Trent Reznor Tag Archive

Best of 2010’s – Il meglio della musica internazionale dal 2010 al 2019

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“Ma come cazzo fai a lasciare fuori Nick Cave, su!”
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Spotify senza limiti?! Paura di Beats Music & co.

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Spotify, la più popolare piattaforma di music streaming, ha deciso, pochi giorni fa, di superare i suoi limiti eliminando i 6 mesi di prova e le successive 10 ore di streaming gratuito al mese. Buona notizia. Ovviamente la pubblicità rimane, ma a far scattare la molla è stata l’imminente scesa sul mercato di un’altra applicazione: Beats Music. Promessa lo scorso anno da Trent Reznor, cantante dei Nine Inch Nails, Beats Music promette un esperienza più social annunciando che il motore si comporterà come se entrassimo in un negozio di dischi. Lo stesso Reznor dice: “sa cosa ti piace, ma è anche in grado di indirizzarti verso band che magari non avresti mai avuto modo di conoscere”.

Staremo a vedere!!! Il lancio è stato ufficializzato per il 21 gennaio sul mercato USA. Intanto che aspettate Rdio lancia la versione free sul web. Noi l’abbiamo provato e sicuramente solo per il fatto che non ci sono interruzioni pubblicitarie merita la vostra attenzione.

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“Diamanti Vintage” Nine Inch Nails – The Downward Spiral

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E’ sicuramente il parto più incazzato e deviante che l’eccelsa mente ossessa di Trent Reznor dei Nine Inch Nails abbia mai esternato e ancor più sicuramente il suo più grande successo di carriera; The Downward Spiral è la più forte espressione psichica di follia urbana, rabbia e nevrosi che specchiano fortemente gli anni Novanta delle visceralità e queste quattordici tracce sono il sacrario fobico di un’arte a matassa, dove Screamo, Industrial e mille direttrici impazzite scavano a morte l’ascolto, anche il più intransigente.

Un capolavoro che abbandona ogni indugio di riappacificazione con un certo Rock, un monolite attraversato anche da momenti sparuti di dolcezza velenosa che non ammette regole o limiti, tutto è uno sconquasso devastante di chitarre, elettronica, ritmi sulfurei e ombre buie che si ammassano senza mai dileguarsi: dicevamo un lavoro che si identifica perfettamente con le illusioni claustrofobiche e malsane della società targata 90, di quelle brutalità espressive e fenomeniche di strade fosche che si abbattono ripetutamente e con vigore sull’orecchio, nonché una strabiliante metafora industrial sulle fonti maligne della non rigenerazione umana, del peggio che arriva a incrementare il peggio. Con alle manipolazioni del suono tipi come Alan e Flood Moulder e guest di prim’ordine quali Adrian Belew (King Crimson) e Stephen Perkins (Jane’s Addiction), il disco è un atto pratico di violenza e poesia maledetta, una sinistra evocazione che prevede e consta climi di instabilità e algide incursioni in pads ipnotici “Piggy”, “Closer” che occhieggia alla Minneapolis di Prince, si trasforma in voli screziati e illimitati “A Warm Place” o nelle ansie al rallenty “Hurt”, il resto è pura ed iconoclasta follia schizofrenica “Heresy”, “Ruiner”, “Eraser” per citarne alcune.

E’ una forza rituale di simbolismi e scarnificazioni di suono, una consacrazione estetica di dinamitarda bellezza che esplode, implode e riesplode in ogni istante della tracklist, una disperazione imbastita che si diffonderà come un herpes di cui non si conosce ancora di come guarirsi.

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I Nine Inch Nails tornano in scena anche in Italia!!!!!

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Tornano i NIN di Trent Reznor,  il quale aveva annunciato mesi fa il ritorno della band con tour mondiale incorporato. Ora è ufficiale il tour farà capo anche in Italia al Mediolanum Forum di Assago (MI) per una data unica nel nostro paese il 28 Agosto con i Tomahawk del buon vecchio Mike Patton. La band eseguirà i pezzi più famosi!!!!!

