Fratelli Calafuria Tag Archive

Ritorna il Big Bang Music Fest

Written by Eventi

Si terrà dall’1 al 5 giugno la V° edizione del Festival della città di Nerviano (Milano), Big Bang Music Fest  (www.bigbangmusicfest.com).
Interamente organizzato dall’Associazione Culturale giovaninervianesi.it, la manifestazione musicale si svolgerà presso il Parco Comunale di viale Papa Giovanni XXIII, un’area verde di circa 4000m2 completamente a disposizione dei partecipanti e attrezzata con strutture ristoro, zona relax, zona mercatino e zona concerti, a ingresso rigorosamente gratuito.
Questa la line up prevista per l’edizione 2016:
1 giugno: PUNKREAS, Fratelli Calafuria, Merdonald’s
2 giugno: OTTO OHM, Raphael, Piero Dread, The Manzi
3 giugno: COEZ, Rancore, Ackeejuice Rockers, Ted Bee, Shiva
4 giugno: PLANET FUNK DJ SET, Aucan, Durdust, We Are Waves
5 giugno: IL TEATRO DEGLI ORRORI, Sick Tamburo, Andrea Rock, Voodoo

I concerti inizieranno alle ore 21.00 e termineranno entro le 00.30 circa. Dopo ogni performance live sul main stage, ci saranno degli aftershow dj set a tema con la serata, presso l’area ristoro.

Nelle giornate del 2, 3, 4 e 5 giugno la manifestazione sarà aperta dalle 11.00 del mattino e ospiterà varie attività per bimbi, famiglie, sportivi e cittadinanza in generale. In programma esposizioni d’auto d’epoca e Vespe, dimostrazioni di parkour, crossfit, basket e calcio. Per i più piccoli, ci sarà a disposizione un’area gonfiabili oltre a laboratori di giocoleria e intrattenimento.
Inoltre non mancheranno bancarelle d’artigianato dove acquistare t-shirt e gadegt, oltre a info point gestiti dalle diverse associazioni del territorio per informare sulle attività della zona, oltre che promuovere un utilizzo consapevole degli alcolici. Il pomeriggio di domenica 5 giugno sarà dedicato alla danza, con un concorso gratuito organizzato dal partner Koreutica.

Contatti Utili:
Pagina FB: www.facebook.com/Big.Bang.Music.Fest
Evento FB: www.facebook.com/events/1588769408117563
Website: www.bigbangmusicfest.com
e-mail: bigbangmf@gmail.com

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Prove Complesse è il nuovo disco dei Fratelli Calafuria

Written by Senza categoria

I Fratelli Calafuria di nuovo in pista con un nuovo album dal titolo Prove Complesse (con l’etichetta toscana Woodworm). Registrato e prodotto tra Milano e Londra nel settembre 2014, segna un’inversione di rotta verso un sound grunge punk tipicamente anni ’90. Le coordinate sono quelle del power trio senza compromessi ma quanto mai contaminato e senza regole. Prove Complesse uscirà il 13 marzo per la label toscana Woodworm, ma i Fratelli Calafuria proporranno la nuova fatica in anteprima con due live, il 19 Febbraio al Magnolia di Milano ed il 21 febbraio al Covo di Bologna.

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Metropolis, il nuovo concept album degli Albedo

Written by Senza categoria

Uscirà il 16 marzo in digitale e Cd per etichetta Massive Arts (Fratelli Calafuria, Nadar Solo) e free download per V4V-Records, Metropolis, il quarto disco degli Albedo reduci dal successo di Lezioni di Anatomia (V4V-Records 2013). Metropolis è il quarto disco in studio degli Albedo. Il titolo è un tributo al capolavoro omonimo di Fritz Lang, capostipite della fantascienza al cinema. Metropolis si sviluppa infatti come un racconto, una sorta di moderna Odissea, ambientato nel futuro, in rigoroso ordine cronologico e narrato in prima persona. È la storia di un allontanamento obbligatorio, di un viaggio oscuro dalle terre di origine del protagonista, devastate dalla povertà e dalla miseria, verso un grande agglomerato urbano, Metropolis appunto, alla ricerca di una via d’uscita, di un modo per reagire, per cambiare il proprio destino dettato da una ancestrale profezia. La spinta al benessere materiale, negli anni, tocca territori più profondi nello spirito dell’io narrante, che avvia una disperata ricerca di se stesso: “Chi sono io? Da dove vengo?” Queste domande sorprendono per la loro spiazzante semplicità ma sono solo il principio di una feroce analisi di una civiltà distratta, meccanizzata e spersonalizzata, senza più un Dio a dare conforto o in cui credere, espressa dal punto di vista del protagonista, innocente, puro, giacché giunge da un luogo lontano, diverso e distante dall’inumana Metropolis. Un racconto nel futuro proiettabile a ritroso, nel presente, che attraverso il linguaggio della metafora, riferimento continuo nella poetica della band, svela e analizza vizi e perversioni dei tempi di oggi”.

