Il Video Della Settimana Tag Archive

Il Video della Settimana || Caron Dimonio – “Imago Mortis”

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Un duo digitale e psichedelico, un momento infinito e sospeso in cui restar fermi a guardare vivere assieme post punk di ruggine e underground metropolitano a visionarie strutture digitali.

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Il Video della Settimana || Rocky Horror – “Non c’è Tempo”

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Il Video della Settimana || What A Confus!on – “Arabico”

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Il Video della Settimana || Mikeless – “Anima”

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Il Video della Settimana: CAPVTO: “Blooming” feat. Chris Yan

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Il nuovo disco di Valeria Caputo sa di sperimentale, elettronica digitale che sorprende conoscendola da tempo come meravigliosa cantautrice folk che attinge a piene mani da un certo tipo di scena americana rigorosamente “in rosa”. E per non confondere le idee, in un qualche modo cambia nome e marchia questo nuovo progetto con il nome di CAPVTO: si intitola Supernova ed è una vera e propria esplosione energica di idee e di perfezionamenti strutturali a suon di trasgressioni sintetizzate. Un disco davvero difficile per chi non è abituato a certi ascolti…ma allo stesso tempo un lavoro prezioso in cui, finalmente, si restituisce alla mente lo spazio e l’inevitabile sentore di smarrimento quando ci si trova davanti terreno fertile in cui correre senza limiti e senza confine. Il disco di CAPVTO fa questo effetto…ogni cosa potrebbe accadere e, probabilmente, ogni cosa è accaduta. Un rimando alla scena di Bjork sembra doveroso senza lasciare da canto la personalità di un’arte tutta italiana. Il video della settimana di Rockambula è “Blooming” il primo singolo estratto con la collaborazione di Chris Yan. Un video realizzato dai ragazzi dell’istituto Gianni Rodari di Forlì.

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Il Video della Settimana: Olotropica – “Piccole Guerre Inutili”

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Il video di “Piccole Guerre Inutili” vorrebbe mostrare attraverso il trucco, la metafora del “travestimento” sociale che ci rende in un certo senso costretti a recitare un personaggio per essere accettati o per avere l’approvazione…la metafora non è riferita solo all’apparenza fisica anzi è soprattutto riferita alla tendenza attuale di mostrarsi sempre super felici con vite chissà quanto fighe o interessanti. Il testo infatti denuncia la stupidità di certe ostentazioni, il linguaggio è pacato e volutamente non violento o arrabbiato. Del resto certi comportamenti sono figli di una società malata in cui tutti siamo ossessionati dal parere degli altri, dunque mantenere la lucidità è difficile. le piccole guerre inutili sono le stronzate a cui ci si attacca, i personalismi esasperati che portano le persone a sottolineare continuamente le differenze piuttosto che le cose in comune….il sentirsi migliori di altri in base a parametri arbitrari e umani, quindi passibili di errore, porta ad un meccanismo di critiche continue, di violenza verbale, di paragone, di ostentazione…e di irrigidimento dei rapporti umani reali, ormai molto rari. Insomma la gente si deve ricordare che schiatta.

Gli Olotropica sono: Valentina Di Cesare – Voce; Riccardo Pezzopane – Tastiere; Paolo Di Cesare – Chitarre; Pierluigi Di Cesare – Basso; Michele Musti – Batteria.

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Il Video della Settimana: Stanza 249 – “Spio”

