
20 MARZO AREZZO Karemaski Multi Art Lab
22 MARZO MILANO Elita Sundaypark Teatro Franco Parenti Milano (H 17.00)
22 MARZO MILANO ELITA SUNDAYPARK C/O TEATRO PARENTI (H 22.00)
27 MARZO ROMA Teatro Quirinetta
28 MARZO PERUGIA Urban Club Perugia
10 APRILE BARI Demodè Disco Club
11 APRILE NAPOLI Lanificio 25
25 APRILE FIRENZE Viper Theatre

colapesce

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“Il Mea Culpa Tour” di Clementino farà tappa domani al Club EmmE 20 di Collecorvino PE

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Clementino sarà in concerto al Club EmmE 20 di Collecorvino (Pe) il prossimo 24 aprile nell’ambito del suo “Mea Culpa Tour”: cambio di location e data dunque per l’evento inizialmente previsto a Castel di Sangro l’11 aprile. Dopo il primo live di Napoli lo scorso 28 febbraio che ha registrato un grandissimo successo di pubblico, Clementino sta girando l’Italia ed arriverà anche in Abruzzo per l’unica tappa in regione del suo tour. La scaletta del live è un mix fra le hit dell’ultimo album ed i brani più importanti tratti dai suoi precedenti lavori: sarà l’occasione per ascoltare “O’vient”, “Fratello”, “Amsterdam”, “Ci Rimani Male”, “Alto Livello”, “Rovine”, “La Luce”, “Beat Box”, “La Mia Musica”, “Harlem Shake”, “Il Re Lucertola”, “Toxico”, “Quei Bravi Ragazzi”, “Pianoforte a Vela” . Abile e virtuoso freestyler, artista versatile e talentuoso con quella attitudine a calcare il palco che meglio lo rappresenta, Clementino in pochi anni si è imposto come uno dei rapper più interessanti della scena Hip Hop contemporanea. Ottimo performer, nell’estate 2013 apre i concerti di Jovanotti negli stadi di Salerno e Palermo catalizzando l’attenzione delle migliaia di persone presenti. Il suo terzo album, “Mea Culpa”, uscito per Universal lo scorso 28 maggio 2013, è entrato al quarto posto della classifica FIMI. Il disco comprende al suo interno prestigiose collaborazioni con artisti del calibro di Fabri Fibra, Meg, Jovanotti, Negrita, Marracash, Rocco Hunt e Il Cile. “Mea Culpa” è stato anticipato dal primo singolo “O Vient”, diventato uno dei brani più trasmessi dalle radio nel 2013, sei milioni di views su YouTube, a cui ha fatto poi seguito il singolo e il video di “Fratello” con la straordinaria partecipazione di Jovanotti. Per l’occasione è stato realizzato anche un video, dove Clementino e Lorenzo si scambiano suoni e parole a distanza in scenari tra l’Italia e il Brasile: il contributo di Lorenzo è stato infatti realizzato da Rio de Janeiro durante il suo tour in Sudamerica. Il singolo e video attualmente in programmazione, “Buenos Aires / Napoli”, vede la presenza dei Negrita: prodotto da Shablo, contiene un campione del loro singolo di successo “Rotolando verso Sud”. “Mea Culpa” ha sonorità che guardano al grande pubblico, ma senza snaturare la matrice Hip Hop. Amore e sentimenti del mondo di oggi e della vita dell’artista i temi delle liriche, con Napoli sempre nel cuore. Clementino raggiunge in questo suo ultimo lavoro discografico il giusto compromesso fra underground e mainstream: si mostra rapper ma anche interprete di una musica più orecchiabile, riuscendo ad essere sempre credibile e fedele a se stesso.

