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Sewage: a giugno in Italia per il tour europeo con i The Butchers!!

Written by Senza categoria

Verrà inaugurato il 5 giugno 2015 @ Lab End di San Lazzaro di Savena (BO) il tour europeo dei Sewage, formazione newyorchese conosciuta per essere una delle ultime, vere street punk bands del Manhattan Lower East Side e East Village. Il gruppo guidato dal frontman Spike Polite, unico superstite della formazione originale formatasi nel 1991, sbarcherà per la prima volta in Italia per una serie di concerti, organizzati da Professional Punkers, nei quali sarà affiancato dai varesotti The Butchers, una delle punk rock band italiane del “vecchio corso”, attiva dal 1999, che ancora oggi mantiene viva la scena; tre album pubblicati, di cui il più recente dal titolo Sostanze Stupefacenti, centinaia di concerti in tutta Italia e all’estero in Francia, Svizzera e Germania condividendo il palco con gruppi del calibro di Punkreas, Rappresaglia, Klasse Kriminale, Pornoriviste, Tommi e Gli Onesti Cittadini, Pensione Libano, Yokoano, L’Invasione Degli Omini Verdi, Impossibili, Latte+ e molti altri.

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Un-Reason – S/t

Written by Recensioni

Ok, ancora non ho ascoltato il disco degli Un-reason e già mi piacciono. Spulciando tra le bio dei quattro componenti la mia testa vola indietro a un po’ di tempo fa, quando il mio mondo sembrava voler gridare il disagio del tossico da strada di Fuorivena, la fiera rabbia punk dei Klasse Kriminale, i giochi di parole dei Prozac+ e la ricerca di un marcio più elettronico negli Skinny Puppy. Gli Un-Reason si portano dietro un bagaglio musicale degno di tutto rispetto e dunque mi aspetto un disco curato nei minimi dettagli e non convenzionale.
Bene ora accendo le mie amate casse e mi lascio trasportare in un’altra dimensione in cui le contaminazioni sonore già dalla prima traccia – “A Place Of Truth”-appaiono infintite, ma è con Blink che finalmente il disco si apre e i N.I.N. prevalgono su tutto: chitarre che scoppiano, voci distorte ed effettate. Le atmosfere si fanno più pacate in “Our Special Way”, dove i suoni lenti e disturbanti mi hanno ricordato i primi Placebo, che riuscivano ad impastare una accozzaglia di influenze a tratti quasi folk con il dark più melodico e oscuro di ognuno di noi, regalando brani fottutamente pop (nel senso buono del termine).
Per tutta la durata del disco la voce di Elio Isaiasi sdoppia, passando da distorta a melodica, risultando però maggiormente interessante quando distorsori, delay, filtri ed altri effetti si fanno prepotenti, come in “Kids Hurting Kids”, favolosa traccia dove basso, elementi elettronici e un finale esplosivo la rendono unica. Il disco si conclude con “Waves”, una traccia che invita ad ascoltare la forma d’onda sonora in tutte le sue componenti: spazio, tempo, voce e musica. L’unica pecca? Il non aver incluso delle tracce puramente strumentali, io personalmente le avrei apprezzate, perché se c’è una cosa che non si può non riconoscere a questi ragazzi è sicuramente un’ottima cura negli arrangiamenti.
Insomma, mi piacciono perché suonano noise e sporchi, ma sono maledettamente curati e puliti, grazie anche ad una minuziosa cura dei dettagli, tanto che non sembra proprio di ascoltare una band nostrana.

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