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Top Ten 2013. La classifica generale della redazione di Rockambula

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TRIPWIRES

Come I nostri lettori più affezionati avranno capito, il 2013 è stato per Rockambula l’anno della svolta. Abbiamo ampliato il numero e la tipologia di recensioni, cercando di tenere sempre altissimo il livello qualitativo. Soprattutto, però, Rockambula si è aperta sempre più alle proposte internazionali, dedicando buona parte della vetrina al meglio che il Rock mondiale ci propone col passare dei mesi. Logica conseguenza di questa apertura dei confini è la prima classifica di redazione, la Top Ten Internazionale, che anticipa le classifiche del nostro caporedattore e le consuete Top 3 italiane dei singoli redattori.

La Top 10 proposta dalla nostra redazione sarà per voi una sorpresa, perché in fondo lo è stato anche per noi. Nessuno si sarebbe aspettato probabilmente di vedere in testa l’esordio dei Tripwires, band britannica a metà tra Shoegaze e Britpop e in pochi avrebbero scommesso sul podio del musicista, regista e compositore francese Yoann Lemoine, in arte Woodkid, anche lui all’esordio con The Golden Age. Cosi come è assolutamente inaspettato il terzo posto del duo tutto femminile, Lilies on Mars, italiane ma londinesi di adozione. Una classifica variegata e bellissima, che propone dunque ottimi esordi (da non tralasciare quello dei Daughter) ma anche conferme eccelse come quelle dei Vampire Weekend e degli Arcade Fire, senza dimenticare vecchie glorie che dimostrano di avere ancora tanto da dire e di sapere ancora come dirlo. Dai Pearl Jam, al sensazionale ritorno dei My Bloody Valentine, dal clamore meritato per i Daft Punk fino all’immortale Paul McCartney. Fuori di pochissimo These New Puritans e David Bowie.

1.    Tripwires – Spacehopper (Uk / Shoegaze, Britpop)

2.    Woodkid – The Golden Age (Francia / Chamber Pop, Art Pop)

3.    Lilies on Mars – Dot to Dot (Uk, Italia /Alt Rock)

4.    Pearl Jam –  Lightning Bolt (Usa / Alt Rock, Grunge)

5.    Vampire Weekend – Modern Vampires of the City (Usa / Indietronica)

6.    Daughter – If You Leave (Uk / Art Pop, Dream Pop)

7.    My Bloody Valentine – M B V (Irlanda / Shoegaze)

8.    Arcade Fire – Reflektor (Canada / Art Pop, Pop Wave)

9.    Daft Punk – Random Access Memories (Francia / French House)

10.  Paul McCartney – New (Uk / Pop Rock)

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La Band della Settimana: OvO

Written by Novità

Il duo ravennate Bruno Dorella (floor tom, snare, ride), Stefania Pedretti (voice, guitar, bass) autodefinitosi band Minimal Extreme Metal non è certo una realtà emergente eppure non sono moltissimi a conoscere il nome OvO al di fuori degli ambienti Noise e Metal. Attivi da inizio millennio con l’album Assassine (Bar de la Muerte) hanno realizzato diversi album, anche con l’etichetta Load, fino a giungere ad Abisso, il disco di quest’anno, edito per Supernatural Cats. Tra le loro peculiarità, oltre a quelli che sono gli aspetti prettamente musicali, c’è una grandissima internazionalità, soprattutto a livello pratico, che li ha portati a suonare, sugli stessi palchi o negli stessi dischi di KK Null, Thurston Moore, Jim O’Rourke, Lightning Bolt, A Hawk and a Hacksaw e tanti altri. E la cosa è ribadita dalle tante date estere del loro tour.

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Pearl Jam – Lightning Bolt

Written by Recensioni

La premessa necessaria è che chi scrive questa recensione è una fan dei Pearl Jam. Non una di quelle che va a tutti i concerti, compresi quelli oltreoceano (e ce ne sono parecchi all’interno del Ten Club, l’associazione di fan dei Pearl Jam attivissima da anni nel mantenere i contatti tra la band e i loro ascoltatori), ma una di quelle che suona in una Tribute Band e comunque un paio di date per tour (in Europa) se le fa. Lightning Bolt è stato un album molto atteso e ha subito fatto parlare parecchio di sé, spesso in modo molto negativo. Il disco si apre con “Getaway”, un bel brano d’ispirazione Punk che inizia con un riff in palm muting tutto incentrato su un giro di quattro powerchord sostenuto dal giro di basso e dalla precisione della batteria di Cameron. “Mind Your Manners”, primo singolo di Lightning Bolt, è subito diventato un tormentone per l’uso che ne è stato fatto nella campagna di lancio: tiratissima e urlatissima, è clone o semplicemente costruita sulla falsa riga delle antecedenti “Spin the Black Circle” e “Do the Evolution” (specie per la tematica socio-polemica del testo). Contiene quello che probabilmente è l’unico assolo simile a quelli cui McCready ci ha abituato in vent’anni, per quanto qualcuno potrebbe ulteriormente obiettare sulla brevità. “My Father’s Son” è probabilmente la prima vera canzone debole del disco che, fino a qui, non aveva proprio nulla da invidiare agli album precedenti. “Sirens” è un capolavoro.