Il concerto di Collecorvino è organizzato da Eventi e Concerti Live.
Prevendite negli abituali punti vendita Ticketone e Ciaotickets, costo del biglietto 17.00 € + d.p.
Inizio concerto: ore 22.30
Sono previsti bus navetta in occasione dell’evento da Chieti (tel. 327.5711243) e Pescara (tel. 328.3712302) .
Info: 360913394 – info@eventieconcertilive.it

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À L’Aube Fluorescente a VOCI DAL SUD SUMMER FESTIVAL 2013

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Freschi vincitori del Volume 4 del nostro concorso AltrocheSanRemo e finalista, il 31 agosto, di Streetambula (il nostro primo live contest) a Pratola Peligna  À L’Aube Fluorescente sarà presente tra pochi giorni al VOCI DAL SUD SUMMER FESTIVAL 2013. La band si esibirà nella data d’apertura, il prossimo 8 agosto, insieme, tra gli altri, a MEG, JOVINE ed ETTORE GIURADEI mentre nelle date successive, saranno presenti tanti altri artisti come FABRI FIBRA, LA BANDA DELLA POSTA (Vinicio Capossela presenta), ASIAN DUB FOUNDATION e ALMAMEGRETTA. Presente anche Martino Adriani, vincitore del Volume1 di AltrocheSanRemo. Ecco il programma completo.

8 Agosto
MEG
JOVINE – ETTORE GIURADEI
Musicamanovella – Grammophone – Diodato – Libera Velo
Delibra – Pagliarulo – Heartzquake DjzPhast – Hot Fetish Divas
À l’Aube Fluorescente – Collettivo Skakkomatto
BIGLIETTO €11.00+1.50

9 Agosto
FABRI FIBRA special guest CLEMENTINO
Moda Loda Broda – Sidd – Leandro Jafet – Trc – Ndò
Tonico 70 from funky pushertz / dint recordz – I Pezzi di Merda
BIGLIETTO €20.00+3.00

10 Agosto
VINICIO CAPOSSELA presenta LA BANDA DELLA POSTA
Esclusivo spettacolo al parco dei mulini (San Pietro al Tanagro)
Tommaso Primo   – L’Erba Sotto l’Asfalto – PopTones – Yes Daddy Yes
Esercizi di base per le cinque dita – No strings Left – Martino Adriani – Fadà – Beltrami – Victorzeta e i Fiori Blu
Dj Set: Giovanni Inglese plus Luigi Gargano (Live Keyboard).
BIGLIETTO €15.00+2.00

11 Agosto
ASIAN DUB FOUNDATION
ALMAMEGRETTA
INDUBSTRY – TORREGGAE – OMOSUMO
Andrea Labanca – Basilisky Roots – Tough Tone
Sonatin For a Jazz Funeral – War Children – Carbonifero – Capobanna sud
BIGLIETTO €20.00+2.00

ABBONAMENTO 4 GIORNI € 35.00 + 5.00
AREA DJ
TEATRO
ARTE
SPORT E AVVENTURA
FREE CAMPING – FREE   WI-FIlogGen

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Voci dal Sud Summer Festival: il calendario

Written by Senza categoria

Si terrà allo Stadio Comunale di Sant’Arsenio, in provincia di Salerno, dall’8 all’11 di agosto il Voci dal Sud Summer Festival, con un ricco calendario pieno di ospiti di prestigio. Per informazioni sui costi e gli orari, visitare il sito di Area Live. Segue calendario.

giovedi 08 agosto 2013
MEG + special guest

venerdi 09 agosto 2013
Fabri Fibra feat. Clementino
(unica data in Campania)

sabato 10 agosto 2013
Vinicio Capossela e la Banda della Posta
(al parco dei mulini di San Pietro al Tanagro)

domenica 11 agosto 2013
Almamegretta & Asian Dub Foundation

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À L’Aube Fluorescente

Written by Interviste

À L’Aube Fluorescente è la band vincitrice di AltrocheSanRemo Volume4. Nella nostra home potete vedere il loro banner e cliccandolo visitare la loro pagina Facebook mentre a breve avrete la possibilità di leggere la recensione del loro nuovo lavoro e vedere il primo videoclip proprio del pezzo che li ha portati alla vittoria. Nel frattempo Silvio “Don” Pizzica li ha intervistati e il risultato, che potete leggere di seguito, è una bella chiacchierata che spazia dalle curiosità del progetto, alla loro formazione, da qualche incomprensione (vedi domanda in cui si citano i MaDeDoPo, che volevano essere presi solo come esempio di band che ce l’ha fatta non solo grazie alla musica e non un riferimento stilistico), alle critiche e i complimenti della nostra redazione, per passare agli Smashing Pumpkins e a Steven Wilson, fino alle critiche alla critica musicale. Una lunga chiacchierata, una intervista vera in cui scoprirete l’anima di una band giovanissima che prova a fare le cose da grandi, districandosi con eleganza anche tra le questioni più spinose. Signore e signori, À L’Aube Fluorescente.

