Ravenscry

Written by Interviste

I traguardi si raggiungono col sacrificio, con la forza di volontà e la determinazione. I Ravenscry sono riuscito con le loro qualità a raggiungere importanti obbiettivi. Ai microfoni di Rockambula c’è l’ affascinante Giulia che ci illustrerà un po’ il percorso della band.

Anzitutto perché non presentiamo i Ravenscry ai nostri amici lettori?

Giulia: Perché no?! Il progetto Ravenscry nasce nel 2008, ispirato dalle desiderate doti istrioniche del batterista Simon Carminati, dal sarcasmo irritante del bassista Fagio, dal fascino incompreso del chitarrista Mauro Paganelli, dalla stabilità altalenante del chitarrista ritmico Paul Raimondi e dalla sconfinata passione per gli animali della cantante Giulia Stefani.

Questo “One Way Out” è il vostro disco d’esordio, cosa ci dite a riguardo: come, dove e con chi si sono svolte le fasi di registrazione e mixaggio?

Giulia: Beh, così mi costringi a tornare seria! Farò l’immane sforzo… One Way Out è il risultato di un vero e proprio lavoro di squadra: le idee, proposte da qualcuno, sono state poi sviluppate con l’apporto di tutti, arricchendosi del background e dei gusti di ciascuno di noi. Quanto alla produzione, nonostante contassimo esclusivamente sui nostri limitati mezzi finanziari, non abbiamo voluto rinunciare alla qualità e ci siamo avvalsi della competenza di grandi professionisti. Per quanto riguarda la fase di registrazione: Simone Mularoni e Simone Bertozzi dei Fear Studio e Dario Ravelli di Suonovivo; per la fase di mixing e mastering: Fabrizio Grossi di Sound of Pisces (Steve Vai, Slash, Cypress Hill, Alice Cooper ecc.) e Tom Baker di Precision Mastering (Judas Priest, Sevendust, Manson, Megadeth e via dicendo) di Los Angeles.

Per quanto riguarda la promozione del disco come vi state muovendo, che tipo di lavoro state facendo?

Giulia: La nostra principale strategia è quella di instaurare, per quanto possibile, un rapporto “umano” con coloro che ci seguono e ci apprezzano, cosa che nessuno può fare per noi! La nostra etichetta lavora su obiettivi meno immediati ma certamente più importanti, come le campagne promozionali all’estero rivolte alla stampa, alle webzines e alle agenzie di un certo livello, alle quali noi non potremmo arrivare solo con le nostre forze. Molto intense e positive sono state quelle rivolte alla Germania, dove il nostro disco è distribuito da Soulfood/Sony BMG, all’amata Scandinavia e al Giappone, dove le nostre etichette, rispettivamente The Trip Records di Peter Uvén e Hydrant Music, hanno lavorato in maniera impeccabile!

Come vi trovate con la Wormholedeath e la Dreamcell11? Com’è nata la collaborazione con loro?

Giulia: In parte ho già risposto prima. Posso solo aggiungere che, per quanto intenso possa essere stato il lavoro dell’etichetta, ci troviamo pressappoco come una qualsiasi band underground al primo disco.

Quanto all’origine dei nostri rapporti, posso semplicemente dirti che all’epoca, ricevuto il nostro materiale, l’etichetta si è mostrata subito entusiasta, e insieme abbiamo elaborato una proposta di collaborazione.

A tuo parere qual è stata l’esperienza live che più ti ha colpito e ti è rimasta impressa fino ad ora con i Ravenscry?

Giulia: Vediamo… Ci sono state occasioni durante il tour in Scandinavia, in cui il pubblico era letteralmente rapito, quasi come in uno stato di catarsi folle, di delirio da baccanale che esprimeva un assoluto senso di libertà che solo la musica (e, ammettiamolo, anche un po’ l’alcol…) riesce a scatenare. Difficile darti una data precisa: accadeva quasi ogni sera 😀

Come è stato accolto il disco dal pubblico e come dalla critica?

Giulia: In maniera discordante, come ci si aspettava! Non abbiamo scelto una strada facile… ci sono momenti in cui le prendiamo, da una parte, dai metallari puro sangue; dall’altra, dalle orecchie più fini. Ma al di là di questo, c’è da dire che un grande risultato è stato l’improvviso e crescente interesse del pubblico dopo la pubblicazione del videoclip di Nobody (e non voglio credere che sia solo per la somiglianza del protagonista con A. Hopkins…:D). Oltre all’aumento di fans tedeschi, inglesi, svedesi, abbiamo notato, in particolare, un incremento di contatti dal Sud America e dalla Russia, cosa che ci sorprende piacevolmente dato che non c’è ancora stata una promozione mirata in quelle aree…Altra grande sorpresa, le ottime vendite in Giappone!

Con quali band sogni di dividere il palco?

Giulia: Qualcuno sostiene che i sogni siano fatti per rimanere tali…altri confidano ancora fedelmente nelle stelle cadenti, o nei primi morsi ai frutti di stagione…io, nel dubbio, preferisco non dirtelo! 😀

Adesso ti andrebbe di esprimere un tuo parere personale riguardo il fenomeno del “Pay to Play”,  che sembra verificarsi molto negli ultimi tempi. Cosa ne pensi di questa cosa, che opinione hai su tutto ciò?

Giulia: La mia opinione in materia è piuttosto…indignata! Sarò presuntuosa, forse antiquata, ma per me rimane assurda e a dir poco contraddittoria la condizione della musica (e più in generale, della cultura) ridotta a pura merce, al fine di arricchire le tasche di personaggi che non provano la minima vergogna a definirsi “imprenditori”, quando si tratta di musica. Senza contare quelli che si spacciano per benefattori. D’altra parte, finché saremo convinti di fare della musica la nostra vita, l’eventualità di un compromesso simile sarà sempre in agguato e, laddove in gioco ci fosse veramente la possibilità concreta di un salto di qualità, non è escluso che, prima o poi, ci si trovi a cedere.

Per quanto riguarda l’attività live cosa ci dici, dove suonerete nei prossimi giorni? Avete in programma anche qualche festival?

Giulia: Nulla di definito al momento, ma la risposta di prima credo possa darti già qualche indizio prezioso… . Al di là dell’attività live, vorrei cogliere l’occasione per annunciare l’imminente uscita del secondo videoclip, per il quale è stata scelta l’opener del disco, Calliope; e nel frattempo si lavora al nuovo disco. Nuovo disco, nuove contaminazioni… pronti a prenderle ancora e ancora 😉

Bene Giulia, l’intervista si chiude qui, concludi come meglio ti pare…

Giulia: E’ stato davvero un piacere. Un saluto a tutti i lettori di Rockambula, con la promessa di superare ampiamente, con il nuovo disco, le loro migliori aspettative!

 

 

 

Last modified: 27 Agosto 2012

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