Gypsy Chief Goliath – New Machines of the Night

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Gira e rigira stai sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e vedi che alla fine il tuo intento lo raggiungi. È sempre stato cosi, non ci sono santi, il mondo è pieno di bella musica, basta solo avere un po’ di pazienza nel cercarla. Questa volta mi è toccato scovare i Gypsy Chief Goliath, un gruppo i cui membri non sono affatto nuovi sulla scena Rock mondiale. Il gruppo è giunto al suo secondo platter, New Machines of the Night, un lavoro carico di bei riff, arpeggi e giri di chitarra, insomma un’esplosiva miscela di Blues e Southern Rock.  Girando per il web notavo che qualcuno li considera come una versione moderna dei Black Sabbath e, molto probabilmente, detto con molta onestà, chi ha diffuso queste voci non ha tutti i torti. Ad ogni modo, non appena ho ascoltato questa band e questo disco, la prima cosa che mi è saltata in mente è: questi tizi sono fra quei pochi che possono fronteggiare i Down, se parliamo di Southern.

Già dalla prima traccia, “Uneasy Kings”, è noto l’ andamento e il tipo di proposta dei G.C.G.;  questa traccia fa parte delle più belle del disco insieme a “Dirt Meets Rust”, “St. Covens Tavern”, la successiva “Got No Soul” e l’ eccezionale “This White Owl”. Andando per ordine: “Dirt Meets Rust” è la traccia più rocciosa, la song con il sound più graffiante; “St Covens Taverns” invece è probabilmente il cavallo di battaglia di New Machines of the Night, una sorta di ballata che vede una ritmata melodia che ricorda un po’ certe musiche folkloristiche. “Got No Soul” vanta di una serie di riff di chitarra da brividi insieme alla buona fisarmonica; vi basterà ascoltare come comincia; l’ultima traccia da tenere in considerazione è “This White Owl”, dalla struttura piano-forte, anche qui sono presenti incantevoli  trascinanti giri di chitarra; in questa song soprattutto i G.C.G. hanno dato dimostrazione di grande dote artistica. New Machine of the Night è un gran disco.

È piacevole ascoltarlo nel pomeriggio steso sul letto in un momento di riflessione ma lo è ancor di più durante un viaggio in macchina mentre si percorrono le lunghe autostrade. Date una possibilità a questi ragazzi Canadesi non ve ne pentirete affatto.

Last modified: 8 Novembre 2013

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