800A Records Tag Archive

Recensioni #22.2018 – Rinunci a Satana? / Alessio Bondì / Medicine Boy

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La playlist del lunedì #19.11.2018 | Anna Calvi, Foxwarren…

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… Kate Bush, La Rappresentante di Lista, Rancore, Villagers e tanti altri

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #29.10.2018

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #12.01.2018

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #17.11.2017

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #10.11.2017

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Continua il tour estivo del cantautore siciliano Alessio Bondì

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Ecco le prossime date del tour estivo di Alessio Bondì. Il cantautore siciliano porterà in giro per l’Italia il suo primo album dal titolo Sfardo uscito per Malintenti Dischi e 800A Records (distribuito da Audioglobe). Il tour è partito il 12 luglio dal Releais Angimbè di Segesta (Tp) e toccherà numerose altre città:

17/07 Firenze – Off Bar
18/07 Perugia – The Garden – Bar
19/07 Roma – Monk
24/07 Teramo – Tana Libera Tutti
29/07 Marina Di Ravenna (RA) – Bagno Waimea
30/07 Bologna – Serre dei Giardini
31/07 Varese – Sottovoce
01/08 Cesena (FC) – Rocca Malatestiana
21/08 Arbizzano (VR) – Valpolicella Music Fair
26/08 Scicli (RG) – Hometowns
28/08 Marineo (PA) – Barbagianni
29/08 San Fratello (ME) – Pas de Trai

L’autore palermitano, già vincitore del Premio De André, nasce da radici Folk e si mescola con i ritmi contemporanei e il suono esotico della lingua natìa, il dialetto palermitano. Tra i temi più ricorrenti del suo lavoro ci sono l’infanzia, il racconto della terra lontana e la nostalgia. Da qui nascono le ispirazioni che compongono la sua musica.

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I Black Eyed Dog annunciano l’uscita del loro album in Aprile

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Da Palermo, un enorme furgone sbiadito percorre la A29, puntando come una freccia verso l’estremità più occidentale della Sicilia. Al suo interno, oltre alla vita di un paio di uomini, una miriade di cavi colorati, microfoni, trasformatori, compressori e processori di ogni sorta. Non c‘è niente di convenzionale nel nuovo album dei Black Eyed Dog. A partire dal titolo: Kill Me Twice. Il disco, interamente registrato in una casa a pochi passi dal mare nella totale dissolutezza bucolica della campagna siciliana, si avvale della preziosa produzione artistica di Mr. Hugo Race (Dirtmusic, Bad Seeds), figura di spicco nel panorama musicale internazionale da oltre due decadi, e della appassionata collaborazione di Fabio Rizzo (Waines, 800A Records). Dalla stesura dei brani, viene fuori l’ostinato bisogno di affrontare e raccontare, in maniera cruda e disillusa i temi ricorrenti e le vicissitudini della provincia italiana e non solo. I personaggi che abitano queste tracce fanno parte di un immaginario collettivo, sempre più vivido nella nostra quotidianità “3.0“. La stratificazione dei valori, la sublimazione dell‘apparire e del mostrarsi sono solo gli schizzi di una falda capace di corrodere, profonda e silenziosa, la coscienza comune, disintegrando in questo modo la purezza dei sentimenti semplici. Il concetto di manutenzione degli affetti si avvale delle più misere tecniche di seduzione, al fine di polverizzare tutto ciò che fa vacillare la sempre più disfunzionale coscienza comune. Da questo circo maldestro e viziato, prendono vita le 12 tracce che compongono Kill Me Twice, il nuovo disco dei Black Eyed Dog che segna, inoltre, il felice ritorno in casa Ghost Records. Un ritorno fortemente voluto ed atteso.

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Francesco Vannini – Dinecessitavvirtù

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L’artista siciliano Francesco Vannini arriva al primo lavoro discografico con l’Ep Dinecessitavvirtù, cinque pezzi che raccontano l’arte di arrangiarsi sfruttando il poco che si possiede nella vita, insomma, racconti di vita quotidiana. La scuola cantautorale siciliana, come tutti avranno notato, vive un periodo di felicità impressionante, ormai (ma non è solo così) il musicista siciliano viene associato involontariamente al cantautore. La produzione artistica dell’Ep in questione è affidata a Fabio Rizzo dell’etichetta 800A Records, quella di Pan Del Diavolo, Black Eye Dog, VeneziA e tanti altri di cui vi lascio il piacere della scoperta. “Bomboletta Spray” apre il supporto con un ritmo incalzante e travolgente, il brano più importante per il cantautore/sociologo Francesco Vannini. Deve molto alla fragranza del pezzo, il cantato non arriva mai all’eccelso, ma i cantautori sono sempre così. “I Treni” si presenta con l’opposta emotività della precedente, in questo caso la tristezza prende il sopravvento, un ribaltamento emotivo spiazza la mia condizione di ascolto. Però ci provo gusto, in fondo le canzoni tristi sono sempre le più belle, sono quelle che ci fanno viaggiare con la mente: “I treni ormai non li conto più, e ho smesso di pensare se non mi pensi”. Tanta scuola cantautorale classica italiana nei testi, tante atmosfere tipicamente nord europee nella musica.

