Lunapop Tag Archive

Cesare Cremonini – 2C2C

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2C2C ci ricorda tutti i motivi per cui ci siamo innamorati di Cremonini.
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evoL | Intervista al Pop Rapper dalla provincia alla conquista di Milano

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Liv Charcot – La Fuga

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A un primo ascolto i Liv Charcot sembrano gli eredi de Le Vibrazioni con qualche elemento preso in prestito da Cesare Cremonini in versione Lunapop. In realtà già “Cosmonauti” mostra qualcosa in più rispetto ai citati “colleghi”, qualcosa di indefinibile ma gradevole che certo non appartiene alla cultura musicale italiana. La cosa viene messa in evidenza ancor più con la velocissima “Davanti alla Macchina Ancora nella Casa” con quella sezione ritmica che sembra appunto suggerire un tentativo di fuga. Del resto, a detta del gruppo composto da Lorenzo Cominelli (voce, basso),  Tommaso Simoni (chitarra), Giulio Fagiolini (tastiere) e Nicolò Selmi (batteria), “la fuga è quella richiesta urgente che benché tentiamo di soffocare prima o poi si manifesta. I Liv Charcot sono espressione di questa richiesta”. Non manca però la classica ballad che con “Dove Andrai (Le Rondini non Tornano)” riporta alla memoria la grande hit dei Duran Duran, “Ordinary World”. Sia chiaro, il paragone con il gruppo inglese ci sta solo in questo caso, perché il resto del disco è tutta farina del sacco di questi quattro ragazzi toscani. Il Rock puro torna infatti con “Frammenti di Te” e “L’Obiettivo” che sembra essere uscita dalla penna di Matt Bellamy dei Muse coadiuvato da The Edge degli U2 (quelli più eighties). “Lettera dal Brasile” ha poco del paese dalla bandiera verde-oro ma appare un gradino sopra rispetto a quanto sentito finora e si candida immediatamente ad essere l’episodio migliore del disco se non fosse per quelle “Dicembre ’69” (dal sapore un po’ Funky degna dei migliori Bluvertigo) e  per “Non mi Basterà” aperta da un drumming deciso che viene presto supportato da basso e chitarra e dalla voce decisa di Cominelli. Difficile quindi per “Sole a Mezzanotte” non fare brutta figura (non me ne voglia il gruppo ma il disco sarebbe stato meglio concluderlo qui spacciandolo per un ep). Troppo basilare negli arrangiamenti (che a volte sembrano persino un po’ forzati) e forse pure troppo elementare nei testi. Per fortuna a rimettere in carreggiata la band arriva “Vortice” una vera ventata di sperimentazione sonora con un sax alla Lounge Lizards che argomenta con un linguaggio Jazz con il resto degli strumenti. Conclude il lavoro “La Pineta” in perfetta calma e con qualche incursione vocale femminile che dà un tocco gradevole a quanto ascoltato finora. Un bel concept album tutto sommato, forse un po’ troppo lungo, ma abbastanza curato nei suoni e nei testi. Dimenticate quindi “Sole a Mezzanotte” e lasciatevi conquistare dal resto del disco, ne varrà davvero la pena!

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Cesare Cremonini – Logico

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Luogo di ascolto: in metro, di fronte a un ciccione con un cheesburger grande quanto il mio orgoglio.

Umore: come di chi prova a imparare qualcosa che già sa.

La mia curiosità di recensire Cremonini parte tutta da un punto: dal momento in cui si è sentita per la prima volta uno spezzone del suo primo singolo nello spot dell’Algida (credo). Ebbene quel frammento di canzone deve avere colpito non poco gli abituali detrattori dell’ex enfant prodige del Pop di 50 special, perchè di lì a poco tempo l’etere era tutto un gorgogliare di sperticati ravvedimenti sulla caratura dell’artista; gente che evidentemente aveva bisogno di un temone con synth house per passare dalla parte di quelli che ” devo ricredermi su Cesare Cremonini, forse sto male, ma il disco è una bomba”, oppure “il nuovo di Cremonini ha suoni da Arcade Fire“. Fermo restando che chi vi parla ritiene gli Arcade Fire stessi una band sopravvalutata e modaiola, ho sentito l’obbligo morale di spendere una parola anche io in merito. Mi sono preso la briga di aspettare il nuovo Logico e ho provato a farmi un’idea un pò meno legata agli isterismi concettuali di certa critica, quella di cui non si capisce un cazzo quando scrive, non perchè scriva con parole sofisticate ma perchè scrive roba che non significa un cazzo. Vi dirò, il disco di Cremonini non è male. Ma non erano male nemmeno quelli che lo avevano preceduto. E lo so perchè li avevo ascoltati e lo avevo visto dal vivo più volte. E’ un personaggio multiforme Cremonini, oppure semplicemente in evoluzione e maturazione: dotatissimo musicalmente e con i giusti riferimenti davanti (è uno cresciuto a pane e Queen, per intenderci, altro che Arcade Fire), ha passato un buon decennio per imbruttirsi e sgarruparsi l’immagine per non essere più associato ad una Pop star alla Eros, manco a farlo apposta ha frequentato le donne giuste (Malika) per uscire dalle grinfie dei primi sogni erotici delle quindicenni e entrare in quelli dei salotti con la puzza sotto il naso, ha provato in ogni modo a cancellare la cadenza scanzonata Bolognese, addirittura storpiando l’italiano del suo precedente lavoro fino a farlo assomigliare al calabrese (provare ad ascoltare “Una Come te”), aveva reso espliciti i suoi ascolti dei Beatles nella coda dello stesso pezzo, meritoriamente simile nelle scelte di orchestrazione ad “All You Need is Love” (l’influenza dei Beatles si avverte, ad onor del vero anche nella nuova “Quando Sarò Milionario”).

