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Mapuche, il secondo album Autopsia

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Il 24 febbraio esce in tutti gli store digitali il secondo album del cantautore Enrico Lanza, in arte Mapuche (dopo L’Uomo Nudo del 2011 e l’ep Compreso il Cane di inizio 2014), dal titolo Autopsia (Viceversa Records/Audioglobe). Registrato presso Casa Maggio da Alessandro Fiori e presso Phantasma – Recording and Production Studio (Ragusa) da Carlo Natoli, con la produzione artistica dello stesso Alessandro Fiori, Autopsia è un disco che segna un passaggio rituale, una metamorfosi dell’autore rispetto ai precedenti lavori: scarno, schivo e scomodo, nei testi e nelle musiche, che lascia spazio ad ogni personale forma di fantasia, introspezione o autopsia. Questa la tracklist completa: “Soltanto il Peggio”; “Scegli Me”; “Il Chiodo”; “Bassifondi; “La Responsabilità Civile dello Chef”; “Primo Discorso”; “Secondo Discorso”; “Son Finito nel tuo Armadio”; “Mr Sophistication”; “Autopsia”.

Cover_Autopsia - MAPUCHE

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Nada – Occupo Poco Spazio

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Tra la frastornante e nota “Ma che Freddo fa”, targata 1973 e l’ultima traccia del suo ultimo album “Sulle Rive del Sangue” c’è davvero un abisso, una voragine profonda sì, ma mai così tanto da non poter essere colmata. È forse l’equilibrio su cui l’artista livornese continua a reggersi, una specie contrappeso tra tradizione melodica e vocazione alla ricerca musicale a rendere il suo percorso così interessante, anche dopo 40 anni di carriera . Occupo Poco Spazio esce per Santeria/Audioglobe nel marzo 2014, accompagnato dal primo singolo, “L’ultima Festa” . A rivestire l’involucro di Occupo Poco Spazio c’è la solita e un po’ dannata eleganza della cantautrice livornese, che non discorda affatto con l’instancabile audacia della sua indagine artistica, divisa tra letteratura, contaminazione musicale e cantautorato. Quello di Occupo Poco Spazio è un Pop lucido, sapiente, introspettivo che racconta storie marginali, piccoli baleni di provincia, parole che infilzano lo sguardo sulle vite che si sfiorano ogni giorno. Un disco molto femminile Occupo Poco Spazio, che si concentra sulla figura della donna, sulla sua immensa interiorità e sul suo ruolo sociale, martoriato ancora da luoghi comuni e conformismi. Aleggia su tutti i testi, il filo sempre sotteso della solitudine imperante e delle innumerevoli contraddizioni quotidiane, ogni giorno sotto ai nostri occhi. Il disco, arrangiato e prodotto da Enrico Gabrielli e registrato in presa diretta alle Officine Meccaniche di Milano, rivela immediatamente come in questo suo nuovo lavoro, Nada abbia ampliato ancora di più la sua ricerca di sonorità rinnovate (come in “La Mia Anima”, “Sonia” o “La Terrorista”) ma che, nel contempo, non abbia totalmente abbandonato la sua tendenza verso brani più melodici, dunque più vicini alla sue prime produzioni (“Questa Vita Cambierà”, “L’Ultima Festa”).

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Violente Manipolazioni Mentali, il nuovo concept album dei Mastice

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Esordio del duo ferrarese formato da Igor Tosi (voce della band Devocka) e Riccardo Silvestrini, pubblicato dall’etichetta discografica I DISCHI DEL MINOLLO, con distribuzione Audioglobe. Il progetto Mastice rappresenta la dura quotidianità, dove riverberi e ritmi meccanici si intrecciano ad oscillazioni e parole. Sensibile alle sonorità industrial e ambient, Mastice possiede una forte natura elettro Rock. Il progetto esordisce con la cover “Vita in un Pacifico Nuovo Mondo” all’interno della compilation-tributo ai Fluxus Tutto da Rifare (Mag Music/ V4V Records). Registrato alla Masticheria di Ferrara da Samboela (Luci Della Centrale Elettrica, Devocka, Bob Corn) tra dicembre 2013 e maggio 2014, il disco è stato preceduto dall’EP digitale in chiave ambient “VMMprologue”, realizzato in collaborazione di Sozu Project.

