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Pills Həftə yeddi (consigli per gli ascolti)

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L’unico rimedio contro il mal di testa, di denti, di stomaco, di fegato, contro l’impotenza, contro la paranoia, la depressione, l’ipertensione, l’influenza, la scabbia, lo scolo, le piattole, la cacarella e le emorroidi sono le nostre PILLS!!!

Silvio Don Pizzica
Radiohead – Radiohead: The Best Of   (Uk 2008)   Alt Rock   4/5
Una raccolta può essere un’occasione o semplicemente un insieme delle canzoni più amate di una band. Questa del 2008 rientra nel secondo caso.
AGF –Source Voice   (Ger 2013)   Experimental   2,5/5
Il nono disco di AGF non aggiunge nulla alla sua follia elettronica e sperimentale. Non è musica per gli amanti della melodia ma questo lavoro ha poco da dare anche ai più audaci.

Max Sannella
Cibo Matto – VIVA! L.A. Woman   (Usa 1995)   Acid Jazz   4/5
Il disco del duo giapponese che ha sconvolto la Big Apple invertendone i flussi sanguigni.
Clock  Dva – Thirst   (Uk 1981)   Industrial  5/5
Dalle ceneri combuste del punk,  dalla Sheffield operaia  un’esplosione di sana ossessione.
Elvis Costello – Live at El Mocambo   (Uk 1978)  Pop   5/5
Con il rock anni ’50 in cuore e il punk come massa di  neuroni testicolari, un disco ed un artista che è oro puro.

Lorenzo Cetrangolo
P.O.D. – Satellite   (USA 2001)  Crossover, Nu Metal   3,5/5
Reggae, rap, metal, il tutto condito da uno spiritualismo tra rastafarianesimo e cristianità. E poi, chi non si ricorda la batteria di Youth Of The Nation? Da provare.
Modena City Ramblers – Dopo il Lungo Inverno   (ITA 2006)   Patchanka, Combat Folk   2/5
Primo disco senza lo storico cantante Stefano “Cisco” Bellotti. Senza verve, spento, stantio. Se proprio volete rovinarvi il ricordo di una band un tempo eccezionale.
The Music – The Music   (UK 2002)   Alternative Rock   4/5
Sottovalutatissimi. Disco strambo, gonfio, energico. Da ascoltare nelle giuste occasioni, e voi sapete quali (ça va sans dire…).

Marco Lavagno
Biffy Clyro – Only Revolutions   (Sco 2009)   Rock   3,5/5
La nuova superband che mancava alla Gran Bretagna? Forse. Certo che ad un così patinato e potente non possiamo rimanere indifferenti. Aspettiamo conferme dal nuovo album in arrivo.
Backyard Babies – Stokholm Syndrome   (Svezia 2003)   Punk Rock   4.5/5
Oscurato forse da una sempliciotta ma intensa canzone sull’amicizia in cui sulla barca sale gente come Joey Ramone, Danko Jones e Nina Persson, questo album mantiene il suo sporco perché: veloce, festaiolo, facile e tanto punk-rock. Per scaldare a schiaffi il vento gelido di Stoccolma.

Marialuisa Ferraro
Elliott Smith – New Moon (USA 2007)  Rock   4/5
Acustico e meditativo. Occhio alle liriche profonde, impegnate e impegnative.
Red Stars Theory – Life in a Bubble Can Be Beautiful   (USA 1999)   Post Rock   5/5
Veramente una grande scoperta. Un rock alternativo quasi interamente strumentale che non si vezzeggia di ornamenti inutili e artifici, ma va dritto al sodo con grande delicatezza e cura degli arrangiamenti.

Ulderico Liberatore
Skiantos – Inascoltable EP   (Ita 1977)   Rock demenziale   1/5
Il trash che dilaga!!!

Riccardo Merolli
Punkreas – Paranoia e Potere   (Ita 1995)   Punk Rock   3/5
Un disco scemetto ma essenziale, un tempo ero giovane, un tempo credevo di essere punk.

Francesco Ficurilli
Motorpshyco – Trust Us   (Nor 1988)   Rock psichedelico, Alternative Rock    4/5
Coltello a doppia lama norvegese: con una ti taglia la faccia, con l’altra la ricuce. Doppio lp sconsigliato agli amanti delle stronzate.
Atari Teenage Riot – Delete yourself!   (Ger 1995)   Digital Hardcore    4,5/5
Direttamente da Berlino la cacofonia più bella dello scorso millennio. Da ascoltare con occhiali da sole alla Alec Empire.

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AltrocheSanRemo: il nostro concorso al giro di boa.

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Siamo ormai al giro di boa per il primo concorso targato Rockambula. Continuate ad ascoltare i pezzi in streaming sulla nostra home e andate sulla pagina facebook per votare. Trovate il sondaggio sempre in cima. Non dimenticate che nulla è perduto perché la formula prevede la possibilità di cambiare idea anche più di una volta e anche all’ultimo istante. È come dare la possibilità a chi ha votato Ingroia di cambiare il suo voto a carte scoperte e scegliere Grillo, Monti, Bersani o Berlusconi. Quindi controllate sempre come sta andando chi avete votato e fate la vostra scelta. Inizia il ballottaggio virtuale.

Per ora malissimo Delgado, Simone Mazziotti e Starslugs ma vi assicuriamo che è solo problema di scarsa pubblicità non di qualità. Stesso discorso per The Nihilist Fisherman, anche se con qualche voto in più. Non sarà facile ma hanno qualche speranza di rimonta Nebra, Matt Waldon e L’introverso. Erano partiti a razzo i folli De Rapage mentre ora, la loro sembra una consolidata terza posizione mentre è apertissima la sfida a due tra il cantautore campano Martino Adriani e la psichedelia rock abruzzese dei Mursia. Votate chi volete ma per una volta, almeno per AltrocheSanRemo fate vincere il migliore!!!

