Dijf Sanders – Puja

Written by Recensioni

Un viaggio meditativo e festoso nel folklore religioso del sudest asiatico.
[ 14.02.2020 | Unday Records/ N.E.W.S. | folktronica ]

Nato a Bruges ma stabilitosi a Gent, sempre in Belgio, il polistrumentista e compositore David ‘Dijf’ Sanders è un maestro nella miscela di stili e generi differenti e soprattutto un cultore della contaminazione sonora tra differenti tradizioni dei popoli che vivono sulla terra.

Ogni disco di Sanders è un omaggio musicale ed estetico (copertina e titolo) come nel caso di Moonlit Planetarium e la sua giungla notturna; non è da meno in questo Puja dove la sua folktronic music attinge a piene mani dalla musica del Tibet e del sud est asiatico. Ogni suo lavoro ha qualcosa di unico, come nel caso del precedente JAVA; realizzato durante un viaggio nell’isola per esprimerne la musicalità, è a Giava che ha raccolto i suoni da cui poi ha messo in piedi un’opera etno jazz psichedelica senza eguali, finita sotto l’occhio della critica specializzata. Stavolta l’impressione è che sia andato ancora oltre; la multiculturalità di Sanders si fonde in ritmiche trance, seguendo gli stili proposti nel precedente con inserti elettronici.

Anche qui il disco è il risultato di un viaggio, questa volta in Nepal ed anche adesso è sul posto che Sanders ha raccolto i suoni utilizzati per il disco, riuscendo con efficacia a ricreare quel clima mistico proprio di quelle terre, plasmando un profondo legame tra la sua musica e la religiosità di quella regione, tanto che gran parte dei brani sono dedicati a divinità o personalità indù, buddiste o sikh.

Nonostante la lunga premessa, non pensate a un “palloso” LP di musica buona per mettersi a meditare con qualche video raccattato su YouTube; al contrario, si tratta di dodici brani distinti, psichedelici e rilassanti a volte ma anche allegri e spassosi (Santoshi Mata) con delle variazioni che fanno scivolare l’ascolto in maniera naturale. L’utilizzo delle voci, dei droni, delle corde, del sitar, la materia folk, il sassofono qui usato in maniera strabiliante; le varie anime cinese, indiana, nepalese, tibetana, tutto questo e tanto altro si fondono in qualcosa di prezioso e particolare, qualcosa che “suona” di vita propria ma non nasconde tutti gli elementi di cui si compone.

Dijf Sanders racconta una cultura lontana e la sua religiosità, senza limitarsi agli aspetti più reconditi ma lasciando spazio al folklore connesso e quindi alternando in maniera convincente calma e festoso caos apparente. Puja è unico, perché dimostra che due universi tanto distanti possono trovare una correlazione naturale senza rinunciare ognuno alla propria essenza e nel farlo, finisce per farci scivolare in un viaggio indimenticabile.

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Last modified: 8 Maggio 2020

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