Ciao a tutti. Per prima cosa come state?
Ciao a te ed a tutta la redazione di Rockambula che ci ha concesso questa intervista. Siamo tutti carichi al punto giusto, pronti per i prossimi live!

Partiamo dalla domanda più banale di questo mondo. Come è nato il nome À L’Aube Fluorescente? Cosa significa, oltre il mero significato letterale? Perché il francese, visto che non c’entra molto con il vostro stile “anglosassone”?
Diciamo che la risposta che cerchi è all’interno della domanda che hai posto. Il nome si basa proprio su questa voglia di distaccarsi, almeno per quanto riguarda il primo impatto, da quello che è lo standard dei gruppi alternative rock italiani e stranieri. Ormai siamo abituati ad una marea di termini inglesi che sono entrati costantemente nel nostro vocabolario (e non fraintenderci, è assolutamente un bene) ma semplicemente ne eravamo un po’ stufi. È stato anche un modo per rinnovarsi, per respirare aria fresca. È dunque più che altro un’esigenza personale, senza nulla di particolarmente pretenzioso. Inoltre crediamo che in un certo senso la musicalità della lingua francese si sposi in maniera perfetta con la musica che cerchiamo di proporre, nonostante i testi siano scritti in inglese. È una sorta di assonanza inconscia che ci è venuta naturale sin da subito, già dalle prime prove quando lavoravamo ai primi arrangiamenti. Per quanto riguarda il significato preferiamo rimanere piuttosto coperti a riguardo, proprio per non togliere la possibilità a nessuno di associare il nome a quello che sente quando ascolta i nostri pezzi. Possiamo solo dirti che per noi esprime un profondo senso di rinascita, musicale e non.

Raccontateci molto brevemente come nasce questo progetto, cosa avete fatto fino ad ora e quali sono le strade artistiche percorse dai vari membri.
Le nostre strade artistiche sono molto simili; pur ascoltando generi di musica a volte molto distanti, abbiamo sempre avuto un’enorme passione per quella che suoniamo, eccezion fatta forse per Alberto, il nostro batterista, che dopo l’incontro con Paride (chitarra) in una cover band antecedente a questo progetto, si è avvicinato in modo prepotente all’alternative rock (che poi nella nostra musica ha un infinità di sfumature per i motivi sopra citati), entrando dunque nella line up definitiva. Jacopo (voce e basso) porta avanti diversi side project, come i Sixty Drops (l’ep uscirà ad Ottobre) e l’Articolo Il (duo con Lorenzo Lucci ormai super affermato in zona). Francesco (chitarra) lo trovate a suonare ovunque ci sia bisogno di un chitarrista, ci dorme pure con la chitarra, anche se ormai abbiamo abbastanza monopolizzato la sua attenzione!

Come descrivereste la vostra musica?
Beh domanda da un milione di dollari. Facciamo molta fatica anche noi a classificarci e a dire il vero non ci piace nemmeno molto. Sicuramente possiamo essere inquadrati in quell’enorme calderone che è l’Alternative Rock ma è un po’ come dire tutto e dire niente. Per far riferimento ad una cosa un po’ inusuale diciamo che in ogni arrangiamento cerchiamo sempre di essere il più raffinati possibile, evitando quelle che secondo noi sono scelte vistose, atte a far emergere il singolo strumento penalizzando il risultato finale. Facciamo tutto in funzione del pezzo. Se un chitarrista deve fare due accordi tutto il tempo per la miglior riuscita del brano non c’è nessun problema. La voglia di emergere come singoli non ci appartiene. In questo senso definiamo la nostra musica raffinata (non tanto per chi ascolta, quello è un giudizio che spetta agli altri) ma proprio per il modo che abbiamo di lavorare.

