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Il Video della Settimana || Blastema – “Asteroide”

Written by Novità

Il Video della Settimana: Blastema – “Orso Bianco”

Written by Senza categoria

Ecco il nuovo disco dei Blastema. Si intitola Tutto Finirà Bene e segna il ritorno alla scena indie per eccellenza con un bellissimo disco ricco di ispirazione. Dalla storica voce di Matteo Casadei si dipanano 12 brani di Pop Rock italiano estremamente contaminato, dall’elettronica come da quel certo ascolto proveniente dai paesi inglesi. Abbandonate le forme canzone spudoratamente pop e classicheggianti, ci pare che questa prova dei Blastema sia una delle migliori, se non la migliore, di questa carriera che dura ormai da quasi 20 anni. Il singolo “Orso Bianco” è il video di lancio ed è il nostro video di questa settimana:

Blastema e la nuova scena discografica. Come siete tornati in campo dopo il successo di Sanremo?
Sia chiaro: non c’è stato nessun “successo di Sanremo”, ma solo un’esperienza che ha acconsentito di poter avere accesso ad altre situazioni vantaggiose e inclini a quello che più ci piace fare: suonare. Per questo “siamo tornati in campo” con lo stesso spirito della squadra di calcio che si prepara a riaffrontare la partita dopo la pausa tra il primo ed il secondo tempo.

Anche se non vi siete mai fermati, tornare a fare un disco oggi che di dischi quasi non si può più parlare: che senso resta al mestiere?
Sintassi? L’onore delle armi? Questo non è un mestiere ma una vocazione; il fatto che si vendano meno dischi non significa che non ci sia un popolo che ancora desidera acquisire dischi. Magari è una pratica datata e feticista, ma dubito che scomparirà. E poi il senso di un musicista è suonare, mica vendere i dischi. Giusto?

“Orso Bianco”. Un bellissimo singolo. Che immagine è quella dell’orso bianco?
Un animale in via di estinzione, come chi si informa prima di fare domande.

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Intervista ai Blastema

Written by Interviste

Un gruppo che si sta facendo spazio nel complesso panorama musicale italiano, ma la loro vita artistica nasce da molto lontano, addirittura dai banchi di scuola. La formazione ovviamente nel tempo ha subito variazioni, si è evoluta musicalmente ed oggi sta riscuotendo il successo che merita. Ne abbiamo parlato con loro.

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Skunk Anansie + Blastema 13/08/2013

Written by Live Report

Gli Skunk Anansie hanno infiammato l’antistadio Flacco di Pescara; circa tremila, infatti, gli spettatori che hanno seguito il loro concerto lo scorso 13 agosto nell’ultima data del loro tour italiano. È stata una grande serata: la band inglese ha entusiasmato il pubblico con una scaletta che si è rivelata un ottimo mix fra vecchi successi brani dell’ultimo disco “Black Traffic”. Skin ancora una volta impeccabile regala una performance di una grinta unica, come raramente capita di vedere sul palco.

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La vocalist ha fornito prova di quanto sia una trascinatrice di folle; ha riso e scherzato ed è salita letteralmente sulle persone durante una canzone. La sorpresa più grande l’ha riservata però nel finale, quando ha chiesto a tutti di abbassarsi e si è messa a camminare tra i fan delle prime file che la guardavano quasi increduli. Straordinario l’invito al pubblico a non usare i telefoni cellulari per scattare foto per cercare solo di godere al massimo della musica.

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Tornando al live, tanti i momenti “top”: fra questi “Hedonism”, “Secretly” mentre una menzione speciale va sicuramente a “You Follow me Down” eseguita in una versione acustica chitarra e voce da brividi. Grande assente della serata la hit “Squander”, una delle tre canzoni inedite contenute nella loro unica raccolta, “Smashes and Trashes” (2009).  Sin dagli esordi della carriera gli Skunk Anansie hanno avuto un legame speciale con i fan italiani che li hanno aspettati e accolti con il solito calore anche dopo la lunga pausa (ricordiamo che si erano sciolti nel 1999 per poi ricompattarsi nel 2009). A testimonianza di ciò anche quest’ultimo tour estivo, sicuramente fra quelli di maggiore successo della stagione.

