Low Tag Archive

Ofeliadorme – Bloodroot

Written by Recensioni

Bloodroot, come la Sanguinaria Canadiensis, fiore della famiglia delle Papeveracee, le cui radici paiono sanguinare se vengono recise. Bloodroot, che gli indiani d’America utilizzavano per dipingersi il volto con i colori da guerra, ma anche come medicinale, come filtro d’amore.Questo sostrato romantico aleggia su tutto il lavoro degli Ofeliadorme, a partire dal nome della band, fino ad arrivare alle atmosfere, spesso impalpabili ed eteree, del loro secondo LP. Un approccio bifronte di ritmiche ossessive (la scuola Low è sempre dietro l’angolo) e arpeggi di chitarra suadenti, il tutto facendosi guidare da una voce femminile morbida ma con una sua personalità (che mi rimanda spesso all’ugola importante di Florence Welch, anche se con più morbidezza, in zona Feist), che è poi il vero centro di gravità di tutta l’evoluzione oscillante del disco.

L’uno-due iniziale è emblematico: “Last Day First Day” si appoggia ad una ritmica rumoristae ad un arpeggio di chitarra danzante, accompagnato da una linea vocale leggerissima, veramente molto Florence + The Machine, il tutto immerso in bagni di pad distanti e cori lontani. La seconda traccia di Bloodroot, la title track, invece, è più ritmica, più piena, più energica, più corale. È su questi due punti che oscilla tutto il disco. Un disco che si compone di opposti: un disco pulito, ma allo stesso tempo carnale, immediato; un disco che tradisce un approccio semplice, da DIY, ma allo stesso tempo una cura certosina per testi e arrangiamenti; un disco che riesce a far convivere la delicatezza della resa con la passione, suggerita, certo, ma che affiora qua e là, e che s’indovina reggere il peso di queste nove tracce in cui perdersi, da cui lasciarsi trascinare, per cui decidersi di staccare il cervello, in una mezz’ora (questo basta) di viaggio interiore. Un disco romantico, come dicevamo, nel senso più ampio del termine.

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Beach Fossils – Clash The Truth BOPS

Written by Novità

Ci sono dischi che si raccontano pezzo per pezzo. Si smontano, si analizzano, come un’autopsia, come al microscopio, atomo per atomo. Ce ne sono altri che invece sono un unico, grande viaggio. O un’atmosfera, una sola. Una fotografia a più dimensioni, da diversi angoli, ma della stessa cosa. Clash The Truth è fatto così. È onirico, sospeso, tenuto in volo dalla voce eterea e bagnata di Dustin Payseur, la mente dietro al progetto, un progetto nato DIY e casalingo e finito invece, con questo disco, in ben due studi newyorkesi (il primo è stato abbandonato, ad un certo punto, per colpa dell’uragano Sandy). Clash The Truth è fatto di melodie semplici, ritmi post-punk, bassi cordosi, chitarre che da acustiche diventano elettriche, morbide, poi acide, poi suadenti, ambienti riverberati e gonfi d’eco, come nuvole in fuga dentro la tua stanza. Melodie, ritmi, ambienti che sono una sola melodia, un solo ritmo, un solo ambiente, lungo quattordici tracce, circa mezz’ora. Poi, a scavare, si possono notare isole nella spuma (“Sleep Apnea”, la mia preferita, che non ha bisogno di spiegazioni; momenti drone e leggeri attimi strumentali, come “Modern Holyday”, “Brighter” e “Ascension”, a spezzare il tutto; brani leggermente più sostenuti – “Crashed Out”, “Burn You Down”, “Caustic Cross” pronti a mescolarsi con l’ossessività della title track, o con il sogno Pop-Noisedi “In Vertigo”, con Kazu Makino dai Blonde Redhead) ma a svelarli tutti vi toglieremmo il gusto di scoprirli da soli. Dalla Captured Tracksun altro esempio di post-qualcosa leggero, facile, intimo, di scuola Low. E oggi, col mal di testa che incombe e un’altra primavera alle porte, è tutto ciò che mi serve.

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Low – Nuovo album in uscita e tour (e uno splendido regalo)

Written by Senza categoria

I Re dello Slowcore (insieme a Red House Painters), in occasione del loro ventennale, annunciano l’uscita, il prossimo 18 Marzo per Sub Pop, di The Invisible Way (ecco il trailer http://www.youtube.com/watch?v=2swv0SQI_C4&feature=youtu.be), realizzato in collaborazione con Jeff Tweedy (leader storico dei Wilco), che riveste anche il ruolo di produttore. Se questo non dovesse bastare a migliorare la vostra giornata, la band di Duluth vi regala un live set di sei pezzi dal titolo Plays Nice Places (lo travate al link http://app.topspin.net/store/artist/3205?highlightColor=0xFFFFFF&playMedia=true&wId=176507&w=620&h=345&theme=black&awesm=t.opsp.in_l0S3E&src=tw) realizzato in occasione dello scorso tour con Death Cab For Cutie. Infine, preparate i soldoni e prendetevi le ferie per il prossimo 11 Maggio. I Low saranno a Bologna al Teatro Antoniano di Bologna per una data da non perdere.

Intanto, per scaldarci le orecchie, un pezzo del loro capolavoro datato 1994:

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