Parlateci del vostro ultimo lavoro in studio. Credo sia anche il primo, giusto?
Si è il nostro primo EP e si chiama Soar. Sarà anticipato dall’uscita del videoclip di Brand New Stupid Words, che avete già avuto modo di ascoltare. È stato registrato durante il maggio di quest’anno presso l’Acme Recording Studio di Davide Rosati, che è stato anche a tutti gli effetti un produttore artistico. Quello che ne è venuto fuori è un qualcosa ben oltre le nostre aspettative proprio perchè in studio si è creata subito una forte alchimia tra noi e Davide, che ci ha permesso di lavorare molto bene e senza nessun timore di esprimere in modo sincero la singola opinione su ogni arrangiamento. Questo aspetto è stato molto importante per dare ad ogni pezzo quel qualcosa in più che temevamo mancasse alla fine delle registrazioni. Siamo molto soddisfatti.

Come nasce una vostra canzone e cosa ritenete che sia una canzone?
Molto spesso Jacopo costruisce quelli che ci piace chiamare “scheletri”; si tratta sostanzialmente di bozze di testo e linea vocale su una melodia di basso o pianoforte. Da lì cominciamo a costruire gli arrangiamenti e ne prepariamo diversi per ogni strumento, finché non troviamo la combinazione ottimale. Altre volte si parte da riff o giri di chitarra molto semplici che vengono man mano resi più articolati, sempre nel rispetto del registro stilistico del pezzo. Poi Jacopo fa un lavoro altrettanto meticoloso di completamento dei testi, accompagnato da discussioni che spesso facciamo tutti insieme sul loro significato . Siamo piuttosto pignoli sulla questione grammatica e pronuncia, è un aspetto a cui teniamo tantissimo, forse spesso sottovalutato da molte band nostrane. Una canzone è nient’altro che un’evasione dal concetto di tempo per noi. Viviamo le nostre giornate scandite in un certo modo e molti non sanno nemmeno bene perchè. Una canzone è quell’elemento che messo nell’equazione dello scorrere del tempo quotidiano la scombina, la sbilancia.

La vostra dimensione ottimale è quella “elettrica” ma non disdegnate serate live in acustico. In fondo è uno scendere a compromessi per poter avere più spazio possibile, no? A cosa sareste disposti a rinunciare e a cosa non rinuncereste mai per un pezzo di successo. Cosa sareste disposti a fare per diventare i nuovi Management Del Dolore Post Operatorio (perdonatemi la provocazione)?
Ma no, non si tratta di scendere a compromessi, anzi. Amiamo profondamente l’acustico, siamo cresciuti col mito di quegli unplugged straordinari che solo gli anni 90 hanno saputo darci ed è logico che ne siamo allo stesso tempo estasiati ed affascinati. Ci piace (ri)arrangiare i pezzi, trasformarli e dargli una nuova luce. È quello della musica che più amiamo. Gli acustici per noi non sono uno scendere a compromessi, ora come ora sono quasi un’esigenza. È bello ritrovarsi in intimità e far ascoltare i propri pezzi come sono nati: con un basso praticamente spento, la porta della camera socchiusa ed una chitarra acustica. Per quanto riguarda il discorso delle rinunce è una politica che non ci appartiene. Noi sappiamo fare musica solo in questo modo, non conosciamo altre strade. Speriamo di riuscire a piacere per quello che siamo, è l’unica cosa che possiamo augurarci. Un pezzo pop non sapremmo nemmeno farlo! Per quanto riguarda la domanda sui Management la risposta è molto semplice: nulla. Ma non è una risposta dettata da gusti personali. Oggettivamente non abbiamo proprio nessun elemento che possa essere di contatto con una realtà come quella del gruppo abruzzese che hai citato (a parte essere abruzzesi, è ovvio!), non vediamo dunque come possa essere possibile seguire un percorso artistico simile. Sicuramente le strade che dobbiamo battere sono altre, e sono quelle che vogliamo perchè ce le siamo scelte.