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Fyre! – Missy Powerful

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Torna in scena la carismatica Alejandra Burgos e lo fa in grande stile con i suoi Fyre!, band Hard Rock che potremmo accostare al sound dei Bon Jovi (al femminile però!). Lo stile del gruppo è quello del classico Hard Rock anni 80 e 90: riff alla WASP, giri di chitarra alla Skid Row, assoli alla Journey e melodie che stuzzicherebbero il palato dei fan di Bryan Adams. La marcia in più del disco è comunque la calda e sensuale voce della bellissima (perchè è doveroso tenere conto della sua incisiva immagine) Alejandra, capace di far rabbrividire con i falsetti e in grado di cambiare tonalità con invidiabile scioltezza, abbassando e alzando la voce senza nessun tipo di difficoltà. Missy Powerful è il frutto del lavoro dei Fyre!, il loro disco d’esordio, visibile quanto uno spiraglio di luce. Il prodotto è discreto, parliamo di un disco che fino alla decima canzone rende bene, poi pochissima roba fino alla cover di “Stairway To Heaven” dei Led Zeppellin. Sia chiaro: anche se si tratta di un lavoro Hard Rock con forti tratti Blues, Missy Powerful rimane comunque un lavoro dal carattere fortemente Pop. “Get the Hell Out” e la successiva “Stay Until the Moonshine” possono benissimo occupare le prime posizioni di una classifica commerciale. Le due tracce prima citate addirittura si contrappongono: la prima è carica e festaiola, la seconda calma e melodica. “No Happiness” segue la scia della canzone precedente “Stay Until the Moonshine” appunto. “I Love to Rock” come dice il titolo è a suo modo un omaggio al Rock, pacchiana e ben confezionata. “Crazy Little Woman” vanta un interessante giro di chitarra che accostato alla voce di Alejandra lascia veramente il segno. Voglio ricordare che fino alla decima traccia tutto fila liscio, il naso si storce con “Watch Me Close the Door”, “Stay in Bed” e “Front Row Kids”, brani poco impegnati che rivelano pesanti somiglianze con alcune canzoni già editate in passato (ovviamente da altre band). In definitiva Missy Powerful risulta ben riuscito, ha carattere e sa emozionare, bisogna solo procurarselo, metterlo nel lettore e saltare quei pochi pezzi mal conseguiti.

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Giardini di Mirò – Rapsodia Satanica

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Sonorizzare un film muto pare essere una sfida ben accettata dai gruppi italiani più “alternativi” (per non scomodare l’abusato aggettivo “Indie”). Molti si limitano al live diretto mentre la pellicola scorre sopra le loro teste, ma qualcuno osa di più. E si sa che i Giardini di Mirò nell’osare sono dei maestri, sempre musicalmente eccelsi e senza limite alcuno. Poi a guardare indietro nel tempo il gruppo emiliano vanta già la colonna sonora del film “Sangue – La Morte Non Esiste” (anno 2005) e proprio una sonorizzazione del film muto “Il Fuoco” (1915), poi diventato un vero e proprio disco nel 2009. Niente di nuovo insomma, o forse qualcosa si. Rapsodia Satanica prende ispirazione, ma anche il nome, dall’omonimo film del 1917 di Nino Oxilia e vede la partecipazione della diva di inizio ‘900 Lyda Borelli. La ricerca delle immagini con i suoni è un lavoro meticoloso e certosino, che sfocia però in un disco tutt’altro che calcolato al millisecondo. Molto diretto e compatto, che conserva la sua emotività e la sua drammaticità nonostante la peculiarità sonora. L’album, totalmente strumentale, è diviso in arie, la prima è molto semplicemente “Rapsodia Satanica I”: note di chitarra partono con una lentezza esasperante, quasi a richiamare senza fretta il demonio, poi invocato a gran voce da una danza Noise che fa tremare la spina dorsale. Nella parte numero “III” si passa inaspettatamente al Blues (e quale migliore musica per onorare il diavolo?), il brano è dominato da una chitarra che sbrodola pentatoniche e da una armonica a bocca. Sempre lenta, ripetitiva, inesorabile marcia verso gli inferi. I ritmi cambiano solo con “Rapsodia Satanica XIII” dove si crea un indeterminato stato di pace, calma apparente, la freschezza che richiama la giovinezza “comprata” al demonio dalla ormai attempata signora del film (non avete visto il film? potete farvi un’idea qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Rapsodia_satanica).