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Pills շաբաթ վեց (consigli per gli ascolti)

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Ecco le nostre pillole fatte di musica multicolore. ATTENZIONE! Gli effetti della musica contenuta nelle pastiglie cominciano a svilupparsi appieno dopo circa trenta minuti e possono perdurare fino a 6-10 ore (ma per qualcuno anche fino alla morte). Se la prima assunzione avviene prevalentemente per curiosità e psicologia di gruppo, il ripetersi dell’esperienza avviene con la scoperta di effetti soggettivi che vengono ricercati perché gratificanti e compensatori di disagi personali inconsci dovuti alla musica di merda che trasmettono in Tv o per radio. Le nostre Pills danno loquacità, euforia, apertura mentale, intimità con gli altri, senso di felicità, spensieratezza, calo delle inibizioni sessuali e potenziamento dell’autoanalisi.

Silvio Don Pizzica
Bathory – Blood Fire Death   (Sve 1988)   Black/Viking Metal   4,5/5
Probabilmente l’unico nella storia della musica ad ver inventato due generi musicali. Quest’album è esattamente al centro tra la nascita del Black Metal e quella del Viking
Iceage – You’re Nothing   (Dan 2013)   Post/Art Punk   3,5/5
Il disco della maturità per la band danese che urla schegge di Punk come dipingesse il firmamento in fiamme.
Jk Flesh/Prurient – Worship Is the Cleansing of the Imagination    (Uk/USA 2012)   Industrial Metal   3/5
Due tra i più visionari esponenti del genere fondono la loro arte per regalarci emozioni nere come la morte. Il risultato è un’altalena tra gli incubi del subconscio e la banale realtà.

Max Sannella
Area  –  Crac!  (Ita 1975)  Rock-prog  5/5
Il  contrattacco dell’International  POPular Group per antonomasia al rock della vuotezza.
Vinicio  Capossela – Modì  (Ita 1991)  Cantautorato  4/5
Musica, teatro e parole in un fulminante gioco di rifrazioni  stilistiche pirotecniche.
Giorgio Gaber – Snoopy contro il barone Rosso (Ita 1967) Cantautorato  5/5
Il Signor G in una delle sue opere più taglienti e salaci per un animo dai bollori nascosti.

Lorenzo Cetrangolo
Musica per bambini – Dio Contro Diavolo   (ITA 2008)   Elettronica
4,5/5

Filastrocche e delirio in un concept sui sette peccati capitali. Geniale.
The Verve – Urban Hymns   (UK 1997)  AlternativeRock   4,5/5
Anni novanta. Regno Unito. La valanga brit, qui con archi e Richard Ashcroft. Un bel momento.
Dutch Uncles – Cadenza   (UK 2011)  Indie Rock   3,5/5
Storture ritmiche, follie strumentali, falsetti come se piovesse. Da provare.

Marco Lavagno
AC/DC – Powerage   (Australia 1978)  Hard Rock   4,5/5
Forse l’album più sottovalutato dell’era Bon Scott. Meno ricco di hit per puzzolenti metallari, ma comunque sporco di quel blues ben conservato nelle botti di whiskey. Una scarica di corrente che attraversa tutta la colonna vertebrale.
Negrita – L’uomo sogna di volare   (Ita 2005)  Pop/Rock   4/5
Tra America Latina e la nostra terra, con la mente che viaggia senza confini. La voce di Pau e le chitarre di Drigo e Cesare preparano un amalgama forte di speranza, libertà e unione.

Marialuisa Ferraro
Neil Diamond – 12 Songs   (USA 2005)   Folk Rock   4,5/5
Caldo, country e chitarristico. Un viaggio tra l’individuo e l’amore, in una serie di brani trattati come veri e propri racconti.

Ida Diana Marinelli
The True Endless – A Climb To Eternity   (ITA 2004)   Black Metal   1/5
Un lavoro che potrebbe piacere forse solo ai cultori del metal o a chi considera suono anche il rumore della lavatrice in funzione. Ma Astragon è uscito dal gruppo per caso?
A Come Andromeda – Occhio Comanda Colori   (ITA 2012)  Indie/Noise Rock   4/5
Alla scoperta di un altro gruppo pugliese e del loro lavoro dal sound contemporaneo, elaborato e denso di significati.

Ulderico Liberatore
The Cramps – Songs the Lord Taught Us   (USA 1980)  Garage Punk/Psychobilly   4,5/5
Primo e imperdibile album di una band che ha fatto degli eccessi la propria bandiera. Rielaborazione punk rock del rockabilly delle origini.
Lux Interior dichiarò ad una prima intervista: “Vogliamo che i ragazzi americani tornino a ballare” il rock sottolineato!

Riccardo Merolli
Nick Drake – Bryter Layter   (Uk 1970)   Folk   5/5
Il secondo disco, uno dei dischi migliori di sempre. Entra e non esce più.

Vittorio Massa
Paletti – Ergo Sum   (ITA 2013)  Pop   4,5/5
Immediato e coinvolgente. Canzoni da cantare sotto la doccia ma allo stesso tempo raffinate negli arrangiamenti.
Diaframma – Niente di Serio   (ITA 2012)  Rock Alternativo, New Wave   3/5
Di certo non il disco meglio riuscito di Fiumani. Alcune canzoni suonano stantie. Ciononostante anche in questo disco si trovano alcune perle degne del nome della band con sonorità da vecchia scuola ma attualissime.
Morgan – Canzoni dell’appartamento   (ITA 2003)  Pop rock   4,5/5
Dalla canzone d’autore italiana al pop più attuale. Testi minimali e arrangiamenti finemente curati. Una chicca dell’autore.

