Pugaciov Sulla Luna – Freestanding

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Tesoro, arrivo sulla Luna e ritorno: i Pugaciov sulla Luna sono di nuovo tra noi. Dopo l’omonimo EP, confortante esordio del 2014, è arrivato il primo LP che reca un titolo esegetico, Freestanding.
Ma a quale tipo di libertà e autonomia si riferisce la band trentina? Innanzitutto stilistica. Arduo riuscire ad associare le dieci tracce ad una corrente precisa e circoscritta quanto invece più agevole considerarle come il frutto di tante esperienze diverse canalizzate da una forte carica spirituale e, pertanto, spiccatamente simboliche. La copertina sarebbe già di per se degna di un trattato di simbologia. Un robot che tra fili e circuiti (e un corpo che ricorda vagamente il Millennium Falcon) mostra occhi umani e un’espressione clownesca e che sembra stia per pronunciare qualcosa. Qualcosa di importante.

I Pugaciov non vogliono svelarci tutto subito e si sentono padroni di un’altra libertà, quella della discrezione. Poche notizie, qualche reticenza, zero divismo.
La messa a fuoco però arriva in fretta, giusto il tempo di assaggiare le tante contaminazioni presenti nell’album. Dal Garage (“Look!The World!”) al Post Rock (“Chains and wings”), dall’Alt (“Testa di cristallo”) al quasi Folk (“Freestanding”) e più in generale una scorpacciata di anni ’90, non importa che sia il Grunge degli Screaming Trees, il Noise dei Sonic Youth o l’Indie Noise dei Dinosaur Jr., tutto si colloca perfettamente nelle metriche di Riccardo Pro e soci dando vita ad un lavoro d’impatto ed equilibrato di cui “John Coltrane Twisting Blues” risulta essere un’esaustiva summa.
Non è solo per quell’intro un po’ ruffiano à la Indochine né per il faccione androide in copertina che questo disco suona così affascinante: c’è tanto, molto di più. Freestanding è la prova che si può fare centro unendo misura, savoir-faire e un pizzico di attitudine weirdo.

Last modified: 20 Febbraio 2022

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