ControRecords Tag Archive

10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #06.05.2016

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“Ringraziamento”, il video di Gian Luca Mondo

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“Ringraziamento” è il primo estratto da Malamore, il nuovo disco di Gian Luca Mondo in uscita per Controrecords il prossimo 6 novembre. Il brano è disponibile da oggi su YouTube e Gian Luca Mondo lo descrive come “una canzone che parla del ricordo. Spesso si è portati a dimenticare le cose belle e a ricordare le cose brutte. Io sto imparando a fare viceversa. È una canzone per una donna dolce, Susanna, con cui ho guardato gli scogli di Boccadasse e la Baia del Silenzio co un altro sguardo. Lei arrivava alla stazione e io la portavo a casa, e mi sembrava proprio di andare a casa. Non è poco”.

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TAB – Nessuna.

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I TAB sono un trio bergamasco di Rock quadrato e spigoloso, vecchia scuola. Con Nessuna. i tre tentano l’esordio in nove pezzi (più una ghost track tutto sommato trascurabile) dove chitarre distorte e batterie martellanti sono la base più comune, concedendosi qua e là poi rapide uscite dalla via maestra (l’arrangiamento con fischio di “Madre Paura”, la morbidezza più vuota di “Figure”, la ritmica in direzione Motorhead di “Ormai è Fatta”, la malinconia patetica di “Nessuna”…). Un disco che mi suona vecchio, soprattutto (e qui arriviamo al punto) nei testi, che a tratti sono imbarazzanti, gonfi di immagini stereotipate, rime tronche, verbi al futuro a fine verso con classico effetto filastrocca: “SE LO SAI QUANDO TU LO VUOI PAGHERAI / SE LO SAI QUANDO TU LO VUOI NON MI AVRAI / SE SAI CHE PUOI TU PAGHERAI / SE SAI CHE VUOI TU NON MI AVRAI”, nella peggior tradizione del Rock italiano scritto male, anzi malissimo. Le idee interessanti dal punto di vista musicale si incontrano qua e là anche troppo di rado, la produzione non è eccelsa, non si sente un’identità che possa emergere dal rumore di fondo di mille altri gruppi Rock come questo. Spiace dirlo, ma in questo disco ho trovato veramente poco da salvare.

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Nessuna è l’esordio dei TAB per Controrecords

Written by Senza categoria

Uscirà il 7 marzo per Controrecords edizioni MUSIC MARKET, Nessuna l’esordio dei TAB, band che miscela con sapienza il rock d’oltreoceano con la canzone d’autore nostrana nella quale confluiscono esperienze musicali importanti. Nessuna è l’album d’esordio dei TAB che, dopo primitive escursioni più intimiste , viene pubblicato in collaborazione con l’etichetta torinese Controrecords. I dieci brani che compongono l’album, prodotto da TAB e Yonatan Rukman, accompagnano l’ascoltatore in profonde dinamiche umorali dettate da quotidianità a volte ossessive. Semplici ballate dall’intenso traino come “Tiepida Follia” o le scontrosità marcate di “Sola”, caratterizzano da subito il suono che si delinea nell’ascolto. “Nessuna” raccoglie tutto in un insieme melomane per poi gettarlo su un fuoco sonoro che colpisce l’intimità dell’anima con umiltà sconvolgente. Un greve muro di distorsione dove si affrescano melodie, a volte ipnotiche, che sostengono un cantato intimista dagli ombrosi giochi di introspezione, segnano in modo indelebile questo lavoro dalle forti radici che si nutrono dalla madre terra del Rock

ASCOLTA QUI I PRIMI DUE ESTRATTI DALL’ALBUM “TIEPIDA FOLLIA” E “SOLA”

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Gian Luca Mondo: il 21 ottobre esce Petali

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Cantautorato Alt-Blues. Sangue e polvere. Salvezza e sacrificio. Il terzo disco di Gian Luca Mondo è un rumoroso, ironico, visionario Golgota d’amore. Con dentro tutta l’assoluta debolezza e la deragliante bellezza dei petali. Sarà disponibile dal 21 ottobre Petali, il nuovo lavoro del cantautore piemontese ma genovese d’adozione Gian Luca Mondo. Il disco viene anticipato dal singolo “Il Dilemma del Porcospino” da oggi su YouTube e conclude la “trilogia fantasma” iniziata con Piume nel 2010 e fino ad oggi mai veramente portata a termine in quanto il secondo lavoro, Perle, è stato abbandonato da Gian Luca in fase di realizzazione. Petali esce per l’etichetta Controrecords di Davide Tosches e raduna dodici canzoni scritte in brevissimo tempo e tutte radicalmente devote al Blues, da Bob Dylan andando a ritroso sino a Blind Willie Johnson, Skip James, Robert Johnson e Hank Williams.