Siete i freschissimi vincitori del nostro concorso AltrocheSanRemo Volume4. Perché avete scelto di parteciparvi e cosa vi è rimasto di questa esperienza?
Ci sembrava un’ottima vetrina per poter far ascoltare il singolo prima che uscisse ufficialmente, per testarlo diciamo, ed è andata molto bene. È stata un’esperienza che ha consolidato in noi ancor di più la consapevolezza riguardo l’importanza che ha oggi il web nel proporre musica.

Vincere un concorso come questo non è solo questione di qualità ma anche di conoscenze. Quanto è importante per voi avere un pubblico di affezionatissimi, spesso amici, che vi supporta? Non pensate che avere sempre quel gruppo di supporter della porta accanto ai vostri concerti, possa trasformarsi negativamente in un’ancora che vi lascia agganciati ad una dimensione provinciale?
Beh per una band che esiste ufficialmente da qualche mese (dato che siamo stati per molto tempo in sala prove ad arrangiare la scaletta che oggi proponiamo dal vivo) è già tantissimo avere un gruppo di supporter della porta accanto. Basta rendersi conto di dove si vive, di che situazione musicale c’è e quali possibilità di suonare in giro. Non abbiamo paura di confrontarci con realtà estranee alla nostra, basti pensare che siamo stati selezionati per suonare al Voci Dal Sud music festival a Salerno dove apriremo , insieme ad altre band, il concerto di Meg, Ettore Giuradei e Valerio Jovine. Un risultato assolutamente stupefacente se si pensa che la nostra prima data insieme ufficiale è stata il 4 maggio scorso ( se escludiamo una breve apparizione “confusionaria” nei primi mesi di sala prove).

Passiamo alle domande più “toste”, derivanti anche da alcune considerazioni scaturite dalla vostra partecipazione alle preselezione di Streetambula (p.s. complimenti, siete tra le 8 band finaliste che suoneranno il 31 agosto a Pratola Peligna (AQ)). La redazione di Rockambula ha evidenziato in voi alcuni limiti e alcuni punti di forza importanti. Ad esempio hanno criticato la poca originalità e l’eccessiva somiglianza con band come Placebo o con Melissa Auf Der Maur; qualcuno non ha apprezzato l’apparente necessità di scandire le parole da parte di Jacopo e la troppa povertà del suono delle chitarre. Particolarmente apprezzata invece la capacità di ricerca melodica, cosi come la tecnica vocale (evidente che Jacopo non si sia improvvisato cantante), e anche la pulizia sonora. Rispondete voi, come preferite, alle critiche e ai complimenti. P.s. uno solo dei redattori è stato particolarmente duro affermando che “non sono di nessun impatto e dovrebbero rivedere l’intera struttura sonora”.
Beh essendo una primissima uscita era ovvio che le critiche non potessero mancare. Sicuramente già ora, rispetto a quando abbiamo preparato i pezzi per l’ep ci sentiamo musicalmente molto cresciuti;di certo non credevamo di arrivare sulla top ten americana con un primo ep, registrato in 4 giorni. Ha ovviamente tutti i limiti che un primo lavoro , fatto molto in fretta, può avere. Ci sono delle cose da migliorare e da correggere, certo prima di esprimere giudizi di una certa rilevanza si dovrebbe tener conto delle tempistiche in studio che una band agli inizi può avere. Per quanto riguarda il sound delle chitarre è una scelta fortemente voluta. Non siamo i primi a farla e non saremo gli ultimi, è una questione di gusti di chi ascolta. Alla fin fine è solo il gusto personale che determina il successo o l’insuccesso di un brano, i tecnicismi servono a chi fa le recensioni, ma non sono quelle che fanno andare bene un singolo. Potrei dirti che il suono di Slash a me personalmente non piace, così come quello delle chitarre dei My Bloody Valentine (quasi vuote) mi faccia impazzire. A critiche e complimenti va dato il giusto peso. Siamo consapevoli di dover lavorare, le critiche ci aiutano a capire dove e come possiamo alzare la qualità.

