VIAGGI MUSICALI | Intervista ai Monsieur Gustavo Biscotti

- Data: 6/09/2017

by Maria Petracca

20180020_10212178664255401_307771174_o

Nella vita di un musicista il viaggio è di certo una componente essenziale. Chilometri su chilometri, giornate intere passate in furgone, nottate insonni, pasti al limite della decenza, orde di automobilisti impazziti a rallentare viaggi lunghissimi e poi infine il palco, l’energia, il sudore, i sorrisi, il calore del pubblico e tanta voglia di rimettersi in viaggio per suonare ancora. E se il viaggio non fosse solo questo? Se il vero viaggio fosse l’intera esperienza musicale?

Questa settimana abbiamo chiesto ai Monsieur Gustavo Biscotti, quintetto mantovano che ha da poco pubblicato il disco Rabid Dogs,  di immaginare la loro vita a contatto con la musica come un lungo cammino che stanno in realtà ancora percorrendo. Ecco cosa ci hanno risposto.

 

♦ “Chi siete? Quanti siete? Dove andate? (Un fiorino!)”

Siamo 5 non più ragazzi, solo all’anagrafe, di Mantova. Dove andiamo è per fortuna una storia ancora da scrivere definitivamente, abbiamo una direzione in testa che è quella di seguire sempre la nostra passione senza lasciarci influenzare da mode o imposizioni esterne.

♦ È tempo di bagagli. Dischi, canzoni e artisti da portare con voi.

Facciamo così: artista e canzone e poi le discografie le lasciamo a chi ha voglia di spulciare nei banchi della prossima fiera del disco.
Fugazi – Waiting Room (amore eterno per la band che mi ha cambiato la vita musicale), Nofx – Linoleum, Neurosis – Stones From The Sky, Ink & Dagger – The Fine Art Of Original Sin, Refused – New Noise, Queens Of The Stone Age – You Think Ain’t Worth A Dollar But I Feel Like A Millionaire, These Arms Are Snakes – The Shit Sisters, Beastie Boys – Sabotage, Qualsiasi pezzo di un Qualsiasi disco dei Motorhead, Isis – The Beginning And The End, U2 – Sunday Bloody Sunday, Nirvana – Come As You Are/School, Iron Maiden – Running Free, Metallica – Orion, Led Zeppelin – Starway To Haven, Jane Doe – Converge, Tongue Illustration – With Love, Lost Crew – Breach, Under The Surface – Neurosis, Kill All The White Man – Nofx

♦ Le cose da dimenticare a casa.

In generale direi tutto quello che t’impedisce d’essere una persona aperta alle novità, agli incontri e alla scoperta. Possiamo aggiungere anche: ansie, paranoie, scazzi, conti in banca (tanto rimangono vuoti), negatività, presunzione, egocentrismo…

♦ Luoghi e incontri che hanno reso più interessante il cammino.

Tutti i posti in cui siamo stati a suonare ci han lasciato qualcosa, anche le serate più scariche e sfigate sono state importanti per crescere, migliorarci e capire cosa volevamo da noi stessi come band e persone. Ogni musicista incrociato e con cui abbiamo condiviso il palco è stato importante. Può sembrare un discorso un poco paraculo, ma è esattamente così che funziona. Incontro e scontro, conflitto con sé e gli altri: questo fa si che si progredisca. Il primo incontro poi di ognuno di noi con la musica è sicuramente la prima scintilla che ha fatto muovere tutto, qui ognuno ha storie diverse ed uniche. I dischi trovati in casa e suonati dai genitori da bambini, i primi album comperati e consumati. Non vorrei sembrare troppo poetico ma oserei dire che se a più di trent’anni sei ancora lì a sbatterti e sputare sangue per creare musica, registrarla, stamparla e organizzare dei live è perché tutto è partito in modo molto profondo ed intimo.

♦ Deviazioni di percorso. Ce ne sono state? Come sono state affrontate?

Come band abbiamo subito diverse trasformazioni: da gruppo strumentale a due bassi a band con chitarre e voci la deviazione è stata importante e complessa. Ci siamo semplicemente ascoltati e confrontati su cosa pensavamo fosse meglio per noi come band, cercando di trovare una sintesi delle nostre idee in modo da cucire l’abito migliore per noi, il più comodo. L’unico modo per affrontare i cambiamenti forse è accettarli e ballare la rumba.

♦ I migliori compagni di viaggio.

Oltre a noi cinque? Non potendo portare con se tutte quelle persone e situazioni che fan sì che siamo quelli che siamo direi che i migliori compagni di viaggio siano coloro che possiedono una piccola lista di principi base sintetizzabili in: non fare gli strxxxi con il prossimo e divertirsi.

♦ Mete sognate, ma non ancora raggiunte.

Ci sono tantissimi traguardi che non vediamo l’ora di raggiungere. Il disco nuovo appena pubblicato è uno dei traguardi che ci eravamo prefissati. Ora vogliamo suonarlo il più possibile in giro e ci piacerebbe mettere il muso oltre confine per vedere com’è schitarrare all’estero.

♦ “Cheeeeeese”. La foto che meglio vi rappresenta.

20180020_10212178664255401_307771174_o

Be Rock, Share!

Altri posts:

Pubblicato in Interviste - Tag: , , , ,


Lascia una risposta

*

*

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *



1999-2011 © ROCKAMBULA