Foxtails – Fawn

Written by Recensioni

La vita è una scena di morte, principessa…
[ 14.01.2022 | Skeletal Lightning | screamo, art punk, post rock ]

Trattienimi per un momento
voglio solo vedere la sofferenza e il dolore
il lutto è uno spettacolo per gli occhi dispiaciuti
momentaneamente vivi
volevo scusarmi per quello che ho fatto o per quello che non ho fatto.

Formazione post hardcore del Connecticut, i Foxtails tornano a distanza di tre anni dall’ultimo full length e di cinque da III, disco che sembrava rappresentarne l’apice creativo almeno fino ad oggi; Fawn sposta ulteriormente l’asticella verso l’alto e, se da un lato anche stavolta la musica di Jon Benham e soci pare difettare di quel qualcosa che possa farci gridare al capolavoro senza tempo, dall’altro il risultato è di quelli tanto apprezzabili da innervosirci proprio perché suona come l’occasione sprecata di fare qualcosa di grandioso.

Lo stile screamo è utilizzato con cura, senza mai sfociare nel tedioso e ripetitivo o in uno sgradevole sound cacofonico indigesto ai non esperti del settore; la potenza post hardcore non è mai deflagrazione a trecentosessanta gradi ma è incanalata e utilizzata con cura all’occorrenza, amalgamata con leggiadra naturalezza con un math art punk minimale e funzionale, fatto di cambi di ritmo e tempi dispari complessi ma non leziosi, con il violino di Jared Schmidt a farla da padrone senza protagonismi inutili, ridondanze e sbruffonate.

***

Gli elementi per aspettarvi un album carico e rumoroso ci sarebbero tutti, e invece la distensione in una sorta di chamber music è elemento costante nella quasi intera tracklist, come la voce appassionata e piena di pathos di Megan Cadena-Fernandez, tra le migliori interpreti screamo attualmente in circolazione, che riesce a mutare stile e forma anche nello stesso brano. La padronanza tecnica invidiabile per il genere originario si perde talvolta in un missaggio discutibile ma la maestosità di brani come space orphan con quel finale post rock – elemento molto presente, che forse arriva con troppa fretta – è solo uno dei tanti momenti che ci lasciano dimenticare le poche lacune di Fawn.

L’ingresso di Jared Schmidt e del suo violino non è solo novità per la musica dei Foxtails ma vera e propria chiave di volta per un cambiamento che somiglia all’inizio di una nuova vita più fastosa della precedente, come se solo ora la loro musica possa dirsi davvero compiutamente “loro”. Fawn è un’opera strepitosa per la scioltezza con la quale ogni elemento è amalgamato, incredibile per la sua varietà specie nei dettagli, a tratti fin troppo melodrammatica ma di una bellezza disarmante con le sue progressioni post, le variazioni math, gli archi art punk, la voce screamo che canta parole intense, l’atmosfera post punk, le leggerezze chamber music, l’uso accorto di piano e glockenspiel.

Non solo uno dei migliori dischi emo screamo degli ultimi anni ma qualcosa che va ben oltre e che manca di qualche potenziale memorabilia per potersi definire destinato all’immortalità. Un album che mette in musica la complessità della sofferenza anche attraverso testi non proprio festosi ma profondamente intensi e poetici mostrandoci quanto sia preziosa la stessa sofferenza tanto da suggerirci di non sprecarne una goccia in lacrime.

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P.S.: qualcuno avrà saputo della rinuncia al tour in compagnia dei Touché Amoré da parte dei Foxtails e probabilmente saprà che le motivazioni sono riconducibili ad accuse di molestie passate. Non essendosi ancora risolta la questione, ci tengo solo a sottolineare che la mia valutazione non ha la minima intenzione di fare riferimento al caso, quale che sia la mia opinione.

Vista però la delicatezza della cosa, se qualcuno avesse interesse ad approfondire la questione prima di ascoltare, giudicare, acquistare, può trovare alcune dichiarazioni di Megan a questo link, nella speranza che non sia mai la cattiveria gratuita a vincere su tutto ma la verità.

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Last modified: 2 Febbraio 2022

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