Vincenzo Scillia
Ghostrider – The Return Of The Ghost   (ITA 2010)   Thrash   4/5
Una band storica dell’ Thrash italiano. Avevano tecnica, audacia, potenza, aggressività e melodia. “The Return Of The Ghost” segnava il ritorno (che poi è andato nuovamente sfumato) di un grande gruppo che purtroppo, come un fantasma, è andato a dileguarsi.
Entombed – Wolverine Blues   (SVE 1993)   Death   4/5
Erano gli Entombed che portarono una vera ventata di freschezza con “Wolverine Blues”. Riuscirono in un intento eccezionale: miscelare il Death Metal con il Blues ed il Southern.
Almamegretta – Sanacore   (ITA 1995)   Dub, Reggea   4/5
Gli Almamegretta per chi non li conoscesse non sono proprio quelli di questo anno, di questo Sanremo. Anni addietro la loro originalità ed il loro stile era ineguagliabile e i loro testi di una profondità indescrivibile. “Sanacore” insieme ad “Animamigrante” è il disco che più la rappresenta. Il vantaggio di “Sanacore” è l’ atmosfera.

Alessandro Maiani
A-Ha – Analogue    (Nor 2005)   Pop-Rock   4/5
Era dagli anni’80 che non ascoltavo un “nuovo” album di questa band scandinava. Avevo sentito che qualcosa di nuovo e di apprezzabile avevano fatto rimanendo nell’ombra, almeno in Italia. Confermo. Pregevole album che ha poco a che vedere con il loro vecchio stile.

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Altroche SanRemo. Che la gara abbia inizio!

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ALTROCHESANREMO!!!
Ha finalmente inizio il primo concorso per band emergenti targato Rockambula. AltrocheSanRemo. Di seguito trovate una breve presentazione delle band partecipanti. Vi ricordiamo che la votazione non avverrà sul sito, dove invece potrete ascoltare i brani, ma sulla nostra pagina Facebook.
Dunque non vi resta che andare sulla nostra pagina e votare cliccando sul o sui brani preferiti nel sondaggio che troverete nella parte alta della pagina stessa. La votazione cesserà il 13 Marzo 2013 alle ore 21:00. Il vincitore avrà il nostro banner a disposizione per 30 giorni.
Votate e fate votare.

De Rapage – Band abruzzese che spazia in maniera irriverente dal Pop, all’Hard Rock fino all’Indie. Tutto all’insegna della demenzialità intelligente.

Delgado – Rock alternativo con qualche influenza stoner e con degli inserti di elettronica; brano rigorosamente in italiano.

L’Introverso – Poche parole. Puro Rock alternativo da Milano.

Martino Adriani – Cantautore campano sarcastico, divertente e senza peli sulla lingua.

Matt Waldon – Cantautore dall’animo rock e internazionale.

Mursia – Rock psichedelico da Pescara.

Nebra – Energica band brianzola, animali da live in costante evoluzione.

Simone Mazziotti – L’unico rapper del concorso. Una sorpresa.

Sturlugs – Pura potenza di scuola Steve Albini.

The Nihilist Fisherman – Musica irreale per gente reale. Da Mola un’esplosione di Lo-Fi, Ambient, Post-rock, Soundtrack, Indie, Blues, Dark, Experimental, Noise…

In bocca al lupo, da Rockambula Webzine

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AltrocheSanRemo! Nasce il primo concorso per artisti emergenti di Rockambula Webzine. AltrocheSanRemo!

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Hai bisogno di maggiore visibilità per la tua band?
Nasce il primo concorso per artisti emergenti di Rockambula Webzine.
AltrocheSanRemo!
Invia a pizzicasilvio@virgilio.it un tuo brano, non importa se edito o meno, in formato Mp3. Lo stesso sarà inserito nella home del sito insieme ai pezzi degli altri partecipanti. Sulla pagina Fb verrà aperto un sondaggio/votazione dove gli utenti potranno indicare il loro brano preferito e, dopo un mese, il vincitore avrà a disposizione il nostro banner pubblicitario (da utilizzare solo per promuovere la band) per i successivi trenta giorni. Avete capito bene. Per partecipare dovete solo inviare il vostro brano a pizzicasilvio@virgilio.it e…

In Bocca Al Lupo!!!

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Pills Katër Javë (consigli per gli ascolti)

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Siamo alla quarta settimana di pillole e sembrano cominciare a farsi avanti i primi sintomi di miglioramento. Questa volta le nostre Pills vi faranno godere e incazzare. Dall’ultimo dei My Bloody Valentine che non ha entusiasmato il nostro Silvio, al punteggio pieno per i White Stripes. Una settimana piena di grandi nomi: Twisted Sister, Robbie Williams, Fabri Fibra, Johnny Cash, Ministr, Yo La Tengo, The Raveneonettes, Pink Floyd, Velvet Underground, Afterhours, Baustelle, Elliott Smith, Ivan Graziani….

Silvio Don Pizzica
Sin Fang – Flowers   (ISL 2013)   Indietronic, Chamber Pop   3/5
Secondo lavoro per la band islandese che miscela le atmosfere tipiche della loro terra (resa famosa da Bjork, Sigu Ros e Mùm) con l’elettronica, le melodie Pop e le note da camera. Come per l’esordio splendidi brani si alternano a pezzi pallidi. Il talento c’è ma si vede a sprazzi.
Darkstar – New From Nowhere   (UK 2013)   Ambient Pop, Electro Pop   3/5
Atmosfere languide ed eteree e momenti di gioia pura. Pop che si mescola all’elettronica e in alcuni frangenti (Amplified Ease) ricorda gli Animal Collective di In the Flowers o Summertime Clothes ma con meno potenza. Una miscela colorata che pecca solo nelle melodie, non sempre originali e indovinate.
My Bloody Valentine – m b v    (IRL 2013)   Shoegaze   3,5/5
I maestri indiscussi del genere tornano ventidue anni dopo Loveless con un lavoro tanto incantevole quanto inutile. La squisitezza del superfluo.

Max Sannella
Twisted Sister – Stay Hungry   (USA 1984)   Shock Rock   4/5
La provocazione estrema della Big Apple marcia
The White Stripes – Elephant   (USA 2003)   Rock-blues   5/5
L’intelligenza sonora del nuovo millennio e le intricate roots del passato
Stevie Ray Vaughan – In Step   (USA 1989)   Rock blues   5/5
Ogni parola o commento è superfluo. Bibbia!

