Candreva – Supermercati

Written by Recensioni

L’amore ai tempi del consumismo nel debut del duo itpop toscano.
[ 14.02.2020 | autoprodotto | elettropop ]

Il disco d’esordio dei Candreva esce il giorno di San Valentino: Supermercati, un titolo profetico e ad oggi quanto mai attuale perché ricalca il pensiero fisso nella mente degli italiani in tempo di quarantena. Il duo pisano sembra sceglierlo per parlare dell’unica cosa che non si può comprare negli store, l’amore, con cui in tempi di consumismo le nuove generazioni si trovano in difficoltà.

Il tema è accompagnato dalle sonorità di un synth pop a tratti spensierato che si serve di immagini quotidiane, a tratti malinconico, come l’itpop vuole. “Parole che vanno a male nei supermercati”: la prima critica alle relazioni di oggi si trova in Sbagli. Il pezzo, con la sua elettronica che crea ironia sulle parole, chiede come si faccia a prendere decisioni nelle relazioni come se si stesse scegliendo un prodotto sullo scaffale di un supermercato. Le persone oggi si comprano e spesso sono Ostriche, ma senza perla, hanno soltanto un guscio che le rende distanti, individualiste e in guerra col mondo. Siamo alla Deriva, chiedersi chi si è significa chiedersi a cosa si serve, le emozioni vanno soppresse per evitare che ci impediscano di venerare la cultura del risultato che ci viene propinata. Tuffi a bomba è senza dubbio la hit dell’album, nostalgica per i tempi andati, costellata di immagini spensierate e di emozioni autentiche di quando si era bambini, di sogni oggi infranti da una realtà arida.

Siamo sempre più indecisi, vogliamo una cosa, poi non più, come se ne fosse uscito un nuovo modello, quindi migliore. Tutto il vecchio è da buttare, quindi Ci giri intorno, vuoi e non vuoi, come in un bipolarismo collettivo. Tutto ciò porta a forti Distanze emotive, a silenzi capiti solo da chi vuole, siamo come delle stelle che fanno parlare soltanto la propria luce. Ci limitiamo a notare chi è sotto le luci della ribalta sugli schermi televisivi o chi si mette in mostra durante gli aperitivi con il proprio bicchiere di Bollicine in mano.

L’album si chiude con una nostalgia infinita, con i rimpianti di quello che era un Natale a colori. Ora tra il vuoto e la solitudine gli unici colori che si vedono sono quelli dei ricordi passati e delle luci delle strade vuote.

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Last modified: 29 Marzo 2020

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