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Daemonia – Zombi/Dawn of the Dead

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I Daemonia del maestro Claudio Simonetti non hanno bisogno di presentazioni, né loro né tanto meno il memorabile tastierista (Mr. Simonetti appunto) fondatore di un gruppo che ha fatto la storia del Prog italiano, ovvero i leggendari Goblin. Aggiungete la lunga collaborazione con un professionista del Cinema Horror come Dario Argento e comprenderete, nelle colonne sonore create, l’importanza di questo sbalorditivo musicista il quale, con i Goblin, oltre che col già citato Argento ha lavorato con un certo George Romero. In questo disco dei Daemonia intitolato Zombi/Dawn of the Dead la band riprende alcuni classici dei Goblin nel loro omonimo datato 1978, arrangiando il tutto con attrezzatura di nuova generazione. Parliamo di un lavoro dal sound più limpido, pulito e senza sbavature, rinnovato riprendendo per l’appunto quelle canzoni che hanno accompagnato alcune pellicole ormai classici dell’orrore. All’interno troviamo l’oscura “L’Alba dei Morti Viventi”, la successiva “Zombi” che è un altro tormentone della band, la melodica “Oblio” padroneggiata da fantastiche chitarre; sulla stessa linea c’è “Zombi Sexy” e la conclusiva “Supermarket” dalla vaga vena Jazz. Zombi/Dawn Of The Dead è un lavoro ben riuscito, pieno di enfasi che nonostante tutto non tradisce le cupe e sinistre atmosfere delle vecchie versioni. È chiaro che un’opera del genere poteva essere promossa solo dalla Black Widow Records, un’etichetta che merita il massimo rispetto, una delle poche che suggerisce grandi classici oltre che sfornare gruppi di altissima qualità.

Claudio Simonetti è icona quanto Dario Argento, il connubio tra le due arti ha reso l’ operato di entrambi un simbolo di un certo cinema, equivalendosi sono come il Rum e il Sigaro Cubano oppure il Whiskey e una Marlboro. Ogni opera del maestro Simonetti è sempre e comunque una garanzia, questo vale per i Goblin ma anche per la nuova creatura Daemonia; i suoi lavori non stancano mai, neanche se ripresentati come in questo caso, soprattutto se dietro ci sono altri artisti di grande spessore come Titta Tani, Federico Amorosi e Giuseppe Previtali. Adesso l’unica cosa che resta da fare è procurarsi questo disco e ascoltarlo tutto a un fiato.

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Intervista Mombu

Written by Interviste

I Mombu tornano a farsi sentire, ormai sono una realtà concreta e vogliono dimostrare quanto fanno sul serio, tanto da rivedere il loro debut album e riproporlo con dei miglioramenti. I segreti e l’ andazzo della band sono svelati in questa ghiotta e gustosissima intervista. Ai microfoni abbiamo Luca T. Mai  che tra una chiacchiera e l’ altra ci toglie diversi dubbi.

Ciao ragazzi e bentornati su Rockambula. Direi di cominciar subito a parlare di “Zombi”, il vostro nuovo disco, che effettivamente è un miglioramento, una modifica del vostro debut album. Perché non ci illustrate le differenze tra i due lavori?
LUCA: Ciao e grazie per ospitarci di nuovo . Mombu , il disco omonimo, è nato in corsa, parlo delle registrazioni e quindi non siamo riusciti a ricreare il suono che volevamo e poi mettici pure che lo abbiamo prima pubblicato e poi suonato live, di solito, con i rispettivi gruppi ( Zu e Neo ) abbiamo sempre fatto il contrario. ‘Zombi’ è nato dopo praticamente quasi un anno di continui live dove il suono generale della band si è rafforzato e di conseguenza abbiamo capito come doveva suonare il disco. Solo che un remix non bastava secondo noi, e cosi abbiamo chiesto ad alcuni amici di partecipare sui brani e con questa occasione di una nuova uscita, abbiamo deciso di mettere una bonus track, nello specifico ‘Zombie’ di FelaKuti, che è diventata ‘Zombi’ dei Mombu con ospiti Giulio The Bastard dei CrippleBastards, Marco “Cinghio “ Mastrobuono, chitarra dei Buffalo Grillz, basso dei Hour of Penance e dei The Orange Man Theory, MbarNdiayeGriot senegalese alle percussioni . Il disco suona decisamente più duro ed è quello che volevamo .

Invece delle registrazioni e del mixaggio cosa ci dite ?
LUCA: Come ti dicevo la fretta ha un po inficiato il risultato generale del primo disco, diciamo che ‘Zombi’ è anche il risultato di un anno e mezzo di lavoro in cui ci si sono chiarite un sacco di idee a livello sonoro cosi che le abbiamo integrate .

Nella prima intervista mi accennaste di una vostra ammirazione per FelaKuti, finalmente in questo disco siete riusciti a rendergli omaggio. Cosa vi trasmette questo personaggio, come mai FelaKuti?
LUCA: FelaKuti non è stato solo un musicista , è stato anche un attivista per i diritti di tutti gli africani sotto il giogo del colonialismo , sia quando era esercitato in maniera diretta sia in maniera  indiretta , cioè sotto quella forma più subdola che è la forma mentis , ragionare , vivere e credere come vuole il colonialismo . Ha riscoperto le sue radici religiose , ritualizzandole nella musica che componeva . Ammiro profondamente quest’uomo , che ha unito nella musica tutto ciò in cui credeva e ne ha pagato le conseguenze a tutti i livelli . Viveva tra i poveri a Lagos , ha rifiutato contratti milionari perché seguiva una sua coerenza , picchiato selvaggiamente ha passato svariati anni in prigione per le sue idee. Credo che ‘Zombi’ non sarà l’unico pezzo che faremo di FelaKuti.

