Air Tag Archive

Parigi 2024 – La nostra colonna sonora dei Giochi

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Tra il tiro al piattello e un assalto di scherma, un po’ di canzoni da ascoltare – e di video da guardare – durante la XXXIII edizione dei Giochi olimpici.
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Dodici Tracce: non i soliti mash-up

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Gli artwork del vostro cuore come non li avete mai immaginati.
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Feu! Chatterton – Palais d’argile

Written by Recensioni

La canzone francese incontra il french touch e pone le basi del futuro del rock transalpino.
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Like Impala by Fabio Nirta

Written by Playlist

Un disco dei Tame Impala senza canzoni dei Tame Impala.
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Chi suona stasera – Mini guida alla musica live | Settembre 2016

Written by Eventi

“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE
03/09@Zona Roveri, Bologna
La psichedelia e (se volete con l’accento) l’impossibilità di essere normali. Probabilmente i loro ultimi dischi non raggiungono le vette alle quali ci avevano precedentemente abituati ma possiamo assicurarvi che sul palco Anton Newcombe e soci sono sempre grandissimi (visti pochi giorni fa al TOdays Festival di cui vi parleremo presto).
[ascolta]

AIR
06/09@Piazza Duomo, Prato
Il duo di Versailles proporrà per un’unica data le sue fascinazioni lunari. Voleremo così da Moon Safari a Le Voyage Dans La Lune, colonna sonora dell’omonimo film di Georges Méliès restaurato nel 2010, per un live di indubbia intensità.
[ascolta]

CAT POWER
06/09@Rocca Malatestiana, Cesena per Acieloaperto
07/09@Anfiteatro delle Cascine, Firenze
Torna in Italia la stupenda cantautrice di Atlanta con due date in solo dal sicuro impatto emotivo. A Cesena da segnalare l’apertura dei sempre piacevolissimi Comaneci.
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THE WINSTONS
07/09@Acquaviva di Montepulciano per Live Rock Festival
08/09@Lido Mad Hops, Marone (BS)
09/09@Cap 10100, Torino
14/09@Circolo Magnolia, Segrate (MI)
15/09@Cubo, Parma
16/09@Lio Bar, Brescia
23/09@Locomotiv Club, Bologna
24/09@Piazza Della Vittoria, Spotorno (SV)
Freschi di pubblicazione del 45 giri Black Shopping Bag, Enro, Rob e Linnon Winstons porteranno la loro godibile miscela di Prog, Psych e Pop su e giù per lo stivale con un nuovo live tutto da godere. Durante la prima delle date sul palco anche i Nothing But Thieves.
[ascolta]