Lorenzo Cetrangolo
Robbie Williams – I’ve Been Expecting You    (UK 1998)   Britpop    4,5/5
L’album che fece dell’ex Take That una nuova stella del pop internazionale.
NiCE – Nuova Babele    (ITA 2012)   Math Rock, Indie Rock   4/5
Esordio del trio brianzolo. Una bomba sporca, confusa, devastante.
Fabri Fibra – Quorum   (ITA 2010)   Hip Hop   4/5
Il rapper di Senigallia confonde le acque con questo mixtape in free download che anticipò l’uscita di Controcultura. Alcuni brani rimangono in testa come pochi (vedi il feat. con Dargen D’Amico).

Marco Lavagno
Johnny Cash – Unchained   (USA 1996)   Country   4/5
Una perla di intensità rara. Accecati dalla luce sporca ma naturale ci dimentichiamo quasi che dietro Cash ci sono Tom Petty and The Heartbreakers. Siamo dentro un grande viaggio americano, seppur fermi a guardare il tempo che passa.
Ministri – Tempi Bui   (ITA 2009)   Rock   3/5
Sono passati 4 anni, ma i tempi bui non sono passati per nulla. Raffica di critiche poco costruttive e luoghi comuni ci consegnano un disco simbolo di moderna decadenza.

Marialuisa Ferraro
Yo la tengo – Fade   (USA 2013)   Alternative Rock   4/5
Più di tutto colpiscono gli arrangiamenti, vari, sempre azzeccati. Atmosfere molto delicate e un certo sapore cantautorale completano il tutto.
The Raveneonettes – Observator   (DK 2012)   Indie   3/5
Non è certo il disco della vita, non esalta, non dà pulsioni cinetiche né regala chissà che momenti di intima riflessione, ma è molto molto piacevole.

Ida Diana Marinelli
Pink Floyd – The Wall    (UK 1979)   Rock Progressivo    5/5
Rock e musica orchestrale. La storia dell’umanità e di ogni singolo su questa terra. Un’opera completa, rimasterizzata mille volte (l’ultima l’anno scorso con l’aggiunta di un terzo cd succulento) e uno spettacolo che toccherà l’Italia per due volte.
JoyCut – Ghost Trees Where To Disappear   (ITA 2012)   Indie, Dark, New-Wave    3,5/5
La grande depressione sociale, il declino, il freddo e il futuro. Narrazioni musicali che si fanno portatrici di significati importanti nel valorizzare ogni singolo gesto dell’uomo per salvare la signora Terra.

Ulderico Liberatore
Velvet Underground – The Velvet Underground & Nico    (USA 1967)   Proto-Punk    5/5
La banana sulla copertina la diceva lunga in quel periodo. Stravolgente.
Brian Eno commentò dopo qualche anno dall’uscita dell’album:<<Soltanto cento persone acquistarono il primo disco dei Velvet Underground, ma ciascuno di quei cento oggi o è un critico musicale o è un musicista rock>>

Riccardo Merolli
Afterhours – Hai Paura del buio?   (ITA 1997)   Alt Rock   4,5/5
Uno dei dischi rock di maggior spessore in Italia, nonostante l’atteggiamento schizzinoso che gli gira attorno.

Vittorio Massa
Baustelle – Fantasma   (ITA 2013)   Musica d’autore, Pop   5/5
Concept album dedicato al tema del tempo. Incentrato su arrangiamenti orchestrali e liriche raffinate.
Elliott Smith – From a Basement on the Hill    (USA 2004)   Indie Rock   4/5
Alterna lo stile dei primi lavori acustici, scarni e tormentati all’ultimo con forti influenze beatlesiane.
Ivan Graziani – Agnese dolce Agnese   (ITA 1979)  Rock   4/5
Per far ricredere chi pensa che il rock in Italia l’abbia fatto solo Vasco.

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Pills Week Drie (consigli per gli ascolti)

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Questa terza settimana, il nostro staff ha ascoltato senza troppo entusiasmo, il nuovo lavoro dei Bachi Da Pietra e l’album d’esordio di Mario Diaz, frontman degli Aslándticos. Ma si è rifatto le orecchie con capolavori moderni e passati. Hex, Moment Of Forever, Heroes, La macarena su Roma, Ulteriormente, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, Rock Waves, Finally We Are No One, Dirty. Pillole multicolori per ogni vostra malattia.

Silvio Don Pizzica
Bachi Da Pietra – Quintale   (ITA 2013)   Alt Rock   2,5/5
Al sesto album, i bachi sono ormai una realtà affermata e, per tanti, uno dei migliori gruppi italiani partorito dagli anni zero. Non so che problema ho, ma non era scoccato l’amore col primo lavoro, Tornare Sulla Terra, e non è scoppiato ora. Se non avete gradito quanto già fatto non gradirete neanche Quintale.
Bark Psychosis – Hex   (UK 1994)   Post Rock   4,5/5
Tutto quello che trovate dentro Hex è la definizione esatta di cosa è il Post-Rock. Tutto il resto è altro. Voce, batteria e chitarre a metà tra lo Slowcore di Low, Galaxie 500 o Codeine e Dream Pop e Shoegaze di stampo Slowdive, inserti elettronici ambient e tastiere modern classical. Il tutto impreziosito da pause, silenzi e dilatazioni delle code sonore mai ascoltate prima.
16 Horsepower   (USA 2000)   Ghotic Country   4,5/5
Una miscela perfetta di Country vecchio stile, sprazzi di carica pura, brezze elettriche, corde taglienti, ballate e mantra e parole impenetrabili e monacali. Forse non proprio l’album più semplice per la band nata tanti ma non troppi anni fa nella città degli angeli.

