Cosa abbiamo visto al The Great Escape 2025

Written by Articoli, Live Report

Si è conclusa da poco una nuova edizione dell’iconico festival di Brighton e noi vi buttiamo lì un po’ di nomi alternativi ma assolutamente da seguire che vi abbiamo visto esibirsi.

Testo: Alessandro Lapetina
Foto in copertina © NME/Saffy Needham

Il Great Escape Festival è quel luogo in cui puoi fare una foto con Pete Doherty in costume, essere attaccato da un gabbiano, scoprire la band più famosa del 2030, tutto nel giro di un’ora.
Dal 2006 in poi di qui è passato praticamente chiunque, in un evento che per tre giorni fa suonare più di 450 nomi in ogni luogo della città che possa verosimilmente (ma non sempre) contenere un palco.

In qualsiasi festival, farsi una ragione dei clash tra i palchi e costruirsi con studio e fatica un programma personale sensato sono le due più grandi imprese che ogni appassionato di musica deve affrontare. In questo caso, se possibile, la faccenda si fa ancora più ostica.
Tra la distanza fra le venue, qualche fila chilometrica per entrare ai concerti più attesi (magari organizzati in un sottoscala, vedi alla voce Chloe Qisha) e momenti in cui stai placidamente camminando su un marciapiede quando un riff appiccicoso devia il tuo cammino verso l’entrata di un pub ambiguo, forse l’unico consiglio sensato sarebbe di non fare troppi programmi e lasciarsi portare dagli eventi.

Un po’ di consigli sparsi.

Dal momento che però noi saremmo qui a scrivere di musica, qualche consiglio ci tocca darlo lo stesso, in maniera del tutto parziale, arbitraria, dettata da scelte determinate in egual misura dalla volontà e dal caso.

Pertanto, all’interno della seguente lista magari non troverete i nomi più chiacchierati di questa edizione (come la sopracitata Chloe, Westside Cowboy, The Itch o gli English Teacher), ma siamo sicuri che tra il mischione post-pop-punk-funk degli Home Counties, i Brighton local heroes CLT DRP, il queer rave dei deBasement, il Britpop-ma-totalmente-2025 dei Welly (qui trovate la nostra intervista ai fondatori di Goo Records, l’etichetta di Brighton che li ha lanciati), i Getdown Services (che, se dovete ascoltare una canzone, ascoltate la loro), i Courting (visto che, se c’è uno strumento che non passa mai di moda, quello è il cowbell), i Just For Fun (il cui nome dice già tutto) ma anche i The Horrors (ma quelli chi non li conosce?), qualcosa da ascoltare per i prossimi giorni lo avete. E, chi lo sa, magari pure per i prossimi anni.

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Last modified: 23 Maggio 2025