THE DEVILS
07/09 @Le Murate di Piazza Canevaro, Terranuova Bracciolini (AZ)
08/09@Blah Blah, Torino
09/09@I Camalli, Imperia
11/09@Hana-Bi, Marina di Ravenna, Ravenna per Rainy Days Fest 3
24/09@Parco Arenetta, Faicchio (BN) per Rock’n’Roll Stampede
Erica Toraldo (batteria e voce) e Gianni Vassella (chitarra e voce) questo mese ci faranno compagnia con il loro sfrontato Rock Trash-Noise con un buon numero di date a supporto del loro disco d’esordio Sin, You Sinners!
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GREG HAINES
08/09@Sala Vanni, Firenze per Nextech Festival
Data unica del violoncellista di casa Denovali con la sua classica moderna ultimamente molto più impregnata di elettronica. Collaboratore, tra i tanti, di Nils Frahm, Peter Broderick ed Alvaret Ensemble. Imperdibile.
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SUNN O)))
09/09@Labirnito della Masone, Fontanellato (PM)
Data unica anche per la band di Stphen O’Malley con le sue sperimentazoni Drone Doom dagli elevatissimi volumi (consigliato l’aver assistito quantomeno ad un concerto degli Swans) all’interno di una cornice spettacolare che ne esalterà il sound mitologicamente oscuro. Prima del concerto la videoinstallazione Finis Mundi di N!03 dedicata a Jorge Luis Borges nel trentennale della sua scomparsa.
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TERRY RILEY
11/09@Viale E. Alemagna 6 per la Triennale di Milano
Il maestro d’avanguardia e minimalismo sarà in Italia per un’imperdibile data nella quale proporrà la sua storica opera In C accompagnato da un ensamble di musicisti del Mali. Se non vi bastasse a seguire troverete The Rileys, il duo che il maestro condivide con suo figlio Gyan. Insomma, parliamo veramente di un grandissimo evento.
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1919
16/09@TNT Club, Milano
17/09@Café Liber, Torino
Due le date italiane per la band Goth Rock\Post-Punk di Bradford che tra abbandoni, ritorni e scioglimenti è comunque riuscita ad arrivare dal 1983 sino ad oggi, e pare si trovi in ottima salute.
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THE WHO
17/09@Unipol Arena, Casalecchio di Reno (BO)
19/09@Forum, Assago (MI)
Gruppo fondamentale per la storia del Rock e della musica tutta. Autori di tantissime hit tra le quali la mitica “My Generation” e di album meravigliosi come Tommy, Who’s Next e Quadrophenia. Certo, non siamo più nel 1970 ma come perderli considerando quanto ci hanno dato? Signori, Roger Daltrey e Pete Townshend vi aspettano, non mancate.
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BATTLES
18/09@Summer Music Village, Bari per L’Acqua in Testa Music Festival
19/09@Karemaski Multi Art Lab, Arezzo in apertura Zeus!
23/09@Latteria Artigianale Molloy, Brescia
La grande band fondata da Ian Williams, mitico chitarrista dei Don Caballero, tornerà
questo mese in Italia con 3 date ben spalmate sul territorio dopo i grandi concerti del Marzo scorso.
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NEGATIVLAND
20/09@LO-Fi, Milano
21/09@Tetris, Trieste
30/09@Spazio Aereo, Venezia
Band dedita ad una musica rumoristica ed allucinata, nonché ricchissima di cut-ups, che prende ispirazione da Edgard Varèse come dai Residents. Nati nel 1980 ma cresciuti in popolarità solo nel 1991 non per le loro lodevoli doti ma per una causa della Island Records riguardo al loro Ep U2 (contenete due versioni parodiche della celebre “I Stll Haven’t Found What I’m Looking For”) ed alla sua copertina che poteva far pensare ad un disco della band di Bono Vox intitolato Negativland. Indubbiamente creativi, non perdeteveli.
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CAMERA
30/09@Mattatoio, Carpi
Krautrock da Berlino ispirato ai miti del genere. Giunti al loro terzo disco sulla lunga distanza, Phantom of Liberty, dato alle stampe quest’anno, porteranno il loro complesso sound, energico e sofisticato, nella nostra penisola per un’unica data consigliatissima.
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Un’altra data italiana per gli AIR, il 20 maggio a Parma

Written by Eventi

Dopo una lunga assenza dal palcoscenico durata sei anni, gli AIR ritornano in Italia il 20 maggio con un live in una cornice unica al mondo, quella del Labirinto della Masone, in provincia di Parma.

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MUSICA E CINEMA: Che Film Ascoltiamo Stasera?

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La Band della Settimana: Daiquiri Fantomas

Written by Novità

“La band (Marco Barrano / Chiara Lucchesi / Dario Sanguedolce) con base a Caltagirone è nata durante una jam session estiva, nel 2010. Sotto contratto con l’etichetta inglese Blow Up Records dal 2012, i Daiquiri Fantomas danno vita alle più disparate architetture sonore, attraverso una marcata sperimentazione con l’uso di strumenti acustici ed elettronici vintage, uniti alle nuove tecnologie. Benché l’elettronica sia molto presente, il trio non disdegna l’uso di un certo humour respingendo il cliché che la musica sperimentale debba essere noiosa. Alcune delle loro influenze musicali sono Beatles, Robert Wyatt, Kraftwerk, Air.

Il singolo di debutto, “Moon Raga”, uscito nell’aprile 2013, ha un colorato sapore Neo-Psichedelico, in cui il mijwiz, un piffero mediterraneo, richiama le cornamuse celtiche. Il primo album, MHz Invasion (12 Agosto 2013) è stato suonato, mixato e prodotto dalla band in Sicilia, con un missaggio addizionale di Nick Terry ai Malabar Studios di Oslo, e il mastering di Nick Bennett al Revolution Mastering di Londra.

La Daiquiri Fantomas Live Full Band comprende anche Alessandro Barrano (batteria, percussioni, live electronics) e Daniela Parisi (tastiere, basso, percussioni).”

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L’evoluzione storico/tecnica del Record Producer. Sesta Parte.

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Phoenix – Bankrupt!

Written by Recensioni

Ci si aspettava dal nuovo disco dei francesi Phoenix, “Bankrupt!” – come del resto aveva accennato Thomas Mars in un rotocalco inglese – uno sfolgorante gioco di prestigio programmatico, grandi rivelazioni sperimentali se non addirittura tecnicismi d’alta ingegneria sonora, quando poi, una volta scartato dalla confezione, è sì un bel disco ma della consueta cotta, leggermente votato su territori sintetici e con la smorfia gentile della wave e delle sensibilità kraut, ma nessuna trascendentale svolta da annotare sull’almanacco degli immensi capogiri.

