Genesis Owusu – Smiling With No Teeth

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Come suonerebbe la versione rapper australiana di Prince toccata da razzismo e depressione.
[ 05.03.2021 | House Anziety | neo soul ]

Mentre l’Italia continua ad accumulare un pazzesco ritardo sul suono del nuovo decennio concentrandosi su tendenze ormai passate, il resto del mondo sforna giorno dopo giorno eccellenze e promesse in ambito neo soul, stile che ancor più del rap sta dimostrandosi prolifico e fertile per la costruzione di qualcosa di nuovo partendo da radici ben consolidate.

Stavolta tocca a Genesis Owusu, artista ghanese trapiantato in Australia, ispirato da Prince e da Kendrick Lamar, qui al suo primo full length dopo una serie di singoli e un EP di quattro anni fa. Un esordio che non può passare inosservato, se non altro per l’incredibile versatilità dell’autore che si traduce in un cocktail di idee ed influenze diverse, che, pur riconducendo tutte al soul e all’r&b, passano dal funky al rap, dal post punk al pop folk con un atteggiamento di impensabile ottimismo ed energia, come se tutto si traducesse in un gioco tra lato introspettivo e mezzi espressivi.

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A dare quel qualcosa in più o quantomeno di diverso a Kofi Owusu-Ansah sono certo il suo Paese di origine e quello di dimora soprattutto, che gli permettono di distaccarsi dagli inevitabili cliché che si palesano nel neo soul statunitense, terra che partorisce i più noti artisti mondiali ma che, al contrario, può rappresentare un involontario freno per la creatività o meglio le derive più curiose.

Genesis Owusu si trova nel posto giusto al momento giusto, in quell’Australia che si sta dimostrando tra le nazioni più innovative in musica e sempre più pronta a dare spazio a chi ha talento vero. Come sembra essere il caso di Genesis: il suo modo di scavalcare il muro soul, prendere strade inaspettate, esplorare territori che non ci aspetteremmo di trovare in un disco del genere, ha qualcosa di trascinante. Il suo modo di darci la mano e accompagnarci è unico e non possiamo che fidarci.

Verremo ripagati quando ci immergeremo nelle tracce più sexy e calde ma anche quando Genesis ci chiederà di rilassarci e sognare, magari anche commuovendoci con alcuni testi non proprio festosi come quando ci canta del suo imminente cadere a pezzi o quanto attacca quegli amici desiderosi di avere una mano tesa ma mai pronti a tenderla loro stessi. Eppure, tutto questo è messo insieme in una maniera mai pesante, anzi, allegra come a volerci ricordare che non bisogna disperare anche quando le cose non vanno nella maniera sperata.

Non mancano temi meno esistenzialisti e più sociali come il razzismo che il ghanese ha vissuto sulla sua pelle e che ora vede la necessità di essere combattuto, sottolineando come la neutralità, in questi contesti, altro non sia che uno schierarsi dalla parte sbagliata e sottolineando anche in maniera cruda l’obbligo morale di combattere neonazismo e razzismo.

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Provate a immaginare l’eclettismo dei Gorillaz e l’energia dei Death Grips, mischiate tutto in chiave soul, e fatelo con la rabbia nel cuore ma gli occhi pieni di luce. Andrete solo un po’ vicino a tutto quello che è oggi un disco come Smiling With No Teeth. Pensate ad un artista in grado di fare rap e cantare melodie con la stessa convinzione. Provate a immaginare tanti generi messi insieme senza che il tutto suoni come un’accozzaglia confusa.

Pensate a come sarebbe fantastica la vostra vita una volta che avrete mandato a fanculo tutte le persone che vi fanno stare male. Pensate a quel giorno che non avrete più paura della morte e del demonio e sarete in grado di invitarli a banchettare su quel che resta dei vostri tormenti. Pensate a quanto sarete felici quel giorno in cui il ghigno sul vostro volto sarà una felicità che gli altri chiameranno follia.

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Last modified: 13 Aprile 2021