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Dinosaur Jr. – Sweep It Into Space

Written by #, Recensioni

La dimostrazione più lampante di quanto la magia del suono di J e Lou sia ancora ben lontana dallo spegnersi.
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Dinosaur Jr

Written by Live Report

Lunedi 27 Maggio 2013 @ Blackout Rock Club, Roma

I Dinosaur Jr fossili dell’Indie Rock made in USA sono tornati sulle scena Italiana. Dopo un lungo silenzio nel 2007 pubblicano Beyond e si riaffacciano con nuova grinta sulla scena Indie internazionale. Qualche sera fa la loro terza data italiana al Blackout Rock Club di Roma con il nuovo tour e album, uscito a settembre 2012, I Bet on Sky.
In un lunedì sera da sfigati, il trio, J Mascis, Lou Barlow e Murph (rimpiazzato nella serata per problemi di salute) arrivati da Amherst, città sperduta del Massachusetts, provano a sfondarci i timpani. Sul palco del Blackout un muro di amplificatori Marshall copre le spalle ai dinosauri facendomi supporre schitarrate a tutto volume con la loro tempra da “giovani” skater. La platea è mista, dai giovani fans dell’ultimo periodo ai più veterani quarantenni sfegatati, tutti in fermento per questa data unica nel genere.

Nonostante il lunedì sfigato il locale è quasi pieno e quando manca qualche minuto alle ventidue ecco che sul palco compaiono i Dinosaur Jr. Con i suoi lunghi capelli bianchi e l’occhiale da nerd, Mascis, voce e chitarra, perduto nella sua fragilità, sembra un personaggio uscito da un fumetto giapponese, attacca a suonare diretto, dopo solo un ciao, e non smetterà per tutto il concerto. Un pezzo dietro l’altro senza mai fermarsi, senza pause, ma il pubblico sembra non aver bisogno di preamboli e nonostante i postumi del week end sembra carichissimo. I più giovani, al suono malinconico della sua chitarra, saltano e pogano, mentre nelle retro file veterane tutti annuiscono con la testa. I Dinosaur Jr fanno da ponte fra le generazioni e i loro ultimi lavori dimostrano che non hanno perso smalto e riescono ancora a far presa fra i più giovani.

Questa la scaletta della serata: “See It on Your Side” – “Repulsion” – “The Wagon” – “Don’t Pretend You Didn’t Know” – “Watch the Corners” – “Crumble” – “Rude” – “Out There” – “Feel the Pain” – “Training” – “Ground” (Deep Wound cover) – “Tarpit” – “Start Choppin” – “Freak Scene” – “Forget the Swan” – “Just Like Heaven” (The Cure cover) – “Sludgefeast”.

Nulla da eccepire per questi sempre verdi dinosauri dell’Indie, esecuzione perfetta e pulizia del suono uniti ad una grande empatia, nascosta sul palco ma evidente nel timbro vocale e fra le note dei brani. Un piacevole lunedì sera dove ogni spazio è lasciato alla loro musica, che nasce dal disagio da eterni adolescenti. Questo trio dimostrata tutta la sua grandezza underground rilevandosi senza pretese, senza fronzoli, mostrandosi al pubblico con tutta la propria “strana” naturalezza per una serata dalle forti tinte rock.

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