My Father Will Guide Me Up A Rope To The Sky Tag Archive

Gli Swans all’Hiroshima per il mini tour italiano

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Estremi, violenti, inquietanti, gli Swans sono una delle leggende dell’alternative Rock. Poco conosciuti dal grande pubblico ma di culto per un certo di pubblico che ogni volta accorre ai loro concerti, gli Swans di Michael Gira, tornano in Italia per quattro concerti a supporto del nuovo e super album To Be Kind, seguito di The Seer: super non solo per il contenuto, come al solito di altissima qualità, ma anche per la durata, ancora una volta di proporzioni mastodontiche, come ormai ci ha abituato la band di Michael Gira, il quale tra l’altro è da poco passato dall’Italia, a fine marzo, per due date del suo “solo tour”. Gli Swans sono un gruppo americano di Rock sperimentale. Si sono formati nel 1982 e, dopo lo scioglimento nel 1997, sono tornati con gli acclamati album My Father Will Guide Me up a Rope to the Sky (2010) e The Seer del 2012.
 Nati come formazione Hardcore Punk e Noise Rock ed affine alla Nowave newyorkese, gli Swans hanno nel corso degli anni approcciato generi differenti, dall’Industrial (del quale sono annoverati tra i fondatori) al Gothic Rock fino al Folk, al Dark Ambient e al Drone, pur mantenendo uno stile sempre molto personale, caratterizzato dalla voce tenebrosa e dai testi disperati del leader Michael Gira.

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Swans – To Be Kind

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Trent’anni e non sentirli. Incredibile ma vero: gli Swans si sono formati nel lontano 1983, quando, tra le vie newyorkesi, spopolava il movimento No Wave. In queste decadi i musicisti che hanno ruotato attorno al vero deus ex machina della band, Michael Gira, sono stati numerosissimi, tutti con uno stile proprio che andava ad aggiungere un qualcosa di personale alla musica del gruppo. Tra loro spicca sicuramente la fantomatica figura dell’ammaliante Jarboe, esile nell’aspetto eppure per nulla intimorita nel confrontarsi con i catacombali Neurosis, creando quel capolavoro che risponde al nome di Neurosis & Jarboe, nell’ottobre del 2003.

To Be Kind è, a dirla tutta, il terzo album della seconda vita discografica degli Swans, tornati nel 2010 con My Father Will Guide Me Up a Rope to The Sky, dopo ben 14 anni di assenza. Nonostante questo, il sound non ne ha minimamente risentito: anche quest’ultimo disco non si discosta dai predecessori e il crescendo claustrofobico di “Screen Shot” ce lo dimostra subito, nel suo incedere martellante. Ci trasmettono ansia, un’ansia che provoca dipendenza, che ci invoglia a tenere all’erta i nostri sensi, pronti all’impatto con gli oltre 12 minuti della successiva “Just A Little Boy (For Chester Burnett)”. La summa massima del disco è la mezz’ora abbondante di “Bring The Sun/Toussaint L’Ouverture”: armonie ipnotiche, litanie malate regolate ad arte come un mantra dal sapore di un rituale d’iniziazione. Forse sarà così, perché dopo “Some Things We Do” (sarebbe adattissima a fare da colonna sonora a un film horror), Gira e soci alzano il tiro, dividendo con un muro virtuale questa parte finale dell’album da quella appena passata. Le due canzoni portabandiera di questa nuova virata sono: “Kirsten Supine”, con l’incantevole voce di St. Vincent ad incastrarsi con quella del singer, proiettando dal nulla una spirale sonora indomabile, e “Oxygen”, i cui ritmi Math fanno da contraltare a uno Sludge Rock molto caro ai Melvins.

Ci hanno abituati bene i nostri amici Swans e con l’intensità di To Be Kind, continuano a camminare sulla retta via tracciata dal precedente The Seer. Tempo addietro Michael Gira affermava che: “I cigni sono maestosi, sono bellissime creature con un cattivo temperamento”. Da amante degli animali dico che il temperamento, buono o cattivo che sia, ci sta benissimo purché questi siano i risultati. Lunga vita ai cigni.

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