A questo punto, dato che siete impegnati anche con altre band, vi chiedo: i Mombu sono un progetto momentaneo o hanno un seguito saldo e programmato? Insomma continueranno ad esserci i Mombu?
LUCA: Attualmente come Zu siamo fermi. Antonio continua con i Neo, ma diciamo che Mombu è la priorità del momento. A febbraio 2013 uscirà il nostro nuovo disco, sempre su ‘Subsound’ che si chiama ‘Niger’, questo a dimostrazione che siamo una realtà stabile del panorama musicale italiano e che sta sondando il terreno europeo. Il nostro discorso musicale è appena agli inizi e necessita di un bel po’ di tempo per dispiegarsi completamente.

In “Zombi” troviamo anche ospiti di un certo rilievo: in primis Mike Watt degli storici Stooges, poi Giulio “The Bastard” ed infine Marco Mastrobuono. Come sono nate queste collaborazioni e soprattutto come avete pescato Mike Watt?
LUCA: Le collaborazioni nascono principalmente dal rispetto come musicisti che abbiamo ognuno nei confronti dell’altro. C’è anche l’amicizia che non fa altro che consolidare la prima cosa . Con Mike ci conosciamo perché  nell’occasione di un tour Zu e un tour Neo negli Stati Uniti ci ha dato una mano e supportato. Mike è un’altra persona di cui proviamo rispetto per la sua storia musicale e la coerenza dimostrata negli anni.

Con tutti i vostri progetti ed i vostri impegni artistici riuscite a campare di sola musica o anche voi avete lavoro?
LUCA: Si, hai detto bene, campare, campiamo con la musica, dignitosamente. Se si annullasse la forbice che vede da una parte un ruba canzoni come Zucchero (e come lui tanti altri) che prende uno sproposito immorale di soldi per quelle farse dei suoi concerti e dall’altra gruppi che si fanno 500 km per una pizza fredda e rimborso spese, allora ci sarebbe posto per tutti e vivremmo meglio, ma purtroppo non stando così le cose, a qualcuno tocca fare il lavoro sporco …

Dove potremmo venire a sentirvi nei prossimi giorni, dove suonerete? E’ prevista una data a Napoli?
LUCA: Suoneremo in Campania alla fine di aprile tra Caserta e Salerno, ma Napoli ancora niente. Vedremo per l’estate se ci saranno delle buone proposte.

Della scena Underground della vostra zona cosa ci dite? C’è affluenza oppure anche li si sopravvive?
LUCA: È difficile da un po tutte le parti , ma credo che andrebbero ricercate le cause di questo momento di “stanca” dei live. Sono vari i fattori, dal proliferare di tanti gruppi senza qualità, l’essere omologati alle mode che vengono da oltre oceano e non cercare una via propria . questo riguarda sia i gruppi che i magazine e le agenzie di booking. Poi mettici pure che un certo tipo di musica campa sulle proprie spalle senza che si sia mai pensato di farci se non cultura almeno un business da parte di chi può investire. E questo alla fine incide sulle varie scene musicali, specie in questo periodo storico dove tutti sono costretti a risparmiare su tutto. Molti posti fanno i live programmando sia subito dopo il concerto, sia nella settimana successiva la discoteca sapendo che con i live non ci rientreranno delle spese, e questo va a minare i cachet, già risicati di piccole band.

Bene ragazzi, l’ intervista si chiude qui, concludete come vi pare…
LUCA: Mombu si rinnoverà nel 2013 con l’uscita di ‘Niger’, il nuovo devastante disco edito da SubsoundRecords. Se pensate che la musica non siano solo i Pooh, Amici, X Factor, se credete che la musica non sia fatta solo da posers come i Modà, Marrakesh e i Negroamaro, questo disco fa per le vostre orecchie, per il vostro corpo e il vostro spirito. Consigliato da ascoltare prima di andare a messa. Grazie Rockambula.

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Mombu | Zombi

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“Zombi” dei Mombu era per il sottoscritto l’ attesissimo disco, il lavoro che più m’ incuriosiva, quello in cui non vedevo l’ ora che uscisse. Il motivo è semplice: i Mombu con il loro precedente album, nonché disco d’ esordio, hanno suscitato in me un infinità di sensazioni e piaceri. A questo punto “Zombi” era doveroso ascoltarlo, d’ obbligo anzi, e vi anticipo già da ora che ha dato conferma a diverse osservazioni. Il disco effettivamente è uguale a quello d’ esordio, con l’ aggiunta della titletrack che rende omaggio appunto al The Black President Fela Kuti. Cosa fondamentale però, è che ci sono delle finezze che hanno dato al full lenght una marcia in più: le linee di sax rifatte, l’ aggiunta delle percussioni di Mbar Ndyaie, e nella titletrack c’è la presenza di grandi ospiti come Giulio “The Bastard”, cantante dei micidiali e storici Cripple Bastards e Marco “Cinghio” Mastrobuono alla chitarra, inoltre solo questa traccia è stata mixata esclusivamente da Huskyi Hioskulds, fonico di Mike Patton, dei Fantomas e di Tom Waits. Un’altra chicca che farà piacere  a molti, sono le parti di basso di Mike Watt, membro degli Stooges, altra grande band che non ha bisogno di presentazioni.  “Zombi” è un lavoro veramente interessante, con questo i Mombu sono riusciti ad amalgamare ancor di più Jazz e Rock; insomma ascoltarlo è il miglior modo per comprenderlo, noterete la qualità del disco ed il valore del gruppo. La Subsound Records ha fatto davvero centro con i Mombu, il consiglio è di tenerseli stretti perché musica del genere è musica d’ élite.

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