IDM Tag Archive

Garaliya – Garaliya

Written by Recensioni

Due galli affascinati dalle immagini psichedeliche che finiscono per comporre musica dietro a delle drum machine, ecco chi sono i Garaliya. Il vinile è il loro cibo, il campionamento è la tecnica di degustazione, e i campionatori l’apparato digerente. Non producono musica di scarto, ma scatti di musica. Per capirci meglio il loro mondo assomiglia molto a quello di Aphex Twin, sia per le affinità noise che per la scelta di utilizzare delle visual importanti all’interno delle loro esibizioni, che trasformano i live in una vera e propria performance art. Lin MoRkObOt e Mizkey si sono messi insieme ed hanno creato i Garaliya, due galli cibernetici che al posto di cantare al mattino, preferiscono ruggire di notte atmosfere tekno-noise, jazz ed a tratti trip pop (trip come Hoffmann più che come i Massive Attack). Un progetto musicalmente diverso per l’Italia, o perlomeno per l’ascoltatore medio di musica elettronica. Un progetto per orecchie argute ed addomesticate al rumore, che mi auguro vivamente non diventi un live set pulito e senz’anima.

Sicuramente da assaporare live, perché é quella la formula in cui i Garaliya prendono interamente forma, e sicuramente da tenere d’occhio per tutti gli amanti dell’ IDM (Intelligent Dance Music). Se pensate ad un duo di musica elettronica convenzionale vi sbagliate, se pensate a due nerd forse ci azzeccate, sicuramente non sono due sprovveduti che aprono per la prima volta Ableton Live e pretendono di fare musica (come purtroppo succede spesso ultimamente).

Read More

Operation Light/Universe – Operation Light/Universe

Written by Recensioni

Quando: un qualsiasi giorno invernale lavorativo (nota: fuori fa un freddo cane).
Dove: il bagno di casa mia, con la vasca piena.
Perché: è la fine di una giornata stressante (nota: di quelle che ti fanno incazzare).
La pratica del bagno serve a distendere i nervi e lavar via dal proprio corpo impurità e tossine varie e la eseguo con estrema dovizia, con acqua calda ma non bollente e con fare lento, ma non da bradipo. Mi immergo quindi con misurata soddisfazione, conscio che questa sarà la parte migliore della mia giornata.
Per completare il quadro serve solo un’adeguata colonna sonora, così metto su Operation Light/Universe dell’omonimo duo livornese, e subito penso che mai scelta fu più azzeccata. Quando partono le note di Signal sento i muscoli distendersi nell’acqua piena di bagnoschiuma, mentre assieme ai fumi del vapore l’arpeggio iniziale mi rapisce e mi solleva. Chiudendo gli occhi ho una sensazione di benessere che mi trasporta altrove, in alto, oltre la stratosfera, sono nell’Universe…
Ma dopo un po’ riapro gli occhi. La dose di benessere che mi faceva trasmigrare si è stemperata fino a sparire. Altrove ma a poca distanza le casse del mio stereo continuano a suonare la stessa melodia da parecchio. Ma è proprio la stessa? Esco dalla vasca. Sgocciolo. Fuori un freddo boia mi fa ritrarre tutto il retrattile, ma me ne frego. Voglio soltanto scoprire se ho mandato il disco in loop. Invece no. Il disco va come dovrebbe. Torno allora dubbioso in bagno e mi ripropongo di ascoltarlo accuratamente. L’acqua però ora è tiepida, i muscoli di nuovo in tensione: così mi asciugo rimirando la pozza  che ho creato uscendo, e sono conscio che dovrò asciugarla prima di scivolarci sù e spaccarmi qualcosa (nota: effettivamente ho rischiato di farlo, solo grazie ad un colpo di reni straordinario ed alla posizione felice del portasciugamani sono ancora qui fra voi). Ora non mi resta che ascoltare di nuovo.
Operation Light/Universe è un lavoro a quattro mani di Alessio Carli (guitar, bass, keyboards, programming, synth) e Alessandro Sebastian Morandi (guitar, soundscape, textures, loops) che esce per Inconsapevole Records, interessante etichetta livornese (anch’essa) di Ian MacKayeiana ispirazione. Il disco contiene otto brani strumentali dalle atmosfere rarefatte, dove la chitarra la fa da padrona e basi e tastiere seguono dimesse ma con stile. Il duo toscano si rifà esplicitamente a gruppi come Boards of Canada e Mogwai, reinterpretandone le direttive con sufficienti  gusto e personalità, attraverso una discreta scelta dei suoni e delle architetture, pronti talvolta anche a sorprendere con delle brusche ed inattese sterzate. Purtroppo gli Operation Light/Universe cadono nella per me troppo pretenziosa idea di trasmettere un’unica “immagine” attraverso il filo conduttore di una melodia che assomiglia troppo a se stessa in ogni brano. L’opera nella sua completezza ne risente al primo ascolto così come nei successivi, seppur l’impressione di ripetitività va progressivamente attenuandosi. Succede così che anche brani ben studiati, come il singolo Iridium Flare o la buona 88 Constellations, funzionano da soli ma non se accorpati nell’insieme dell’album che non trova la varietà in un’esposizione episodica, ma mostra per lo più la continua reinterpretazione dello stesso tema dalla prima all’ultima nota. Un peccato considerando che gli Operation Light/Universe avrebbero potuto dare ulteriore prova delle loro indiscutibili doti architettonico-sonore, ma siamo solo agli inizi (la band si è formata nel 2011) e, come si suol dire, le basi ci sono. Attendiamo speranzosi.
Ora mi tocca davvero asciugare quella pozza…

Read More