Un nuovo mese, una nuova carrellata di band più o meno sconosciute e tutte da scoprire – e, perché no, anche da amare.
In copertina: 0 Miles Per Hour © Bandcamp
What’s up on Bandcamp? è un’idea che prova a mettere al centro la musica indipendente: ogni mese una selezione di dischi il più variegata possibile – a livello di generi, provenienza geografica, etichette – per provare a dare spazio a nomi in rampa di lancio o comunque poco conosciuti.
Del resto, non importa quanto sia difficile la vita: lì fuori ci sarà sempre una band pronta a salvartela (o quantomeno a migliorartela).
Phil Spector’s Gun – Another Side of…
[03.10.2025 | Blight., Candlepin, Food Chain | garage rock, psychedelic rock, post-hardcore | USA]
Lo ammetto: titolo, font e copertina di primo acchito mi erano sembrati respingenti, dato che temevo di trovarmi al cospetto di un progetto a metà tra country e hard rock da capelloni con una bandiera confederata tatuata sul petto. E, sebbene l’estetica da cowboy faccia comunque parte della loro vena artistica, i Phil Spector’s Gun sono in realtà una band che fa di riff muscolari e ritmi sostenuti il proprio credo, con grande giubilo da parte di chi scrive. Prendete un pezzo come An Ode to Lana Clarkson: sguaiatezza post-hardcore, attitudine punk, suoni roboanti, testo criptico, in pratica tutti gli ingredienti necessari per del sano disagio in salsa alternativa. Prima di addentrarvi nelle fascinazioni psichedeliche di Blowing My Brains Out e The Crash, lasciatevi trasportare da quel fiume in piena che è la sorniona Benadryl Dreams: godimento assicurato.
Computer – Station on the Hill
[10.10.2025 | Dine Alone | noise rock, art rock, experimental rock | Canada]
Chiamarsi semplicemente Computer e tirare fuori una copertina tra l’assurdo, il situazionista e il disagiato: se l’obiettivo era attirare la mia attenzione, metà del lavoro è già fatto. Se poi a questa patina di illogicità mista a follia si aggiungono sonorità sincopate, distorte, nevrotiche, tese, allora non so davvero più che dire se non che l’album di debutto di questo giovane quintetto da Vancouver dovrebbe fare da colonna sonora alle vostre serate più inquiete e strambe. Uno di quegli ascolti che, se nella tua mente alberga anche un solo anche un solo briciolo di disagio, non può che stamparti in volto un sorriso compiaciuto e inquietante in stile copertina di Aphex Twin. Quant’è bello essere stortə, a volte.
Guitar – We’re Headed to the Lake
[10.10.2025 | Julia’s War | indie rock, college rock, indie pop | USA]
Chissà cosa spinge una band a prendere quello di uno strumento – per giunta il più comune in ambito rock – come proprio nome in un’epoca in cui sembra non si possa vivere senza un’indicizzazione e una brandizzazione (termine orrendo che metto in corsivo appositamente per distanziarmene) degne di questi nomi. Fermo restando che già solo questo è sufficiente a rendermeli simpatici, i Guitar vengono da Portland – città che vale come un marchio IGP se fai un certo tipo di musica con le chitarre – e tornano con un album che è la prova vivente che anche nel 2025 si può fare del college rock credibile e godibile. Se volete un po’ di indie rock fatto bene, con belle melodie e senza pretese eccessive, mettete su pezzi sbarazzini e divertenti come The Game Has Changed e Pizza for Everyone e poi mi (ci) direte.
This Will Destroy Your Ears – FUNLAND
[10.10.2025 | A Tant Rêver Du Roi, Conicle, Luik | post-punk, garage rock | Francia]
Con un nome a metà tra la promessa e la minaccia, i This Will Destroy Your Ears tornano con un disco solido e coerente che si muove tra post-punk, garage rock, art punk e all’occorrenza anche un po’ di noise (che non può mai mancare in contesti sonori del genere). Se This Is Why è un pezzo che condensa alla perfezione i suoni muscolari e le melodie accattivanti in seno al trio francese e The Way It Goes è un intermezzo sospeso utile per riprendere il fiato, la corposa e distorta chiusura affidata alla doppietta Orange Clown–Lost Our Track ne rappresenta la perfetta summa sonora, con la seconda che per buona parte della sua durata si avventura persino su sentieri drone. Sì, le nostre orecchie sono state distrutte.
ochre – club
[13.10.2025 | autoprodotto | post-hardcore, noise rock | UK]
Negli ultimi tempi mi è capitato spesso e volentieri di parlare di Scozia, soprattutto per quanto riguarda viaggiare (per meglio dire, ho avuto modo di conversare con gente che è andata lì e si è innamorata di quei posti, perché personalmente non ci ho ancora mai messo piede). Detto questo, l’EP di debutto degli ochre può rappresentare un ottimo motivo per continuarne a parlare: con il suo sound chiassoso e tagliente, il quartetto di Glasgow sembra essere appena uscito da una compilation della Dischord, il che mi sembra inevitabilmente un ottimo punto a favore. Menzione d’onore per medals of horror, che tra titolo, suoni ed estetica è perfetta per aprire il tutto, oltre che per intercettare al meglio l’anima contorta della band. Undici minuti scarsi di disagio e sguaiatezza, come si può dire di no?