Perfetta nella sua semplicità, delicata e impreziosita sì dalla voce di Vedder, come molti prima di me non hanno mancato di sottolineare nelle loro recensioni, ma anche dall’eleganza delle melodie di Stone Gossard, che elabora il tema portante con pochissime note ben amalgamate tra loro. La title track “Lightning Bolt” pecca solo di una patina moderna in fase di registrazione. Se fosse stata composta ai tempi di VS, sarebbe stata una canzone potentissima. “Infallible” è molto intensa, scandita metronomicamente sia dai diversi riff sia dalla voce, ma allo stesso ammorbidita dal trattamento melodico delle tastiere. Segue, quasi senza soluzione di continuità a livello di atmosfere e in un crescendo emozionale, “Pendulum”, una ballad dall’introduzione cupa e lenta, già usata nei live del nuovo tour come brano iniziale, proprio per la grande suggestione che crea: la melodia leit-motiv delle tastiere è onnipresente, in un crescendo che sfocia in un acuto da pelle d’oca di Vedder. “Swallowed Whole” non è proprio niente di che, bisogna dirlo. “Let The Records Play” è la pecora nera del disco: stona per quel riff Blues che la sostiene e sembra essere più un gioco compositivo, una sfida ricercata per uscire dagli schemi preconfezionati, che un brano veramente sentito. “Sleeping by Myself” è pura farina del sacco di Vedder e del suo modus operandi da solista, ma questo non toglie che sia un bel brano, gradevole e leggero. “Yellow Moon” è la mia preferita: l’intro alla chitarra acustica ricorda molto “Low Light”, altro brano storico della band, ma questo non toglie che siamo di fronte all’altro capolavoro del disco, in cui il testo onirico vede la natura impegnata a riflettere e rappresentare i sentimenti della voce narrante, come in quella “Unthought Known” di Backspacer, in cui, non a caso, la luna era protagonista indiscussa.

Il disco chiude con “Future Days”, ballatona romantica con qualche accenno Folk, che nuovamente riflette le esperienze solistiche di Vedder, dolce, delicata e forse un po’ troppo Pop, ma davvero gradevole. E comunque tutto ciò che Vedder canta viene indubbiamente tramutato in oro. Insomma. Lightning Bolt non sarà un capolavoro, ma sticazzi. Si può obiettare che alcuni brani non siano nulla di che e che la disposizione della tracklist bruci le tracce più di impatto in prima posizione, svuoti il centro e si rifaccia verso il finale, ma non è che ogni album dei Pearl Jam sia stato composto di decine di capolavori uno più bello dell’altro e che questo marchi inesorabilmente il declino dei nostri. Stanno invecchiando, cambiano le priorità, cambiano gli argomenti e gli spunti di riflessione, cambia anche il sound, certo, pur rimanendo perfettamente riconoscibili. Ciò che di sicuro non cambia è che i Pearl Jam diano il meglio di sé dal vivo. E non resta che sperare che facciano un salto da queste parti.

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Trapelano indiscrezioni su un tour europeo dei Pj

Written by Senza categoria

I più attenti avevano già letto di un probabile live italiano dei Pearl Jam a Milano, emerso nell’ambito delle discussioni sulle deroghe alle vigenti normative in materia acustica del capoluogo lombardo, ma è di stamattina la notizia di un tour europeo dei ragazzi di Seattle nel 2014. Vedder e soci, che al momento sono impegnati nel tour americano dell’ultimissimo Lightning Bolt, tornerebbero, stando a quanto il chitarrista Stone Gossard ha dichiarato a Gaffa Magazine, dopo due anni nel continente e dopo quattro nella nostra penisola. Non resta che aspettare la conferma ufficiale.

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Pearl Jam: ecco il video di Sirens!

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Dopo l’uscita di Mind Your Manners e la presentazione della tracklist – che sulla scia di Backspacer è accompagnata da una rappresentazione grafica accattivante e suggestiva con un’icona per traccia- è la volta di un nuovo brano, Sirens. All’ascolto la canzone sembra distaccarsi da Mind Your Manners per argomento, dinamica, agogica, dando a intendere subito che il nuovo disco, Lightning Bolt sarà sì carico e tirato, ma anche riflessivo e sinfonico. Il videoclip del brano è stato diretto da Danny Clinch. Godetevelo!

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Mind Your Manners: pubblicato oggi il nuovo video dei Pearl Jam

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Anticipa l’uscita del nuovo disco, Lightning Bolt, il singolo Mind Your Manners, recentemente già presentato ai fans in formato audio. Oggi, 23 agosto, il singolo viene lanciato ufficialmente dal canale YouTube dei Pearl Jam, accompagnato da un videoclip diretto da Danny Clinch. Godetevelo!

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