Vincenzo Scillia
Willie Nelson – Moment Of Forever    (USA 2008)   Country   5/5
Riascoltare Willie Nelson, guru, pilastro, caposaldo ed icona del Country è sempre un immenso piacere. Ogni volta che si sentono canzoni come “The Bob Song”, “I’m Alive” e “Gotta Serve Somebody”, l’ emozione è sempre tanta. L’ apice comunque, almeno per il sottoscritto è l’ immensa “Gravedigger”.
The Outlaws – Diablo Canyon   (USA 1994) Southern Rock, Country    4/5
E’ nel 1972 che nascono gli Outlaws, pensate a quanto sono vecchi anche loro, eppure non girano informazioni o lodi come quelle che si fanno agli Eagles, ai Deep Purple, ai Motley Crue ed ai Lynyrd Skynyrd tanto per fare qualche esempio. La pecca purtroppo sta nel loro percorso fatto di grandi alti e bassi, ma credetemi la loro musica ha dato tanto ed ha segnato momenti storici pari a quelli segnati dalle band citate prima; “Diablo Canyon” è uno dei loro ultimi dischi, ma nonostante ciò mantiene sempre un certo fascino.
Johnny Freak – Sognigrafie    (ITA 2007) Rock Alternative    4/5
Abbiamo ascoltato quel capolavoro di “Tra Il Silenzio e il Sole”, non potevamo certo perderci il debut album dei Johnny Freak, ovvero “Sognigrafie”. Anche questo è un disco d’ oro, musicalmente inferiore (di poco) al successore, ma forse i testi compensano e mettono tutto a livello. Insomma c’è poco da dire, i Johnny Freak sono una grande realtà italiana.

Max Sannella
Blur – Parklife   (UK 1994)   Brit-pop   4/5
La sostanza particellare del pop senz’angoli.
David Bowie – Heroes   (UK 1977)   Rock 5/5
Una delle trasformazioni immaginifiche del Duca Bianco
Bikini Kill – Revolution Girl Style Now   (Usa 1991)   College sound    4/5
Le ispiratrici civettuole di Kobain per la sua “Smells Like Teen Spirit”

Lorenzo Cetrangolo
Peggio Punx – Trent’anni di rumori   (ITA 2012)   Hc-punk    4,5/5
Collezione imprescindibile per dei pilastri di quel magico movimento che fu l’hc-punk italiano anni ’80. Per alcuni versi, i migliori: pungenti, incazzati, ma soprattutto con un gusto capace di sconfiggere il tempo.
Bonaparte – Too much   (GER 2008)   Punk, indie    3,5/5
Indie-punk follia. Un circo goliardico, un freak-show saltellante e minimale. Questo è il loro primo disco.
Iosonouncane – La macarena su Roma    (ITA 2010)   Cantautorato    4,5/5
Il cantautorato come dovrebbe essere, parte 1: una voce che odi o ami, arrangiamenti nudi, liriche al limite del fastidio, che toccano dove fa male.
Mario Diaz – Gloria bendita   (SPA 2010)   Latin pop, folk    3/5
Primo disco solista del frontman de Los Aslándticos, che si porta dietro tutti i cliché del caso: musica luminosa, aperta, un pop latino indipendente da portare nelle cuffie per una botta di sole aggiuntiva.

Marco Lavagno
Rainbow – Long Live Rock’N’Roll   (UK 1978)   Hard Rock   4/5
C’è qualcosa che si spera non muoia mai. Il rock’n’roll qui è incredibilmente epico e destinato alla storia.
Midnight Scraper – Coloured White   (SWE 2009)   Rock/Blues/Pop   3,5/5
Solo un’altra grande band dalla Svezia. Danzereccio e vintage, quest’album punta alla semplicità scarna della musica pop. Un (assurdo?) incrocio tra Abba e Hellacopters.
Francesco-C – Ulteriormente   (ITA 2005)   Punk/Rock   4,5/5
E’ pazzesco come questo disco sia diretto. Tutto pancia. Eppure arriva dritto al cuore.

Marialuisa Ferraro
Benjamin Gibbard – Former lives    (USA 2012)  Indie Rock   3,5/5
Non è un discone e non si avvicina neanche minimamente alla grazia dei Death Cab for cutie, ma ha comunque una sua personale piacevolezza.
The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band   (UK 1967)  Rock   4,5/5
Quasi l’album perfetto, lisergico, divertente, ironico, profondo e caricaturale. Ad ogni ascolto si scoprono cose nuove: rimandi, riferimenti, riprese in lavori più recenti…

Ida Diana Marinelli
Maurizio Colonna – Rock Waves   (Ita 2008)   Classica/Rock   5/5
Molta della storia del rock suonata dal più grande chitarrista classico italiano. Suono dolce e tecnica perfetta.
Rosacoletti – Novantagradi   (Ita 2010)  Indie-Folk-Pop   4/5
Il gruppo originario si formò nel ’89 e quasi dieci anni dopo nacquero i Rosacoletti, scoperti poi da Mario Venuti. Musicanti dell’underground milanese, respirano il sapore della musica lontano dai social network.

Ulderico Liberatore
Múm – Finally We Are No One   (ISL 2002)   Electro, Post-rock, Glitch   4/5
Non avevo mai sentito nulla di così Glitch.

Riccardo Merolli
Sonic Youth – Dirty   (USA 1992)   Noise Rock   5/5
L’ottavo disco della band di New York, le chitarre diventano più aggressive rendendo chiaro il concetto di noise rock. Un disco epocale per la storia del rock, (e come sempre) niente è mai più stato come prima.

 

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Pills || consigli per gli ascolti #2

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Eccoci, come promesso, ad una nuova razione delle nostre pillole settimanali. Questa volta, lo staff di Rockambula, si è mostrato più internazionale che mai, vagando tra le terre fredde norvegesi di Malice In Wonderland, fino alle strade dei nostri cantautori, errando tra le sperimentazioni germaniche dei Mouse On Mars fino agli psichedelici deserti americani di The Doors.

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Pills…(consigli per gli ascolti).

