Ska-P – 99%

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Non impareranno e non lo faranno mai a dire si, non si tolgono i sassolini dalle scarpe ma scagliano macigni contro le ingiustizie, ed in questo loro settimo album 99% i madrileni “lingua di fuoco” Ska-P sono scatenati, non come sempre, ma in una misura devastante superiore, un invito caliente e rivoluzionario che incita alla ribellione non con le armi ma con i gesti quotidiani, e una volta detto questo lo tzunami del loro scoramento ska-punk può prendere fuoco, può iniziare la ferocia dei buoni e giusti sentimenti.

Il disco è uno statement, una rivendicazione antagonista, che cerca di smuovere alla riflessione, anche perché la musica in se stessa non può e non potrà mai cambiare il mondo o metterlo sottosopra , ma loro, questi turbolenti rude-boys, ci provano comunque, e toccano tutti i punti dolenti della nostra società tra cui, per citarne alcuni,  la tragedia Africana, la perdita della privacy nell’era digitale e del Big Brother e non secondaria certamente la lotta del movimento degli Indignados; con il titolo che allude al 99% della popolazione globale che è schiava e succube degli interessi delle multinazionali, gli Ska-P non nascondono nulla che possa infastidire il potere, i poteri, e fanno massa e cortocircuito con  una valanga di ritmi forsennati, colori timbrici al fulmicotone e quella melodia da pogo invalidante che è gioia e consapevolezza.

Quindici pallottole sparate a mille, che vanno a colpire anche l’ultima invenzione di Spotify, il servizio musicale in streaming che permette di ascoltare milioni di brani on demand, e Joxemi (il chitarrista della formazione spagnola) ammette di odiarlo a tal punto che sta pensando di vietarne all’interno la circolazione delle sue composizioni; capricci  di ribelle, capricci da barricata, ma la  missione sua e del combo è quella di combattere e di creare scompiglio sociale, e ci riescono senza tanti sacrifici; prodotto da Tony Lopez e distribuito dalla Warner, l’album è una trottola col pugno chiuso, e per dare risultati concreti all’ascolto inneggia alla battaglia “Canto A La Rebellìon”, “Se Acabò”, trasvola su ritmi calienti e latineggianti “Marinaleda”, caraibici “Africa Agònica”, morde a sangue “Ciudadano Papagayo”, da il via al salto in levare “Radio Falacia” e si addolcisce – ma di poco –  nella ballata  “Maquis”, speranzosa aria che urla verso un mondo da ripulire, dove cacciare gli usurpatori capitalisti è il compito primario dei combattenti della libertà, dopodichè parlare di pace e prosperità diverrà il verbo di una umanità riscattata.

Sono tornati per agitare le coscienze e far pogare a morte, e i fascisti? Ska Ska Ska Skapperanno a gambe levate!
http://youtu.be/LET-RY5g5mw

Last modified: 3 Aprile 2013

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