“XVII” è la svolta. In questa odissea di 7 minuti si sente la tempesta che sta per invadere la quiete, la tensione sale lungo le ossa. Il piano e i fiati sono distanti, come un’onda anomala che sta per sfracellarsi contro la nostra faccia, ma senza far rumore. La botta sorda arriva una batteria dritta e sicura che si tuffa in un suono melodico, cupo, basso pompato e chitarra che non abbandona i suoi arpeggi infernali. Le note poi ritornano subito distanti e l’ultimo episodio “XXI” è lontanissimo, un eterno cadere verso il basso, un fosso infinito che emana vibrazioni dalle pareti. Il tonfo poi si fa violento, rumore puro, Elettronica spinta e malsana che ci regala però l’ultimo rantolo: prima echi disperati da girone dantesco e poi le campane che decretano la fine del viaggio. Un ritorno alla rassegnazione della realtà o un nuovo e orribile mondo davanti ai nostri occhi? I Giardini di Mirò ci lasciano con il dubbio e, dato lo scenario, in fin dei conti cambia ben poco. La cosa fondamentale è che ci portano davanti agli occhi un paesaggio che va ben oltre la loro musica. Io che pensavo di annoiarmi, mi ritrovo con i peli delle braccia ben rizzati e con quel gelo che piglia dritto nello stomaco. Sono onesto, il film non l’ho guardato e non lo guarderò. Mi bastano queste immagini descritte magistralmente con le note per capire che questa è arte priva di confini e di etichette. E questa band è un gioiello, da lucidare piano, minuziosamente. Per scoprire tutti i suoi lati irregolari e incredibilmente pieni di luce e stracolmi di ombre.

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Oltre… l’Abisso, il nuovo studio album dei Folkstone.

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Oltre… l’Abisso, il nuovo studio album dei Folkstone, uscirà lunedì 3 Novembre 2014 su Folkstone Records e sarà distribuito in Italia da Audioglobe. Il precedente album Il Confine ha venduto oltre 4000 copie e l’uscita è stata accompagnata da più di 100 date live tra Italia, Germania, Svizzera e Lituania. Questo nuovo album è stato registrato in diversi studi durante l’anno ed è stato prodotto dagli stessi Folkstone. La produzione artistica è stata affidata al noto Yonatan Rukhman, mentre il mix e il mastering sono stati curati da Marco D’agostino presso Aisha Studio / 96 Khz.it (Milano). I Folkstone nascono tra il 2004 e il 2005 e sono oggi una realtà di rilievo nella scena Medieval Rock. L’uscita del nuovo album sarà seguita da un breve tour di presentazione di sette date che partirà il 21 Novembre dal Live Club di Trezzo Sull’Adda (MI).

Date Live di presentazione:
21 Novembre Trezzo (MI) – Live
22 Novembre Cerea (Vr) –AreaExp
28 Novembre Roma – Orion Club
29 Novembre Bologna – Zona Roveri
6 Dicembre Moncalieri (To) -Audiodrome
12 Dicembre Firenze – Viper Club
20 Dicembre Romagnano Sesia (No) -RNR Arena

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Tutto Molto Bello 2014, si parte!