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RIGOTTO “Fuori di me” il nuovo singolo e video dall’album “Uomo Bianco”.

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RIGOTTO – “Fuori di me”
Il nuovo singolo e video dall’album “Uomo Bianco” disponibile in cd ed in tutti gli store digitali da Controrecords / New Model Label

Prossimi appuntamenti live:
9 Dicembre 2012 @ Arci Sud – Torino
19 Dicembre  2012 @ Bar Pastis (C/Santa Mónica 4 – Metro Drassanes) – Barcelona
21 Dicembre 2012 @ “El Milingo” (C/Llull 70 – Metro Bogatell) – Barcelona

“Uomo Bianco” – L’album
Uomo Bianco è l’uomo della civiltà occidentale, in senso molto allargato. È l’arrogante amministratore del pianeta, o almeno uno dei più esosi. Sono bianco, quindi con imbarazzo riconosco di essere io stesso l’Uomo Bianco”. Non usa mezzi termini Paolo Rigotto per presentare il leitmotiv del suo nuovo disco: Uomo Bianco è infatti un atto d’accusa – demenziale più che vibrante, pungente più che solenne – nei confronti della cività occidentale, dei suoi nuovi simboli, dei suoi disvalori e del suo bianco protagonista. 12 canzoni che usano il sarcasmo e la provocazione come chiave di lettura di un mondo in disgregazione: come sostiene l’autore sono “piccoli esorcismi, un mio personale requiem a lieto fine per una civiltà apparentemente agli sgoccioli”.
Paolo Rigotto è una personalità estremamente interessante, che ha fatto dell’eclettismo la sua personale direzione musicale. Batterista della Banda Elastica Pellizza, dei Syndone e di altre formazioni e artisti ai quali presta la sua professionalità di drummer, Rigotto torna a un anno di distanza dal suo felice debutto “Corpi celesti”, ed inaugura anche la sua attività come produttore, con il suo Freakone Royale (studio) ed a breve sarà in uscita la sua prima produzione, l’album degli Attitude, hard rock band dalla provincia torinese.

Link: www.rigotto.it
www.controrecords.com
www.newmodellabel.com

Ecco il video:

 

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Paolo Andreoni & Bussuku Bang!– Un nome che sia vento

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Cantautorato fine, musiche aperte e senza presunzioni, Africa e notti perplesse, esistenze e desideri da afferrare al volo; questo è il chiaro concetto ed il succo del nostro incontro con il nuovo disco del cantautore bergamasco Paolo Andreoni, “Un nome che sia vento”, undici immaginazioni che – per non farsi sgamare – prendono strade diverse, si colorano di mille polverine e si traducono in un fremito che sposta il torpore per far posto ad un ascolto buonaccio.
E’ un registrato diretto, fedele alla nobile tradizione del “volare via con suoni e poesia”, di storie e parole importanti che esprimono idee e calori dreaming veri e virtuali;  si assiste – nonostante tutto – ad un girare musicalmente a random, alla ricerca di una vera identità stilistica, ma mettiamola pure sul conto che sia un girovagare a ricognizione su terreni dove finalmente atterrare e tirar su casa (come direbbe Roberto Ciotti), poi il destino tirerà somme e linee.

Disco di ballate agre sulle ombre liriche di Tenco e Lauzi,Dimentica”, “L’ultima parola”, “Il concerto”, la nuvoletta di passaggio targata 80’s che rilascia atmosfere wave alla GarboAmore, amore, amore”, “Dal carcere”, il pregevole macramè di corde e pathos De AndrèianoUn nome che sia vento”, ottimo il fil rouge acustico che lega mediterraneità, blues piccanti e lidi “calienti” “Sol maior para comandante”, ma il gioiellino che evidenziamo in finale è quello che poi capeggia in cima alla tracklist, sono quei settantatrè secondi di “La rèbellion”,  che ci scaraventano nel deserto del Mali, tra il blues sciamanico di Terakaft, Alì Farka Tourè e Sissoko e che per un battito di ciglia ci stordiscono e “tradiscono” circa la vera vena del disco in generale.

Ad ogni buon tornaconto un prodotto normale, c’è ancora molto da centrare come mira, buona la tecnica di Andreoni e del resto della band, per il momento facciamo andare un altro giro di repeat e proviamo a vedere nel futuro di quest’artista che ci ha fatto fare un piccolissimo tour sonoro – pur restando seduti sul divano –  in lontananza e nelle zone periferiche delle “musiche grandi” che stanno più in la.       

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