Sul discorso dell’originalità, non siete certo gli unici che hanno guardato alle strade sicure e già battute del passato. È cosi pericoloso rischiare e provare a fare qualcosa di nuovo o semplicemente è impossibile essere considerati se si prova a sperimentare?
Questa è una domanda che leggiamo spesso nelle interviste di molte band. Molte webzine battono su questo discorso dell’originalità pensando che sia ancora una domanda “scomoda”. In realtà non lo è affatto. Seguendo questa linea di pensiero non avrebbero senso il 90% dei movimenti musicali che oggi esistono e vengono portati avanti. Dovremmo far chiudere baracca a tutto il Punk, a tutto il Post Punk, il Black Metal, il Post Grunge ed a tutti quei generi che vengono costantemente riproposti. Basti pensare che perfino i Sigur Ròs sono riusciti a diventare banali agli occhi della stampa musicale. Senza nulla togliere al grande lavoro che Rockambula fa per la musica emergente è una questione su cui c’è veramente poco da dibattere. Se c’è il talento emergi, qualunque sia il genere che proponi. Questo discorso poi in Italia vale doppio, proprio perchè rispetto agli altri paesi del mondo, a parità di genere, serve molto più talento.

Torniamo a cose più leggere. Abbiamo parlato di Placebo e Melissa Auf Der Maur. Ma quali  sono le band che più vi hanno influenzato e a cui più somigliate?
Beh due le avete già citate, le altre sono tantissime. Sarebbe impossibile farti un sunto. Diciamo che i punti fermi sono due: Smashing Pumpkins e A Perfect Circle. Non sappiamo quanto le ricordiamo, ma sicuramente ci hanno influenzato tantissimo.

Consigliatemi due band esordienti, una italiana e una straniera e quello che ritenete sia il miglior disco del 2013, italiano e straniero.
Beh in Italia gli About Wayne sono riusciti ad avere un grande seguito, nonostante le critiche nei loro confronti fossero sempre le solite, riguardo l’originalità e la questione delle strade conosciute. Per quanto riguarda l’estero i Bwani Juction sono una realtà scozzese molto interessante (restando sempre nell’ambito di gruppi strettamente esordienti). Sul discorso del miglior disco la domanda si fa molto personale. Diciamo che possiamo consigliare quelli che secondo noi sono due buoni dischi: l’omonimo Giuradei dei fratelli Giuradei e The Raven That Refused To Sing (and other stories) del mitico Steven Wilson.

Non vi chiedo certo perché cantate in inglese ma invece sono curioso di sapere di cosa parlano i vostri testi. Pensate che a chi vi ascolta interessino veramente le parole? Sono cosi importanti i testi nella musica Rock soprattutto?
Non sono semplicemente importanti, sono importantissimi. Veicolare un messaggio è il primo obiettivo che qualunque artista dovrebbe porsi e non essendo un gruppo strumentale il testo assume un’ importanza primaria. I nostri testi riconducono esperienze spesso personali ad una dimensione più ampia, generalizzata, attraverso un forte processo di trasformazione che a livello del tutto teorico dovrebbe portare l’ascoltatore a poter dare il significato che vuol vedere all’interno di quel pezzo. Tutto questo ovviamente tenendo costante il messaggio di fondo che deve essere percepito in maniera inconscia. Diciamo che è un grande metodo per mandare un messaggio senza imporlo. Crediamo molto nella forza delle idee non imposte, ma condivise.

Perché un ascoltatore, un nostro lettore, dovrebbe dare fiducia e il suo tempo a voi, prima che agli altri, non potendo darli a tutti?
Ci piacerebbe che chi sceglie di seguirci e supportarci possa avere il tempo per fare la stessa cosa con tutti i gruppi emergenti che ritiene meritevoli. È proprio il fenomeno delle “tifoserie” che ha contribuito ad uccidere la qualità della musica in Italia. Che trovi il tempo allora per tutti quelli che vuole supportare; la musica restituisce sempre molto più di quello che chiede.

Dove pensate di poter arrivare, in concreto? Quale è invece il vostro sogno e il vostro incubo di musicisti?
Per ora, molto in concreto, vogliamo solo arrivare alla realizzazione del nostro primo full length Non facciamo piani decennali. Il nostro sogno è quello di fare un buon disco ed entrare nella casa di qualche sconosciuto che decide di accendere lo stereo ed ascoltarci. Niente di più. Di incubi al momento non ne abbiamo, solo tanta voglia di fare e di fare bene.