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Raccontare questo disco non è per niente cosa facile, anzi. È come raccontare un trancio di bella vita dell’underground piemontese… ma non solo: direi che si respira aria e tempo di anni irrequieti di giovani fermenti musicali, i ragazzi, le sale prove, le scritture inediti e quel rock manifesto dei nostri palazzi e delle nostre città. Esce Sulfurea per mano della ORZOROCK Records di Gabriele Finotti e guai a chiamarlo solo una compilation: questo disco è una storia, è una fotografia, è un incontrarsi di nuovo. All’appello rispondono 3 storiche band di Acqui Terme: La Malora, Cieli Neri Sopra Torino e Ciccho de March.. Loro che per anni hanno condiviso la stessa sala prove denominata Stanza 249. A comandare tutto c’è il singolo che manteca volti esperienze e suoni, il singolo inedito, testimonianza del futuro che arriva. Si intitola “Spio” corredato dal bellissimo video diretto da Gabriele Barrocci e noi l’abbiamo scelto come video della settimana per Rockambula. Ma oltre questo ci sono altri 6 brani, due per ciascuno. Un disco che senza sosta e fermate di servizio ci tele-trasporta inevitabilmente in quel fermento degli anni ’90, in quel rock giovanile quasi adolescenziale ma molto molo puro e, soprattutto, spirituale. Quando comandava l’istinto e la musica, quando la sala prova radunava tutto del nostro vivere oltre le righe del dovere, le prime trasgressioni alla linea guida, la vita di provincia, gli autobus, i primi amori, i concerti, i locali, i primi sentori di libertà nelle ore notturne. Un bellissimo progetto che suona grunge, quel rock sporco che rubiamo da generazioni in ogni ascolto americano, lo stesso che dai Sex Pistol arriva fino al Pop dei Litfiba o alla ruggine degli Afterhours. Non solo un disco quindi. Piuttosto un viaggio. Non solo musica quindi. Piuttosto una indimenticabile fotografia. Bella prova di stile Mr. Finotti, dipinto a mano il presente per raccontare quello che vorremmo avere di nuovo domani…play loud.

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Il Video della Settimana: Totale Apatia – “Generazione di Fenomeni”

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Il progetto Totale Apatia nasce verso la fine del 1997 dall’incontro di Russu (Voce/Chitarra), Cresta (Basso), Daniel (Chitarra/Cori) e Marco (Batteria). Sin da subito i ragazzi iniziano a suonare pezzi propri. “Generazione di Fenomeni” è stato girato da Stefano Bertelli ed è tratto dall’ultimo omonimo album (Generazione di Fenomeni ,2015).

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Gli Articoli più letti del 2015 su Rockambula

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Il Video della Settimana: Luca Faggella – “Tempo”

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Sono 17 gli anni racchiusi dentro un’antologia che fa il punto della situazione, musica e vita, conquiste e grandi collaborazioni. Luca Faggella pubblica Discografia: Antologia di canzoni (1998-2015) e raccoglie i suoi più importanti passaggi in musica, dagli esordi quando si dedicava a Piero Ciampi ai suoi ultimi dischi. Durante l’ascolto anche 6 inediti di cui “Tempo” è il video della settimana di Rockambula. Canzone d’autore introspettiva, a tratti eterea, a tratti molto tangibile. Di sicuro siamo a piedi scalzi su territori che cercano di contaminare di psichedelia (in senso molto molto lato) la canzone d’autore italiana. Ci piace questo inedito e queste nuove direzioni di Luca Faggella. Un bel ricordare assieme…

Domanda scaramantica: un’antologia a 17 anni di carriera. Perché non aspettare i 20?
Già! In realtà però sono 17 anni dal primo Cd (aggieggio che non ho mai amato particolarmente…) ma per esempio, sono 27 dall’LP Vinile con i Gift. Non c’è un perché comunque che non sia, come dire, il momento di fare punto e a capo. Volevo mettere ordine e anche mettere in evidenza cosa c’era di questi 17 anni appunto che rappresentasse meglio il percorso.

Che criterio hai seguito per la scelta dei brani? C’è qualcosa cha hai dovuto lasciar fuori?
Ho scelto di iniziare da oggi “Tempo” è l’ultima canzone che ho registrato, con Giorgio Baldi e Gabriele Ratti, all’inizio della scorsa primavera. Per poi andare a cercare gli inizi, fino a “Icaro”. Il criterio è stato scegliere le canzoni che per me sono le più significative, al di là anche del fatto se “mi piacciono” o meno. Il “mi piace” relativo alle proprie canzoni è abbastanza altalenante e troppo condizionato. Mi sono anche fatto aiutare nella scelta chiedendo su twitter, facebook ecc o anche parlando con amici e persone che ho conosciuto ai concerti, in questi ultimi due anni. Mi dispiace un po’ aver lasciato fuori “Olimpia”, “Pornostar” e “Tradizione elettrica”. Magari nella seconda antologia, fra una ventina d’anni… Ma per i miei standard è un album già lunghissimo. Però essendo una raccolta ci può stare. Anche alcune delle nuove canzoni sono rimaste fuori.. vedrò di farle in concerto, magari. Insieme al cammino musicale poi c’è quello dei testi…