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Da oggi Rockambula inaugura un nuovo appuntamento nel quale vengono raccolti gli ascolti settimanali dei nostri collaboratori. Dai grandi capolavori del passato, alle perle nascoste del presente, la speranza è di riuscire a consigliarvi su cosa vi conviene e cosa non vi conviene ascoltare. La speranza è di non farvi perdere le cose migliori che la musica ci ha regalato nel corso degli anni e tenervi alla larga dalle immancabili “cagate pazzesche”. L’intenzione è di fare due chiacchiere (potete interagire grazie ai commenti) sui dischi che amiamo ed odiamo, svelarvi una chicca o smontare un mito.

Silvio Don Pizzica
Dubby Dub – Rocknroll Head   (ITA 2012)   Grunge, Stoner Rock, Garage   3/5
Dalla provincia di Ferrara, tanto Garage, tanta rabbia e chitarre sporche senza troppa originalità.
Yo La Tengo – Fade   (USA 2013)   Indie Rock   3/5
Disco non necessario per una band dalla storia trentennale. Only for fans.
Mountains – Centralia   (USA 2013)   Ambient, Drone   3/5
Quasi dieci anni di dura fatica e mai un vero salto di qualità. Forse questa è la conferma dell’inizio del declino.
Everything Everything – Arc   (UK 2013)   Indie Pop, Art Pop   4/5
Dopo lo splendido esordio “Man Alive”, Jonathan Everything e soci sono chiamati alla dura prova del secondo album. Prova riuscita? Non per tutti.

 

Vincenzo Scillia
Master – Master    (USA 1990)   Death Metal   5/5
L’ album e la band che hanno dato lezioni di Death metal, i Master dei capisaldi irremovibili, insomma sono loro i Maestri
Entwine – Gone   (FIN 2001)   Gothic Rock   3/5
Anche se non tecnico ed innovativo, questo disco degli Entwine suscita belle emozioni, predispone di melodie che in pochi sanno fare.
Iggy Pop & The Stooges – Raw Power   (USA 1973)   Punk Rock   4/5
Guru del Punk, Iggy e gli Stooges hanno sempre fatto capire come si fa della vera e buona musica, “Raw Power” è un disco rivoluzionario. Ascoltatelo e capirete.
Blue Oyster Cult – Spectres   (USA 1977)   Hard Rock   3,5/5
Non è certo il miglior disco dei Blue Oyster Cult, ma sa come prenderti. Tra aggressività ed atmosfere quasi sinistre è un disco che ha tanto da dire.
HIM – Love Metal   (FIN 2003)   Gothic Rock   4/5
Dite ciò che volete, gli HIM nel bene o nel male hanno saputo comporre e fare ottima musica. Amati ed odiati, dipende sempre dai punti di vista, per il sottoscritto sono un grandissimo gruppo e “Love Metal” è un gran lavoro.

 

Max Sannella
Vand Der Graaf Generator – A Grounding In Numbers   (UK 2012)   Psichedelia progressive   3/5
La magia dei voli e l’apoteosi dei suoni meccanici romantici.
Oh No Oh My – People Problems (USA 2011)   Lo-Fi   4/5
L’avventura alternativa vintage in una bolla pop di grande autonomia. Imperdibile.

 

Lorenzo Cetrangolo
Flying Lotus – Until The Quiet Comes   (USA 2012)   Elettronica, Jazz   4/5
Psichedelia colta, sogni impalpabili e viaggi inquietanti.

 

Marco Lavagno
Imagine Dragons – Night Visions   (USA 2012)   Pop   3,5/5
Accozzaglia terrificante tra Killers, One Direction e Coldplay, il risultato è terribilmente attraente e pericoloso come le slot machine della loro Las Vegas.
Rival Sons – Head Down   (USA 2012)   Blues, Hard Rock   3/5
Un’altra brutta copia dei Led Zeppelin? no, questi ragazzi hanno soul, blues e musica del diavolo nelle vene. In sostanza gli Zeppelin li copiano davvero bene.
Fabrizio De Andrè – Rimini   (ITA 1978)   Cantautorato   5/5
Le storie di Fabrizio sono più che mai scure, distaccate, disilluse. Surreale ma incredibilmente vero.

 

Marialuisa Ferraro
Glen Hansard – Rhythm and repose   (IRL 201)   Rock   4,5/5
Cantautorale, riflessivo ed emozionante. Cosa chiedere di più?
Paul Banks – Banks   (USA 2012)   Indie   3,5/5
Meno immediato di quanto ci si aspetterebbe e allo stesso tempo decisamente non artefatto. Da meditare.

 

Ida Diana Marinelli
Soap Trip – Soap Trip   (2012)   Alternativo / Elettroacustica / Indie   4/5
Si potrebbero pensare così : dentro ogni bolla un piccolo viaggio in silenzio, con tanti suoni. Melodie che si mescolano dentro le mille influenze che la musica può offrire, con una tecnica fine e un timbro caldo.
Shelly Johnson Broke My Heart- We Own The Afternoon   (ITA 2012)   Dream Pop   5/5
Tre ragazzi di provincia e le loro voci che sembrano moltiplicarsi, sette brani, venticinque minuti di musica nostalgica e soprattutto piena di chitarre volanti.

 

Ulderico Liberatore
Kyuss – Blues for the Red Sun   (USA 1992)   Stoner Rock   4,5/5
Uno degli album più cattivi e duri degli anni ’90.
Il chitarrista Josh Homme utilizzo per la sua chitarra un amplificatore per basso
per ottenere un suono più cupo.
Deftones – Adrenaline   (USA 1995)   NU Metal   4/5
L’EP è considerato uno dei primi lavori Nu Metal. I Deftones ebbero qualche problema di “diffusione” perchè MTV si rifiutò di pubblicare il singolo “7 Words” a causa dei vaffanculo contenuti nel ritornello.

 

Riccardo Merolli
Povia – I Bambini Fanno “ooh…” La Storia Continua…   (ITA 2006)   Pop Cantautorale    0/5
Ha vinto il festival di Sanremo con Vorrei avere il becco e niente è più stato come prima.
Diaframma – Tre Volte Lacrime   (ITA 1986)   Pop/Rock, New Wave   5/5
L’Italia incontra uno dei suoi migliori dischi New Wave. Qualcosa sta cambiando.