Per un attimo non parliamo di voi. Come sempre, provo a farmi dare un nome. Quale è la band o l’artista Indie italiano più sopravvalutato in circolazione?
Dai, diciamo che tu ci hai provato e il tuo dovere l’hai fatto! Noi manteniamo il silenzio stampa per adesso, è troppo presto per giocarsi qualche nome. Metti che poi ci tocca suonarci, che si fa?!

Come detto, il 31 agosto parteciperete alle finali di Streetambula, music contest organizzato dalla nostra testata in collaborazione con Nuove Frontiere. Tanti premi importanti in palio, presenza garantita di etichette come la Indelirium Records, la V4V, la To Lose La Track (e tante altre) e rappresentanti di webzine importanti come Rockit, Ondarock, Mola Mola, Stordisco, ecc… Voi perché avete scelto di partecipare? E avete avuto modo di conoscere le altre band in gara? C’è qualcuno che vi ha colpito?
Beh che domanda! Abbiamo voluto partecipare proprio perchè avete fatto un lavoro straordinario di organizzazione e di coesione. Un’occasione che un gruppo emergente come il nostro non poteva farsi sfuggire. Abbiamo avuto modo di conoscere la musica dei Too Late To Wake in maniera approfondita e sono davvero una grande band. Sarà un piacere conoscerli e condividere il palco con loro (così come con tutti gli altri). Nei prossimi giorni ascolteremo per bene anche tutti gli artisti in gara. Non sentiamo la competizione, solo una grande voglia di confrontarci e imparare magari qualcosa dagli altri. È sempre bello passare delle giornate con dei musicisti.

Cosa avete in programma per l’immediato futuro? Album, live, video, qualunque cosa!
Intanto è imminente l’uscita del videoclip di “Brand New Stupid Words”. Sarà un videoclip animato realizzato da Tonino Bosco. Non vi diciamo di più per adesso. Poi gireremo a breve un altro video per promuovere un secondo singolo, dobbiamo ancora definire diversi dettagli. Sotto il punto di vista live avremo un agosto stra-pieno e ne siamo ben felici. Gireremo davvero parecchio e appena possibile pubblicheremo un calendario ufficiale. Poi sicuramente ci rimetteremo per bene a lavoro su tutti i pezzi che faranno parte del nostro primo album. Per ora non ci siamo dati una scadenza, vediamo come va la promozione dell’ep e poi decideremo il da farsi. Insomma, tanto lavoro e tanta strada da fare, ma tanta voglia di farla!

Ditemi quello che avrei dovuto chiedervi e non vi ho chiesto? Poi, se volete, rispondetemi.
Diciamo che essendo la nostra prima intervista non siamo abituatissimi a parlare, e per ora, ci sembra di aver parlato fin troppo! Speriamo che le canzoni possano essere per tutti una spiegazione più che sufficiente in merito a tutto quello che ci riguarda!

Ciao Rockambula e grazie di tutto! Stay alternative!

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RADIO INDIE MUSIC LIKE: ultima puntata con MASSIMO PRIVIERO

Written by Senza categoria

Ultima puntata della stagione con RADIO INDIE MUSIC LIKE.
Ospite Live negli studi della Protosound il grande Massimo Priviero.
Assegnato a Protosound Premio Mei Web domenica 29 settembre a Faenza
Ad ottobre grandi novità e trasformazioni

Dopo quattro anni, oltre 100 puntate e altrettanti ospiti del panorama discografico italiano, dagli emergenti ai grandi personaggi che hanno segnato grandi momenti della storia musicale del nostro paese, il noto format della classifica Indie Music Like redatta dal M.E.I. di Giornado Sangiorgi cambia nome e contenuti e si trasforma per una nuova grande avventura.
Puntuale ogni venerdì, dagli studi della Protosound, RADIO INDIE MUSIC LIKE ha raggiunto migliaia di persone grazie soprattutto al circuito radiofonico di oltre 100 emittenti che hanno sposato il progetto nato dall’idea di Paolo Tocco e Giulio Berghella.
Centinaia di radio, da piccole emittenti web a medie e grandi realtà in Fm, un circuito in continua espansione che ha regalato alla trasmissione oltre 500 passaggi settimanali su tutto il territorio nazionale.

