Lungo i Bordi Tag Archive

Camera237 – The Lie and the Escape

Written by Recensioni

Massimo Volume 09/11/2013

Written by Live Report

Non ricordo neanche più quanti anni sono passati dall’ultima volta che ho visto Clementi con i Massimo Volume dal vivo in un palco d’Abruzzo. Non troppi in realtà. Doveva essere un festival estivo in zona Roseto e con loro c’erano altre band tra cui i mitologici Wave Pictures e i Glasvegas, band allora in ascesa, ora persa in un vuoto neanche troppo inatteso. Adesso che ricordo meglio era il Soundlabs, era proprio Roseto ed era il 2009 e il giorno dopo, su quello stesso palcoscenico, sarebbero saliti José Gonzales, Uzeda, Zu, Wildbirds & Peacedrums e Dente. Quel venerdì però macinammo centinaia di chilometri e birra e gin solo per loro, quella leggendaria band bolognese che ha marchiato a fuoco gli anni 90 di noi giovani, ragazzini disillusi che qualcuno diceva essere il futuro della nazione e che si ritrovano in troppi a sputare sangue dalle orecchie in Call Center moralmente devastanti. Nessun nuovo disco da presentare in quell’occasione ma solo la voglia di rimarcare il mito sul palco del Soundlabs.

Quattro anni dopo sono cambiate tante cose e un ventinovenne con la testa di un ragazzino attaccato ai suoi diciotto anni è diventato un uomo più vecchio, non solo tra le pieghe del volto. Vittoria Burattini (drums), Emidio Clementi (voce, basso), Egle Sommacal (chitarra) e Stefano Pilia (chitarra) oggi hanno sulle spalle un paio di gioielli in più da mostrare. Cattive Abitudini usciva solo l’anno seguente mentre di qualche settimana fa è Aspettando i Barbari. Due album destinati a entrare nell’Olimpo del Rock alternativo italiano, nonostante l’età non solo anagrafica, dei suoi compositori e due album che sul palco del Pin Up mi si sono rivelati in tutta la loro enfatica magnificenza. In fondo mi aspettavo proprio questo. Il concerto non poteva essere un lento scorrere degli anni migliori della band emiliana ma avrebbe avuto l’esigenza di esporre le nuove forme. I due dischi sono stati sviscerati smascherando tutta la loro eccellenza in chiave live e accentuando anche delle differenze strutturali con il capolavoro del 1995, Lungo i Bordi, impareggiabile in quanto a tensione emotiva ma assolutamente affiancabile alle nuove cose come forza, brutalità, prepotenza.

Proprio l’energia è stata la protagonista assoluta del palco, toccando l’apice in un brano che su disco aveva lasciato non poco scetticismo, “Vic Chesnutt”. Questa vitalità toglierà un po’ di spazio agli atteggiamenti più intimi, quasi sacrali e meditativi che contraddistinguono le canzoni del periodo post Demo e quando Clementi e Sommacal provano ad affogarci in una marea di note che rischia di trascinarci in una dimensione psichica parallela, il momento è demolito da una tizia ubriaca che grida “du palle”. Clementi, col suo sguardo spiritato, la cerca ma non la trova, nonostante fosse a venti centimetri da lei e non so se in fondo sia stato meglio cosi. La tipa non riesce a fare altro che bere, urlare quando tutti stanno zitti, chiamare Sommacal per nome molestandolo palesemente e blaterare con due signore un po’ in là con gli anni che non hanno fatto altro che ballare come fossero a un live di Vasco (avete presente quel movimento destra/sinistra di corpo e testa, generalmente accompagnato da un accendino? A loro mancava solo quest’ultimo ma in compenso avevano dei cellulari sempre pronti per scattare foto. Che cavolo dovranno farci con una quantità simile di foto in pessima risoluzione è un mistero).

Regalano due bis e riesco a godermene uno un po’ in disparte dalla folla, malauguratamente mai uguale a come la vorresti tu, in queste occasioni. I Massimo Volume passano con disarmante disinvoltura (poche sbavature degne di nota) dai brani del nuovo album a quelli di Cattive Abitudini (splendide “Coney Island”, “Le Nostre Ore Contate”, “Litio” e “Fausto”), fino a scivolare nel passato di Club Privé (“Altri Nomi”) e Da Qui (“Senza un Posto Dove Dormire” e “Sotto il Cielo”) per esaltarsi e farci godere con i pezzi di Lungo i Bordi (“Fuoco Fatuo” e “Il Primo Dio” da pelle d’oca). Un concerto lunghissimo, che ha davvero accontentato tutti, dai fan dell’ultima ora fino ai vecchi affezionati, con una sola imperfezione evidente in uno stacco splendidamente ripreso da Clementi in veste di direttore d’orchestra. Chi si aspettava un concerto nel quale ritrovarsi assorti sarà rimasto deluso perché sembrano finiti i tempi delle illusioni e del sogno, lasciando spazio alla veemenza chiusa tutta negli occhi spiritati di un Clementi in forma smagliante, nel sudore di Burattini, nelle dita di Sommacal e nelle pulsioni viscerali di Pilia. I Massimo Volume non invecchiano mai, al massimo diventano più grandi.