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I Migliori tre dischi italiani del 2012 secondo Rockambula.

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Un buon intenditore di vino e musica qualificherebbe questo 2012 come un’ottima annata. Non servono altre parole per raccontare dodici mesi di merda, almeno per tutto il resto che ci ha vomitato l’esistenza. Dal disastro della Concordia allo scudetto della Juve, dall’incendio di Comayagua alla rielezione di Putin, dall’umiliazione spagnola alla finale degli Europei alla strage orrenda di qualche giorno fa. Trecentosessantacinque giorni da dimenticare che però sono stati fantastici almeno in quel piccolo mondo da sogno fatto della nostra musica. Un anno speciale, alla faccia dei Maya. Di seguito le scelte dei nostri collaboratori sui migliori tre album ascoltati quest’anno, nella speranza che possano aiutarvi a non perdere nulla o anche per andare a recuperare pregiate perle sfuggite al vostro orecchio di alcolizzati di Rock e non solo. Buon divertimento.

Silvio Don Pizzica ha scelto…

Alio Die – Deconsecrated And Pure
Venti anni di curriculum alle spalle, decine e decine di dischi, una abilità prolifica artistica da far concorrenza a Charles Bukowski, quest’anno Alio Die (“un altro giorno”) ha scelto di farci dono di tutta la sua energia caotica con Deconsecrated and Pure, una delle imprese più possenti e lancinanti mai realizzate dal milanese. Elettronica minimale, glitch e rumori vari, musica sacra e field recordings. Niente di quello che ascolterete è come quello che avete già ascoltato.

The Churchill Outfit – The Churchill Outfit
Allucinazioni anni sessanta/settanta, The Beatles, The Doors, Jimi Hendrix, Love, The Zombies, Pink Floyd, Jefferson Airplane, XTC, The Pretty Things. Indie Rock e Folk/Blues robusto e spirituale, acre e sano. Garage revival stile The Raconteurs o Arctic Monkeys. Neo Psychedelia a la The Black Angels, band texana capitanata da Christian Bland o anche The Warlocks. Stoner Rock, Acid Rock, Heavy Psych, Dead Meadow, The Brian Jonestown Massacre. Insomma, tanta tanta roba!!!

String Theory – 3Rooms
Gli String Theory (da Teramo) sono Sergio Pomante (sax ed effetti), Lorenzo Castagna (chitarra ed effetti) e Silvano Marcozzi (batteria e percussioni). Gli String Theory sono estemporaneità e autonomia totale di estrinsecazione. Una delle migliori cose che mi sia capitato di ascoltare in questo 2012. Scusate se mi ripeto. E “Roma Capaci” è un capolavoro.

Riccardo Merolli ha scelto…

Drink to Me – S
“Non c’è niente di terrestre, una botta talmente forte da rimanere spiaccicati sul pavimento, Musica per chi scopa. Provare per credere, ascoltare pezzi come Henry Miller, Picture of The Sun e Disaster Area per comprendere la potenza. Nell’anno dell’elettronica del Male non poteva essere altrimenti.”

S.M.S. – Da qui a domani
“Il ritorno dell’ex frontman dei Diaframma Miro Sassolini incontra la poesia di Monica Matticoli. Una delizia dei sensi per chi vuole lasciarsi trasportare da queste atmosfere, nei loro testi appare una sconcertante struttura poetica e le loro canzoni sembrano appartenere ad una generazione senza futuro.”

Nicolò Carnesi – Gli Eroi non escono il Sabato
“Se scappi potrai trovare di meglio oppure soffrire in eterno, se resti non hai mai capito un cazzo della vita. Un sound  introverso  spezza l’equilibrio tra dover essere cortesi e diventare giustamente stronzi, cantautorato attuale con tanta freschezza e fantasia. Nessuno vuole santificarlo prima del tempo ma il disco è veramente forte.”

Marco Vittoria ha scelto…

Massimo Zamboni – 30 anni di ortodossia
In un cd e in un dvd rivivono le emozioni di un’epoca in cui essere punk era davvero essere alternativi, e i Cccp sapevano come distinguersi dalla massa! Massimo Zamboni, chitarrista della band si fa accompagnare in questa testimonianza live dal suo ex compagno di avventure Fatur, da Nada, Cisco, Giorgio Canali e Giorgio Canali.

Tindara – Quando parlo urlo
Un’ottima prima prova che miscela alla grande rock, grunge, stoner e pop senza deludere mai. Quando i Marlene Kuntz (Luca Bergia, batterista della band piemontese, ne è il produttore) incontrano i Violent Femmes inserendo a sprazzi i Days of the news (li ricordate?). Certo che come debutto è proprio promettente e se il buongiorno si vede dal mattino…

Franco Battiato – Apriti Sesamo
Il nuovo imperdibile album del grande cantautore siciliano. Al basso il grande Faso (Elio e le storie tese). Mai scontato nei suoni, gradevole sin dall’apertura della confezione con sovracartoncino trasparente che contiene il cd. A sessantasette anni e dopo decine di lavori non smette di innovare ed innovarsi.

Max Sannella ha scelto…

Rio Mezzanino – Love Is A Radio
Un disco che sogna, e non lo fa come una sicurezza “a traino”, piuttosto ne fa vanto, vizio e virtù di una stramaledettamente  fascinosa  santeria  atea che contamina chiunque possiede uno spirito ed un’anima aperta e geniale che ama il buio o l’oscuro come fonte di luce

The Charlestones – Off  The  Beat
Questa band da disdetta alle limitazioni stilistiche per espandere il suo sentimento in avventure elettriche che sorvolano anche certi anni Sessanta americani, e lo fa con una maturità intensa che poi corrisponde a questo bello slancio discografico.

