Bjork Tag Archive

In giro in un distorto mondo techno pop: intervista ai P L Z

Written by Interviste

Un’opposizione in termini, una creatura polimorfa-perversa.
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L’arte di costruire paesaggi sonori – Intervista ad Alèfe

Written by Interviste

Quattro chiacchiere col multistrumentista e producer, fresco del suo debut da solista.
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Recensioni #17.2018 – Giorgio Canali & Rossofuoco / Merio / Ask The White

Written by Recensioni

JDFR, l’Islanda in Abruzzo con Paesaggi Sonori e IndieRocket Festival

Written by Eventi

Unica data italiana per una delle artiste più talentuose e distintive della scena musicale islandese, tanto che la stessa Björk ha dichiarato più volte di trarre ispirazione dalla sua musica.

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‘Sin letra pequeña’ – Pillole dal Primavera Sound 2018

Written by Live Report

“Con queste e con molte altre considerazioni inutili si torna a casa dopo un’esperienza come il Primavera Sound Festival.”

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Chi suona stasera? – Guida alla musica live di maggio 2018

Written by Eventi

New Order, Angel Olsen, Father Murphy, Yo La Tengo, June of ’44… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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10 SONGS A WEEK #29.01.2018 | speciale Primavera Sound

Written by Eventi, Playlist

VIAGGI MUSICALI | Intervista alle NANAI

Written by Interviste

Björk in studio con Arca per il nuovo album

Written by Novità

Il Video della Settimana: CAPVTO: “Blooming” feat. Chris Yan

Written by Senza categoria

Il nuovo disco di Valeria Caputo sa di sperimentale, elettronica digitale che sorprende conoscendola da tempo come meravigliosa cantautrice folk che attinge a piene mani da un certo tipo di scena americana rigorosamente “in rosa”. E per non confondere le idee, in un qualche modo cambia nome e marchia questo nuovo progetto con il nome di CAPVTO: si intitola Supernova ed è una vera e propria esplosione energica di idee e di perfezionamenti strutturali a suon di trasgressioni sintetizzate. Un disco davvero difficile per chi non è abituato a certi ascolti…ma allo stesso tempo un lavoro prezioso in cui, finalmente, si restituisce alla mente lo spazio e l’inevitabile sentore di smarrimento quando ci si trova davanti terreno fertile in cui correre senza limiti e senza confine. Il disco di CAPVTO fa questo effetto…ogni cosa potrebbe accadere e, probabilmente, ogni cosa è accaduta. Un rimando alla scena di Bjork sembra doveroso senza lasciare da canto la personalità di un’arte tutta italiana. Il video della settimana di Rockambula è “Blooming” il primo singolo estratto con la collaborazione di Chris Yan. Un video realizzato dai ragazzi dell’istituto Gianni Rodari di Forlì.

