What’s up on Bandcamp? [marzo 2022]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dalla scena indipendente.
MAGIC SHOPPE – MONO LAKE

[ 04.03.2022 | shoegaze, psych | USA | Cardinal Fuzz ]
In altri tempi avremmo consigliato quest’album ai nostalgici dei Loop, ma, visto che la storica band inglese è tornata proprio di recente con un nuovo disco dopo svariati anni di assenza, ci tocca aggiustare il tiro. E allora diciamo che potrebbe piacere a chi ama gli Spacemen 3 (vuoi vedere che adesso che li abbiamo nominati tornano anche loro?), perché le coordinate sonore sono quelle: psichedelia e shoegaze che si fondono fino a creare un suono vorticoso e avvolgente, distorto e ossessivo.
Kingmaker è puro shoegaze/noise, I Feel High è quasi un mantra nella sua lisergica ripetitività. Un trip sonoro che non dovreste perdervi.

SNEERS. – TALES FOR VIOLENT DAYS

[ 04.03.2022 | gothic, experimental | Italia | God Unknown ]
Gli SNEERS. sono un duo fondato a Berlino ma oggi in pianta stabile a Roma. Formato da M. Greta Blaankart (voce e chitarra) e Leonardo O. Stefenelli (batteria), il progetto è al quarto album in studio: il sound è pervaso da atmosfere sinistre ed evocative, un viaggio nell’oscurità più allucinata.
In più di un caso vengono alla mente le fascinazioni claustrofobiche e inquietanti degli Swans: in generale un ascolto non semplice né immediato, ma l’anima dark ed esoterica che si cela tra le sue pieghe lo rende un lavoro su cui vale la pena tornare più e più volte.

BLACK DOLDRUMS – DEAD AWAKE

[ 11.03.2022 | darkwave, post-punk | UK | Fuzz Club ]
La Fuzz Club è da anni presenza più o meno fissa nella nostra rubrica e non potrebbe essere altrimenti, vista l’assoluta qualità della sua proposta. Il debutto del trio inglese attinge a piene mani da un sound ed un’estetica quanto mai 80s, un post-punk a tinte fosche e dark che però non disdegna incursioni vagamente psichedeliche e shoegaze.
La traccia di apertura Sad Paradise sarebbe una chiusura perfetta per una serata passata a ballare in un club sordido e a bere gin tonic che sanno più di benzina che di alcol, se mai doveste provare l’esperienza fatecelo sapere (anzi, ditecelo prima, così veniamo anche noi).

BODEGA – BROKEN EQUIPMENT

[ 11.03.2022 | art rock, post-punk | USA | What’s Your Rupture? ]
L’atteso ritorno di una delle band più eccitanti nell’attuale panorama musicale non ha affatto deluso le aspettative: dopo il grande debutto nel 2018 con Endless Scroll, il gruppo di New York torna col suo eccentrico mix di art rock e post-punk e si mostra più brillante che mai.
Doers si stampa subito nella mente col suo refrain dannatamente irresistibile e il suo testo dissacrante, mentre Statuette on the Console è puro garage tirato e scoppiettante (curiosità: la canzone è disponibile in ben otto diverse lingue, italiano compreso).
Se anche voi vi sentite “bitter, harder, fatter, stressed out”, è davvero il disco che fa per voi.

CUNEO – CELESTINES

[ 18.03.2022 | post-hardcore, post rock | Spagna | Spinda ]
Spinda è una delle etichette più attive e interessanti in ambito iberico, nonché una vecchia conoscenza della nostra rubrica. I Cuneo sono un collettivo proveniente dalla Comunità Valenciana e propongono un interessante mix di post-hardcore e post-rock, tra brani più diretti ed altri molto più dilatati e atmosferici.
(Des)ubicado è la sintesi perfetta tra le due anime sonore della band, mentre Como Nikki Lauda è forse l’episodio più tirato e punk del lotto: una vera botta di adrenalina, col cantato in spagnolo che dà anche un certo tocco di originalità al tutto, cosa che non guasta mai.

DELIA MESHLIR – CALLING THE UNKNOWN

[ 18.03.2022 | cantautorato | Svizzera | Irascible ]
Il debutto della giovane artista di Losanna è tra le cose più interessanti uscite in questo 2022 in ambito cantautorale. Voce piena di pathos e melodie sempre azzeccate, il disco vola via in un amen, sintomo di una qualità media dei brani davvero buona.
In Dirty Colors sembra proprio di risentire la PJ Harvey degli anni ’90 (in primis per l’interpretazione vocale), e questo non può che farci battere il cuore. Nel disco però c’è anche tanto di personale, come nella dimessa semiballad Cry Me Something o la conclusiva e sospesa The Future Holds My Hand. Un debutto che lascia intravedere un potenziale di tutto rispetto, continueremo a tenerla d’occhio.

MATTIEL – GEORGIA GOTHIC

[ 18.03.2022 | indie pop, alt pop | USA | Heavenly ]
Il gruppo di Atlanta torna col suo terzo disco in studio e col suo indie pop zuccheroso e sbarazzino (e con una bizzarra copertina che li ritrae vestiti da improbabili diavoletti, per la cronaca).
Jeff Goldblum è stato il primo singolo estratto ed è anche uno dei brani più d’impatto, col suo ritornello semplicemente irresistibile e il suo titolo che fa sobbalzare il cuore di chi da piccol* si drogava di Jurassic Park, proprio come chi scrive (le scene del videoclip sono però tratte da un altro film in cui compare l’attore americano, La mosca).
La vena vagamente desertica della band fa capolino in On the Run, mentre Blood in the Yolk è una semiballad perfetta per melodie ed atmosfere.

YUMI ZOUMA – PRESENT TENSE

[ 18.03.2022 | indie pop, dream pop | Nuova Zelanda | Polyvinyl ]
La band neozelandese torna col suo quinto lavoro e si conferma come uno dei gruppi più interessanti in ambito indie pop: melodie semplici ed efficaci, atmosfere spesso rilassate e sognanti, insomma musica perfetta da ascoltare mentre la primavera sboccia intorno a te (oddio, forse per questo toccherà aspettare ancora un po’).
In The Eyes of Our Love strizza l’occhio al jangle pop con la sua ariosità, mentre nella finale Astral Projection fanno capolino inaspettate fascinazioni post-punk.
Un album godibilissimo, quasi da pace dei sensi.

IBIBIO SOUND MACHINE – ELECTRICITY

[ 25.03.2022 | funk, elettronica, world music | UK | Merge ]
Tra le uscite più interessanti dello scorso mese spicca sicuramente quella del collettivo inglese, col suo elettrizzante mix di funk, elettronica, Afro-beat, world music.
La title-track rientra già a pieno titolo tra i pezzi migliori dell’anno, groove coinvolgente e melodie immediate e accattivanti (perfetta per un DJ set un po’ hipster, ve la buttiamo là). La voce di Eno Williams è sicuramente uno dei punti di forza del disco: espressiva, potente, ricca di sfumature, la vera ciliegina sulla torta per un album che potrebbe far muovere il piedino anche alla persona più legnosa del mondo: provare per credere.

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Last modified: 17 Maggio 2022

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