Settimana scorsa abbiamo assistito al live genovese dei 66cl da Rovereto (coadiuvati dagli Astio, trentini anch’essi): qui vi raccontiamo com’è andata.
[31.05.2025 @ Aut Aut 357, Genova]
Maglietta Pixies. Wipers. Spilla Grauzone. Rancid. Glaas. Spilla Bauhaus. Unknown Pleasures. Brigate Rosse Teletubbies x2. Tatuaggio Fugazi. Megadeth. Tokidoki. Toppa Panic! At The Disco. P38. Jimi Hendrix. Sconvoltri.
In una piazza in cui tutti sono invitati a fermarsi e a osservare le dinamiche di un concerto punk, aleggia sempre l’intenzione degli appassionati, pubblico e musicisti, di farsi notare per ciò in cui si crede attraverso ciò che si indossa.
A Genova, nell’ultimo centro sociale occupato rimasto, l’Aut Aut 357, questa intenzione vale ancora di più visto che si sovrappone al già forte legame identitario con la città. Chi ci vive, chi la conosce e la ama lo sa, non si dice ad alta voce, ma di Genova se ne va fieri.
Anche i 66cl hanno uno stretto legame identitario con la loro città, Rovereto, ci tengono a precisarlo più volte durante il live (voce femminile stralunata in sottofondo, “ma dove sta Roveretoh?”).
Così come ci tengono a precisare che, per contraddire quanto detto all’inizio, gli unici non benvenuti a partecipare agli abbracci del pogo sono coloro che non prendono una posizione netta sulla Palestina. (Questa è per Thom Yorke)
Cccp (Fedeli alla birra) pezzo cardine, dichiarazione di gusto. Rielaborazione ironica di ciò che conosciamo, che non sacrifica necessariamente i contenuti. La quantità, la qualità desiderata: 66cl.
La prova che quella cosa lì (i CCCP) sono un monumento, sì, ma pop. Un Ragazzo dei 2000 ormai ha digerito, attualizzato i messaggi e questo è ciò che se ne sa fare.
Slogan che ti entrano in testa.
Ay ay, ay, la metà del concerto viene scandita da un richiamo a Crazy Train di Ozzy Osbourne dal frontman, Emilio Paranoico. E via di slogan che ti entrano in testa e non se ne vanno più:
contro lo stato ed il capitale
voglio un mitra per natale!
La ruffianità di alcuni atteggiamenti musicali dei 66cl – come ripetere il proprio nome più volte nel tempo di una canzone, ad esempio in Garfield (altro riferimento pop) – è un segnale che la filosofia Ezra Koenig del “vero consumatore post-moderno, che prende ciò che più gli piace dalle varie tradizioni e culture e si lascia guidare solo dagli istinti estetici” (direttamente da Retromania) in questo caso è l’abbraccio a un atteggiamento trap politicizzato e sano.
Un motivo per andare a vedere i 66cl: i pezzi di Ghigliottina, il nuovo album, ve li suonano. Non ve li fanno uscire su Spotify.
Menzione anche al gruppo d’apertura, gli Astio, che suonano Tempio Inganno, il loro disco uscito a marzo 2025. Piena goduria post-punk.
Fine del concerto.
Maglie dei 66cl: molte.
Qui un po’ di foto della serata scattate da Andrea Tedone.

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Last modified: 10 Giugno 2025




