What’s up on Bandcamp? [aprile 2019]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dall’indie.
WESTERN EDGES – PROWESS

[ UK | 26.04.2019 | ambient, elettronica, post rock ]

Ai più quello degli Hood è un nome che non dirà nulla, ma i fan più fedeli di slowcore e post rock non potranno non ricordarsi di questa storica formazione inglese attiva soprattutto nei ’90 (un consiglio: recuperate Rustic Houses, Forlorn Valleys). Ebbene, il bassista di quel gruppo, l’attivissimo Richard Adams, ha recentemente messo su questo progetto sospeso tra atmosfere ambient, inserti elettronici e squarci post rock. Un album immancabilmente minimale ma suggestivo, di quelli che col minimo indispensabile riescono a tratteggiare scenari eterei e suggestivi. Se amate Aphex Twin, Boards of Canada e simili, dategli una chance.

TODOS TUS TANQUES SOVIÉTICOS – COSMONAUTA

[ Argentina | 28.04.2019 | noise pop, shoegaze ]

Il sottoscritto ha senz’ombra di dubbio un debole per i dischi cantati in spagnolo in ambiti musicali apparentemente non così adatti o convenzionali per quella lingua, ma questi argentini rubano davvero il cuore. Pubblicato dalla carinissima etichetta indipendente messicana Stupid Decisions, Cosmonauta è un album di canzoni delicate ma mai banali o melense, contraddistinte da un gran gusto per la melodia senza però disdegnare rumore e distorsioni. Più di una traccia (Con amor, Stalin e El Último Diez su tutte, romanzesche già dai titoli) è pervasa da un romanticismo nostalgico ma mai troppo dimesso filtrato attraverso la lente di un buonumore tipicamente sudamericano. “Voglio fare le cose più stupide con te, voglio lasciarti un ricordo di quello che viviamo oggi”: se avete un cuore, non potrete non sciogliervi.

MOTH PYLON – NATURE III

[ Corea del Sud | 21.04.2019 | slowcore, post rock ]

Progetto del musicista sudcoreano Gyungwon Sin giunto già al secondo EP pubblicato quest’anno. A metà strada tra il desolante minimalismo dei primi Low e la lucida disperazione di un certo post rock à la Spiderland, queste tre tracce riescono, in una manciata di minuti, a farti sperimentare tutta l’inquietudine di cui (non) avresti bisogno. La voce che a tratti sussurra in maniera impercettibile aggiunge ulteriore disagio al tutto, restituendo un senso di apatia che è impossibile da evitare. L’atarassia di quando si ha tanto tempo a disposizione e non si sa bene cosa farsene.

KAVOD – WHEEL OF TIME

[ Italia | 13.04.2019 | doom, stoner, occult rock ]

Esordio ufficiale per questo trio perugino: riff massicci e lenti caratterizzati da un certo retrogusto esoterico, quest’ultimo chiaro fin dai titoli dei tre brani dell’EP. Un senso dell’occulto che, unito alla matrice stoner/doom di indubbio riferimento, è – come confessano gli stessi Kavod su Bandcamp – anzitutto un tentativo di esorcizzare i propri demoni interiori, un immergersi nella sfera più buia del proprio io che, concedetecelo, fa tanto Nietzsche.

THE FOREIGN RESORT – OUTNUMBERED

[ Danimarca | 05.04.2019 | post punk, new wave, dark wave ]

Attivo dal 2008, questo trio proveniente da Copenaghen ha un proposito ben preciso: far rivivere gli anni Ottanta. Già, perché i 45 minuti scarsi di quest’album suonano come un vero e proprio tributo a post punk e new wave, con Robert Smith padrino ad honorem della vicenda. Di originalità se ne riscontra poca (e non potrebbe essere altrimenti), ma ai nostalgici che sono usciti vivi da quel decennio (semicit.) probabilmente provocherà più di un sussulto.

POST ELVIS – END OF WINTER

[ USA | 25.04.2019 | garage, indie rock, elettronica ]

Thomas Torres è un simpatico (non lo conosciamo personalmente, ma dalla foto in cui campeggia su Bandcamp vogliamo immaginare sia così) ragazzotto di San Diego che miscela cose strane: un garage/indie rock innaffiato di elettronica e caratterizzato da un cantato davvero sui generis, quasi allucinato. Il bello è che il mix (davvero variegato, in Here Comes the Blood ci si addentra addirittura in territori drone) funziona e l’ascolto risulta fresco e piacevole. Nota a margine: l’EP è un tributo ad un amico recentemente scomparso, il quale è anche ritratto nella copertina. E niente, la cosa un po’ fa sciogliere.

POUTRE – LAST IN FIRST OUT

[ Francia | 05.04.2019 | noise, hardcore ]

Dall’assolata e ridente Provenza un inaspettato noise rock schizzato ed energico. La voce sguaiata e le chitarre violenti dell’opener Bill Murray faranno sobbalzare i fan degli Unsane, mentre in L.I.F.O. i ritmi incalzanti e sincopati fanno venire alla mente addirittura gli Zu (senza sax, ok), ma durante l’ascolto verrà da scomodare svariati nomi illustri (The Jesus Lizard,Drive Like Jehu). Trentacinque minuti “in your face” e tirati a più non posso, un bel pugno allo stomaco. Marciume vero.

ELECTRIC ZOO – CHILDHOOD MEMORIES

[ Israele | 29.04.2019 | psych rock, blues, funk ]

Terzo album per questo quartetto israeliano che fonde, in maniera bizzarra ma intrigante, elementi psych, blues e funk. Nove tracce che scorrono via piacevolmente, una sorta di divertissement senza pretese di essere preso sul serio e che, molto probabilmente, funziona proprio per questo. I quattro da Tel Aviv hanno semplicemente voglia di suonare e la passione che trasmettono nel farlo, alla fine dell’ascolto, lascia senz’altro compiaciuti. Poco più di cinquanta minuti spensierati e presi bene, sicuramente un ascolto piacevole e curioso.

GIANT DWARF – S/T

[ Australia | 09.04.2019 | stoner rock ]

Per una volta, le zanne raffigurate in copertina non appartengono ad un mammut ma ad un tricheco: scelta tanto insolita per il genere che da sola fa guadagnare punti a questi quattro tipi australiani. Stoner rock bello “fuzzoso” e tirato, di quelli che ti fanno scapocciare e prender bene. Qualche nome di riferimento: gli immancabili Queens of the Stone Age, ma anche Dozer e 1000mods. Col caldo che prima o poi dovrà arrivare (?), ce lo si potrà godere in tutta la sua carica desertica.

Last modified: 13 Maggio 2019