Eternauti – Il Vuoto è Segreto

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Gli Eternauti sono un giovane gruppo pugliese formato da Dario Bissanti, voce e chitarra, Giuseppe Carucci, basso, Antonio Attolini, batteria, con l’aggiunta nel 2013 di Claudio Giuseppe Fusillo, tastiere e seconda voce. Il loro percorso inizia nel 2009 quando incidono la loro prima demo casalinga assieme alla mini demo La Majorité C’est Vous del 2010, continua sui palchi della Puglia e dei più svariati festival (Controfestival, Festival Fuori dal Comune, Dirockato, Giovinazzo Rock Festival) e anche grazie al crowdfunding. Infatti in Puglia si è sentito parlare degli Eternauti proprio perché sono stati il primo gruppo ad affidare la promozione del loro disco alla piattaforma MusicRaiser, avvenuta grazie alla più tipica raccolta fondi ricambiata poi con svariati regali (una foto, un autografo ecc).

Nel 2013 finalmente esce il loro disco d’esordio Il Vuoto è Segreto, registrato e missato a Milano, con copertina e disegni di Claudio Losghi, fotografie di Nicola Boccardi e grafica interessante di Giuseppe Carucci.L’album è formato da undici brani registrati dalla band esclusivamente in analogico e al riparo dal “gelo” dei supporti digitali, il che è assolutamente apprezzabile. Naturalmente in tutto l’album si sviluppano testi che vogliono raccontare, come loro stessi dicono, riflessioni, storie personali, rapporti passati e futuri, visioni, ostacoli e omaggi come per esempio nel secondo brano “La Fotografia Dei Led Zeppelin” interessante e piacevole soprattutto nel ritmo. Ritmo che si sviluppa in quasi tutto il disco anche mediante un approccio Pop-Rock (“Senza Fine”, “Carro Armato”), Cantautorale (“Malinconica Giornata”, “Essere Meraviglioso”, “Solo tu”) e dissonante (“La Formula”, “Voglio Diventare Come Te”).

Se si ascolta più attentamente si scopre anche come un album di protesta, come già detto prima contro i supporti digitali che appiattiscono il suono facendolo diventare quasi finto o contro qualsiasi forma di oppressione (Protesta se vuoi per la libertà, nessuno lo fa è una questione di priorità). Al centro inoltre c’è il significato del vuoto in senso metafisico e sociale come loro stessi dicono “siamo circondati da tonnellate di orpelli inutili. Ma basta grattare in superficie per scoprire che dietro questi orpelli c’è solo un grande vuoto, di cui dobbiamo liberarci, rendendolo palese”. Insomma un album che si conquista la sufficienza grazie a certe idee espresse, al ritmo e a qualche brano interessante, ma che non va oltre proprio per la mancanza di particolari pregi vocali o colori strumentali. Inoltre nessun brano o parte di esso risulta emozionante in senso stretto o talmente particolare da essere catturato dalla memoria orecchiabile nei giorni successivi agli ascolti. Questo è certamente un vuoto che andrebbe colmato con lo studio, la costanza ma soprattutto la bravura e la voglia di esprimere qualcosa di emozionante e degna di essere ricordata.

Last modified: 6 Settembre 2013

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