swans Tag Archive

Swans – To Be Kind

Written by Recensioni

Trent’anni e non sentirli. Incredibile ma vero: gli Swans si sono formati nel lontano 1983, quando, tra le vie newyorkesi, spopolava il movimento No Wave. In queste decadi i musicisti che hanno ruotato attorno al vero deus ex machina della band, Michael Gira, sono stati numerosissimi, tutti con uno stile proprio che andava ad aggiungere un qualcosa di personale alla musica del gruppo. Tra loro spicca sicuramente la fantomatica figura dell’ammaliante Jarboe, esile nell’aspetto eppure per nulla intimorita nel confrontarsi con i catacombali Neurosis, creando quel capolavoro che risponde al nome di Neurosis & Jarboe, nell’ottobre del 2003.

To Be Kind è, a dirla tutta, il terzo album della seconda vita discografica degli Swans, tornati nel 2010 con My Father Will Guide Me Up a Rope to The Sky, dopo ben 14 anni di assenza. Nonostante questo, il sound non ne ha minimamente risentito: anche quest’ultimo disco non si discosta dai predecessori e il crescendo claustrofobico di “Screen Shot” ce lo dimostra subito, nel suo incedere martellante. Ci trasmettono ansia, un’ansia che provoca dipendenza, che ci invoglia a tenere all’erta i nostri sensi, pronti all’impatto con gli oltre 12 minuti della successiva “Just A Little Boy (For Chester Burnett)”. La summa massima del disco è la mezz’ora abbondante di “Bring The Sun/Toussaint L’Ouverture”: armonie ipnotiche, litanie malate regolate ad arte come un mantra dal sapore di un rituale d’iniziazione. Forse sarà così, perché dopo “Some Things We Do” (sarebbe adattissima a fare da colonna sonora a un film horror), Gira e soci alzano il tiro, dividendo con un muro virtuale questa parte finale dell’album da quella appena passata. Le due canzoni portabandiera di questa nuova virata sono: “Kirsten Supine”, con l’incantevole voce di St. Vincent ad incastrarsi con quella del singer, proiettando dal nulla una spirale sonora indomabile, e “Oxygen”, i cui ritmi Math fanno da contraltare a uno Sludge Rock molto caro ai Melvins.

Ci hanno abituati bene i nostri amici Swans e con l’intensità di To Be Kind, continuano a camminare sulla retta via tracciata dal precedente The Seer. Tempo addietro Michael Gira affermava che: “I cigni sono maestosi, sono bellissime creature con un cattivo temperamento”. Da amante degli animali dico che il temperamento, buono o cattivo che sia, ci sta benissimo purché questi siano i risultati. Lunga vita ai cigni.

Read More

SWANS quattro date in Italia!

Written by Senza categoria

La band capitanata da Michael Gira ariverà in Italia per quattro date per presentare l’ultimo album To Be Kind, in uscita il 14 Maggio via Young God per il Nord America, e via Mute nel resto del mondo.
Gli Swans, capitanati da Michael Gira, si sono formati nel 1982 e, dopo lo scioglimento nel 1997, sono tornati con gli acclamati album My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky (2010) e The Seer del 2012.

09 OTTOBRE 2014 – TORINO – HIROSHIMA MON AMOUR
10 OTTOBRE 2014 – BOLOGNA – ESTRAGON
11 OTTOBRE 2014 – ROMA – CIRCOLO DEGLI ARTISTI
12 OTTOBRE 2014 – MILANO – ALCATRAZ

Read More

Swans, annunciato il nuovo album!!!

Written by Senza categoria

Gli Swans annunciano sulla pagina facebook la lavorazione del prossimo album studio partendo dai live “test” dell’ultimo Tour “The Seer”.

Leggete qui:
Michael Gira / Swans
“thanks to all who came to our recent shows in europe. it means the world to us to be in the center of the storm with you… it is a life giving, regenerative event for us to make this music, and my hope is that a positive effect is shared by all. thank you for allowing us to make a fresh world in real time. your involvement means everything! … a few more of these short tours are upcoming, then a live album (hand made), then a new studio album using the live versions of these new songs you may have experienced as a starting point. so, the studio album will move forward from the live versions you’ve possibly witnessed (which have already changed nightly in the recent tour-s), and there will also be studio-only songs as well. we feel blessed to be able to do the thing we love, and profoundly moved that some people on this earth find something of value in our work. thank you!”

Un estratto di quello che dovrebbe essere ilnuovo brano “She Loves us” tratto dal Live in Copenhagen e non dimenticate di leggere il nostro Live Report della data romana al Circolo degli Artisti

Read More

Ulan Bator – En France/En Transe

Written by Recensioni

Forse non sarà un caso se Michael Gira degli Swans ha definito gli Ulan Bator una delle migliori band francesi degli ultimi trecento anni, forse ne sarà contento il mentore tutto fare Amaury Cambuzat, forse dobbiamo essere contenti un pochino tutti quanti quando questi francesi decidono di entrare in studio di registrazione. Lo hanno fatto ancora e questa volta il loro disco En France/En Transe stravolge completamente le regole del suono caricando pericolosamente a morte una molla pronta a schizzarti sulla faccia. Si sente molto la ricerca del suono e la mano del (anche) produttore Cambuzat non lascia mai niente al caso, minuziose ricerche sonore per garantire un effetto suggestivo e innaturale. En France/En Transe è un lavoro decisamente non umano, uno stravolgimento surreale della realtà, maniacale cura delle piccole sfaccettature dove il diavolo riesce a nascondersi per dare quel tocco “bastardo” al sound del disco. Perché diciamo pure sinceramente che le band che riescono ad avere quei “suoni” sono veramente poche, una dote che distingue nettamente gli Ulan Bator da tutto il resto, loro ne sono consapevoli e sfoggiano questa loro grandezza ad ogni produzione. Questo album in particolare è un vortice irrequieto di sensazioni forti, lo stomaco stringe forte per tutta la sua durata non lasciando mai spazio alla tranquillità, un totale stato di agitazione dalla quale non si riesce ad uscire con le proprie forze. Già dal primo pezzo “Take Off” la sensazione di soffocamento è fortissima, nel seguire del disco le chitarre sono rovinosamente belle e la ritmica è talmente sporca da piacere all’infinito, un concept quasi interamente strumentale con gorgheggi vocali ai limiti della normalità.

