Adesiva Discografica Tag Archive

“Ubriachi di Dio”, il video di Sara Velardo

Written by Novità

Ha di recente dato alle stampe il nuovo album 3, per Adesiva Discografica di Paolo Iafelice, e oggi presenta il primo video estratto.

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Michele Anelli – Giorni Usati

Written by Recensioni

Michele Anelli, al suo ritorno dopo la collaborazione con i Chemako, si presenta con un disco di svolta per la sua quasi trentennale carriera. Abbandonate definitivamente le sonorità Roots Rock degli esordi coi Groovers, il nostro vira infatti in modo deciso verso un Pop ispirato agli anni 60 non senza venature Rock Jazz Prog & Beat, ed un cantato che trova sempre più il suo faro in Lucio Battisti. Questa svolta è figlia dell’incontro con il tastierista Andrea Lentullo e con il contrabbassista Matteo Priori che hanno sviluppato idee che Anelli rincorreva da tempo ma che fin qui aveva solo sfiorato. Il disco, prodotto da Paolo Iafelice, già al lavoro con Fabrizio De Andrè, P.F.M., Vinicio Capossela, Daniele Silvestri e tanti altri, risulta essere molto curato ma non riesce a catturare. Le liriche di Anelli, che in passato ha prodotto rivisitazioni di canti di lavoro e resistenza, sembrano provenire direttamente da quei periodi (“Leader”) non convincendo appieno neanche nei momenti migliori. Anche il sound può talvolta risultare più datato di quanto dovrebbe; nonostante ciò non mancheranno comunque momenti piacevoli durante l’ascolto. Il disco ci parlerà dell’amore con le sue comprensioni ed incomprensioni, dell’importanza del suo tetto che ripara dalla pioggia battente che la società ci scaglia addosso, nonché della necessità di svegliarci, alzare la testa e riprenderci le nostre strade e possibilità, i nostri giorni, la nostra vita. Troveremo i momenti più apprezzabili nel brano di apertura “Lavoro Senza Emozioni” capace in qualche modo di coinvolgere con i suoi cori quasi ossessivi ed una melodia ariosa a far da contraltare, nella ballad Pop-Rock “Adele e le Rose” e nella gradevole “Alice” per quanto adatte, soprattutto durante i ritornelli, al festival della città dei fiori, in “Gospel”, brano nel quale interviene il Lift Your Voice Gospel Choir, che Anelli dedica alle persone incontrate durante il suo percorso e rilevatesi importanti per la sua crescita di uomo ed artista, e nella conclusiva title-track, leggera e jazzata, nella quale la voce oltre al cantato sarà impegnata in una parte parlata per il testo meglio riuscito dell’intero lotto. Michele Anelli, al quale non va negato il merito di cercare e frequentare da sempre strade distintive, sforna dunque il disco che da tempo sognava e inseguiva ma senza purtroppo riuscire a emozionarci. Giorni Usati alterna luci ed ombre, ma si tratta comunque di luci mai abbaglianti come di ombre con le quali è possibile convivere. È un disco che manca del giusto mordente e di conseguenza non lascia il segno ma che può, sotto certi punti di vista, essere considerato quasi come un esordio, un primo frutto di una pianta che in futuro potrà probabilmente donarne di più maturi, ricchi e succosi.

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Etnia Supersantos – L’Abominevole uomo delle fogne

Written by Recensioni

Il mondo era bello e le caprette facevano ciao! Il modo adesso è brutto e le pantegane fanno ciao! Gli Etnia Supersantos arrivano al secondo disco L’Abominevole uomo delle fogne in forma smagliante e senza pensieri martellanti nella testa, come sentirsi non condizionati da tutto quello che quotidianamente ci percuote la testa. Un disco leggero nei contenuti e pesante nei significati, si “offende” con ironia, si suona tanto e decisamente bene. Se la voglia è quella di danzare, bere e lasciarsi andare questo è il disco giusto, se volete arrovellarvi il cervello con sentimenti nascosti e lacrimucce forzate lasciate perdere questo lavoro, non è roba dal cuore tenero. E’ roba per guasconi scaccia pensieri in cerca di divertimento.

Si balla dall’inizio alla fine respirando melodie esotiche (La Jungla, le Scimmie, le Liane), si fanno escursioni improbabili alla ricerca della componente ritmica (L’Escursione sul Monte Sinai) e tutto sommato perdo il filo della ragione quando (Soffro) il calo del desiderio è politico e non sessuale. Un Varietà a tutti gli effetti, una rappresentazione sciocca della vita, un modo simpatico per ingoiare bocconi amari ai quali siamo ormai costretti a fare la bocca. Bene, L’Abominevole uomo delle fogne rilassa la mia nervatura e prepara le labbra ad incontrare un sorriso ben voluto, certe cose sono fatte per questo. Non un disco simbolo della discografia italiana ma un momentaneo anti dolorifico e un calcio nelle palle alle sofferenze (almeno per qualche minuto). Un cast ricco di musicisti quadrati che danno spessore all’intero album, un disco da prendere nudo e crudo senza farsi troppe domande. Fondamentalmente un buon lavoro. Gli Etnia Supersantos sanno come fare per sentirsi importanti, sanno far ballare e soprattutto sanno far sorridere. Vi sembra poco? L’Abominevole uomo delle fogne bisognerebbe ascoltarlo in mutande sul balcone di casa sorseggiando un cuba libre e fregandosene altamente della merda che ci cade sulla faccia.

 

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