E tu, che ascolti a Natale?

Written by Playlist

La nostra redazione ha scelto una manciata di canzoni perfette da ascoltare durante le festività più divisive dell’anno.

Credenti o meno, a questo punto dell’anno tutti ci ritroviamo a fare i conti col Natale: c’è chi ci crede davvero e non vede l’ora che arrivi, chi tutto sommato lo tollera e la prende con filosofia e chi invece vorrebbe svignarsela fuggendo in Tibet.

Noi non siamo in grado di darvi istruzioni per l’uso come queste, ma almeno possiamo continuare a fare quello in cui ci cimentiamo per tutto l’anno: provare a consigliare musica, tanto più che di canzoni natalizie ne esistono davvero di tutti i tipi, dalle più classiche alle più insospettabili. Queste sono le nostre proposte (spoiler: gli Wham! non ci sono, potete scorrere l’articolo tranquillamente).

Dario Damico ascolta:
HALF MAN HALF BISCUIT – IT’S CLICHÉD TO BE CYNICAL AT CHRISTMAS

In un mondo dove il cinismo e l’indifferenza sono la regola, provare sentimenti è alternativo.
Aprire il cuore è rivoluzionario.
Soprattutto a Natale, oltre ogni tipo di contraddizione.
Come scriveva il vecchio Nigel Blackwell nel 2000, “make a noise with your toys, and ignore the killjoys”. 
I Grinch sono la banalità del male; la gioia fa la differenza.

Silvio Don Pizzica ascolta:
GIANCANE – BUON COMPLEANNO GESÙ

Ironia amara in questa dedica natalizia folk rock di Giancane, che in Buon compleanno Gesù scherza e calca la mano su quel tipo di crudezza divertente divenuta la fortuna anche di Zerocalcare, suo ideale e parallelo gemello artistico.

Silvio Don Pizzica ascolta anche:
THE VANDALS – MY FIRST XMAS (AS A WOMAN)

“Taglialo via!
Taglialo via!
Taglialo via!
Il mio pene, taglialo via
Non mi serve”
La band punk rock californiana pubblica nel 1996 uno degli album di Natale più rappresentativi della storia del Punk. Ironico inno alla libertà e alla ricerca della felicità anticonformista e quindi antinatalizia.

Vittoriano Capaldi ascolta:
LOW – JUST LIKE CHRISTMAS

L’EP natalizio dei Low è un must per chi ama le atmosfere calde e avvolgenti di questo periodo dell’anno (quindi perché lo consiglio, se a me queste cose tendenzialmente lasciano freddo? Beh, perché c’è sempre un buon motivo per parlare della band di Duluth). Chiudi gli occhi e ti sembra davvero di stare in pantofole in una piccola ma accogliente casa nel Minnesota circondata da cumuli e cumuli di soffice neve.
Quest’anno, vista la recente scomparsa di Mimi Parker, saremo tutti un po’ (tanto) tristi nell’ascoltarlo, e per una volta non è una frase fatta.
E, visto che ci sono, mando anche un abbraccio forte ad Alan.

Vittoriano Capaldi ascolta anche:
MOGWAI – CHRISTMAS STEPS

Può esistere una cosa tradizionalmente meno natalizia di una canzone di dieci minuti in cui non c’è neanche una parola? E ancora, può esistere una cosa tradizionalmente meno natalizia di un brano a tinte slowcore, math e post-rock?
La canzone natalizia di chi vuol fare l’alternativo anche a tavola coi parenti.

Tony Mistretta ascolta:
TOM WAITS – CHRISTMAS CARD FROM A HOOKER IN MINNEAPOLIS

La cartolina di una prostituta all’amico Charley nel giorno di Natale. La ragazza sembra felice, è incinta, sposerà un uomo che suona per lei e che amerà il suo bambino pur non essendone il padre biologico.
Poi improvvisamente la penna segue l’anima, un tuffo nei ricordi, nella malinconia che nei giorni evidenziati in rosso nei cuori e sui calendari avvolge sempre un po’ di più (“vorrei avere tutti i soldi che spendevamo in droga, mi comprerei un sacco di auto usate e non ne venderei nessuna, guiderei un’auto diversa ogni giorno, a seconda di come mi sento”). Infine, la cruda realtà: non c’è nessun uomo, nessun matrimonio, ci sono il carcere e le spese legali da pagare, ma ci sarà anche la libertà vigilata il giorno di San Valentino (“Charley, mi verrai a trovare?”).
Aspettative, realtà, mancanza, un quadro dipinto con poche note di pianoforte ed una voce inconfondibile, un perfetto Christmas Blues.
Buona malinconia a tutti.

Antonio Azzarone ascolta:
THE FALL – NO XMAS FOR JOHN QUAYS

Inghilterra sporca e cattiva di fine anni ‘70, travolta dal nichilismo punk.
Non c’è futuro per gli ultimi, i diseredati, i tossici, la carne da macello del thatcherismo, che non ha diritto neppure a sognare il Natale. John Quays, (che suona come junkies) rappresenta proprio questa “feccia” della società.
“There is no Christmas for John Quays”, quindi. 
Buon Natale a noi oggi, invece, semplicemente drogati di consumismo.

Francesca Prevettoni ascolta:
MICAH P. HINSON – PLEASE DADDY, DON’T GET DRUNK THIS CHRISTMAS

Nel suo ultimo album I Lie To You il cantautore folk americano Micah P. Hinson rivisita un vecchio brano di John Denver. Una ballata country che nella sua semplicità colpisce dritta al cuore, sebbene in contrasto con un testo a metà strada fra il grottesco e il drammatico, un’immagine kitsch e surreale degna di una sceneggiatura di Charlie Kaufman: un bambino di sette anni che implora il padre di non ubriacarsi il giorno di Natale.

Maria Pia Diodati ascolta:
THE LINDA LINDAS – GROOVY XMAS

E al termine della carrellata di mal di vivere proposta dai miei colleghi, agli eventuali superstiti ci pensa questo all-girl group californiano, che a dispetto dell’età media – al di sotto dei 14 anni – nel 2022 ha spopolato e invaso i palchi dei festival in tutto il globo. The Linda Lindas hanno pubblicato da poco il loro tributo al Natale: “it’s the merriest Christmas I have seen”, dicono loro, e il mio augurio è che possiate dirlo anche voi.

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Last modified: 25 Gennaio 2023

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