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Il Primo Torneo di Calcetto per Etichette Indipendenti. 14,15 Settembre a Bologna.
Torna anche quest’anno TUTTO MOLTO BELLO, il primo torneo di calcetto per etichette indipendenti ideato da Sfera Cubica con la collaborazione di LocomotivClub, in programma Sabato 13 e Domenica 14 settembre a Bologna, presso il parco del DLF Ferroviario e inserito nell’ambito di bè bolognaestate 2014, il cartellone di eventi estivi promosso e coordinato dal comune di Bologna. Quest’anno il torneo (con la speciale partecipazione della squadra del Primavera Sound Festival direttamente da Barcellona), oltre alla ormai nota simpatia per Bruno Pizzul a cui deve il suo nome, rende omaggio al grande Vujadin Boškov, recentemente scomparso e abilmente ricordato nel logo di Prodezze Fuori Area. Tra gli elementi di comunicazione, quest’anno è stata lanciata la Sigla di Tutto Molto Bello a cura dei Superbox, insieme alle suonerie disponibili nel sito dell’evento.
Ventiquattro squadre:
#hashtag, Audioglobe, Black Candy, Bomba Dischi, Ikebana Records, INRI, La Fabbrica, Foolica, Garrincha dischi, IRMA records, La Barberia records, La Fame Dischi, Libellula, MK Records, Primavera Sound FC, Radio All Stars, RIFF Records, Soviet Dischi, Promoter All Stars, To Lose La Track, Trovarobato, Unhip, v4v records, Woodworm.

Il programma completo!

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“Horus” è il nuovo singolo dei God Damn

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“Horus” è il nuovo singolo del duo Metal/Grunge/Post-Punk God Damn (UK) e verrà pubblicato in Italia da One Little Indian / Audioglobe il 27 Ottobre. Il brano è stato registrato al Metropolis Studios di Londra e prodotto da Xavier Stephenson. Buon ascolto, devastatevi le orecchie!!

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News for Lulu, parte il tour di Circles

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In attesa dell’uscita del terzo album intitolato Circles che uscirà in digitale il 22 settembre e che sarà nei negozi di dischi dal 29 settembre (LP/CD Urtovox/Audioglobe) la band pavese parte sabato con il tour da Lu Monferrato (AL) dove suonerà al festival Repubblica Indipendente di Lu, mentre giovedì 9 settembre sarà sul palco del Magnolia di Segrate (MI).

06 settembre: Lu Monferrato (AL) @ Repubblica Indipendente di Lu
09 settembre: Segrate (MI) @ Magnolia
25 settembre: Milano @ Santeria showcase acustico
26 settembre: Vigevano @ Cooperativa Portalupi
02 ottobre: Pavia @ Spazio Musica
18 ottobre: Bergamo @ Edonè
24 ottobre: Vicenza @ Cafè del Sole
25 ottobre: Bologna @ Modo Infoshop
26 ottobre: Loreto (AN) @ Reasonanz
07 novembre: San Felice Sul Panaro @ Pasteggio a Livello
24 novembre: Cremona @ Il Fico
29 novembre: Carpi @ Mattatoio
11 dicembre: Livigno (SO) @ Marcos’
12 dicembre: Bergamo @ Druso Circus w/ Soviet Soviet

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Ex-Otago – In Capo al Mondo

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Gli Ex-Otago arrivano al quarto disco con sempre più voglia di lasciare tutto e partire, per arrivare (chissà, forse) addirittura In Capo al Mondo. Perso per strada il Pernazza, ora nei Magellano, la bussola non sbanda troppo e la loro musica rimane leggera, acustica, diretta e “comoda”, se vogliamo – che non è assolutamente un male, anzi. Un disco che è una serie di serenate, di spiagge al tramonto, o, forse, al chiarore dei fuochi di falò in piena notte. C’è freschezza nelle dodici tracce di questa perfetta colonna sonora estiva, da ascoltare in auto, in barca, nelle cuffie mentre si sonnecchia in aereo con gli occhi mezzi aperti per guardare le nuvole, per una volta, dall’alto in basso.

