Rise Against Tag Archive

‘Chi suona stasera?’ – Guida alla musica live di agosto 2017

Written by Eventi

Swans, Billy Bragg, Ride, Beach House, Liars… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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Ki-MONO – Due [VIDEOCLIP]

Written by Anteprime

I Ki-MONO sono Moreno (voce e chitarre), Davide (sintetizzatori, programming e chitarre), Phora (basso) e Teo (batteria). Nascono nel 2015 e suonano rock sudato ed elettronica camaleontica. Il disco di esordio è Avanguardie Inospitali, con la produzione artistica di Max Zanotti (Deasonika, Rezophonic, Eva Poles) e il primo singolo estratto è “Due”, accompagnato dal video firmato dal giovane regista americano Rob Barriales. Cresciuti con Deftones, Foo Fighters e Depeche Mode nelle orecchie, con un altro nome possono contare un disco, due ep ed un’intensa attività live in club e varie partecipazioni a festival in occasione dei quali hanno condiviso il palco con artisti come 30 Seconds To Mars, Editors, Paolo Nutini, Rise Against, Marta Sui Tubi, The Bastard Sons of Dioniso, Rezophonic, L’aura, Deasonika, Il Genio, Julie’s Haircut.

KI-MONO 700

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Maudit – NA

Written by Recensioni

Breve ma intenso, poche idee ma molto chiare. Questo sono i Maudit, giovanissima band milanese che alla prima avventura discografica non rischia molto, ma tira fuori un suono compatto, deciso e moderno. E non nasconde certo l’amore per il Rock sano. La sicurezza arriva già dai prestigiosi Massive Arts Studios, dove il quartetto registra questi sette brani che a dire il vero sanno molto di Ministri, ma per non rimanere soltanto nelle nostre piccole terre citerei anche anche Foo Fighters, Rise Against e tutto il buono che il Rock moderno e americanaccio può offrirci. Certo la somiglianza nella timbrica tra Davide Autelitano dei Ministri e questo Davide (Carrone per la precisione) sono spudorate, ma per fortuna il ragazzo denota carisma e grinta. La vicinanza passa in secondo piano, soprattutto quando riesce a domare la lirica schizofrenica di “Colpevole”. Il suono e le parole però rimangono quello che ti aspetti già dalle prime battute di “Tempi Migliori”, riff insistito come nella migliore tradizione del Punk patinato. “Tutti schiavi dei notiziari, tutti in coda ad aspettare tempi migliori”, la differenza per fortuna qui la fa la qualità degli arrangiamenti e melodie che seppure facili e un po’ ripetitive funzionano alla grande.
Anche una bella botta basso/batteria non si fa mai desiderare, insieme a lei chitarroni panciuti accompagnano “Schiavo”, una marcia veloce, quasi una fuga, anche se non si capisce bene da cosa. Forse perché questo gruppo non punta al fine ma al mezzo, che in “Alta Tensione” è un bolide che sfreccia a 200 all’ora in mezzo al centro di Milano senza nessuna meta. Ma nonostante tutto troviamo un brano incazzato su una relazione finita, forse il miglior episodio del disco, più sincero e onesto degli altri testi in cui si azzarda il “socialmente utile”. Anche “Juliet” ha il suo sporco perché con parole dirette e malate al punto giusto, con un bel basso distorto che ricorda un po’ i Muse nella cover di “Feeling Good” e finalmente i ragazzi ci regalano anche un (troppo!) breve ma intenso assolino di chitarra. A chiudere il cerchio ci pensa “Cattivo”, non di certo un capolavoro, ma l’ennesimo pezzo deciso con la chitarra affilata a tagliare le orecchie. Peccato che le orecchie alla fine non riescano a sanguinare copiosamente come dovrebbero, il sound rimane troppo preconfezionato e standard e non riesce a far male. Tutto ciò che manca è un po’ di rabbia, di rischio, di inquietudine. Per citare De Gregori mi sentirei di dire che “i ragazzi si faranno”. A differenza di Nino non mi sembra nemmeno che abbiano le spalle tanto strette.

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