“Diamanti Vintage” Christian Death – Only Theatre Of Pain

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Capolavoro del Gotich Rock statunitense e fonte di apprensione per benpensanti parrucconi, il debutto sulle scene dei Christian Death capeggiati dalla figura destabilizzante del diciannovenne  Rozz Williams è una stilettata tra le costole a quanti pensavano che fosse solo un innocuo passatempo di ragazzi squinternati con la mania per le messe nere. Only Theatre Of  Pain è una asfissia sonora che condensa rabbia, ribellione alla religione imposta, al vivere alla luce del sole e tutto il kit modern-wampiresco che si poteva racimolare in quei contesti, ma più di tutto era la forma scenica e teatrale che i CD allestivano nei live, quelle architetture darky e ossesse che disegnavano decadenze, disillusioni e una forte fetta di masochismo fisico/mentale.

Spoken-word e dolore, albe sfatte e poesie sanguinanti, punk di risulta e fantasia contorta sempre e comunque versata nelle tenebre, fanno la cifra stilistica di questa formazione, una confezione pesante, epica da atmosfere raggelanti quanto isolazionisti, una continua costernazione contro la società e l’individuo visto come pedina del potere, e allora è meglio annullarsi nel buio e urlare la propria “merda” in faccia a tutti, con i veli della commiserazione; dieci tracce che graffiano la cute come un ferro infuocato, visioni distorte e occultismi plumbei spaccano cuori e fegati, l’orientaleggiante “Figurative Theatre”, la funerea escalationi chitarristica “Mysterium Inquitatis” e la lacerante rincorsa di “Dream Of Mother”sono le chiavi d’entrata in questo eccellente incubo registrato, di questo pezzo di storia gotica.

Frutto della passione per tutto quello che è destrutturazione e nichilismo, i CD furono immediatamente odiati e boicottati per le liriche dichiaratamente sataniste, occulte, malefiche con tanto di manifestazioni da parte di cattolici integralisti davanti ai luoghi dove la band si esibiva, ma loro – i stupendi blasfemi – andavano avanti con le loro invettive ed i loro tormenti interiori, e brani come la corrosiva strigliata punkyes “Spiritual Cramp”, il caos luciferino che echeggia sadico in “Prayer” e la convulsiva attestazione di odio “Romeo’s Distress” ancora disturbano menti e spiriti di chi li ha amati fino in fondo; ora loro non ci sono più ma prima di andarsene hanno strappato tanti di quei cuori da sotto la gabbia toracica che i nazisti in confronto hanno fatto meno danni. Un Mito Nero!

Last modified: 11 Giugno 2013

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