Radio Indie Music Like in questa edizione ha incontrato:
Luca Mancino, Pino Marino, Francesco Manfredi, Borghese, Tequila Funk Experience, Lunapente, Igor Nogarotto, Dr. U, Michele Maraglino, Massimiliano Larocca, Umberto Maria Giardini, Pierpaolo Capovilla, Ilaria Porceddu, Daniele Celona, Rosybyndy, Daniele Ronda, Gennaro La Rosa e il progetto Musica Contro le Mafie, Giorgio Faletti, Meg, Ugo Mazzei, Luca Loizzi, Tre Allegri Ragazzi Morti, Shel Shapiro, Big Fish, Capone & Bungt Bagt, Mario Venuti, I Blastema, Andrea Mirò, Lo Stato Sociale, I Virginiana Miller, La Differenza, I Guignol, Zibba, Rekkiabilly e i RIO.

Ultima puntata e ultima stagione per Radio Indie Music Like con un ospite live in studio davvero d’eccezione: MASSIMO PRIVIERO che ci regalerà qualche indiscrezione sul nuovo disco in uscita il prossimo autunno.

Domenica 29 settembre Protosound riceverà il Premio Mei Web per il suo impegno nella diffusione nei circuiti indipendenti ed emergenti delle web radio. Sarà l’occasione per presentare il nuovo palinsesto con tutte le radio partner e i media partner a Faenza al Mei 2.0 di fine settembre, che si terra’ dal 27 al 29 settembre.

Radio Indie Music Like non chiude ma si TRASFORMA.
Forte dell’unanime consenso da parte della critica, forte dello sviluppo del circuito radiofonico che ha deciso di programmare il format stabilmente nel loro palinsesto, ad Ottobre arriva “TUTTI I TOPI VOGLIONO BALLARE”. Un appuntamento quindicinale, un’ora da passare assieme, ospiti live in studio, tanta musica e i singoli estratti dalle rubriche del network curato dalla Protosound in collaborazione con Okmusik.com – Lospettacolo.it – Raropiù Magazine – Amolamusica.it – Radio Piterpan

Venerdì 28 GIUGNO
ultima grande puntata di RADIO INDIE MUSIC LIKE
ospite in studio MASSIMO PRIVIERO.

Info e contatti
PROTOSOUND POLYPROJECT
mail. ufficiostampa@protosound.it

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La Band Della Settimana: Levante

Written by Novità

Levante è come le sue melodie: un carezzevole vento d’estate pronto ad esplodere all’improvviso in violenti temporali, gli occhi sempre fissi al sole alto nel cielo.

Nasce nel 1987 a Caltagirone in provincia di Catania e cresce ascoltando le grandi voci internazionali di Janis Joplin, Tori Amos, Alanis Morisette ma anche le nostrane Meg e Cristina Donà. Levante ama raccontare delle cose semplici in modo limpido intessendo con grazia un tappeto di suoni, immagini e parole dove viene voglia di sedersi e farsi cullare storia dopo storia.
Il suo nome lo deve agli odori e al calore della terra che porta nel cuore, ad un passato che spesso manipola in musica per affondarvi con voce fresca e limpida parole profonde che sembrano quasi intagliate nel cedro.

“Alfonso” è il primo singolo di Levante e anticipa l’album d’esordio Manuale Distruzione in uscita per l’etichetta INRI il prossimo 2 ottobre, un progetto fortemente voluto da Davide “Anti Anti” Pavanello, fondatore della label indipendente torinese e realizzato a quattro mani con Bianco, amico e collega che l’ ha accompagnata nella produzione del suo primo lavoro solista.
Qui sotto trovate proprio “Alfonso”: la cronaca di una festa grottesca in cui si fanno i conti con tutta la solitudine del mondo. Scarpe scomode e un vestito d’insofferenza indossati insieme ad un sorriso beffardo, a nascondere il labiale della frase che tutti quanti avremmo voluto urlare a squarciagola almeno una volta nella vita

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