 

Quindi non perdetreli:

NINE INCH NAILS
+ Tomahawk
28.08 MILANO Mediolanumforum

ticket: www.nin.com, www.livenation.it e www.ticketone.it

 

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Nine Inch Nails in Italia ad agosto

Written by Senza categoria

Dopo quattro anni di assenza dalla scena, si riuniscono i Nine Inch Nails. I numeri uno del rock alternativo mondiale, guidati dal carismatico  genio dell’elettronica Trent Reznor, hanno confermato il ritorno sulle scene annunciando un tour europeo sui palchi dei festival più importanti. L’unica data che i Nine Inch Nails terranno in Italia sarà il 28 agosto al Mediolanumforum di Milano. Ad aprire lo show di Trent Reznor & Co. un’altra grande band del panorama alternative americano: i Tomahawk di Mike Patton, che hanno da poco pubblicato il nuovo album. I biglietti saranno messi in vendita dalle 10.00 del 2 maggio sul sito ufficiale della band www.nin.com e dalle 10.00 di venerdì 3 maggio su www.livenation.it e www.ticketone.it.
http://www.nineinchnails.it/site/

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Cut/Julie’s Haircut – Downtown Love Tragedies (Part I & II)

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I progetti che includono solamente cover sono spesso visti con occhio critico, si pensa subito alla perdita di ispirazione, ad un facile appiglio per acquietare un poco gli stomaci voraci degli ascoltatori.
Personalmente non la vedo proprio così e rompo una lancia a favore di chi ancora oggi crede nella cover. Chi la violenta, la rivolta, dandogli un proprio significato, oppure chi la conserva, magari la rende meravigliosamente scarna (pensate ai brividi provati da Trent Reznor nell’ascoltare “Hurt” rivista da Johnny Cash!) mantenendo lo spirito e la naturalezza delle vibrazioni “originali”. In entrambi i casi la cover ha il suo sporco perché e la band registrando una cover si mette in gioco più che mai.
Questo che abbiamo davanti è un progetto indubbiamente ambizioso. C’è da dire che si parla di due nomi che a mettersi in gioco sicuramente non hanno paura. Un 7’’ splittato con due cover soul interpretate da due formidabili band del nostro paese molto legate tra loro. I brani in questione sono “Emma” degli Hot Chocolate (versione originale) interpretata dai garaggioni bolognesi Cut e “Who is he and who is he for you” di Bill Withers (versione originale) stravolta dalla psichedelia dei Julie’s Haircut. Potete capire come la scelta di queste due canzoni sia ambiziosa quanto singolare per due gruppi che nel panorama nostrano ci hanno abituati a ben altri sound.

Partiamo dai Cut, che per altro di questi esperimenti sono pratici (per esempio la rivisitazione del classicone di Prince “Sign O’ the times”). “Emma” gioca sulla dinamica: prima intima, lontana migliaia di pianeti dalla Terra, poi il chitarrone che ci risbatte sul pavimento, ma nonostante la botta non ci svegliamo. Rimane tutto onirico e confuso. Il sogno però non è per nulla piacevole, è straziante, agonizzante. La voce, l’hammond e le chitarre di Ferruccio Quercetti e Carlo Masu marciano indisturbate in questa odissea spaziale accompagnata dal semplice e dinamico groove di batteria. La versione degli Hot Chocolate viene conservata, certo meno black, ma altrettanto intensa e forse addirittura più straziante. In questo episodio la “tragedia d’amore” fa male. Bella pugnalata inaspettata, una lenta agonia.
I Julie’s Haircut si sa, sperimentano a tutto andare senza mai trovare un punto fermo. In continuo movimento e mutamento (e sia chiaro ci piacciono così!). Qui rubano il riff di “Little Johnny Jewel” dei Television e sparano una versione tastierosa, vetrosa, tetra e anche qui distante e spaziale. Si rimane in aria, appesi. Forse questa cover risulta snaturata della semplicità della soul music e sarei curioso di sapere cosa ne penserebbe il buon vecchio Bill Withers in mezzo a tutti questa elettronica e questi accenni post punk. Si perde il ritmo ballabile ma non la tensione, che viene addirittura amplificata dalla band di Sassuolo in un crescendo sintetico, piccola salita che arriva dritta allo strapiombo.
Questo split funziona, è “genuino” (lo dicono gli stessi Julie’s Haircut!), arricchisce e scarnifica le perle “originali”. Le gratta a mani nude per riappiccicarci sopra vestiti nuovi, conservando li da parte i vecchi pezzi, pronti ad essere rincollati da un momento all’altro.

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Un assaggio di “Sound City”, documentario firmato da Dave Grohl.

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Per voi un assaggio del documentario Sound City firmato da Dave Grohl. La registrazione studio del brano “Mantra“, che vede impegnati tra lo stesso Grohl, Trent Reznor e Josh Homme dei Queens of The Stone Age. Niente male.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=WTaeHFquheI

 

 

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