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Hell in the Club – Shadow of the Monster

Written by Recensioni

Siamo giunti al terzo disco degli Hell in the Club, un gruppo che ha dimostrato di far parte di una solida realtà, un gruppo che può far sognare la scoperta di nuovi pilastri dell’ Hard Rock. La band trova una sua personalità, dunque, un proprio stile che si differenzia notevolmente dagli altri.  Shadow of the Monster è il loro terzo disco ed è una sorta di consacrazione per Davide Moras e soci. Parliamo di un disco genuino che si lascia ascoltare anche più di una volta consecutivamente. Questo platter ha la capacità di trascinarti, farti scuotere e ballare a suon di Rock’n’Roll. AC/DC, Hanoi Rocks, L. A. Guns, Mr. Big e Steel Panther, sono le icone che hanno influenzato i ragazzi; d’ altro canto, gli Hell in the Club hanno bene appreso la lezione di questi maestri. Il prodotto sfornato è invidiabile:  c’è una canzone per riflettere, un’altra per scatenarsi e un’altra ancora per darsi al libero sfogo, insomma un disco dalle svariate emozioni e sensazioni. Un aspetto che va evidenziato è la scelta di spingersi su fronti che strizzano l’ occhio al Southern; infatti, si nota facilmente che il suono delle chitarre è più pomposo, rude e a tratti roccioso. Shadow of the Monster è un disco che una volta per tutte delinea il marchio del gruppo, nel senso che si differenzia e si fa riconoscere tra migliaia di dischi Hard Rock. Gli Hell in the Club sono un gruppo che sta prendendo il volo, hanno le carte in regola per aver un discreto successo in ambito Hard Rock. Non solo buoni dischi ma anche ottime prestazioni live nonché sceniche. Insomma si tratta di una band che si impegna e ci mette veramente il cuore in quello che fa.

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Hell In The Club

Written by Interviste

Sano Rock’n’Roll con gli Hell In The Club. Con immenso piacere sulle pagine di Rockambula ospitiamo Andy, il bassista del gruppo. Tra una curiosità e l’altra saltano fuori interessanti informazioni sulla band e sul loro nuovo disco intitolato Devil On My Shoulder. Godetevi l’ intervista e fate occhio allerivelazioni.

Ciao Andy, direi di cominciare l’intervista parlandoci un po’ delle fasi di registrazioni di missaggio di Devil On My Sholuder. Dove, come e a chi vi siete affidati per questi processi?
Ciao Vincenzo! Come per il disco precedente, abbiamo eseguito le registrazioni agli Authoma Studios di Alessandria con il nostro batterista Federico Pennazzato. Invece del mix e del master se n’è occupato Simone Mularoni nei suoi Domination Studio di San Marino.

Pare che gli Hell In The Club siano diventati una vera e propria realtà nostrana. Come vi state dividendo con gli altri gruppi (Elvenking, Secret Sphere ecc…)? Riuscite a far combaciare i tempi?
In effetti a volte gli impegni sono molti e rischiano di accavallarsi ma con un po’ di organizzazione si riesce a fare tutto . Non accadrà mai che un disco degli HELL IN THE CLUB esca parallelamente ai dischi Elvenking o Secret Sphere . In questo modo riusciamo a concentrarci su un disco alla volta e possiamo lavorare al 100% su ogni progetto.

A cosa ti sei ispirato per la composizione dei testi di Devil On My Shoulder? Quali sono gli argomenti a te cari?
A differenza del primo disco ci sono due canzoni (Bare Hands e Snowman Six) ispirate a dei romanzi mentre tutti gli altri pezzi parlano di esperienze , sensazioni ,pensieri, emozioni personali come su “Let The Games Begin”. Parlando di ciò che ci accade o ci circonda spesso succede che l’ascoltare ci si ritrovi nelle nostre parole e senta la canzone un po’ anche sua . Come accade anche a noi quando ascoltiamo altri artisti.

Facciamo un passo indietro. Come mai decideste di metter su una nuova band, in questo caso gli Hell In The Club? C’è qualche motivazione in particolare tenendo conto che comunque le band di cui già fate parte sia tu che gli altri membri sono di un certo rilievo?
Il desiderio nasce dall’amore che abbiamo per il Rock n Roll. Erano già anni che cercavo di mettere in piedi una band del genere ma non trovavo le persone adatte. Con Dave Picco e Fede invece si è creato il giusto feeling e finalmente si è nato ciò che avevo in testa e ciò che volevo . Io come altri membri del gruppo ci siamo avvicinati alla musica con questo genere e anche se ascoltiamo di tutto questo e ‘ ciò che non ha mai smesso di emozionarci e divertirci.

