Gian Paolo Oggiano – Railroad Obsession

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Sfido chiunque a dirmi che non ha mai sognato di farsi un interrail in giro per l’Europa.
“I-n-t-e-r-r-a-i-l”. Sale alla bocca il gusto di avventura, soltanto pronunciandolo.
Per i fortunati che hanno potuto raccontare, nella loro agendina, il viaggio più desiderato dei tempi delle superiori, l’album di cui andrò a parlare potrà diventare una scusa per organizzare una rimpatriata con i compagni d’avventura. Per chi, come me, non ha potuto godere di quest’esperienza, questo album potrà farci assaporare il gusto di treno, coincidenze, zaino in spalla e birra.
Railroad Obsession”, è questo il lavoro di cui parlo. Primo album da solista di Gian Paolo Oggiano, Sassarese, classe 1981, di cui sono sia le musiche sia i testi.
Già il titolo fa presagire le emozioni a cui ho accennato prima, quell’“Ossessione Della Ferrovia” che accomuna tutti coloro che decidono di spostarsi, per dovere o per piacere, con il mezzo di locomozione per eccellenza: il treno.

Ascoltando, poi, le otto tracce di cui si compone il lavoro (tra l’altro ottimamente registrate) si capisce che quest’”ossessione” è quella che accompagna il viaggio di chi si sposta per piacere, più che per dovere: la musica suonata, infatti, è il risultato di una combinazione di voce, chitarra e batteria, da cui risulta quel rock acustico con influenze blues, che lascia chi ascolta in uno stato di spensieratezza, il quale non può che accompagnare il viaggiatore-turista, piuttosto che il viaggiatore-lavoratore.
Non a caso, l’intero album è il risultato derivante dai numerosi spostamenti che Gian Paolo ha fatto in giro per l’Europa.
“I’m weating for the train coz’ just before I’ve quit my work. I pick up finally my money and now I’m free”.
Sono queste le parole con cui l’artista ha deciso di aprire il suo lavoro e che possono riassumere tutto lo spirito dello stesso: la libertà che si assapora quando si viaggia senza meta, lasciando che la vita decida per te e che le esperienze ti formino per diventare una persona nuova, migliore. Non tralascia nessuna delle emozioni che una persona e la sua chitarra possono vivere lasciandosi tutto alle spalle per iniziare ad “essere”: parla d’amore, di esperienza e di solitudine, ricordando che il pensiero potrà anche andare alle persone di cui si sente nostalgia, ma è necessario farsi forza, salire sul treno e raggiungere la prossima tappa. Perché  solo quando sei “a thousand miles from your home, you can ride really free” (Lost My Way – traccia numero otto).

 

Last modified: 8 Ottobre 2012

2 Responses

  1. piera casu ha detto:

    grande GianPaolo !!! superlativo !!!….per essere il primo lavoro !!!! complimenti ,continua cosi’….

  2. Nando aunitu ha detto:

    Grande!Se non diventi troppo famoso un giorno farai anche una seratina a muntiggioni.In bocca al lupo..

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