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Divanofobia – I Fantasmi Baciali

Written by Recensioni

Certi dischi ci inquietano per la loro stranezza che in fondo si assume anche tutti i paramenti d’una intrigante – a modo suo –  bellezza, e l’esordio dei bolognesi Divanofobia, I Fantasmi Baciali, rientra in quella massa di dettagli espressivi con una voglia di imprimersi per passione sincera e per  un piano sonoro necessario a chi in un disco cerca il lato riflessivo di una giornata particolare, ibrida.

Un Rock Cantautorale, viscerale e amaro che ha una sostenuta velleità per abbandonarsi nella notte, nelle notti di una poetica stilistica che sfiora pure il Pop delle altitudini, fuori dai giri commerciali e valorizzato negli spessori emozionali che amorevolmente fasciano in un battibaleno ascolti e percezioni inaspettate; nove tracce che respirano e danno il senso di un diario intimo, una sensibilità musicale che pretende una doverosa attenzione per essere assorbita come un unguento riflessivo. Arrangiamenti generosi e tristezze semplici al servizio del più  complicato dei fini: arrivare dritti in testa, in pancia e nel cuore, tutte cose che assolvono al loro dovere come una perfetta meccanica estrosa.
Con la tracotanza accorata di certi Modà “Campo di Nervi, la focosità di lontani Afterhours “L’Eremoe la leggerezza sofisticata di taluni Negroamaro “Ci-viltà”, i Divanofobia esordiscono nel migliore dei modi, si affidano alla mera melodia laddove altri lasciano il rumore molesto della rabbia, ricamano liriche profonde nei luoghi in cui molti sperperano personalità nulle, ed intendiamoci non è il classico disco di rodaggio, la prima “volta brufolosa” di un’emulazione dei grandi, ma un compendio di maturità sorprendente che costituisce un già sdoganamento nei gironi superiori dell’underground, in alto verso le mete main che ora come ora sono vuote strade in cerca di nomi e cognomi nuovi di zecca. Il macramè aggrovigliato di corde acustiche e tensione accumulata sullo stile Marlene Kuntz “Non Farti Corrompere” e la traccia opposta della tracklist “Fidia”, poesia solitaria di purezza innocente sulle corde  di uno splendido Mussida, fanno da punti cardinali per un disco in cui la paura di perdercisi dentro è  molta, ma come disse qualcun altro “ è il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Da ascoltare in un pomeriggio uggioso col sole dentro.

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Intervista Mombu

Written by Interviste

I Mombu tornano a farsi sentire, ormai sono una realtà concreta e vogliono dimostrare quanto fanno sul serio, tanto da rivedere il loro debut album e riproporlo con dei miglioramenti. I segreti e l’ andazzo della band sono svelati in questa ghiotta e gustosissima intervista. Ai microfoni abbiamo Luca T. Mai  che tra una chiacchiera e l’ altra ci toglie diversi dubbi.

Ciao ragazzi e bentornati su Rockambula. Direi di cominciar subito a parlare di “Zombi”, il vostro nuovo disco, che effettivamente è un miglioramento, una modifica del vostro debut album. Perché non ci illustrate le differenze tra i due lavori?
LUCA: Ciao e grazie per ospitarci di nuovo . Mombu , il disco omonimo, è nato in corsa, parlo delle registrazioni e quindi non siamo riusciti a ricreare il suono che volevamo e poi mettici pure che lo abbiamo prima pubblicato e poi suonato live, di solito, con i rispettivi gruppi ( Zu e Neo ) abbiamo sempre fatto il contrario. ‘Zombi’ è nato dopo praticamente quasi un anno di continui live dove il suono generale della band si è rafforzato e di conseguenza abbiamo capito come doveva suonare il disco. Solo che un remix non bastava secondo noi, e cosi abbiamo chiesto ad alcuni amici di partecipare sui brani e con questa occasione di una nuova uscita, abbiamo deciso di mettere una bonus track, nello specifico ‘Zombie’ di FelaKuti, che è diventata ‘Zombi’ dei Mombu con ospiti Giulio The Bastard dei CrippleBastards, Marco “Cinghio “ Mastrobuono, chitarra dei Buffalo Grillz, basso dei Hour of Penance e dei The Orange Man Theory, MbarNdiayeGriot senegalese alle percussioni . Il disco suona decisamente più duro ed è quello che volevamo .

Invece delle registrazioni e del mixaggio cosa ci dite ?
LUCA: Come ti dicevo la fretta ha un po inficiato il risultato generale del primo disco, diciamo che ‘Zombi’ è anche il risultato di un anno e mezzo di lavoro in cui ci si sono chiarite un sacco di idee a livello sonoro cosi che le abbiamo integrate .