E’ sempre bello avere a che fare con dischi di questo livello, è sempre particolarmente bello ascoltare le opere di musicisti di indiscusso talento continuare a scrivere pezzi di questa caratura nonostante tantissimi anni di musica sulle spalle (li ricordo in tour con i CSI tantissimo tempo fa), la voglia di rimettersi continuamente in discussione sembra essere il patto che gli Ulan Bator hanno stretto con il demonio, lo stesso che rende diabolici i brani di En France/En Transe. Il paradiso è tutta un’altra cosa, la musica rock non gli appartiene, a questa band piace scaldarsi tra le fiamme rosse della passione. Lasciamoci conquistare dalla musica degli Ulan Bator buttandoci nell’ascolto di questo disco in completo abbandono e con l’intenzione seria di farsi del male, una mantide pronta a sferrare un colpo mortale, una band da ammirare e portare alta tra le glorie della musica moderna. Gli Ulan Bator dimostrano di essere più vivi che mai registrando un disco superlativo sotto ogni punto di vista,  En France/En Transe supera tutti i concetti di sperimentazione, provatelo e rimarrete schiacciati. Se cercate ancora qualcosa di emozionante nella musica questa è l’occasione che non potete lasciarvi scappare, c’è veramente tanto da imparare da questi maledetti francesi.

Read More

Pronta la line-up di Zanne Festival

Written by Senza categoria

L’Associazione Culturale Kizmiaz presenta Zanne Festival, una tre giorni di concerti, arte e natura che si terrà nel Parco Gioeni di Catania. Oltre ai concerti, infatti, sarà possibile fare Yoga o dedicarsi alla pittura, partecipare a Workshop di danza, dibattiti e discussioni di svariati argomenti. Gli appuntamenti live sono:

Giovedi 20 giugno: Black Lips (USA) + Fidlar (USA)
Martedi 25 giugno: Swans (USA)
Mercoledi 3 luglio: Jon Spencer Blues Explosion (USA) + New Candys (Italy)

È disponibile, al prezzo di € 35,00 (+ dir. prev.), anche l’abbonamento per tutte e tre le date. Per ulteriori informazioni visitare il sito del Festival.

Read More

Swans dopo quelle di Marzo un altra data a Maggio

Written by Senza categoria

Sono appena passati in Italia per le tre scorse date di Marzo e subito torneranno il 21 Maggio per una data unica al Musica 90 di Torino.
Noi eravamo andati a sentirli al Circolo degli Artisti di Roma

Swans


Questa volta non fateveli scappare…

Read More

Swans

Written by Live Report

Un venerdì qualunque, arrivo al Circolo Degli Artisti, Roma, esattamente nell’ora in cui dovrebbe iniziare il concerto e io dovrei essere lì davanti al palco con un pinta bionda in una mano che aspetto l’ingresso degli Swans sul palco, in tour con il nuovo album The Seer. Mi sarò anche perso il gruppo spalla ma non Michael Gira con il suo ultimo lavoro che definisce come:  “30 years to make. It’s the culmination of every previous Swans album as well as any other music I’ve ever made, been involved in or imagined. But it’s unfinished, like the songs themselves. It’s one frame in a reel. The frames blur, blend and will eventually fade.” Non posso perdermi questa gestazione, il lavoro di una vita. Della formazione iniziale rimane solo Gira che a quanto pare non si è ancora stancato e in un’atmosfera Industrial-Gotica ci racconta la nera metropoli fatta di violenza, negozi porno chiusi, alienazione, degrado in uno squallido pessimismo apocalittico.

Sono dentro, l’atmosfera è al punto giusto, il Circolo è pieno di gente, gli Swans sono sul palco, Michael Gira in un lutto tenebroso imbraccia la sua chitarra nera, china il capo leggermente per salutare il pubblico, si gira e fa cenno con la testa al batterista di attaccare. Il pezzo è Coward e il basso allo stesso ritmo della batteria inizia a scandire un ritmo secco e cupo a cui si unisce una chitarra stridulante. Si crea una situazione di assuefazione da vibrazioni sonore, mi sento come risucchiato in questa profana cantilena rumorosa e arida. I miei pensieri vengono scartati dalla potenza di queste cupe vibrazioni mentre il vuoto sembra aver preso il posto del pavimento e una tempesta di meteoriti sta elettrizzando il mio corpo. Non ho mai ascoltato nulla di così dirompente e dal vivo posso assicurarvi che si coglie a pieno l’idea che Gira ha delle sue composizioni che rispecchiano un orizzontalità delle voci in campo; nessuno strumento prevale sull’altro, neanche la voce, tutti insieme allo stesso volume per dare armonia al caos. I pezzi si inchiodano su un motivo e lo perseguitano per svariati minuti, anche quindici, venti, perché Gira sostiene di sentirsi più “vicino a Dio quando si suona lo stesso accordo più e più volte”. Nulla che io possa scrivere qui farà giustizia a questo evento estremamente religioso, estremamente intimo. Un evento spettacolare che ha riempito le mura del Circolo degli Artisti di vibrazioni apocalittiche come fosse una cattedrale destrutturalizzata della nuova epoca postmoderna.

Read More