Santobarbaro – Navi
una spiritualità ombrosa che vive di elettronica, pulsioni dark e appigli di visioni lontane, ovattate, quella capacità strabiliante e manipolatrice che si pone sempre a confine tra sogno e delirio, silenzio e rumore, con tutta l’attenzione riportata per creare vere e proprie filiformi sinfonie intime e color torba.

Marco Lavagno ha scelto…

Aftherhours – Padania
La Padania non è verde, ma investita da tutte le combinazioni di grigio. Fredda e tagliente come il violino di “Costruire per distruggere”, storta come le ritmiche pazzoidi di “Ci sarà una bella luce”, pungente come la chitarra di Xabier Iriondo (e a proposito di luce: che illuminazione il suo ritorno!), anticonvenzionale come la voce di Agnelli, mai così pronta a mettersi in gioco. Tecnica squisita e mente aperta a 360 gradi. Non ci sono limiti di ritmica, di note e di parole. Tutto suona così fuori dal comune; destabilizzante ma incredibilmente naturale. Un flusso compositivo istintivo e incasinatissimo che presenta alcune pause riflessive, forse ancora più dolorose (“Nostro anche se ci fa male”). Un microcosmo intimo, specchio riflesso dei paesaggi desolanti che osserviamo tutti i giorni con gli occhi pieni di rabbia e di rivolta.

Nobraino – Disco d’Oro
Li ho scoperti con questo disco nonostante siano anni che bazzichino palchi e compongano canzoni con estrema facilità. Si un disco facile, piacione, che ci riporta alle radici della nostra musica popolare senza troppe pretese, se non quella di compiere il “Record del Mondo di chi sta più bene”. L’oro è il suo colore: ballabile (“Tradimentunz”), circense, sorridente, elegante nella sua rusticità. Lorenzo Kruger guida una improbabile ciurma con un carisma invidiabile e una voce perforante. E come riesce a trapanare quando parte “Film muto”, pura poesia spiccia tra “muscoli e cervello”.

Fiorella Mannoia – Sud
La signora torna in grande stile. Sempre più rossa: di fuoco e di passione. Ma anche nera di Africa, elegantemente bianca di pace e speranza. Si presenta scalza, umile anche davanti alla sua prima esperienza da autrice (la combo con Fossati in “Se solo mi guardassi” è semplicemente da manuale). Non il solito album che ci si aspetterebbe da una cantante come Fiorella Mannoia. Sud è il miglio prodotto della sua carriera: ricco di influenze musicali (ve lo aspettavate Frankie Hi-Ngr?), carnale, reale, sognatore, moderno e sociale, senza mai scadere in facili banalità. “In viaggio” è un sereno abbraccio d’addio. “Dal tuo sentire al mio pensare” è lo sguardo intenso e curioso di una bambina, occhi che non si scollano dall’obiettivo e bocca che si apre appena per lo stupore. Stupore per chi con la musica sa ancora emozionarci.

Marialuisa Ferraro ha scelto…

Management del dolore post operatorio – Auff!!
Irriverenti, incazzati e vagamente spacconi. In una parola: punk. Rispolverata la lezione dei CCCP e riletta in chiave indie, la band di Lanciano si presenta al pubblico italiano con una ricetta di rabbia misto gioia di vivere. Di alzare la testa e farsi sentire ce n’era proprio bisogno in questo 2012 di crisi e i MaDe DoPo sono i figli musicali perfetti di questo nostro tempo.

Teatro degli Orrori – Il mondo nuovo
Omaggio ad Aldous Huxley e a Storie di un impiegato di Fabrizio De Andrè, finalista al Premio Tenco di quest’anno, il Teatro degli Orrori partorisce un disco fortissimo, che li consacra e li consolida nel panorama musicale nostrano. L’attenzione ai temi del lavoro (che manca) e dell’immigrazione riassume le pagine più tristi della cronaca di quest’anno, facendo della band la vera portavoce di un disagio che purtroppo non è solo generazionale.

Calibro35 – Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale
Atmosfere calde, a tratti cullanti e a tratti danzerecce, mescolate a citazioni colte e rifacimenti di grandi successi jazz, in un involucro squisitamente strumentale: i Calibro35 hanno questa formula immaginifica da colonna sonora cinematografica che non riesce proprio a essere mero sottofondo musicale, ma delinea scene dal contorno netto e preciso, scalda, consola, indigna. Se l’obiettivo di ogni musicista è suscitare emozioni, questa band ci riesce meglio di chiunque altro, senza, oltretutto, servirsi dell’uso della parola.

Vincenzo Scillia ha scelto…

Mombu – Zombi
“Zombi” dei Mombu è un disco fresco, in parte innovativo, un vero e proprio spiraglio di luce. Il loro Jazz che si affaccia su di un Rock sperimentale e avvolto da atmosfere Africane per cosi dire, è stato un vero colpo a segno. Nessun disco del panorama Underground ha avuto, almeno sul sottoscritto, l’ impatto che ha dato “Zombi”. I Mombu sono un gruppo di grande valore, dalle mille risorse e probabilmente è anche la band dell’ Anno.

Kubark – Ulysses
Immaginate di girovagare in una grande metropoli come New York, oppure gironzolare per il centro di Napoli con l’ intento di fermarsi in ogni bar e buttarsi giù un cicchetto di tequila, altrimenti, se volete, pensatevi a Milano ad ammirare le più belle showgirl che si esibiscono nei vari locali, alternativi e non. “Ulysses” dei Kubark può fare da colonna sonora a questo vagabondaggio, comprende sensazioni che si possono provare in ogni situazione citata.

Il Teatro degli Orrori – Il Mondo Nuovo
Indubbiamente il Teatro degli Orrori è un gruppo che si è dato veramente da fare ultimamente, infatti è una delle band Rock più interessanti che sono girate su MTV. La loro sfida cominciata alcuni anni fa ha visto esiti positivi tra partecipazioni a diversi festival  e riconoscimenti ottenuti. Per una volta possiamo dire che ad avere visibilità è stata una band degna e “Il Mondo Nuovo”, ovvero il loro ultimo disco, ha dato prova della loro capacità.

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