P.s. in apertura ai Massimo Volume, il pubblico del Pin Up, locale che anno dopo anno si conferma come il migliore del centro Italia per le esibizioni dal vivo (ora anche con una più adeguata resa sonora) ha potuto godere l’esibizione dei marchigiani Dadamatto di Senigallia, formazione giovanissima ma con, all’attivo, già tre album. La loro è una proposta variegata e che suscita diverse contrastanti emozioni e diversi giudizi di gusto. Certo è che i tre ci sanno fare sul palco, per niente intimoriti dal pubblico solitamente poco elegante e generoso con i gruppi spalla, né dal peso della fama di chi li avrebbe seguiti. Forse qualche eccesso teatrale di troppo ma niente da dire in quanto a presenza scenica. Quello che non è piaciuto molto è il cantato, che talvolta ha rasentato dei picchi d’imperfezione (non di quella volutamente lo-fi, sia chiaro) preoccupanti e la composizione dei brani, che arrancavano ora in un cantautorato in stile Brunori Sas, ora in un Noise Rock che ricordava i fasti di un Godano nineties, ora in passaggi strumentali di difficile comprensione, altri in un Post Rock quasi imitante i bolognesi con i quali avrebbero a breve condiviso il palco.

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Partito il tour dei Massimo Volume.

Written by Senza categoria

Chi di noi non ha ascoltato ossessivamente l’ultimo lavoro dei Massimo Volume, Aspettando i Barbari? Quello che resta ora è un grande album che, come sempre accade quando di mezzo ci sono Emidio Clementi e soci, divide tra chi è deluso perchè l’album è troppo simile ai precedenti, chi gli preferisce Cattive Abitudini di tre anni fa, chi non riesce ad andare oltre il capolavoro Lungo i Bordi, chi non li ha mai sopportati, con i loro Spoken Word e il linguaggio non proprio popolare, chi li ama, qualunque cosa facciano e chi riesce semplicemente ad apprezzare un disco di pregevole fattura.

Dopo aver ascoltato su disco le traccie di Aspettando i Barbari, però, è necessario andarsi a pescare qualche data live per gustare la resa delle dieci canzoni e magari fare un raffronto con quelli che sono i loro grandi classici. L’occasione buona è già sul piatto perchè la band bolognese è da poco partita in un tour che è iniziato al Bronson di Ravenna, nella notte di Halloween, e si chiuderà all’Estragon di Bologna il 14 dicembre. In mezzo tante date che vi toglieranno ogni scusa. Noi di Rockambula andremo certamente a vederli sabato 9 novembre al Pin Up di Mosciano (TE). Voi dove andrete?

31 ott 2013 RAVENNA – Bronson – Via Cella 50
02 nov 2013 LIVORNO – The Cage – Via del Vecchio Lazzaretto 20
08 nov 2013 RONCADE (TV) – New Age Club – Via Tintoretto 14
09 nov 2013 MOSCIANO SANT’ANGELO (TE) – Pin Up – Via Francia 12
15 nov 2013 BRESCIA – Latteria Artigianale Molloy – Via Marziale Ducos 2b
16 nov 2013 FIRENZE – Auditorium Flog – Via Mercati 24b
21 nov 2013 ROMA – Black Out – Via Casilina 713
22 nov 2013 NAPOLI – Casa della Musica “Federico I” (Teatro Palapartenope) –
Via Barbagallo 115
23 nov 2013 CONVERSANO (BA) – Casa delle Arti – Via Jaia 14
29 nov 2013 MODENA – Vibra – Via IV Novembre 40a
30 nov 2013 VERONA – Interzona – Via Scuderlando 4
05 dic 2013 SEGRATE (MI) – Magnolia – Via Circonvallazione Idroscalo 41
13 dic 2013 TORINO – Hiroshima Mon Amour – Via Bossoli 83
14 dic 2013 BOLOGNA – Estragon – Via Stalingrado 83

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