Sostanzialmente un pop-tune dalle infinite possibilità di scavare palinsesti radio, ma se ci vogliamo proprio attenere al mero brivido d’ascolto, il nuovo disco è lineare alle loro produzioni che lo hanno preceduto, composizioni aerobiche che passano come brume autunnali, qualche seduzione ad arrembare atmosfere clubbing e delicatezze dal sapore decisamente europeo, e se vogliamo lanciarsi in azzardati commenti, pure somigliante al predecessore Wolfgang Amadeus Phoenix quasi in maniera imbarazzante, ma che comunque – potremmo parlare per ore e ore – funziona benissimo specialmodo quando si associa la musica dei Phoenix con i groove pubblicitari  urbani; membri della compagine francese che ha portato nel mondo le convulsioni di Daft Punk, Air, Justice, la formazione di Versailles ha sempre saputo giocare la carta del velluto sonoro, quella felice derivazione a metà strada tra equilibrio e ristagno, l’additivo preciso per non cadere mai nel pop terragnolo, quello attaccato alle facilonerie da classifica, ma si è sempre mantenuto candido e alto sulla media, poi non sempre ci si è riusciti, ma senza dubbio una band che- per quanto riguarda il passato prossimo ha irretito abbastanza – poi da qui al dopo chissà.

Disco di contrasti e confronti, come nelle circonferenze oriental oriented “Entertainment”, nei radenti ventilati “S.O.S. in Bel Air”, al centro dello strumentale nordico della titletrack, l’R’N’B che tinge la bella “Chloroform” o – se ci si vuole sentire leggeri come una piuma – aggrappati alla sintonia poppyes di “Oblique City”, poi tutto quello che può alimentare le suggestioni di un ascolto tutto sommato piacevole – ripeto senza nessuna rivoluzione interna – lo si trova nel resto della list, che se anche aggiunge poco valore alla storia della band, perlomeno la mantiene.

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Sea + Air – My Heart’s Sick Chord

Written by Recensioni

Daniel ed Eleni Benjamin, lui tedesco che canta e suona chitarra, batteria, campane e piatti ma non sa leggere la musica, lei greca,  voce e suona clavicembalo, batteria, organo bass pedal, sono compagni di vita e d’arte riuniti sotto il moniker “naturalistico” di Sea + Air e  arrivano al fatidico esordio con l’album “My heart’s sick chord” come fossero calati dentro una bolla di vetro, fauni di un folk-pop arieggiato, un cantautorato silvestre e boschivo che rammenta gli Arborea dei tempi migliori e gli afflati espansi degli Appalachi, ma anche una certa agevolezza sperimentale rock messa a confronto con liscive Seventies teutoniche (Popol Vuh) e stranezze  sfaccettate alla Flaming Lips; tredici tracce che movimentano un album suonato con quattro/cinque strumenti e che mette al centro anche un amore per il barocchismo Bachiano, il clavicembalo e artifici cromati abbaglianti.

Però come in tutte le cose, “il troppo stroppia”, troppa carne messa sul fuoco a cuocere, molte strade sonore che fanno perdere l’equilibrio stilistico dell’ascolto e che generano un complessivo musicale che corre subito via, che si dimentica facilmente e senza lasciare una traccia indelebile nella memoria; un disco che raccoglie movimenti orchestrali congelati dal tempo, coperti sì da una coperta tenera e morbida, ma che non hanno una precisa identità, caratteristica o tic contagiosi che li faccia fermare e rintracciare dal tasto repeat. Pop, sinfonismi, forme canzoni alla Ghostla titletrack”, i citati ArboreaMercy street”, “Safe from harm” il pop versato alla Sting “The sea after a storm”, “Do animal cry? , i sintomi elettrici dei Flaming LipsYeah I know” e quelle tubolarità soft ottime per spot pubblicitari di dolcezze o affini “Ist life”.

Il duo di Stoccarda degli Sea + Air iniziano bene questo loro primo progetto ma poi si perdono in mille rivoli, nelle mille intrecciate arterie che non fanno altro che confondere il vero intento della loro prestanza sonica, forse è la necessità di dare tutto e subito, ma facendo così Mare + Aria non hanno mai fatto = Fuoco. 

Un disco a metà aspettando tempi migliori.

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