Mese per mese, una rubrica alla scoperta di tante novità in ambito experimental e affini.
In copertina: feeo © Ciara Reddy
Non ho castagne selvatiche nella tasca della mia giacca e mi sono già beccata due volte il raffreddore nell’arco di un mese. Ho fotografato foglie secche nelle aiuole, ho dato una svolta netta ai miei capelli, sono tornata a godermi svariati spazi al chiuso in tutte le loro varianti possibili e immaginabili. Questi sono i suoni insoliti che ho scovato mentre mi dedicavo a tutto ciò che ho descritto: non mi resta che augurarvi buon ascolto.
Nearly Almost – Nearly Almost
[03.10.2025 | Early Music | avant-garde]
Il solo nome di Jon Collin farà saltare dalla sedia tutti i frequentatori abituali di lidi sperimentali. Ebbene sì: il chitarrista britannico dalle mille risorse, ormai da tempo residente in Svezia, è parte di questo trio dedito al (meraviglioso) maltrattamento di strumenti improbabili, dalla nyckelarpa a dei semplici bicchieri. Due sole tracce per quaranta minuti di ingegneria rumoristica. Questo è esattamente il tipo di musica da ascoltare quando non si ha voglia di ascoltare nulla. Perché il silenzio ci fa schifo, sempre e comunque.
Pain Magazine – Violent God
[03.10.2025 | Humus | post-hardcore, noise rock, techno, industrial]
Un dovuto strappo alla regola: questo non è uno dei consueti dischi weird di cui sono solita raccontare in questa sede. Ci importa? Molto poco, a dire il vero – ma che Violent God sia comunque un album sui generis è praticamente un dato di fatto. L’irruenza del post-hardcore dei Birds In Row e l’ossessiva techno industriale di Louisahhh & Maelstrom si incontrano a metà strada fra aggressività sonora e fragile poesia, sempre con la dovuta dose di incubo e distopia in sottofondo. Veleno e catrame versati dritti nelle fauci di un futuro che ci opprime.
Export Import – It’s Magic!
[10.10.2025 | Peace Dragon | jazz, swing]
Hai sedici anni, è una notte fonda di dicembre inoltrato, l’influenza ti sta tenendo compagnia. I numeri rossi e minacciosi sul display della sveglia digitale dicono che sono le tre e qualcosa. In salotto la TV è rimasta accesa, c’è un vecchio film di Natale. Quella colonna sonora dovrebbe essere gioiosa ma ti tormenta il cranio come una nenia malefica, martello pneumatico, tu non capisci più nulla perché l’ultima bustina di paracetamolo ha già smesso di fare effetto. Ah, dimenticavo, è un disco di cover (?). Non spaventatevi, buon divertimento.
feeo – Goodness
[10.10.2025 | AD 93 | electronic, trip hop, ambient]
Con la raffinatezza di un James Blake dei tempi d’oro, l’album d’esordio dell’artista londinese feeo prova a scoccare una freccia dritta verso il nostro cuore. Atmosfere sempre liquide e notturne fanno da cornice ad uno sfondo a dir poco intrigante: una voce che ammicca alla classe effortless di Beth Gibbons, frequenze pulsanti, frantumi glitchati, morbidi rituali elettronici come mantra darkeggianti da imprimere a fondo nelle membra. I suoni più affascinanti e ipnotici di questo mese sono tutti racchiusi qui, dietro la foto sgranata in bianco e nero di una copertina lo-fi: ascolto imperdibile, godimento assicurato.
Suzan Peeters – Cassotto
[10.10.2025 | Blickwinkel | avant-garde, drone]
Ho avuto il piacere di scoprire Suzan Peeters e i droni disturbanti creati dalla sua formidabile fisarmonica lo scorso febbraio, fra le vibranti mura londinesi dell’iconico Café Oto. La musicista belga riesce alla perfezione nell’imprimere in questo suo debutto, drammatico, ammaliante e ambizioso, tutta la carica e l’intimità delle sue performances dal vivo. Pathos e stravaganza si fondono in un abbraccio sferzante, cinematico e grottesco al punto giusto.
IAN – Come On Everybody, Let’s Do Nothing!
[17.10.2025 | Human Worth | post-metal, post-rock, noise rock, drone]
Cinque tracce massicce e devote al post-metal di Amenra e Altar of Plagues, che non rifiutano un flirt spudorato con prolisse oscurità di scuola swansiana. L’album di debutto dei londinesi IAN è una maestosa e temibile creatura, senza dubbio difficile da addomesticare. Inchinatevi con diligenza al suo volere, educate i vostri timpani ai suoi boati più cacofonici, abbiate il coraggio di salire su quelle montagne russe di sfiancante tensione; saprà regalarvi inaspettati momenti di pura estasi melodica. Il consiglio per l’ascolto ideale sta proprio nel titolo: abbandonate qualsiasi attività, affilate i sensi.
Jessica Moss – Unfolding
[24.10.2025 | Constellation | drone, minimalism, ambient]
“No one is free / until all are free”: esiste forse un messaggio più forte e importante che la musica possa sviscerare di questi tempi? Merita una menzione d’onore il nuovo album della violinista e compositrice canadese Jessica Moss (Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra): un’opera minimalista e meditativa, che sa oscillare dolcemente e senza sosta fra gli albori di una rinascita e un sottile filo logoro di decadenza. Fra archi distorti e frammenti di desolazione, anche una chicca non indifferente: su One, Now, anche le calde e suggestive percussioni di Tony Bucks, batterista degli immensi The Necks.
Adjustable Face – Adjustable Phase
[29.10.2025 | Kohlhaas | ambient, electronic]
Se come me avete vissuto i favolosi anni ’90, capirete alla perfezione ciò che sto per descrivervi. Premete play e immaginate di essere in una stanza vuota. Le pareti bianche, le piastrelle asettiche. Avete svariati tubetti di Crystal Ball con voi. Iniziate a gonfiare un palloncino dopo l’altro, fino a riempire completamente l’ambiente. Fatevi assorbire dal suono. È tutto così colorato, morbido, astratto, fluttuante, cangiante, glitchato. In un solo battito di mani, scomparite nella vostra bolla. Forse non farete mai più ritorno. In fondo, non è un male.
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Last modified: 10 Novembre 2025