Come vi trovate con la Scarlet Records? Che tipo di lavoro sta svolgendo l’ etichetta per la promozione del disco?
La Scarlet è fra le etichette discografiche migliori d’Italia e non solo. Abbiamo anche un bel rapporto al di là del lavoro . Io personalmente ci lavoravo già con Secret Sphere. Noi con loro e con l’agenzia Truck me Hard stiamo sviluppando un piano promozionale che possa far conoscere a più gente possibile il nome HELL IN THE CLUB e i nostri dischi. Sicuramente ci saranno molti live perché è quella la dimensione che più amiamo.

Ci sono determinate fasi o magari un processo che seguite per comporre una canzone?
La fase compositiva è molto libera e naturale. Tutti noi proponiamo agli altri idee e materiale e da li iniziamo a lavorarci . Ci lasciamo inizialmente trasportare dall’istinto. Creiamo uno scheletro musicale che verrà poi arrangiato e su cui poi Dave lavorerà alle linee melodiche vocali.

C’è un teaser di un vostro nuovo video. Collaborerete ancora con le Leather Girls? Come è nata la collaborazione con le due ragazze?
Si, presto uscirà il primo video clip estratto da questo disco. Nel video sarà presente Nisha una delle due ragazze che hai citato. Con loro sono amico da anni quindi ci è venuta l’idea di collaborare così come per il primo disco collaborammo con Chiara e Lory . Sicuramente con tutte loro collaboreremo ancora.

Invece riguardo il tour cosa ci dici, quando partirà e dove suonerete?
Il tour inizierà il 29 novembre ad Alessandria al live23 con il release party in onore del nuovo disco. Con noi ci saranno le Cellulite Star e sarà una vera e propria festa con ballerine, dj-set di ALTERIA, live show e tante sorprese. Proseguirà poi in molte città italiane nei mesi successivi e andremo sicuramente anche all’estero.

Una piccola curiosità che ho sempre voluto chiederti. Che impressione avesti 2 anni fa allo show di Bacoli a Napoli? Insomma come commenti l’organizzazione, l’ affluenza e la location?
L’organizzazione è stata impeccabile e gentilissima nei nostri confronti e noi ci siano divertiti davvero tanto. Peccato per il super freddo ma basta qualche birretta e passa tutto.

Bene Andy l’ intervista si chiude qui. Concludi come meglio ti pare…
Grazie mille a te Vincenzo per l’intervista e grazie a tutti i lettori di Rockambula per l’attenzione. Se vi piace il Rock date una chance a Devil on myShoulder e non ve ne pentirete!! Grazie ancora!
CIAO!

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Hell in the Club – Devil on My Shoulder

Written by Recensioni

Attendevo con entusiasmo questo secondo capitolo degli Hell in the Club, band formata da membri dei Secret Sphere e degli Elvenking. Partiamo col dire che qualche anno fa ebbi modo di ascoltare Let the Games Begin, il loro disco d’esordio e ne rimasi veramente affascinato per l’intraprendenza e il talento dimostrato. Ora è il momento di Devil on My Shoulder. Anche questo disco è di stampo Hard Rock e sarà sicuramente apprezzato dai fan dei L.A. Guns, Twister Sister, Motley Crue e Skid Row. Cosa ha di particolare questo nuovo album di Davide e soci? Fondamentalmente poco o niente ma è suonato ad arte, l’album presenta riff e assoli di una certa caratura e ci sono melodie e giri di chitarra che farebbero gola agli Aerosmith o ai Mr. Big. Un album dall’ascolto facile ti prende se fai un giro in auto, se fai jogging o magari chiuso in stanza per scuoterti un po’, è sempre il momento giusto per Devil on My Shoulder. Volendo dividere i momenti e abbinarli alle diverse tracce potremmo dire che “Bare Hands”, “Whore Paint”, “Save Me” e “Snowman Six” sembrano composte proprio per andare in giro per la città con le cuffie nelle orecchie e l’apposito walkman (perdonatemi l’antichità ma ci sono affezionato) godendosi i vari paesaggi. Con la titletrack, “Proud”, “Pole Dancer”, “Toxic Love” e la conclusiva “Night” ci sta bene un infinito giro in macchina, avete presente quando accendi il motore e gironzoli senza meta con i propri pensieri? Ecco resa l’idea. Si balla ondeggiando con “We Are the Ones”, “Muse” e “No More Goodbye”, queste potremmo considerarle le tracce più calme del platter, le classiche canzoni che le balli cantando. Insomma Devil on My Shoulder è un album veramente raffinato e gli Hell in the Club divengono una realtà da non sottovalutare. Senza ombra di dubbio la Scarlet Records ha fatto centro tenendo con se questi scatenati ragazzi che al di fuori di tutto hanno ancora tanto da mostrare.

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