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Dargen D’Amico (Theatre Quinto Festival)

Written by Live Report

Continua il Theatre Quinto Festival e continuano i nostri report dalla cara vecchia Rozzano. Questa volta parliamo di rap anomalo, di pubblico variopinto, di atmosfere festanti e non prive di contenuti…ma soprattutto parliamo di Dargen D’Amico, vero e assoluto protagonista della serata. Una serata che si prospettava sui generis già dalla partenza. Il riscaldamento del pubblico in attesa di DD è stato infatti affidato a tre act molto diversi, che però hanno saputo intercettare il favore del pubblico, interessato fin dalle prime note della chitarra acustica di Bandit, cantautore accompagnato da altre due chitarre – sempre acustiche – a fargli da supporto. Evitato con grazia l’effetto mariachi, Bandit è riuscito a far interessare di sé le tre/quattro file di pubblico già presente, complice l’immediatezza e la simpatia ironica dei suoi brani. Il suo essere seguito con attenzione da un pubblico che ci si poteva aspettare più hip hop-centrico è stato il primo indizio della qualità e della eterogeneità dei fan di Dargen. Sceso dal palco Bandit, prendono il suo posto i Rigor Monkeez, gruppo Hip Hop che è una vera fucina di progetti. I tre corrono come treni, e cercano di scaldare la sala – sempre più piena – con entusiasmo (forse troppo). Il pubblico inizia lentamente a rispondere: i brani dei RM sono densi ma orecchiabili, anche se le basi non spingono quanto dovrebbero. Complessivamente un’ottima prova, che lascia la sala carica e pronta al set dell’ultima apertura, quel Mistico di bocciofiliana memoria, che alza il tiro sparando a tutto volume tre/quattro brani danzerecci e mediamente disimpegnati, per poi, con grande senso della misura, ritirarsi, lasciando spazio all’attesissimo Dargen.

Iniziamo col dire che il grande talento di Dargen D’Amico è saper ammaestrare le folle come un domatore consumato (talento che è secondo solo alla sua maestria nell’uso della parola). Già dai primi momenti, il pubblico è nelle mani del rapper, che, in piedi dietro alla consolle (gestisce da sé le basi e il mixer), pare una figura messianica, un santone, venerato e adorato al ritmo di bassi tribali e mani che si muovono alte nell’aria. È una figura affascinante, che già dall’aspetto non suggerisce la chiusura che ci si aspetterebbe, da profani, nei concerti hip hop: camicia blu, occhiali a specchio, snocciola rime con una voce inconfondibile e una semplicità disarmante. Lo accompagnano, accentuando la sensazione di trovarsi fuori dal circuito hip hop più chiuso, i Fratelli Calafuria, uno per lato, come chierichetti rock ad officiare una messa crossover con chitarre elettriche sopra basi energiche e trascinanti. Dargen inanella i pezzi con sapienza, li introduce con semplicità e simpatia: sa far ridere il suo pubblico, e sa farlo stare attento quando serve. D’altra parte, i fan rispondono benissimo: lo adorano, e si sente. La scaletta è costruita per essere rapida e piacevole, anche per chi, come me, non segue assiduamente Dargen e non conosce a menadito tutta la sua discografia: ingrediente fondamentale è la scelta di eseguire, anche solo per una strofa e un ritornello, molti dei featuring che hanno contribuito a far conoscere Dargen anche al di là della cerchia dei suoi ascoltatori abituali (penso a “Festa Festa” con i Crookers e Fibra, a “Un Posto per Me” di Andrea Nardinocchi, a “Quella Giusta per Te” con Stylophonic e Malika Ayane, ma anche a “La Cassa Spinge” con Dumbblonde e Lucky Beard). Per il resto, la scaletta pesca a piene mani dall’ultimo Vivere Aiuta a non Morire, senza lasciare dietro altri classici come “Sms Alla Madonna” o “Odio Volare”. Non ci si fa mancare neanche un omaggio ai Calafuria con “Bisogna Fare Casino” e, ovviamente, una “Bocciofili” esplosiva con Mistico di nuovo sul palco.

Un concerto intenso, insomma, che, come tutta l’opera di Dargen, può essere vissuto su due livelli: un primo, più immediato, di divertimento e danza, di ritmi e risate e festa, e un secondo, ancora più soddisfacente, fatto di parole e significati, di tecnica acuta e di suggestioni profonde, che però non tolgono nulla alla piacevolezza dell’ascolto e alla tensione del pubblico (“Il Presidente” e “V V”, nonostante lo stile e gli argomenti, hanno elettrizzato tutta la sala, me compreso). Dargen D’Amico è un’artista che si conferma più che capace, un personaggio veramente unico nel suo genere, in grado di unire la profondità del Rap più artistico e per certi versi letterario all’immediatezza anche “cazzona” dell’aspetto ludico e festaiolo dell’Hip Hop, riuscendo a convincere anche chi, come me, nel rap non sguazza troppo spesso. Da vedere se vi va di passare una serata divertente senza offendere la vostra intelligenza: si può fare, e Dargen D’Amico ne è la prova. Appuntamento alla prossima settimana con il report dei Nada’r Solo sempre dal Theatre Quinto Festival, sempre su Rockambula!

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