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Il concerto è stato aperto dai Blastema, band italiana (rivelatasi, dopo anni di gavetta, allo scorso Festival di Sanremo) che ha scaldato a dovere l’atmosfera con una mezzora granitica. Le due band hanno legato molto a tal punto che i Blastema hanno fatto da supporters in tutte le date italiane riscuotendo grandi consensi e presentando alcuni brani tratti dal loro nuovo album “Lo Stato in cui Sono Stato”.

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Il cantante Matteo Casadei inoltre si è rivelato un “animale da palcoscenico” e la band è stata raggiunta per ben due volte sul palco dagli Skunk Anansie pronti a incitarli durante la loro esibizione.

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Insomma, uno spettacolo in tutti i sensi!

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Primi aggiornamenti dall’INDIEisPONENTE

Written by Senza categoria

Ecco le date ufficiali dell’edizione 2013 dell’INDIEisPONENTE, festival di musica indipendente di Cervo Ligure: 15-16-17 agosto. La line up è invece ancora in fase di definizione, ma per il momento è stata confermata la presenza dei Blastema, degli Euphorica, rock band bergamasca vincitrice del contest online Plindo is Ponente e quella degli Efem System, elettro-wave-pop band imperiese. Nelle prossime settimane saranno comunicati i nomi delle altre 5 band che saliranno sul palco e dei 3 deejay che si alterneranno alla consolle. Per gli aggiornamenti in tempo reale su Festival e derivati basta visitare il sito ufficiale .

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Pills خمسة أسابيع (consigli per gli ascolti)

Written by Articoli

Pastiglie per viaggiare, per dormire, per mangiare, per sognare, per il bene, per il male
… Pastiglie…Pastiglie…
Autechre, Matmos, Echo & The Bunnymen, Eels, Perturbazione, Pearl Jam, Blastema, Julia Holter, Guillemots, Impossibili, Lagwagon, Neutral Milk Hotel, Club Dogo…e tanta altra roba. Scegliete voi. Di che colore volete la vostra pillola?

Silvio Don Pizzica
Autechre – Exai   (Uk 2013)   IDM   3,5/5
Ritorno in grande stile per i padri della Intelligent Dance Music, a tre anni dall’ultimo lavoro e a venti anni dal capolavoro Incunabula. La classe non sparisce col tempo.
Matmos – The Marriage Of True Minds   (USA 2013)   Experimental IDM, Glitch   3,5/5
Leggenda narra che in un vecchio album il duo statunitense si fosse messo a registrare e rielaborare il suono di alcune lumache calpestate. Quale che sia la realtà, loro sono senza dubbio i più strani cacciatori di suoni del pianeta. Che sia il gocciolare della pioggia, o il rumore di una vecchia caldaia, tutto può diventare musica.
Violassenzio – Nel Dominio    (ITA 2012)   Alternative Pop/Rock   3,5/5
Non è un semplice insieme di canzoni. NelDominio dei Violassenzio è un disco Pop/Rock con un’anima, quel tipo di dischi che raramente ti capita di ascoltare. Quel tipo di Pop gradevole da udire ma capace di far scorrere e fluire il pensiero.

Max Sannella
Ian Dury – Do It Yourself   (UK 1979)   Punk    5/5
Il piccolo eroe della stagione punk inglese e il disco delle reinvenzioni.
Echo & The Bunnymen – Heaven Up Here – (UK 1981)   Alt/Rock  4/5
L’elettrorock screziato di psichedelia, dopo i Beatles la Liverpool gode di nuovo di una parentesi di notorietà.
Eels – Beautiful Freak   (USA 1996)   Folk-Elettrorock   5/5
La stravaganza incontenibile di Everett e soci, tra malinconia e droghe libere.