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Kiasmos – N/A

Written by Recensioni

Non una parola. Ma un cielo di suoni. A volte nuvoloso, a volte minaccioso di neve, a volte completamente annebbiato da non farsi vedere. Un’infinità di sfumature di grigio insomma (nessuna citazione letteraria!) e qualche sprazzo di timido sole del Nord, giusto ad intiepidire la pelle, seccata da un freddo costante ma più vitale del calore. Già, cosa potevamo pretendere da un progetto definito “Elettronico sperimentale” portato alla luce da due islandesi (per la cronaca Olafur Arnalds e Janus Rasmussen, quest’ultimo leader dei Bloodgroup)? In questo caso la geografia è la perfetta cornice delle vibrazioni sonore, si perché di vere e proprie canzoni non si può parlare. Gli otto episodi del progetto Kiasmos sembrano ad un primo ascolto essere un divertente esercizio di stile, dove la tecnologia incontra il classico, le diavolerie dei suoni computerizzati abbracciano violini e pianoforte. Sarebbe in questo caso tutto fine a se stesso, facile da ballare ma anche da piazzare in un lounge bar per un aperitivo con tanto alcol e poche tartine. In verità scopriamo presto che non è molto difficile andare oltre a tutto ciò.
Le tracce sono intitolate con una e una sola parola, ad indicare che li dietro ci sta il mondo dei suoni. La marcia di “Lit” è granitica ma intima, con le bacchette di legno che sembrano suonare direttamente sull’hard disk di un pc. La fusione tra i due mondi è poi completata da un intreccio d’archi da grande opera classica. I brani sono tutti attaccati, senza pause, come una lunga odissea di emozioni, tutte caratterizzate da un freddo polare, che non blocca però lo scorrere del nostro sangue, turbato come le onde di questo oceano. In “Held” un orecchio Pop (come il mio dopotutto) si sarebbe aspettato un bel canto, la voce soave di Bjork che esce dalle acque quasi come una sirena. Ma nulla di tutto questo accade e le note di piano soddisfano comunque qualsiasi richiesta. “Looped” e “Swayed” sono più ritmate, pronte alla dancehall, loop insistenti e sfumature sempre diverse, sempre vellutate e soffici, quasi ad introdurre una fitta nevicata. Lo xilofono colora l’eterna cavalcata di “Thrown”, le acque sono in tensione, quasi ad indicarci aria di tempesta, scampata all’arrivo dei violini sul finale. Forte e massiccia è invece “Bent”, quasi a creare un contrasto, ma tutto si placa poi in “Burnt”. Ultimo gioiello di dieci minuti in cui ogni dettaglio già osservato ritrova il suo spazio, quasi come un riassunto di tutto il viaggio sonoro fatto in compagnia del duo. L’odissea è finita e la miriade di suoni ci ha regalato le sue parole. Che sono molto più profonde di quelle trovate in innumerevoli dischi Pop.

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The Knife – Shaking the Habitual

Written by Recensioni

Un gioco di percussioni e vocalismi in “A Tooth for an Eye” apre Shaking the Habitual, il quarto disco dei The Knife. Ritmi alla Talking Heads che appaiono forse un po’ datati, ma al contempo proiettati negli anni 2000, in un perfetto caos e disordine sonoro che però non è disprezzabile e che ritroveremo più avanti soprattutto in “Without You my Life Would be Boring”. Annunciato già nel 2011 sul sito della band e nel 2012 con un breve teaser su Youtube, l’album venne dato alle stampe nei primi mesi del 2013 tra curiosità e soddisfazione / insoddisfazione dello zoccolo duro dei fans.

Certamente la performance vocale appare ancora una delle più intriganti della scandinavia (potrebbe contendere lo scettro alla celebre Bjork), ma dal precedente Silent Shout sono passati ben sette anni e quindi forse ci si attendeva un po’ di più da un gruppo dall’indubbio talento e spessore come il duo svedese. Elettronica allo stato puro (sempre e comunque) che soffre tuttavia di una durata esageratamente lunga (oltre settanta minuti sono davvero troppi da digerire persino per le orecchie più forti) e una scrematura dei brani avrebbe forse giovato ad apprezzare di più questo lavoro che appare a tratti intrigante, a tratti noioso.

Il coltello scandinavo è tornato quindi a colpire, ma lo fa con timidezza, senza osare mai troppo, senza spingersi oltre quei confini che da sempre lo contraddistingueva, mentre passava da una musica House a un Synth Pop post moderno senza eguali. Durante “A Cherry on Top” sembra infatti di stare ascoltando un disco solista di Thurston Moore o di Lee Ranaldo dei Sonic Youth (ma i loro sono sempre lavori geniali) e se non fosse per l’incantevole voce (che arriva però dopo cinque minuti!) verrebbe voglia quasi di passare alla traccia successiva.

Meno male che a rialzare la media ci pensano capolavori sonori quali “Raging Lung” o “Fracking Fluid Injection” in cui il duo osa davvero tanto ed ammalia l’ascoltatore e nella finale “Ready to Lose”. Insomma un disco che non passerà di certo alla storia e che quasi sicuramente dividerà i fans del gruppo.

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