Non ci è ancora riuscito. Eppure non serviva, perchè chiunque capisca un pò di musica e non abbia l’anello al naso (come spesso chi dice di capire di musica) si era accorto del talento dell’ex Lunapop già da subito. Uno non può vendere 900 mila copie fisiche e far cantare mezza Italia a 17 anni ed essere un brocco. Scrivere una melodia che rimanga è la cosa più difficile, se ti viene così spontaneo parti già molto bene. Andando avanti è cresciuto ed ha ampliato il raggio, ha approfondito i testi, ha reso più ricercata la musica e gli arrangiamenti. Ma la crescita è stata costante e sicuramente faticosa, considerato il successo da giustificare, mantenere e in un certo senso amplificare. Con questo disco il Cremonini non mi sembra abbia fatto il passo decisivo, la tracklist di Logico scorre fluida e rispecchia tutti i temi intimisti della sua poetica, conserva anche quel gusto per le suggestioni american style (in “John Wayne”) tradotte in salsa Padana (nel senso di pianura); non mi sembra però che abbia ancora acquistato quella personalità e quel carisma che serve per farsi chiamare cantautore, se ancora quella parola ha significato. Forse dovrebbe solo fottersene di tutti quelli a cui quel synth di Logico ha fatto così tanto effetto; del resto quelli non comprano i dischi, nè danno alcuna patente di cantautorato. Perchè Battisti della critica se ne fotteva e Rino Gaetano pure, non parliamo dei Beatles e dei Queen: la critica la patente di artisti glie l’ha data vent’anni dopo, molti anni dopo il pubblico. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, non un centesimo di più, nè un centesimo di meno, perchè anche aspettare che arrivi è una bella colonna sonora.

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UFO Romeo – Divergenze Emozionali Ep

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Qualche tempo fa i Velvet suonavano “Soffro lo strees, io soffro lo stress, sono stanco e fuori forma, suono in una boy band, suono in una boy band, ci deve essere un errore.” E chi pensa che il tempo delle boy band è finito deve ricredersi. Da Roma, freschi freschi con il loro nuovo EP Divergenze Emozionali, Marco Ambra alla voce, Antonio Di Girolamo alla chitarra, Valerio Galassi alla batteria, Fulvio D’Alessio alla tastiera e Flavio Quintilli al basso sono gli UFO Romeo. Dalla loro pagina FB si definiscono: “Folgoranti, ironici, leggeri,amabili, spumeggianti, assolutamente  alieni”. Che dire gli ingredienti ci sono tutti e la carica non manca.
Con 5 pezzi, scattanti e vaporosi, questo EP mette fuori una sfera affettiva giovanile fatta di imprudenza e classica spensieratezza dove i rapporti perdono molta consistenza e viaggiano sull’onda delle emozioni momentanee e transitorie. Come accade in Sesso Take Away il primo brano dell’album che potete ascoltare su rockambula.com“…non voglio più perdere la ragione nelle tue illusioni… senza rimpianti e lacrime…. Divertiti e usami”.E così scorre tutto l’album, tra insicurezze, motti giovanili e chitarre distorte a un ritmo tutto da sBallo. Niente di eccezionale, 5 brani, 5 ragazzi che inseguono il sogno della rockstar e della dolce vita. Un prodotto standard, troppo POP. Ascoltandoli mi tornano in mente i Luna pop con la 50 special. @#°§;@[@#ò. Ma loro sono gli UFO Romeo. Oddio non ce la faccio mi serve il cesso…………

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