C’è qualche pecca (personalmente non apprezzo i momenti parlati che affiorano qua e là, così come sono poco convinto dal tono salmodiante di Maurizio Carucci, che peraltro fa parte, in pieno, della cifra stilistica del gruppo, quindi mea culpa), ma il disco è una conferma del talento dei genovesi nel tessere trame impalpabili di corde e ritmi, chitarre acustiche e clap, flauti, tastiere e un’atmosfera di festa continua, una festa rilassata, d’altri tempi, d’altri luoghi (“Amico Bianco”, “Nuovo Mondo”). Saper indicare con precisione la strada per finire (tranquilli, sorridenti e senza troppi sbattimenti) In Capo al Mondo è il segreto e la ricetta fortunata di questo piccolo, grande gruppo che magari non ti cambia la vita, ma sa certo renderla più sopportabile.

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Laika Vendetta – Elefanti in Fuga

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Nuovo disco per i Laika Vendetta, Elefanti in Fuga racchiude rabbia e maestosa potenza, la voglia di non accettare il presente sbattuto in faccia dalle impetuose chitarre. Non è facile lasciarsi tartassare lo stomaco, un pugno dietro l’altro, sentori di Hard Rock anticipano sensoriali atmosfere Stoner. Il Rock bello deve picchiare duro nella sostanza ma soprattutto nella forma, i Laika Vendetta spiegano minuziosamente la loro lezione di “ribellione”. Apertura dura con “L’Ineluttabile”, Alt Rock tipicamente italiano, il sapore degli anni novanta sulla bocca, il pezzo tira dritto com’è giusto che sia. Niente di riscaldato nella mia minestra, il forte dissenso espresso nel testo (testi in italiano) viaggia perfettamente in armonia con la mia moderna visione della vita. Dire condizione di vita di merda è fare complimenti. Intima ed arpeggiata la successiva “Milano Roma”, il brano cresce quasi subito, dolce violenza. I suoni non sono freschi ma l’apporto delle dure chitarre rimedia una situazione d’avanguardia non troppo presente. Avete presente i chitarroni dei One Dimensional Man quando erano ancora vivi? Subito cattiveria in “La Sposa di Fango” (ispirata all’omonimo racconto di Emidio De Berardinis), l’aria si mantiene pesante per tutta la durata del pezzo. Perché se non è ancora chiaro i Laika Vendetta picchiano decisamente forte e gridano disagio senza precauzione. Ho sentito il fiato di Cristiano Godano nella morbida (per quanto possa esserlo) “Inverno Estate”, sarà l’impressione ma qualcosa mi ha portato direttamente verso quella direzione. Ho apprezzato incondizionatamente il suono del basso, diamante grezzo dell’intero brano. “Labile” parte benissimo e qui il titolo stesso riporta ai MK più vecchi e credibili possibile, non trovo entusiasmo e lascio scivolare senza pretese. Sarà quell’attaccamento così conformato alla scuola alternativa italiana, sarà che per sentirsi vivi serve ben altra roba. Ecco “Elefanti in Fuga”, un pezzo scritto di pancia, armonie Progressive e razionalità da vendere.

I Laika Vendetta per la prima volta durante il disco riescono ad osare con successo. Ballatona d’amore violento, sentimento e follia, è il momento di “Samsara”, il ciclo della vita, della morte e della rinascita. Non c’è niente da fare, la parte migliore di questa band è l’espressione della potenza, in “Samba Generazionale” tutto questo viene fuori nonostante il passo non presenti esagerate vocazioni compositive. C’è chi nasce per fare bordello. Il disco si lascia condurre fino alla fine, la chiusura affidata ad una melanconica “Kali allo Specchio” rilassa i nervi tenuti sotto tensione per l’intera durata del disco. Immaginate davvero degli elefanti in fuga, pensate al frastuono prodotto, al caos generato, alla disperazione. Ecco cosa si prova dopo avere ascoltato questo lavoro. Tante cose belle e pochissime brutte, i Laika Vendetta ti entrano bastardi nelle viscere e non sarebbe affatto male lasciarsi prendere. Non hanno niente da invidiare a tante super affermate band nostrane, Elefanti in Fuga mantiene viva la tradizione dell’Alt Rock italiano. Guardatevi intorno e trovate di meglio se riuscite a farlo.

