Wave Tag Archive

Dritti in faccia | Intervista a The Doormen

Written by Interviste

Abbiamo intervistato quattro ragazzi di Ravenna con un sound wave/rock che non stanca mai.
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La Band della Settimana: Nails&Castles

Written by Novità

Nails&Castles è un duo indie pop milanese, le cui sonorità mischiano strumenti analoghi e all’apparenza contrastanti come basso e contrabbasso sui quali vengono sovrapposti inserti di ukulele completati da una voce fortemente influenzata dal punk dalla new wave. La costruzione ritmica è affidata, invece, a batterie programmate e suonate. Nails&Castles è Mark Nails (musica) e Steven Castles (voce); la formazione dal vivo prevede quattro elementi, essenziali al fine di ricreare le giuste sonorità e aggiungere maggiore carica alla performance live. Nails&Castles nasce alla fine del 2014 come progetto da studio, il primo disco composto da 7 tracce presenta un inedito mix di indie pop, wave, shoegaze e downtempo.


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Nails&Castles: il video del singolo “The House”

Written by Senza categoria

“The House” è il primo estratto dall’Ep omonimo del duo milanese in uscita il 22 Marzo 2016: un originale mix di melodie indie pop, sonorità elettroniche, wave e shoegaze. Il primo EP s/t della band si compone di 7 tracce, tutte suonate con batteria, basso, contrabbasso. Caratteristica della band è l’assenza totale delle chitarre che vengono sporadicamente sostituite da un ukulele. Seppur composto da brani molto diversi tra loro il sound dell’EP risulta comunque compatto e omogeneo, un indie pop a tratti oscuro e con richiami alla new wave e all’emo anni 90.

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Il Video della Settimana: Verily So – “To Behold”

Written by Senza categoria

“To Behold” è il primo estratto da Islands nuovo disco dei Verily So in uscita il 3 Giugno sotto etichetta V4V Records e W//M. Dalle sonorità più compatte e Shoegaze, arriva al termine di un periodo che ha visto i singoli membri della band dedicarsi a progetti paralleli (Luca ha dato vita a Barrens, Simone a Small Giant e Marialaura ha scritto canzoni per un progetto di prossima pubblicazione) e l’ingresso nella formazione di Antonio Laudazi (Orhorho) alla batteria. Il concept, non cercato, è quello dell’incomunicabilità: da qui Islands, sinonimo lampante di lembi di terra alla deriva, ognuno per sè. Islands è il primo disco dei Verily So scritto ed arrangiato interamente dalla band al completo ed il suono è il frutto delle lunghe sessioni in sala prove: più distorto, Wave, Shoegaze, un panorama che sacrifica all’altare del feedback l’aspetto più Folk del progetto.

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16 Lovers Lane – Propaganda

Written by Recensioni

E’ un esordio degno di nota, anche perché è un disco che dimostra di voler continuare a  cercare nuove direttrici per il suo portamento waveing, per le sue scolorite immagini atte a concepire un sistema d’ascolto ovattato, avvolgente e intensamente catarifrangente che ti affoga con sé fin giù sotto le inesorabili assonanze pulsanti del suo accoramento dolciastro.

Il quartetto veronese dei 16 Lovers Lane con Propaganda ci porta a scoprire il loro mondo verticale, dieci tracce di Ambient liquida e cinematica costruite in lussuriosi bagni di esili melodie malate, con le occhiaie e macilente immerse di basse frequenze fino  a raggiungere quella poetica maudit delirante che sa di tundre e guerre interiori, ossessioni e ipnotismi, un piccolo ma denso viaggio imperdibile ai confini delle ombre che a tratti solfeggiano rubini di brina folkly del profondo nord di una straniante Enya nella tripletta  “When I Sleep”, “William III”, “On Your Own”.

La maggior parte del registrato è un austero quanto qualitativo abisso sonoro che segue sincopi e flussi migratori di melodie fredde e incessanti, un gusto siliceo che modula onde e risacche notturne “Bad Poetry” e scuri meandri apneici sopra il bianco e nero dei tasti di un pianoforte “Hell (For Piano)”, mentre con “Stay” si cambia letteralmente registro, un pop sofisticato e classico che, accoppiato alla melodia americanizzata della stupenda ballata “Always Mechanical Clouds”, fanno da cerniera lampo ad un disco d’esordio da legare stretto, molto stretto alle intenzioni dei prossimi “acquisti” per le proprie e privatissime collezioni di chicche sonore.

I 16LL in questa list mostrano tutte le carte di una poetica che sa di incredibile, quasi a dodici pollici, un andamento lieve e continuo che costruisce da solo un intero disco, echi e controvoci, grigi e lune chiare che operano in un labirinto sonico nel quale – e ve lo raccomando di cuore – perdersi dentro sarà gioia e dannazione. Garantito!

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C.F.F. e il Nomade Venerabile – Attraverso

Written by Recensioni

Attraverso il fresco ultimo lavoro discografico dei pugliesi C.F.F. e il Nomade Venerabile, non è un semplice prodotto da ascoltare, ma un bisogno di dolcezza che si trasforma in un sorriso a metà ad occhi socchiusi sotto un cielo nudo, una scarica di emotività che sprigiona dalle sue tracce tremori spleen, ipnotica mestizia mista a quel meraviglioso senso di colpa che centra tutti coloro che hanno abbandonato la via del facile ascolto ma che, in silenzio, cedono al fascino di spessore.
Pop, wave, minimalismo, il tardo romanticismo dei Porcelain Sea, le convulsioni bluastre del rock incontrollato, l’aura di Antonella Ruggiero avvolta nella sua poetica progressiva e tutta quella masnada di vestali del suono, si rincorrono, gestiscono, equilibriano la struttura portante di questo immenso ed introspettivo album, suoni e parole che – meno male – non diverranno mai familiari come lo fanno tutte le cose di poco conto, ma che rimangono nella lunga onda che arriva ed indietreggia ad infinitum come nei migliori miti onirici, visionari: il tempo, credere, la scadenza di un io, lo scandaglio delle ore, lo ieri e l’oggi, sabbie di clessidre opache e tic tac di una intimità senza giri fissi su cui attaccarsi sono i must irrinunciabili di una tracklist di tredici brani che dialoga e delira, si piega e stupisce nelle connotazioni di cariche e vuoti d’anima a ripetizione, di una bellezza senza ritegno.

A quattro anni dal predecessore Lucidinervi, la band – con la stupenda vocalità e seduzione della danza teatrale di Anna Maria Stasi nonché  pure con la collaborazione di Anna Moscatelli – tornano con pagine sonore e acts immaginari che senza nascondere nulla all’onestà intellettuale sono  perle di inestimabile valore che usano tirare fuori a palmi pieni da quella forma d’arte che oramai è in disuso e che si chiamava “delicatezza della grazia”; tensione e amore in un incesto continuo, le passioni elettriche “Parto Domani”, “Bambina Che Correva a Spegnere la Luce”, il battito Shoegaze che si piega in “Che l’Alba Esploda”, la liquida correlazione tra Wave e il sussurro di una chitarra sliddata “La Frana” o la meraviglia Pop-Rock di “Nostra Signora della Neve”, traccia da usare con dovizia alla stregua di un talismano cesellato; un sonoro lussuoso di musica che si ascolta e che da performance diottriche, ampi respiri che tra il cerchio prog-mantrico di”…Ventures Est” e le sulfuree nebbie abbandonate da fole e credi “Your Time Will Come” gioca come fosse l’ultimo amante in cerca di minimalismi e ferite da leccare.

Senza parole in più.

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