Nella prima intervista mi accennaste di una vostra ammirazione per FelaKuti, finalmente in questo disco siete riusciti a rendergli omaggio. Cosa vi trasmette questo personaggio, come mai FelaKuti?
LUCA: FelaKuti non è stato solo un musicista , è stato anche un attivista per i diritti di tutti gli africani sotto il giogo del colonialismo , sia quando era esercitato in maniera diretta sia in maniera  indiretta , cioè sotto quella forma più subdola che è la forma mentis , ragionare , vivere e credere come vuole il colonialismo . Ha riscoperto le sue radici religiose , ritualizzandole nella musica che componeva . Ammiro profondamente quest’uomo , che ha unito nella musica tutto ciò in cui credeva e ne ha pagato le conseguenze a tutti i livelli . Viveva tra i poveri a Lagos , ha rifiutato contratti milionari perché seguiva una sua coerenza , picchiato selvaggiamente ha passato svariati anni in prigione per le sue idee. Credo che ‘Zombi’ non sarà l’unico pezzo che faremo di FelaKuti.

A questo punto, dato che siete impegnati anche con altre band, vi chiedo: i Mombu sono un progetto momentaneo o hanno un seguito saldo e programmato? Insomma continueranno ad esserci i Mombu?
LUCA: Attualmente come Zu siamo fermi. Antonio continua con i Neo, ma diciamo che Mombu è la priorità del momento. A febbraio 2013 uscirà il nostro nuovo disco, sempre su ‘Subsound’ che si chiama ‘Niger’, questo a dimostrazione che siamo una realtà stabile del panorama musicale italiano e che sta sondando il terreno europeo. Il nostro discorso musicale è appena agli inizi e necessita di un bel po’ di tempo per dispiegarsi completamente.

In “Zombi” troviamo anche ospiti di un certo rilievo: in primis Mike Watt degli storici Stooges, poi Giulio “The Bastard” ed infine Marco Mastrobuono. Come sono nate queste collaborazioni e soprattutto come avete pescato Mike Watt?
LUCA: Le collaborazioni nascono principalmente dal rispetto come musicisti che abbiamo ognuno nei confronti dell’altro. C’è anche l’amicizia che non fa altro che consolidare la prima cosa . Con Mike ci conosciamo perché  nell’occasione di un tour Zu e un tour Neo negli Stati Uniti ci ha dato una mano e supportato. Mike è un’altra persona di cui proviamo rispetto per la sua storia musicale e la coerenza dimostrata negli anni.

Con tutti i vostri progetti ed i vostri impegni artistici riuscite a campare di sola musica o anche voi avete lavoro?
LUCA: Si, hai detto bene, campare, campiamo con la musica, dignitosamente. Se si annullasse la forbice che vede da una parte un ruba canzoni come Zucchero (e come lui tanti altri) che prende uno sproposito immorale di soldi per quelle farse dei suoi concerti e dall’altra gruppi che si fanno 500 km per una pizza fredda e rimborso spese, allora ci sarebbe posto per tutti e vivremmo meglio, ma purtroppo non stando così le cose, a qualcuno tocca fare il lavoro sporco …

Dove potremmo venire a sentirvi nei prossimi giorni, dove suonerete? E’ prevista una data a Napoli?
LUCA: Suoneremo in Campania alla fine di aprile tra Caserta e Salerno, ma Napoli ancora niente. Vedremo per l’estate se ci saranno delle buone proposte.

Della scena Underground della vostra zona cosa ci dite? C’è affluenza oppure anche li si sopravvive?
LUCA: È difficile da un po tutte le parti , ma credo che andrebbero ricercate le cause di questo momento di “stanca” dei live. Sono vari i fattori, dal proliferare di tanti gruppi senza qualità, l’essere omologati alle mode che vengono da oltre oceano e non cercare una via propria . questo riguarda sia i gruppi che i magazine e le agenzie di booking. Poi mettici pure che un certo tipo di musica campa sulle proprie spalle senza che si sia mai pensato di farci se non cultura almeno un business da parte di chi può investire. E questo alla fine incide sulle varie scene musicali, specie in questo periodo storico dove tutti sono costretti a risparmiare su tutto. Molti posti fanno i live programmando sia subito dopo il concerto, sia nella settimana successiva la discoteca sapendo che con i live non ci rientreranno delle spese, e questo va a minare i cachet, già risicati di piccole band.

Bene ragazzi, l’ intervista si chiude qui, concludete come vi pare…
LUCA: Mombu si rinnoverà nel 2013 con l’uscita di ‘Niger’, il nuovo devastante disco edito da SubsoundRecords. Se pensate che la musica non siano solo i Pooh, Amici, X Factor, se credete che la musica non sia fatta solo da posers come i Modà, Marrakesh e i Negroamaro, questo disco fa per le vostre orecchie, per il vostro corpo e il vostro spirito. Consigliato da ascoltare prima di andare a messa. Grazie Rockambula.

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