Arriviamo alla title track “Dinecessitavvirtù”, il cuore dell’Ep. Ancora una volta si cambia completamente registro, i riff diventano quasi caraibici, o meglio, isolani. La voce ed il testo riescono a reggere l’attenzione perfettamente, il quadro generale della canzone è più che positivo nonostante qualche piccola scopiazzata vocale ad Edoardo Bennato. Ma niente di serio, forse soltanto inutili sensazioni. Da piccolo brivido “Soltanto una Canzone”, sarà quel bellissimo pianoforte che sembra essere messo a raccogliere lacrime, un brano che scava il cuore. Antonio DiMartino dietro l’angolo guarda soddisfatto l’evoluzione della sua lezione artistica nonostante come potenza siamo ad altri livelli. Si continua sulla stessa linea con “Un Uomo Qualunque”, meno strappa lacrime ma con un armonica fantastica, la voce nella migliore performance dell’intero Ep. Si piange e si ride durante l’ascolto de Dinecessitavvirtù, Francesco Vannini dimostra di avere le carte in regola per entrare a far parte della schiera dei musicisti siciliani che contano. Con un Ep purtroppo non è possibile leggere il futuro artistico di Vannini, aspettiamo l’album ufficiale e se il buongiorno si vede dal mattino… ci aspetta una giornata di sole.

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Le Formiche – Figli di Nessuno

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Un disco Rock è sempre un disco Rock. Poi se una band si chiama Le Formiche il misticismo della parola Rock assume significati indefiniti. O meglio, Le Formiche suona come un nome indiscutibilmente anti trendy per una band attuale, a qualcuno potrebbe anche fare schifo ma per me è amore a prima vista. Poi leggo il comunicato stampa e scopro il segreto di questo nome, il cantante e presumo leader della band si chiama Giuseppe LaFormica. Noooo!!!!! Non è una (re)invenzione “originale” come pensavo! Sai quei gruppi italiani anni sessanta tipo I Camaleonti, I Corvi, I Dik Dik, I Delfini etc. Ok Le Formiche mi facevano pensare a questo. Il loro primo disco ufficiale esce sotto etichetta 800A Records e prende il nome di Figli di Nessuno. Le Formiche mettono da subito in evidenza l’abilità nel raccontare in musica i fatti e le storie dei quartieri difficili della loro città d’origine Palermo, dalle rapine alla vita in prigione passando per storie d’amore e voglia di riscatto. Un disco impegnato. Il vero Rock deve essere impegnato o quantomeno dovrebbe aprire gli occhi.

Figli di Nessuno si apre con “Non ho un Lavoro”, titolo perfettamente legato all’attuale situazione lavorativa nel Bel Paese. Rock classico dalle influenze Blues, niente di italiano a parte la voce da cantautore tipico tricolore. Infatti leggo che il mastering è stato affidato a JD Foster dei Montrose Studio di Richmond. Dicevo io, quindi non c’entrano niente con i Dik Dik, il sound è tutto american old style. Molto Country la succesiva “Storie da Prigione” pezzo simbolo della loro attività live nelle carceri, molto cantautorato alla Edoardo Bennato. Viene voglia di ballare sebbene il testo non lo consentirebbe. Figli di Nessuno scorre liscio senza intoppi nelle successive canzoni “Fortuna” e “Le Bombe”, sentori USA sempre in prima linea. Stranamente sento poco il contagio di Springsteen e questo per qualche anomala ragione mi rende sereno, un disco di Rock americano che non subisce le attitudini del Boss è roba da non credere. Però a pensarci bene qualcosina springsteeniana si sente in “Sam Cardinella”, testo scritto sopra una vera storia di un condannato a morte. Le Formiche capiscono bene la loro condizione di rockers fuori sede proponendo musica leggera e orecchiabile, consapevoli della semplicità del loro prodotto buttano nel disco pezzi satellite come “Mio Fratello”, “Occhio per Occhio” e “La Tristizza” (in dialetto). “Figli di Nessuno” il brano che chiude l’omonimo disco appare come una ballata intramontabile dalle atmosfere cupe, una chiusura poco allegra ma molto intima. Le Formiche dopo due precedenti demo arrivano alla maturità artistica con il petto pieno d’orgoglio, la passione per la musica non conosce generi, il loro album sicuramente fuori dal tempo è il manifesto di una generazione legata al passato che non accetta il futuro. Figli di Nessuno accontenterà quella fetta di persone nostalgiche amanti del Rock Made in USA. Chi dice che il Rock è morto?

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