Ho l’impressione che oggi tu sia diventato più notturno e riflessivo nella scrittura e negli arrangiamenti. Maturità e crescita artistica, oppure niente di tutto questo?
Direi che il cammino “notturno” e riflessivo come dici c’è eccome. E inizia circa undici anni fa, con “Fetish”. E con “Ghisola” e “Tradizione elettrica” questo tipo di composizione e scrittura (parlo dei testi) si è consolidata… Si, può darsi sia un segno di maturità e non solo artistica, ma esistenziale. Nella composizione e negli arrangiamenti ho trovato una strada che mi piace percorrere: in linguaggio tecnico la modalità che prevale sull’armonia, melodie molto semplici, forse “inusuali” per il cantautorato italiano o l’indie come lo vogliamo chiamare. Se dici maturità e crescita comunque… mi fa piacere, lo trovo lusinghiero e un piccolo riconoscimento, per me a questa età abbastanza importante da farmi “guardare” a questo percorso e riconoscermici.

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Il Video della Settimana: Lello Savonardo – “Bit Generation”

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Cantautore ma soprattutto docente universitario ed esperto in materia di nuove comunicazioni. Lello Savonardo studia e sviscera le interazioni sociali e i suoi canali in questa nuova era dei social media e non solo. Nuove frontiere da discutere e da leggere, in convegni, libri ed oggi anche in musica. Il suo nuovo disco come cantautore si intitola Bit Generation titolo che gioca molto di assonanza con la Beat Generation. Una società perennemente connessa in un mondo di multi-possibilità. Mode del momento ma anche un costume sociale quanto culturale che ormai contamina pesantemente ogni angolo del nostro quotidiano, dalle abitudini fino al vocabolario di uso corrente. Molte le fratturino di rilievo in questo lavoro, da Edoardo Bennato a Ciccio Merolla passando per Derrick de Kerckhove, uno dei massimi esperti sul campo delle nuove comunicazioni. La title track del disco si correda del video che vi presentiamo questa settimana su Rockambula

Beat Generation contro Bit Generation. Chi vince?
La beat generation utilizzava i media tradizionali per esprimere nuovi linguaggi e processi creativi inediti, la bit generation si nutre, comunica, crea, socializza attraverso il web, la rete e le tecnologie digitali. Nessuno vince o perde, ma tutto si trasforma, anche le nostre modalità comunicative.

Generazione di Always On. Il vero male da combattere?
Siamo sempre connessi, in costante contatto con gli altri individui, superando i confini tradizionali di tempo e di spazio, generando un intelligenza connettiva e sempre più interattiva. Le tecnologie digitali creano nuove opportunità ma possono generare anche patologie, che non dipendono dalle tecnologie, ma dal loro relativo uso.

Ad un esperto come te non possiamo fare la splendida domanda: si stava meglio quando si stava peggio?
Viviamo nel flusso, in un costante mutamento, in continuo divenire. Non si stava meglio o peggio, siamo sempre in transito. In viaggio.

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Il Video della Settimana: Casablanca – “Gelido”

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Parliamo di Casablanca e con i dovuti riferimenti parliamo di rivoluzione. Se stessi, il proprio corpo ma ovviamente – tornando alla musica – le proprie percezioni. I Casablanca capitanati da Max Zanotti dei Deasonika fa il suo esordio sul mercato con un disco omonimo che unisce il passato di quel Rock oltre confine che tanto ha fatto storia al sound italiano di quel pop commerciale che senza troppi indugi cerca di rompere le barriere del comun sentire. Un Pop per l’appunto fatto di Rock rabbioso e ricco di rinascita ma anche elettronica e una forma canzone che punta a farsi ricordare negli incisi. Tra le righe dei Casablanca troviamo di tutto, dai primi Subsonica al commercio dei grandi network dei soliti grandi da copertina. Quando l’Italia scopriva l’America e dietro l’angolo di un quartiere di periferia, quando il ragazzo scopre di essere divenuto uomo. Si parla d’amore, di cambiamento, di delusione ma soprattutto, manco a dirlo, si parla di quel sottile quanto drastico cambiamento che si ha nel prendere coscienza di com’è davvero la realtà. Il video di lancio è “Gelido”. In tutti gli store digitali…il primo disco dei Casablanca.

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