Lorenzo Cetrangolo
Perturbazione – Del Nostro Tempo Rubato   (ITA 2010)  Pop,Rrock   4,5/5
Sesto disco, dalle mille sfaccettature, per la band torinese, che si conferma come punta di diamante del pop di casa nostra.
Yawning Man – Rock formations   (USA 2005)   Desert Rock   4/5
Pilastri della scena Palm Desert, un album strumentale che difficilmente dimenticherete.
Ozric Tentacles – Eternal Wheel (the best of)   (UK 2004)   Psichedelica, Progressive   3.5/5
Una delle band più folli e coerenti del progressive inglese. Dal 1983 fanno tour e vendono dischi senza avere una major alle spalle. Colorati e new age.

Marco Lavagno
Pearl Jam – Yield   (USA 1998)   Rock   4,5/5
Musica che naviga nell’oceano e dall’oceano assimila calma, libertà e forza. Vedder e soci compiono la loro “evoluzione” in un disco perfettamente equilibrato, abbandonano a malincuore la mamma grunge per diventare con grande naturalezza la più grande rock band del presente.
Blastema – Pensieri Illuminati   (ITA 2010) Rock  3,5/5
Li abbiamo sentiti a Sanremo, ma già dal loro esordio discografico dimostrano di saper sprigionare la potenza degli anni 90 senza suonare scomodamente retrò.
Buckcherry – Buckcherry   (USA 1999)   Hard Rock   5/5
Strafottente, ignorante, alcolico, ruffiano, eccessivo e spaventosamente californiano. Il rock’n’roll del 2000 suona così, come uno sputo in faccia a tutti.

Marialuisa Ferraro
Julia Holter – Tragedy   (USA 2013)   Avanguardia   4/5
Indie, elettronica, composizione moderna e sperimentale di matrice colta per un sound etereo, impalpabile che oscilla al cupo. La voce viene usata come mero strumento e si sentono echi atonali alla Schoenberg.
Guillemots – Hello Land    (UK 2012)   Indie   4,5/5
Band multinazionale con influenze diverse, dallo ska all’elettronica, dal surf alle ballate pop rock. Grande sperimentazione fonica e strutturale che rompe la forma convenzionale della canzone. Da osservare con attenzione.

Ida Diana Marinelli
Kiko Loureiro – No Gravity   (BRA 2005)  Progressive metal    4,5/5
Tredici tracce contemporanee e mirabolanti per il debutto solistico del chitarrista brasiliano.
Donatello D’Attoma – Logos   (ITA 2010)   Contemporary Jazz   3,5/5
Un bellissimo album e dei live sofisticati per gli amanti del jazz e per coloro che vorrebbero sperimentarlo per la prima volta.

Ulderico Liberatore
Gli Impossibili – Impossimania Ep   (ITA 1998) Punk Rock   3/5
Un po’ di spazio alle vecchi glorie del panorama tardo punk italiano.
Quando i testi e la musica da garage ti danno la carica e l’adrenalina per spaccare tuttoooooo!!!!!

Riccardo Merolli
Lagwagon – Double Plaidinum   (USA 1997)   Melodic Hardcore   4/5
Ironia della sorte, escono quasi tutti i membri originali e viene fuori un grande disco. Melodico e molto malinconico. Un punk molto strano, alieno appunto.

Vittorio Massa
Neutral Milk Hotel – In the Aeroplane over the Sea   (USA 1998) Indie Rock   3,5/5
Malinconiche schitarrate acustiche, cornamuse frizzanti e linee melodiche che ricordano i R.E.M.
Di facile ascolto e ricco di spunti interessanti.
Club Dogo – Noi siamo il Club   (ITA 2012)   Hip Hop, House   1/5
Ben lontani dal flow e dalle tematiche dei primi album. Un concept su come essere zarri a Milano.
Sean Lennon – Friendly Fire   (UK 2006)  Pop rock, Alternative Rock   5/5
Un figlio d’arte di tutto punto. Atmosfere lennoniane rivisitate e per nulla scontate.

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