0 Miles Per Hour – Gallop
[16.10.2025 | New Morality Zine | shoegaze, noise pop, alternative rock | USA]
Gli ottimi dischi di they are gutting a body of water e Just Mustard hanno reso quello di ottobre un mese estremamente fruttuoso per shoegaze e sonorità affini. Siccome però qui non ne abbiamo mai abbastanza, ai nomi citati in apertura aggiungiamo volentieri quello degli 0 Miles Per Hour, che hanno un nome bellissimo (e questo conta più di quanto non possa sembrare), presentano copertine tra il tenero e lo strambo (quel pupazzo mi ricorda un tremendo episodio di Breaking Bad, ma lasciamo stare) e propongono un gaze a tinte noise pop e alternative che sa essere sia corposo che melodico. Per quanto mi riguarda, Becky si guadagna di diritto un posto tra i pezzi shoegaze del 2025, ma il consiglio è di tuffarsi anima e corpo nel nuovo EP del quartetto di Orlando, Florida. Non ve ne pentirete.
The Sweep Show – OZ
[24.10.2025 | MOSTÄ | garage punk, egg punk | Francia]
Ormai mi sto facendo una cultura sulla scena garage francese e questa cosa mi diverte non poco (prima o poi sarebbe interessante buttare giù un articolo ad hoc, chissà). Dopo i marsigliesi Technopolice del mese scorso, stavolta si arriva fino a Nantes per l’EP di debutto a firma The Sweep Show. Sei pezzi per la durata totale di quattordici minuti, garage punk in purezza che, come racconta il titolo stesso dell’uscita, ha passato un po’ di tempo all’interno delle botti australiane – la terra dei canguri resta sempre il luogo di culto per quanto riguarda certe sonorità – per poi essere etichettato Oltralpe come fosse un pregiatissimo vino. Un connubio franco-australe (termine che finora avevo sentito solo in riferimento ad una specie di balena) gustosissimo e divertente, provare per credere.
wavepool – Crayola
[24.10.2025 | Howlin’ Banana, Luik | dream pop, noise pop | Francia]
Premettendo che il riscaldamento climatico è un dramma nel vero senso della parola, ammetto che l’idea di potermi godere ancora un sole piuttosto caldo ad ottobre inoltrato mi rende non poco felice. Gioia che aumenta esponenzialmente in presenza del sottofondo musicale adeguato, e si dà il caso che l’album di debutto dei francesi wavepool sia assolutamente perfetto all’uopo. Aggiungo poi che fino a pochi giorni fa conoscevo la città di Rouen solo perché è il posto in cui venne messa al rogo Giovanna d’Arco, e poterla associare adesso anche a una band che propone melodie tanto placide, gradevoli e colorate mi rende piuttosto contento. Chissà se alla pulzella di Orléans sarebbe piaciuto il dream pop a tinte noise…
Ladder to God – Everything Good in the World / Nothing New
[28.10.2025 | Funeral Party | shoegaze, slowcore | USA]
Un trio che riunisce membri di Cloakroom, Nothing e – talvolta, almeno a quanto leggo – Trauma Ray e che incide per un’etichetta con base a Louisville, Kentucky: questo paragrafo potrebbe già concludersi qui, perché, se questi ingredienti non sono stati sufficienti a convincervi a buttarvi a capofitto sui Ladder to God, allora davvero non posso né voglio essere vostro amico. Dopo questa premessa lievemente passivo-aggressiva, l’unica cosa sensata da fare è fluttuare come una mongolfiera alla deriva sui due nuovi pezzi della band dell’Alabama, che si serve di un mix tra shoegaze al contempo letargico ed energico e slowcore etereo per evocare paesaggi immaginifici da sogno ad occhi aperti. Se questa è davvero la scala verso Dio, va a finire che mi converto (per la gioia di mia nonna, Alleluia!).
Hevvy Serve & Doom Fever – Hevvy Fever
[31.10.2025 | Candlepin | shoegaze, slowcore, lo-fi | USA / Paesi Bassi]
Alzi la mano chi avrebbe mai pensato di leggere – o scrivere, come nel mio caso – Maine e Paesi Bassi nella stessa frase, per di più in un ambito del genere. Il bello della musica è però proprio questo, soprattutto quando ci sono etichette – come la già ampiamente citata in questa rubrica Candlepin Records – che fanno un lavoro incredibile a livello underground. Doom Fever – quelli olandesi – e Hevvy Serve – quelli statunitensi – uniscono le forze per uno split di quattro tracce all’insegna di distorsioni salvifiche, estetica shoegaze (soprattutto i primi), iconografia slowcore (principalmente i secondi), suoni lo-fi, il tutto servendosi di una copertina che in effetti poteva incorniciare solo e soltanto un EP pubblicato nel giorno di Halloween.
“Dolcetto o distorsioni?”
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Last modified: 11 Novembre 2025