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Il Cane – Boomerang

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Nuova fatica per Il Cane che torna a due anni di distanza dal precedente disco Risparmio Energetico. Il secondo lavoro si chiama Boomerang ed esce sotto etichetta Moscow in collaborazione con Matteite Records. Un sound elettronicamente moderno scaccia la noia dei soliti cantautori Indie, ormai non sentiamo niente di nuovo da troppo tempo, la paura è sempre quella di scendere nella convenzionalità assoluta. Il prodotto di Matteo Dainese aka Il Cane è fresco, il profumo si sente da lontano, il rancido malessere della mediocrità non passa mai dalle sue parti. “Vero” apre Boomerang in maniera delicata, chitarra acustica ritmata dal sentimento, batteria che apre il pezzo come nei migliori stati di grazia, il riff gira simpatico e dannatamente orecchiabile. Grande impatto il primo brano. Capisco subito di avere tra le mani una produzione importante. Quindi qualcosa di musicalmente valido vive in Italia? Piacerà a molti, attirerà l’invidia dei saputelli musicali. Poi “Il Premio” e l’effetto sole continua ad abbronzarmi la faccia, quasi brucio ma resisto. Particolarmente colpito da “Maledizione”, elettronica cupa, ritmo capace di trasmettere gioia e tristezza. Miscela di sensazioni, tremo col sorriso e nonostante tutto sono felice. “Al Tuo Tempo” arriccia la pelle, intima e violenta. Interiorità trasmessa dalle fredde corde della chitarra, pezzi di vita in musica.

Musica ritmicamente incalzante in “Alla Grande” e “Sguardo Perso”, buona interpretazione vocale de Il Cane, la sua voce rimane impressa come poche. Particolare e da non sottovalutare. “Lacrime” sembra un inno alla delusione, pizzica lo stomaco. Emotività al massimo ed esplosioni Post Rock. Sempre tutto legato da un senso di innovazione, qualcosa di diverso. Sulla stessa linea “Spettri”, un testo bellissimo e la capacità di lasciarsi penetrare incondizionatamente. Perché fare musica significa soprattutto regalare emozioni, e in Boomerang troviamo tanta roba, ascoltate “Cuscino Rosso” e lasciatevi incantare. Le idee girano bene nella testa de Il Cane, girano talmente bene che le soluzioni sembrano essere sempre a portata di mano. Diversa e particolare “Panico”, si gioca molto d’effetto. Si ritrova la potenza delicata dell’inizio nella conclusiva “Sconosciuti”, molto Rock e introspettiva, Il Cane brucia di molto la diretta concorrenza. Non mancano importanti collaborazioni per la riuscita del disco, Egle Sommacal (Massimo Volume), Ilaria D’Angelis (… A Toys Orchestra) e Marco Testa di Fuoco (Giorgio Canali & Rossofuoco) sono soltanto alcuni dei musicisti presenti in Boomerang. Arrivare al secondo album e confermare il primo è roba rara tra le band e i cantautori di questa sporca epoca, Il Cane non solo conferma ma migliora la propria produzione e Boomerang assume una propria personalità garantendo bellezza e originalità. Il Cane è tra i migliori artisti italiani in circolazione, e quelli meritevoli si contano sopra le dita di una mano. Se non volete scendere nella banalità di album fotocopia e finti cantautori questo disco darà la svolta alla vostra ricerca. Pop è bello. Boomerang è stupefacente.

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